mercoledì 1 febbraio 2012

Egitto/Calcio 2012: Violenza tra tifoseria fa 73 morti; campionato sospeso

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Cairo - Dramma dopo un'invasione di campo violenta a Port Said, dove i tifosi dell'Al Masr hanno inseguito i giocatori dell'Al-Alhy per picchiarli. I poliziotti erano in numero insufficiente e non sono stati in grado di gestire la guerriglia.

E' un vero e proprio bollettino di guerra quello che arriva dall'Egitto e per l'esattezza da Port Said. Durante la partita tra Al Masri e Al-Ahlyvinta dai padroni di casa 3-1, proprio i tifosi dell'Al Masr hanno invaso il campo.

 

Le ragioni vere non si capiscono, ma sarebbero riconducibili a mere motivazioni calcistiche e sembra che alcuni facinorosi abbiano voluto cercare lo scontro con i sostenitori avversari, visto che da sempre non scorre buon sangue tra i due gruppi. Da lì la situazione è degenerata, con violenti scontri tra le due fazioni, mentre i poliziotti, presenti in campo in numero insufficiente, si sono ritrovati a dover fronteggiare una guerriglia al di fuori della loro portata.

 

Mentre il pubblico lanciava fumogeni, bottiglie e pietre, molte persone sono state ferite gravemente, tanto che il bilancio è gravissimo: il Ministero della Sanità egiziano comunica cheil numero delle vittime accertate sarebbe di 73 e si parla di un migliaio di feriti. Per quanto riguarda i decessi, sono stati principalmente causati da traumi alla testa e soffocamento.

 

I giocatori, per sfuggire alla persecuzione, sono rientrati negli spogliatoi, ma anche lì la situazione non era tranquilla. Erano loro, infatti, il bersaglio iniziale della carica e una volta rientrati qualcuno ha testimoniato drammaticamente: "Lo spogliatoio si è trasformato in un obitorio".

 


Le misure prese sono drastiche: la Premier League Egiziana è stata infatti sospesa a tempo indeterminato a seguito di questo e di un altro scontro: secondo quanto riporta l'emittente Al Arabya, infatti, anche al Cairo, in un'altra partita dello stesso campionato, ci sarebbero stati degli scontri che hanno ridotto lo stadio parzialmente avvolto dalle fiamme.

 

Eurosport

"ECCO LA MIA PISTOLA": L'ULTIMO TWEET DI UNA 17ENNE PRIMA DI SUICIDARSI -FOTO

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BELLAIRE (TEXAS) - Le centinaia di amici sui social network avevano deciso di ignorare le sue grida di aiuto, così una liceale texana ha deciso di togliersi la vita. "Finalmente ho una pistola", ha annunciato la 17enne Ashley Duncan ai suoi follower su Twitter, poi ha postato la fotografia della pistola e una serie di messaggi sempre più oscuri come "Non vale la pena di vivere se si sa come ci si sente a voler morire ogni minuto, secondo, giorno, settimana, mese e anno" o "un giorno finirà tutto e quello sarà il giorno più felice della mia vita".
Per capire il gesto della ragazza gli inquirenti hanno dovuto ricostruire gli ultimi giorni tramite i post lasciati sui social network. Pare che avesse rotto con un ragazzo ("Il mio cuore è spezzato e non voglio più fare affidamento su nessuno"), anche se questo non basta a spiegare come una delle studenti più popolari della Bellaire High School abbia deciso di farla finita in quel modo.
Ora tutti i suoi amici sono sotto choc e ammettono di aver preso molto sottogamba i vari messaggi lasciati dalla ragazza. Nel frattempo, a seguito dello sfogo della mamma di Ashley, disperata perché la figlia abbia preferito sfogarsi su internet piuttosto che parlarne con lei, sul web stanno girando moltissimi post e tweet che invitano gli altri giovani nelle condizioni di Ashley ad aprirsi e a parlarne con qualcuno "dal vivo", aldilà di internet.

