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martedì 31 agosto 2010

Fare sesso a pagamento non conosce crisi – Aumentano i prezzi delle prestazioni

Sesso, Soldi, e Sangue continuano ad essere le tamatiche più popolari in internet. Parlare di queste tematiche è garantirsi un pubblico “interessante”. Ecco, qui trovate qualcosa interessante!

La crisi ha toccato profondamente le tasche degli italiani e molti settori economici del Paese, ma sembra che la prostituzione sia in controtendenza e anzi il mercato del sesso a pagamento ha registrato anche un incremento dei prezzi delle prestazioni, fino al 40%. Uno dei motivi è la "crociata" contro le squillo in strada lanciata da alcune amministrazioni locali. La notizia è emersa da un'indagine del Codacons realizzata in tre città italiane, Roma, Milano e Napoli.

Nell'ultimo anno le operatrici del mestiere più antico del mondo hanno dovuto aumentare i prezzi per reagire al divieto e ai controlli sulle strade. Ma se nel 2010 i costi sono lievitati "soltanto" del 40% dalla ricerca emerge che già con l'introduzione dell'euro i prezzi erano aumentati quasi del 150%. Numeri da capogiro che fanno ben comprendere perché il sesso a pagamento non conosca momenti di crisi e anzi si evolva, grazie anche alle nuove tecnologie con prestazioni che vanno da 30 euro fino a 500.

Connessioni a banda larga, web-cam, internet sui telefonini, video hot online hanno preso il posto degli annunci cartacei. Inoltre la cacciata dalle strada messa in atto, o minacciata, da alcune amministrazioni locali, ha fatto tornare di gran moda ricevere i clienti con discrezione in casa e ha contribuito al proliferare dei "centri massaggi".

Un altro dato da segnalare è l'assalto dalla prostituzione cinese: il 40% delle "offerte" è rappresentato da donne cinesi, solo il 25% da italiane. Nel 20% dei casi si tratta di donne provenienti dall`est, nel 12% sudamericane e nel restante 3% di altre nazionalità. Sono soprattutto Roma e Milano a sancire il primato delle prostitute con gli occhi a mandorla, mentre a Napoli prevalgono ancora, seppur di poco, gli annunci di italiane.

L`ascesa delle cinesi, quasi sempre donne tra i trenta e i quaranta anni, che applicano delle tariffe davvero concorrenziali, sta dando nuova linfa al mercato. Le "operaie" cinesi del sesso, meno avvenenti delle colleghe dell`est e meno curate di chi riceve in appartamento, hanno dalla loro la dedizione al lavoro e un`organizzazione del business studiata ed efficiente.

QUANTO COSTA UNA PRESTAZIONE?
In media, considerando le tre città prese in esame, molto diverse tra loro quanto a gusti e abitudini, si va dai 30/40 euro per una "sveltina" con una orientale in un bugigattolo travestito da centro massaggi in periferia e con la stessa cifra si abbordano le ragazze dell`est rimaste ancora in strada e si consuma in macchina. Con 50/60 euro si ottiene, invece, un`ambiente un po` più decoroso ma sempre con solo mezzora a disposizione con orientali o ragazze dell`est. Si sale a 100/150 euro se si preferisce un`italiana o una sudamericana, con le quali intrattenersi più a lungo in appartamento.

Le tariffe dei presunti centri massaggi, vanno maggiorate del 50% per avere a disposizione tre quarti d`ora e del 100% per poter fare qualche "giochino", previo accordo, con la ragazza. Per portarsi a casa una delle poche che ancora si prostituiscono in strada si deve pagare il doppio del prezzo e obbligatoriamente poi riaccompagnarla sul posto di lavoro una volta finita la prestazione.

Ma è quando si decide di varcare la soglia di un appartamento di un`italiana, o di una sudamericana, che si deve mettere in conto il rischio di spendere quasi un intero stipendio. Infatti, in queste alcove d`amore tutto ciò che va oltre una normale prestazione sessuale sul letto fa lievitare la tariffe: 20% in più per consumare la prestazione in un posto della casa insolito e scomodo per chi vi ospita, 30% per fare la doccia in sua compagnia, 50% per la seconda prestazione (e 25% per le successive), 100% per ogni "giochino" fino a 500 euro per l`intera notte, previo accordo numero fisso di atti sessuali.

