lunedì 19 luglio 2010

Rai: L'ex governatore del Lazio dopo lo scandalo su droga e trans. «Marrazzo farà inchieste per Rai 3 ma non tornerà a condurre»

Rizzo Nervo, membro della commissione di Vigilanza: «Piero vuole tornare a fare il giornalista»

MILANO - Piero Marrazzo vuole tornare a fare il giornalista. E presto, il desiderio dell'ex governatore del Lazio, costretto alle dimissioni dopo lo scandalo su droga e trans, diverrà realtà. Lo rivela Nino Rizzo Nervo intervenendo nel programma televisivo di Klaus Davi in onda su YouTube. «Marrazzo tornerà a realizzare documentari e inchieste, ma la sua intenzione non è quella di tornare a condurre» ha precisato il membro della Commissione di Vigilanza della Rai.

«L'HO VISTO TRE VOLTE NEGLI ULTIMI MESI» - «Ho incontrato Marrazzo, credo tre volte, negli ultimi mesi - racconta Rizzo Nervo -. Conoscevo ed ero amico anche di suo padre insieme al quale ho più volte lavorato sulle inchieste di mafia quando vivevo a Palermo. Piero è un bravissimo giornalista. Quando ero direttore del TG3, unificato con la TGR, lo nominai caporedattore regionale a Firenze e risolse una situazione difficile. No, non tornerà a condurre. La sua vicenda personale lo ha molto provato, ma vuole giustamente tornare a fare il giornalista. Ha delle ottime idee sulla realizzazione di alcune inchieste e pensa anche alla realizzazione di alcuni documentari e ne ha già parlato con il direttore di Raitre». (Fonte Ansa)

Inter calciomercato: «Balotelli? Ogni strada è aperta, ma non abbiamo fretta»

Thiago Silva interessa al Real se non riesce a chiudere in 48 ore per Maicon. Joe Cole al Liverpool. Capello si scusa

MIno Raiola, l'agente dell'attaccante nerazzurro

«Balotelli? Ogni strada è aperta,
ma non abbiamo fretta»

Thiago Silva interessa al Real se non riesce a chiudere in 48 ore per Maicon. Joe Cole al Liverpool. Capello si scusa

Mario Balotelli
Mario Balotelli
MILANO - La sorte di Mario Balotelli tiene banco nelle discussioni di calciomercato in Italia. «Ogni strada rimane aperta, non è certo oggi che si deciderà il futuro di Mario», ha detto l'agente dell'attaccante nerazzurro Mino Raiola a Sky Sport 24. «Se siamo aperti a tutti i club? No, solo a certe società e non sta a me rivelare quali sono. Sicuramente non abbiamo fretta per scegliere il futuro, anzi si fa con calma». Sul giovane attaccante dell'Inter c'è l'interesse dei due club di Manchester e del Chelsea.

THIAGO SILVA - Thiago Silva è nel mirino del Real Madrid, ma per 10 milioni non se ne fa nulla. A rivelarlo alla stampa brasiliana è l'agente del difensore del Milan, Paulo Tonietto: «Sappiamo che lo vuole il Real. È un interesse personale di Mourinho, che ha tentato di acquistarlo quando era allenatore dell'Inter». Secondo Tonietto però, la cifra indicata dai giornali spagnoli non è adeguata al valore del giocatore: «Diciamo che solo il suo braccio vale 10 milioni di euro. Thiago Silva è uno dei migliori calciatori nel suo ruolo».

MAICON - Ma Thiago Silva non è il solo difensore delle squadre milanesi che interessa Mourinho. Il pallino dello Special One è il nerazzurro Maicon. Ci sono soltanto 48 ore di tempo per concludere il suo trasferimento al Real Madrid. Secondo quanto riporta il quotidiano sportivo spagnolo As, il tecnico portoghese ha fatto presente che l'esterno brasiliano è una pedina «imprescindibile», ma la cifra di 35 milioni richiesta dai nerazzurri è giudicata troppo alta. Se entro due giorni l'affare non dovesse avere uno sbocco decisivo il Real punterebbe all'acquisto di un forte centrale difensivo (per esempio Thiago Silva).

PIENAAR - Secondo il quotidiano britannico Daily Mail, se l'Inter non riuscisse a portare a Milano Mascherano, l'obiettivo sarebbe il centrocampista offensivo dell'Everton e della nazionale sudafricana Steven Pienaar. La valutazione data dall'Everton è di 15 milioni di sterline, quasi 18 milioni di euro.