Lucia Manca: Arrestato il marito "la uccise per andare dall’amante”

Ha mangiato con la moglie una pizza poi l'ha uccisa quindi è uscito di casa per vedersi con l'amante e, una volta rientrato, ha preso il cadavere, lo ha nascosto e poi ha denunciato la scomparsa della moglie. È l'ipotesi investigativa che ha portato oggi all'arresto da parte dei Carabinieri di Renzo Dekleva, 54 anni, per l'omicidio aggravato e l'occultamento del cadavere di sua moglie, Lucia Manca, bancaria 52enne di Marcon (Venezia), scomparsa il 7 luglio scorso e il cui cadavere è stato poi trovato sotto un ponte a Cogollo del Cengio nel vicentino il 6 ottobre scorso e riconosciuto, grazie al Dna, solo il 27 settembre successivo.

20120131_lucia-manca-arrestato-marito[1]Dekleva è stato bloccato, con un ordinanza del Gip di Venezia, mentre tornava a casa dopo una giornata di lavoro come informatore scientifico. Su di lui - secondo quanto si è appreso - grava un quadro probatorio pesante, anche se l'uomo non avrebbe fatto alcuna ammissione. Una indagine lunga e complicata quella che ha portato all'arresto di Dekleva, avviata dai Carabinieri, coordinati dalla Pm veneziano Francesca Crupi, dopo l'apertura di un fascicolo da parte del magistrato per sequestro di persona.


Una volta trovato e riconosciuto il corpo, l'inchiesta è diventata per occultamento di cadavere e quindi per omicidio quando è stata stabilita la morte violenta della donna uccisa per soffocamento. Su quei resti però erano stati trovati pochi elementi per risalire all'assassino; c'erano infatti solo gli slip della donna che il marito, peraltro, non aveva riconosciuto come quelli di Lucia. Ma probabilmente a dare un'accelerazione all'indagine è stato il ritrovamento di uno scontrino dell'autostrada A31 «dimenticato» da chi aveva occultato il cadavere sotto delle foglie, non lontano ad un cassone per i rifiuti.


Un luogo, quello dove era stato nascosto il corpo di Lucia, peraltro conosciuto da Dekleva che imboccava spesso la A31 per andare in montagna, a Folgaria, proprio con la moglie. Secondo il racconto del marito, Lucia sarebbe uscita di casa il 7 luglio per andare in banca prendendo l'autobus. Ma quella mattina non l'aveva vista nessuno.


Nel corso dell'indagine, le circostanze sulla scomparsa erano diventate per gli inquirenti sempre più sospette, così come il racconto sulla serata precedente alla sparizione. Si erano così susseguiti colloqui con Dekleva che, volta per volta, è caduto in contraddizione. Poi ci sono state le perquisizione in casa, nell'auto e il sequestro del Pc. Un'attività che ha fatto anche scoprire che l'uomo si spacciava per laureato in medicina quando non aveva in realtà mai finito gli studi universitari.


Quindi il ritrovamento del cadavere, lo scontrino, e una tempistica che avrebbe permesso il tragitto da Marcon a Cogollo prima della denuncia della scomparsa, suffragato da riscontri informatici e telematici che sono diventati tutti elementi di un quadro che ha permesso ai Carabinieri di incastrare Dekleva. Il movente dell'omicidio, per chiudere il cerchio, sarebbe da ricondurre all'esaurimento del rapporto con la moglie e la voglia di farsi una nuova vita.

Giochi erotici con l’amante su Facebook: il martito la scopre, lei continua come se niente fosse

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VITERBO - Insospettito dal comportamento della moglie, che di notte si alzava e passava ore davanti al computer, ha piazzato una telecamera e l'ha ripresa mentre si autoscattava foto hard e le 'condivideva' su facebook con il suo amante 'virtuale', molto più giovane di lei. Ed è scoppiato il finimondo. È accaduto a Montefiascone in provincia di Viterbo.
Scoperta la tresca, l'uomo ha affrontato la moglie, ma lei, anzichè fornire giustificazioni del suo comportamento, si è scagliata contro il consorte, reo di averla spiata, e l'ha preso a ceffoni. Le urla della coppia hanno richiamato alcuni famigliari della donna che abitano accanto, che sono intervenuti in sua difesa scatenando una propria rissa.
Il marito è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso cittadino, dove gli sono state diagnosticate contusioni guaribili in alcuni giorni. Poi si è recato nella sede della polizia postale e ha denunciato la moglie per lesioni e ha consegnato ai poliziotti le prove del 'tradimento'.