CHI SONO I CLIENTI
Possono essere divisi in tre fasce di età: il 25% ha tra i diciotto e i venticinque anni, il 45% tra i venticinque e i cinquant`anni e il 30% oltre i cinquanta. Gli ultracinquantenni prediligono andare a trovare le professioniste nei loro appartamenti, mentre sempre più giovani, prima attratti dal richiamo della strada, stanno scoprendo i piaceri dei centri massaggi. (Apcom)

Il matrimonio è la tomba del sesso. O forse no? Alcuni dicono che dopo il Sì, le notti bollenti si riduccono.

Dopo il Sì, le notti bollenti si ridurrebbero a sporadici incontri settimanali viziati dalla stanchezza. Ma non è detto

Il matrimonio è la tomba del sesso. O forse no

Tutti, chi più chi meno, avranno sentito almeno una volta il detto “il matrimonio è la tomba dell’amore”, e su questo assunto si è ricamato così tanto da poterci ricavare un arazzo in grado di coprire mezzo mondo.

Ora, a suggerire che il matrimonio non solo è la tomba dell’amore ma anche del sesso, è un sondaggio condotto nel Regno Unito secondo cui se prima del matrimonio si faceva sesso almeno quattro volte a settimana, una volta sposati, e dopo soli tre anni, i rapporti sessuali si riducono a uno a settimana, nel migliore dei casi. A richiamare queste cifre sarebbe un campione di 3mila coppie sposate che hanno risposto ad alcune domande sul tema.

Altro fatto interessante emerso dal sondaggio è che più della metà degli intervistati (ossia il 59%) ritiene che il matrimonio faccia calare di molto l’eccitazione e faccia, per converso, aumentare di pari passo la noia e la ripetitività.
La disfatta arriva quando quasi il 50% dei soggetti sostiene di considerare la propria metà più un amico che non un partner sessuale.

Un fatto ancora più interessante però riguarda una dichiarazione: «Purtroppo, mentre si può essere profondamente innamorati di qualcuno e si vuole passare il resto delle tua vita con lui, è possibile anche a volere di più dalla relazione. Un partner potrebbe essere di supporto, divertente, intelligente e gentile, ma se non ispira fiducia nella camera da letto, o non soddisfare le aspettative, la vita sessuale può essere frustrante». Questa dichiarazione, riportata sulle pagine del Daily Mail non è stata fatta da uno scienziato o un medico ma, pensate un po’, da un portavoce di un sito di incontri extraconiugali, il lovinglinks.co.uk.
Be’, già si sapeva che spesso i sondaggi sono promossi da aziende che vogliono, come dire, curare i propri interessi e, guarda caso, un sondaggio che riguarda il matrimonio lo fa uscire come la sconfitta totale del rapporto di coppia…

A supportare la loro tesi, anche in questo caso… e forse non è un caso… due terzi degli intervistati che pare avessero una relazione extraconiugale avrebbe dichiarato che il sesso con l’amante era strabiliante al confronto con la noia del sesso con il partner… Come a dire, se volete fare del sesso bollente lasciate stare la vostra metà e, magari, fate un giro sul sito d’incontri extraconiugali.
Il dubbio che certi sondaggi siano, per così dire, pilotati sorge spontaneo anche quando si tiene conto di tutti gli altri studi (e anche sondaggi) che, invece, sostengono come siano proprio le coppie sposate ad avere una più attiva e soddisfacente attività sessuale come, per esempio, lo studio della London School of Hygiene and Tropical Medicine, pubblicato sulla rivista The Lancet.

In conclusione, secondo il sondaggio, la colpa di tutto sarebbe ancora una volta la società, lo stress e il ritmo frenetico della vita che farebbe preferire alla maggioranza delle persone un buon sonno ristoratore che non il sesso con il partner. Già!, la colpa è sempre di qualcun altro e poi – domanda – quando si ha un incontro extraconiugale, dov’è finita la tanto citata stanchezza?

La stoccata finale arriva quando il portavoce del sito dichiara candidamente (o furbescamente) che: «I matrimoni moderni stanno diventando un po' più aperti nei confronti del sesso, e in questi giorni siamo più veloci nel perdonare se qualcuno ha un incontro sessuale occasionale». Eh, come no!
(lm&sdp) - La Stampa

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