Joe Cole con la maglia del Chelsea (Ap)
Joe Cole con la maglia del Chelsea (Ap)
JOE COLE - Joe Cole è stato ingaggiato dal Liverpool con un contratto quadriennale. Il ventottenne fantasista inglese, lasciato libero dal Chelsea, è il secondo acquisto dei Reds per il neo-allenatore Roy Hodgson dopo Milan Jovanovic. A convincerlo sarebbe un contratto da oltre 100 mila euro a settimana, scrive il Guardian

BARCELLONA - I «mal di pancia» di Zlatan Ibrahimovic stanno stufando il ct del Barcellona Pep Guardiola. Tra i due in mattinata si è svolto un faccia a faccia. «Deciderà lui se restare o no», ha dichiarato il tecnico azulgrana. «Credo comunque che Zlatan sia più forte della scorsa stagione». Ibrahimovic, corteggiato da diversi club inglesi e dal Milan, ha dichiarato nei giorni scorsi la propria intenzione di rimanere al Barça. Guardiola ha poi smentito di avere chiesto alla dirigenza di mettere l'ex interista sul mercato e si è soffermato anche su Fabregas: «Cesc è un giocatore molto importante per l'Arsenal e costa tanto. Se non vogliono lasciarlo partire non verrà».

ACQUAFRESCA - Il centravanti Acquafresca giocherà con la Lazio. «Abbiamo raggiunto l'accordo con la Lazio. Lo ha confermato Enrico Preziosi, presidente del Genoa. «Acquafresca per quel che concerne noi può accasarsi a Roma, ora manca solo l'intesa fra la Lazio e il calciatore».

CAPELLO SI SCUSA - Fabio Capello è «dispiaciuto e turbato» per la vicenda delle pagelle dei giocatori inglesi al mondiale pubblicate online sul suo sito, ha dichiarato il figlio e agente di Capello, Pierfilippo, alla stampa inglese. «Avevamo promesso che non ci sarebbero state altre pagelle sui calciatori inglesi. Scoprire che invece è successo il contrario ci ha lasciato interdetti. Forse c'è stato un equivoco con chi gestisce il sito».

Calciomercato: Coutinho, l'Inter presenta l'anti-Pato

Come il milanista, acquistato appena maggiorenne

BABY CENTROCAMPISTA

Coutinho, l'Inter presenta l'anti-Pato

Come il milanista, acquistato appena maggiorenne

MILANO - E' stato appena presentato al popolo nerazzurro, nella roccoforte interista di Appiano Gentile. E già qualcuno lo paragona al suo gemello rossonero. «Sono una cosa diversa dal mio amico Pato. Lui è un attaccante puro, a me piace giocare dietro alle punte, in effetti un pò come Sneijder». Fin dalla conferenza stampa di presentazione, ci tiene a mettere i puntini sulle i Philippe Coutinho Correia, il centrocampista brasiliano classe 1992 proveniente dal Vasco de Gama, che dalla prossima stagione vestirà la maglia dell'Inter. Era stato opzionato dal club di Moratti quand'ancora era minorenne. Appena raggiunta la maggiore età è stato poi possibile perfezionare l'acquisto. Il suo ruolo è in mezzo al campo, preferibilmente al centro o avanzato sulla trequarti, ma in Brasile ha giocato anche come seconda punta. «Robinho e Kakà sono i miei modelli - spiega - Non vedevo l'ora di venire qui. Ora voglio affermarmi e diventare un volto noto del calcio italiano per poi raggiungere la nazionale che è il sogno di qualsiasi giocatore».

Philippe Coutinho con l'allenatore Rafa Benitez (Ansa)
Philippe Coutinho con l'allenatore Rafa Benitez (Ansa)
BENITEZ- Il giovane calciatore sudamericano piace già molto al nuovo tecnico nerazzurro Rafa Benitez: «Ha molte qualità, può essere il futuro della società. Tutti i tifosi erano sorpresi dalle sua qualità, siamo sicuri che farà molto bene per noi». Con Coutinho inoltra si conferma la linea verde della società nerazzurra. Balotelli dato sempre di più in partenza verso la Gran Bretagna, è il portabandiera della generazione '90, a cui appartengono anche Santon ('91), Khrin ('90), e i poco più anziani Biabany e Ranocchia, ora in prestito al Genoa.