Grecia 2012: Se il terzo mondo già tra di noi, Argiris Panagopoulos

La Grecia precipita nel terzo mondo: i suoi bambini restano con lo stomaco vuoto, mentre i turisti che visitano il paese possono godersi a basso prezzo i souvlaki e le insalate greche al suono dei bouzouki. Le politiche di Papandreou, Papadimnos e della troika hanno fatto si che migliaia di bambini delle scuole elementari di Atene si ritrovano a stare in classe senza poter mangiare niente. In centinaia poi sarebbero costretti a restano a volte fino alla fine dell'orario prolungato, alle quattro di pomeriggio, con lo stomaco vuoto.

un bambino riceve cibo da una Chiesa Ortodossa ad Atene

Nella foto: un bambino riceve cibo da una Chiesa Ortodossa ad Atene

Dopo le pressioni dei presidi delle scuole, delle associazioni di genitori e dei media, il ministero della Pubblica istruzione ha riconosciuto i casi di bambini malnutriti e ha annunciato ieri che dalla settimana prossima comincerà la distribuzione di «piccoli pasti» a 18 istituti che hanno sede nei quartieri più disagiati di Atene e nel suo hinterland. Il programma si estenderà in seguito ad altri quartieri abitati storicamente da operai e popolazione con bassi redditi, immigrati e zingari. I bambini vanno alle elementari dalle 8 fino alle 13 o alle 14. Ma possono fermarsi fino alle 16 su richiesta dei genitori. Solo che non sono previsti servizi di mensa. I bambini sono costretti così a portarsi il pranzo da casa.

Ogni pasto costerà al ministero tra 1 e 2 euro, mentre i ministeri della Sanità e della Pubblica Istruzione stanno tardivamente pensando di assistere direttamente le famiglie disagiate che lamentano problemi di malnutrizione per i loro bambini. La ministra della Pubblica istruzione ed ex Commissaria Europea Anna Diamantopoulou aveva negato ripetutamente che in Grecia potessero esserci bambini malnutriti, pero i presidi di tante scuole hanno smentito l'esponente socialista, chiedendo l'intervento delle autorità pubbliche.

Intanto, l'ondata di freddo che in questi giorni sta colpendo anche la Grecia, ha costretto molte scuole prive di riscaldamento a chiudere i battenti e a lasciare i bambini a casa. Tre senzatetto e un immigrato sono morti assiderati nelle strade. L'aeronautica militare ha mandato ieri delle coperte ai senzatetto di Atene. Nel frattempo gli speculatori sono tornati nelle borse, aspettando la conclusione delle trattative per il taglio del debito greco. O, meglio, del salvataggio delle banche. La borsa di Atene ha guadagnato ieri il 6,13%, grazie alle banche che hanno guadagnato il 17,25%.

Via | ilmanifesto

giovedì 26 gennaio 2012

Quarto anno di crisi e la prospettiva ci spinge a pensare al famoso decennio perduto dell’America Latina

L'EDITORIALE DI FELIPE GONZÁLEZ*

Quarto anno di crisi e la prospettiva ci spinge a pensare al famoso decennio perduto dell'America Latina, negli Anni 80 del secolo scorso. A questi livelli, si tende a dimenticare che l'origine di tutto fu l'implosione di un sistema finanziario sregolato, colmo d'ingegneria finanziaria carica di presunzione, senza alcun rapporto con l'economia produttiva. Tutto ciò causò una recessione mondiale dell'economia reale, particolarmente grave nei Paesi centrali, epicentro di questo assurdo sistema.