VITA NOTTURNA - Visti i precedenti poco edificanti di Ronaldo e Adriano, il giovanissimo neoarrivato ha voluto fornire rassicurazioni anche sulla condotta privata: «Mi piace stare in casa, con la mia fidanzata e con la mia famiglia, ho uno stile di vita tranquillo, uscire non mi piace neanche troppo. Questi per me sono giorni da trascorrere in tranquillità. A Milano ho trovato due brasiliani che si allenano com me. Ho intenzione di imparare presto l'italiano.».

«Con Corona non ero felice». Tutta la verità di Belen

«Con Corona non ero felice»
Tutta la verità di Belen

«Se guardavo al futuro avevo dei dubbi, se pensavo a una famiglia avevo dei dubbi. Ero andata in cofusione. Ora voglio stare da sola, ma ho rispetto del nostro amore, di quello che c'è stato». E su Borriello: «Ho fatto uno sbaglio...»


Belen Rodriguez si è tolta il dente. Senza aspettare troppo, e anzi prevenendo la buriana di voci e illazioni sulla sua rottura con Corona- soprattutto, forse, conoscendo anche il carattere fumino del fidanzato- ha rilasciato una intervista a Chi in cui ha spiegato le ragioni della fine del loro amore.

Facciamo un passo indietro: la scorsa settimana c'erano stati, in ordine sparso, l'improvvisa rottura, con tanto di valigie lasciate in strada, in perfetto "Corona style", il presunto incontro della Rodriguez con l'ex Borriello a Ibiza, la scenata di gelosia di Fabrizio, anzi no, di Belù. Forse di entrambi. Che la loro storia fosse stata da sempre costellata di alti e bassi, passione e sfuriate non era un mistero, ma questa olta sembrava che qualcosa, ma soprattutto qualcuno, avesse provocato l'irreparabile.

Invece dalle pagine del settimanale di Signorini, l'argentina spiega che tutto deriva dai suoi dubbi: «Ho capito che non ero felice, se guardavo al futuro avevo dei dubbi, se pensavo a una famiglia, avevo dei dubbi. Da li' e' iniziata la mia confusione».

«Fra di noi c'erano dei problemi che non potete sapere, le cose non succedono mai all'improvviso, è la vita che è così» -ha detto, aggiungendo: «Ora voglio stare da sola, sono confusa».

«All'inizio non pensavo che sarebbe finita proprio in quel momento. Però in quei due giorni ho avuto modo di pensare", ha aggiunto Belen. E in quei giorni, come ha confermato al settimanale, ha incontrato Marco Borriello, in amicizia.

I due, spiega l'articolo di Chi , sono stati in due locali di Ibiza, l'Amnesia e il Pacha, e hanno trascorso un pomeriggio insieme in barca. E su una seconda intervista rilasciata a Vanity Fair confessa: «Ho fatto uno sbaglio, non si chiude una storia così importante senza chiarirsi davvero. Per questo l'ho incontrato, ci dovevamo una chiacchierata chiarificatrice da troppo tempo»

Ma sia chiaro, non è stato l'incontro con Borriello a scatenare la reazione di Corona: «Fabrizio non era geloso di lui , è stato lui per primo a dirmi che, prima o poi, avrei dovuto incontrare Marco. Non abbiamo litigato su questa cosa. Al mio rientro da Ibiza era tutto tranquillo. Poi però gli è scattata la solita voglia di fare notizia, di dare spettacolo. Ero a Parigi per un servizio fotografico, mi dicono "Guarda su internet" e ho visto le immagini delle mie cose buttate in mezzo alla strada. Mi sono messa a ridere, d'istinto: che incredibile showman, Fabrizio. Ma io non voglio più far parte dello spettacolo».

La showgirl, infine, ha avuto anche un pensiero per il suo ex Corona. Nell'intervista a Chi: «So che una persona ferita può dire tante cose, io ho rispetto del nostro amore, di quello che c'è stato. Sono emozioni profonde, che rimarranno per sempre».