Cfr. la Stampa
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domenica 22 gennaio 2012

Liberalizzazioni 2012: Monti ai partiti, non toccate al dl, lo sconsiglio vivamente

"Il parlamento è sovrano ma sconsiglieremmo di fare variazioni che dovessero far venir meno la logica di insieme". Mario Monti lo dice con il suo consueto garbo, ma il messaggio del premier ai partiti suona esplicito: il decreto sulle liberalizzazioni non sarà stravolto nel suo impianto, con buona pace di Pdl, Pd, Lega e quanti altri (con l'unica eccezione del Terzo Polo) già piantano paletti. Ma oggi Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, fa sapere con una nota: "Il provvedimento è così articolato e contiene norme dall'impostazione diversa, alcune realmente liberalizzatrici altre addirittura dirigiste, e quindi non può non essere esaminato dal Parlamento, evidentemente in modo responsabile, senza accampare la pretesa che esso approvi un testo che è la fotocopia di quello del governo, anche perché ciò non è avvenuto neanche nel lontano passato nei confronti di nessun governo". "Bisogna difendere, rafforzare e accelerare le misure approvate dal governo. Sono soddisfatto che con Monti si torni a lavorare dopo anni su questo". Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, spiega l'impegno del Pd nell'iter in Parlamento sul decreto liberalizzazioni. "Noi saremo guardiani della tenuta e dell'ampliamento del decreto", esce dal coro solo il Terzo Polo, che con Francesco Rutelli annuncia guerra senza quartiere a partiti, lobby e corporazioni pronti a modificare il piano del governo. In testa a tutti il Pdl, che modifica i toni barricaderi di Silvio Berlusconi ieri ma conferma di fatto la sostanza. "Gli sforzi del governo sono apprezzabili", spiega cortese Angelino Alfano, ma il decreto sarà sostenuto "solo se" centrerà l'obiettivo di fare un buon servizio al cittadino, ridurre i costi e offrire servizi migliori". "Italia dei Valori chiederà misure più incisive su banche, energia e assicurazioni che avvantaggino davvero i cittadini. Agiremo in Parlamento per migliorare il decreto, augurandoci che possa esserci un confronto costruttivo": così in una nota, Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo IDV alla Camera. "Non è aumentando semplicemente il numero dei taxi o il numero delle farmacie che si otterrà l'effetto crescita. Fare solo questo significa che calerà il valore della loro cessione, cioé varrano un po' meno ma resteranno i rischi di corruzione nel loro rilascio. Sono le barriere all'entrata che vanno eliminate. Riguardo, poi, al tema assicurazioni, bisogna rendere effettivo il mercato europeo e permettere ai cittadini italiani, se lo vogliono, di assicurarsi anche in Europa". "Quanto ai notai, serve a poco che ce ne siano 500 in più. Servirebbe, piuttosto, che avessero meno riserve di legge, cioé meno esclusive. Avrebbe più senso, ad esempio stabilire che le autentiche di atti privati, anche di contenuto economico, possano essere effettuate anche da sindaci o segretari comunali".

PASSERA: CRESCITA E LAVORO, ECCO IL PIANO - "In due mesi abbiamo fatto ciò che non era stato fatto in due decenni. Il cammino per una crescita strutturale è lanciato". Così il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, rivendica con Repubblica i recenti provvedimenti del governo e illustra il "grande piano per la crescita", "la nostra porposta" che "non può essere annacquata" perché l'Italia resta "in zona mortale". "Ci sono proteste - osserva Passera - ma sono convinto che il Paese capirà. Per questo contiamo anche sul senso di responsabilità del Parlamento". "Bisogna fare in modo che l'Italia si apra, come mercato e come società, in settori fino ad oggi rimasti chiusi: dall'energia ai servizi pubblici locali, dal commercio alle professioni. Bisogna dimostrare che questo Paese vuole sbloccare le sue tante paralisi e vuole imboccare il cammino delle riforme". Per quanto riguarda l'occupazione, il ministro afferma: "Va facilitato l'ingresso sul mercato del lavoro dei giovani. La Fornero troverà le formule, nessuna ipotesi sia esclusa". Sul tema dei rimborsi, Passera fa sapere: "Non abbiamo archiviato l'ipotesi di pagare le imprese con i Bot, ma ne valutiamo anche altre e abbiamo stanziato 5 miliardì di lavori "che portano il totale a 20 in meno di due mesi". Ci sono poi, aggiunge, "i sei miliardi di incentivi Ace e Irap per le imprese che investono e assumono, i 20 miliardi per il fondo di garanzia dei crediti alle pmi". Sul capitolo ferrovie, il ministro afferma: "Non rinunciamo a intervenire e non escludiamo in futuro di separare la rete dei servizi. Valuteremo con la nuova Authority".