Addio a Mino Damato, giornalista sempre a caccia di nuove sfide - Fondazione Bambini in Emergenza

Addio a Damato, giornalista
sempre a caccia di nuove sfide

Aveva 73 anni. Dal 1988 al 1990 ha ideato, realizzato e condotto "Alla ricerca dell'Arca", trasmissione che ha ricevuto tre Telegatti. Abbandonata la televisione, ha dato assistenza ai bambini malati di AIDS creando la Fondazione Bambini in Emergenza

ROMA - Si è spento venerdì scorso, all'età di 73 anni, Mino Damato, popolare giornalista e conduttore televisivo. La famiglia lo ricorda come un anticonformista: "Era un uomo che guardava in alto cercando la sua luna senza fare come quelli che si fissano il dito. Il suo sogno era quello di interpretare questo mondo scoprendone di nuovi sia che fossero nello spazio - quello spazio da lui tanto amato e che simboleggiava il futuro e dunque la speranza - sia che scavasse con gli occhi e con la coscienza nei drammi della storia contemporanea". La carriera di Damato ha conosciuto varie fasi, dall'esperienza nella carta stampata all'impegno da inviato di guerra, alla conduzione di popolari programmi tv. Sempre alla ricerca di nuove sfide, di nuove dimensioni. L'ultima è stata la lotta contro l'Aids con l'adozione di una bambina romena, Andreia, morta nel 1996, e la fondazione di una onlus per l'assistenza ai piccoli abbandonati e ammalati.

Napoletano, nato nel 1937, il suo vero nome era Erasmo. Giornalista professionista dal 1965, lavorò nei giornali - in particolare per il Tempo, che lasciò dopo un litigio con il direttore dell'epoca, l'attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta - e nel 1986 entrò alla Rai, diventando uno dei giornalisti di punta del Tg1 e realizzando reportage dalle zone di guerra, fra cui la Cambogia, il Vietnam, l'Afghanistan da dove tenne la prima diretta durante l'invasione sovietica.

Negli anni Settanta e Ottanta fu autore e conduttore di programmi tv come AvventuraRacconta la tua storiaIn viaggio tra le stelle, che aprì la strada alla divulgazione scientifica dell'astronomia e dell'astrofisica, e Tam Tam. Ma la sua carriera prese il volo nel 1983 con l'approfondimento quotidiano diItalia sera, condotto in collaborazione con Enrica Bonaccorti cui seguì la Domenica in del 1985-86 con Elisabetta Gardini, Gina Lollobrigida e il trio Lopez-Marchesini-Solenghi, con cui diede al varietà un'impronta più culturale e giornalistica, un taglio da approfondimento innovativo. Di quella edizione si ricorda anche la sua camminata sui carboni ardenti, che ispirò la parodia di Ezio Greggio "Mino D'Amianto" e una camminata su una pizza calda di Beppe Grillo.

Approfondimento, cultura, ricerca e mistero sono stati gli ingredienti di Esplorando nel 1987 e successivamente di Alla ricerca dell'Arca, premiata con tre Telegatti. Programmi che ispirarono trasmissioni simili su Telemontecarlo, fra cui I.T - Incontri televisivi, dove scoppiò la polemica per la messa in onda di una finta esecuzione di un condannato a morte sulla sedia elettrica. Su Tmc si ricordano anche i suoiSpeciali Tg, alcuni ideati e condotti con Antonio Lubrano.

Damato  tornò in Rai nel 1995 con Sognando Sognando programma poco fortunato sui sogni degli italiani, in prima serata su RaiUno, cui seguì Gran Tour nel 1997 su RaiTre.

Spesso ospite del Maurizio Costanzo Show nella seconda metà degli anni Novanta, lasciò il piccolo schermo e cominciò una nuova sfida nel campo della solidarietà e del volontariato: nel 1995 creò l'Associazione Bambini in Emergenza, adottò una bambina romena malata di Aids, morta nel 1996, e promosse la legge per il Garante dell'Infanzia nel Lazio. Calcò anche la scena politica: nel 1999 si candidò alle elezioni europee nelle liste di Alleanza Nazionale nel collegio Centro, e risultò primo dei non eletti. Nel 2000 fu eletto nel consiglio regionale del Lazio, sempre per An. Un anno dopo uscì dal gruppo consiliare e si iscrisse al gruppo misto di cui divenne capogruppo.

Fra i numerosi riconoscimenti che Damato ha ricevuto quello a cui era particolarmente legato è il Premio Motta per una diretta di sei ore dedicata all'Aids. Fra gli altri, anche il Premio della critica radiotelevisiva come migliore conduttore.

Il ricordo dei familiari. Tra i drammi indagati da Damato, i suoi cari citano "quelli dell'assurdità delle guerre, che lui ha testimoniato in prima persona, e quelli individuali che lo hanno portato a scegliere con amore assoluto la sorte dei bambini meno privilegiati".  Breve e doloroso, vissuto con grande intensità, il rapporto con Andreia, che, "per una scelta non formale ma di cuore", diventò sua figlia e la cui breve esistenza "illuminò la sua, anche quando gli occhi di Mino lasciavano trapelare la sua malinconia".

Damato, sottolinea ancora la famiglia, "ha molto vissuto da esploratore e pioniere mediatico, scientifico e anche politico e si è esposto al giudizio e alle critiche, spesso ingiuste, che vengono indirizzate solo a chi non vive di conformismo e banalità. Ha sempre indicato una strada davanti a sé. Non tutti hanno avuto il coraggio di seguirla. La sua solitudine è stata un segno distintivo di questi tempi aridi".

'''Guardare oltre con coraggio, determinazione e passione è l'esempio che ha lasciato a tutti noi. Qualunque sia la meta da raggiungere, anche quella più desiderata, ci sono viaggi che vorresti non finissero mai. Per Mino e per tutti quelli che gli vogliono bene - concludono - questo viaggio non avrà mai fine".

Repubblica.it

Berlusconi va all'Università privata "Che belle ragazze, mica la Bindi..." La replica: "Logora ripetitività delle sue volgarità".

Berlusconi va all'Università privata
"Che belle ragazze, mica la Bindi..."

Il premier in visita all' e-campus di Novedrate, in provincia di Como: "Si sono laureate con il massimo dei voti e non assomigliano certo a lei...".La replica: "Logora ripetitività delle sue volgarità". Di Pietro? Quando si è laureato nessuno sapeva nulla". E sul Pdl: "Piccole incomprensioni"

ROMA - "Vedo belle ragazze laureate con il massimo dei voti, che non assomigliano certo a Rosy Bindi...". Silvio Berlusconi, in visita all'università telematica e-campus di Novedrate, in provincia di Como, torna a prendere di mira il presidente del Pd. Lo aveva già fatto in diretta televisiva da Bruna Vespa 1, suscitando dure polemiche 2. E torna a farlo oggi. Parlando con gli studenti  il presidente del Consiglio avrebbe toccato il tasto della scelta di ragazze di bell'aspetto all'interno del suo partito: "Mi accusano sempre di circondarmi di belle ragazze senza cervello ecco invece qui delle belle ragazze che si sono laureate con il massimo dei voti e che non assomigliano certo a Rosy Bindi..."

Parole a cui la Bindi replica con ferma pacatezza: "Su quello che ha detto il presidente del Consiglio, mi limito con tristezza a prendere atto che tra i tanti segnali della fine dell'impero c'è anche questa ormai logora ripetitività delle sue volgarità" 

Ma non solo l'esponente del Pd finisce nel mirino del premier. La seconda frecciata è per Antonio Di Pietro. "Quando studiavo io lo sapeva tutto il condominio - avrebbe detto il premier - quando si è laureato Di Pietro, invece, nessuno ne sapeva niente".  Il presidente del Consiglio, che si è intrattenuto nella sede dell'ateneo comasco per un'ora abbondante, fermandosi anche per un aperitivo con i vertici dell'università, ha parlato agli studenti anche della università del pensiero liberale che lo stesso premier sta preparando a Villa Gernetto a Lesmo.

Il Cavaliere ha poi liquidato i problemi interni alla maggioranza come "piccole
incomprensioni". Minimizzando l'allrme sullo stato dei rapporti interni alla coalizione di governo messa alla prova dalle vicende relative alle inchieste sugli appalti per il G8 e alla cosiddetta P3.

La vista del premier non è piaciuat all'ex ministro dell'Università Fabio Mussi: "Da una parte Gelmini e Tremonti affamano la ricerca e l'universita' pubblica italiane, dall'altra  Berlusconi va in festosa visita all'universita telematica privata del Cepu". 

domenica 18 luglio 2010

Marocco: in 10 mila ai giochi africani della Gioventù

(AGIAFRO) - Rabat, 16 lug. - Oltre diecimila giovani tra i 13 e i 17 anni, provenienti da 41 Paesi del continente, partecipano ai primi Giochi africani della Gioventu', che si svolgono in diverse citta' del Marocco. La cerimonia di inaugurazione della kermesse si e' svolta a Rabat, con una serie di spettacoli nel complesso sportivo 'Principe Moulay Abdallah'. Erano presenti il ministro della Gioventu' e degli Sport, Moncef Belkhayat, e il presidente dell'Associazione dei Comitati olimpici nazionali d'Africa, Lassana Palenfo. Le competizioni si svolgono a Rabat, Sale', Casablanca, Mohammedia, Bouznika, Temara, Sidi Allal Bahraoui e Khemisset. (AGIAFRO) ,
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