CATRICALA': STIAMO ELIMINANDO I PRIVILEGI - "Proteste e diffidenze ci sono ma sono contenute e generalizzate. Questa è la prova dell'equità della manovra. A ciascuno abbiamo chiesto di rinunciare ad una piccola parte dei propri privilegi a favore del mercato e dei cittadini, quindi di se stessi e del Paese". E' quanto afferma al Messaggero il sottosegretario Antonio Catricalà che ai taxi sul piede di guerra risponde: "Non c'é stata alcuna concessione ma la volontà di applicare una regola più obiettiva e che risponde di più al mercato". Sulle licenze, aggiunge, "decide l'autorità per i Trasporti come previsto nel testo entrato in cdm. La sola modifica riguarda la possibilità di acquisire più licenze in capo ad un unico soggetto: si rischiava di creare un padroncino". Alla domanda se su Snam e Ferrovie sia sia proceduto a un rinvio, Catricalà replica: "Non sono rinvii, anzi abbiamo stabilito tempi certi". Per quanto riguarda invece voci di contrasti all'interno del governo, il sottosegretario assicura: "Ci tengo a dirlo: nessun contrasto, tantomeno con Corrado Passera. Siamo amici di lungo corso e su queste due vicende, gas e rete ferroviaria, che ci hanno maggiormente impegnato, la sintonia è stata totale". Catricalà afferma infine di aspettarsi "in un periodo medio-lungo più occupazione".

SEVERINO: NIENTE MURI, NON E' UNA RIVOLUZIONE - "Mi auguro proprio che non si alzino muri contro il decreto". Il ministro della Giustizia, Paola Severino, ritiene che le misure sulle professioni non siano "una rivoluzione" e gela gli avvocati su modifiche in Parlamento. Intervistata dal Sole 24 Ore, Severino racconta: "Quando lunedì scorso ho incontrato i rappresentanti delle professioni il 99% dei presenti dava già per scontata la scomparsa delle tariffe. Il che mi ha molto confortata nell'idea che non si sarebbe fatto nulla di sconvolgente, ma che il principio dell'abolizione fosse già stato ampiamente elaborato dalle professioni". "Confido nella ragionevolezza - aggiunge il ministro -.

Forse si dovrebbe spiegare meglio che queste misure non mirano ad abbattere l'avvocatura ma solo a darle una migliore regolamentazione. Non sono rivoluzionarie, come qualcuno le ha rappresentate, ma tappe di avvicinamento a un obiettivo che contemperi concorrenza e miglioramento della qualità nelle professioni". Ora, annuncia, ci deve essere il "confronto sulle società di professionisti". Sul taglio dei tribunali, Severino assicura che la riforma "non sarà un 'topolino', entro marzo-aprile il decreto con i criteri della revisione". Infine, sulla prescrizione, Severino, spiega: 'Non ci sono tabu' ma preferisco battermi per l'efficienza del processo: è la priorità". '' Le liberalizzazioni sono sacrosante''. Lo ha detto il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia al convegno della Fondazione Italcementi.''E' tema fondamentale che finalmente e' stato portato avanti - ha detto - Ci saranno gli strilli: lasciamoli strillare l'importante e' che il governo vada avanti per questa strada''. ''

Apprezziamo lo sforzo del governo di aver portato avanti il tema molto caro, che e quello delle liberalizzazioni''. Lo ha detto Angelino Alfano, segretario del Pdl, nel corso di un incontro di partito a Padova. 'Siamo a favore delle liberalizzazioni - ha aggiunto - con l'obiettivo che queste facciano un buon servizio al cittadino e riducendo i costi e offrendo servizi migliori. Se queste saranno in grado di centrare questo obiettivo, non solo ne saremo ben lieti, ma le sosterremo in Parlamento''.

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