lunedì 2 aprile 2012

Al via il parco naturale più grande al mondo - Angola in prima linea





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Africa: al via l'area protetta più grande del mondo
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Quest'area è una delle iniziative più ambiziose di creazione di aree naturalistiche ed è derivata dalla proposta di stabilire un santuario naturalistico transfrontaliero tra Angola, Botswana, Namibia, Zambia e Zimbabwe. "È un fatto straordinario che ...
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Italia 2012: Ci stanno ammazzando?

Ieri un uomo si è dato fuoco nel parcheggio della Commissione tributaria, in via Paolo Nanni Costa, nella periferia ovest di Bologna. Era in debito con il fisco e voleva farla finita. A Giuseppe C., muratore di cinquantotto anni, erano stati contestati tributi non pagati e i suoi ricorsi alla commissione erano stati respinti, l’ultimo proprio di recente. L’uomo ha tentato di uccidersi incendiando la sua auto verso le otto di mattina.

C’è restato finché ha resistito e poi è corso fuori; sembrava una torcia umana. Diversi sono stati i biglietti scritti a mano (trovati dai vigili del fuoco all’interno della sua macchina) per spiegare il suo gesto. “Ho sempre pagato le tasse, poco ma sempre. Quello che ho fatto l’ho fatto in buona fede. Lasciate in pace mia moglie, lei è una brava donna. Vi chiedo perdono anche a voi” ha scritto riferendosi alla Commissione tributaria. A Roma, un altro caso: un uomo di quarantanove anni si è gettato dal balcone della sua abitazione perché disoccupato.

Questi tragici episodi sono in aumento e sono un sintomo evidente di come la crisi economica colpisce pesantemente la maggior parte delle famiglie e soprattutto le classi sociali più povere. Secondo le stime riportate dal Servizio Prevenzione del Suicidio dell’ospedale romano Sant’Andrea, il “fattore economico” ha pesato (sugli oltre 4000 suicidi complessivi in un anno) per oltre un terzo. Lo psichiatra Maurizio Pompili, che ha riportato queste stime, ha dichiarato:“Purtroppo questi dati non ci sorprendono, nella storia è un fenomeno già visto. Ci fu un boom di suicidi nel 1870, dopo una grande crisi e l’aumento del prezzo del pane”.

Intanto mentre qui si muore perché si è stremati dai debiti, Mr. Monti riscuote successi all’estero con i media di massa italiani ed internazionali che continuano l’elogio del “quanto è bravo il premier” fino allo sfinimento.....

“I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. E poi, diciamolo, che monotonia. E’ bello cambiare e accettare delle sfide”, queste parole di Mr. Goldman Sachs & co., ancora rimbombano pesantemente sui giovani (e meno giovani) che ogni giorno devono combattere per mantenere un lavoro sempre più incerto e precario.

Viviamo in un Paese sopraffatto dall’incertezza del futuro e chi prova a rialzarsi, viene represso a suon di bastonate democratiche. Proprio come è successo pochi giorni fa agli operai dell’Alcoa, manganellati mentre gridavano una sacrosanta verità: “un operaio, una famiglia”.

Già, una famiglia, quell’angolo di mondo tranquillo (o turbolento) all’interno del quale ciascuno sa di “contare qualcosa” anche quando all’esterno è solamente una risorsa umana da spremere come un limone fintanto che ha qualcosa da dare, per poi diventare una buccia, un peso, un rifiuto organico da “smaltire” e nulla più. Quella “casa” sicura (o meno) dove l’uomo economico, atomizzato nel suo ruolo di competitor solitario, corridore del progresso, condannato ad arrivare “primo” in una corsa truccata dove tutti sono ultimi, può tornare la sera. Accovacciarsi in posizione fetale e tentare di suggere qualche goccia di umanità e carpire uno scampolo di sentimento, di emozione, di vita. I figli, il coniuge, i genitori, quelle poche briciole di mondo che ancora hanno un nome ed un valore che prescinda dalla loro produttività. I “tuoi cari”, la tua isola felice (o infelice) che sta sgretolandosi ogni giorno di più, fagocitata dal progresso che per te ha in serbo altri programmi, volti a renderti assai più efficiente e produttivo.

L’ondata di suicidi del 1870 cui fa riferimento lo psichiatra Pompili, per giustificare il suo mancato stupore nei confronti di quelli di oggi, in realtà fu il risultato di quello stravolgimento economico e sociale meglio conosciuto come rivoluzione industriale e non solamente di un aumento incontrollato del prezzo del pane. La famiglia allargata che viveva in larga parte di autoproduzione e manteneva forti rapporti umani, all’interno di una comunità fortemente coesa, iniziò a morire, ammazzata dal lavoro salariato in fabbrica, dalle città maleodoranti, dall’incapacità dei suoi membri, diventati individui, di sopravvivere economicamente con lo “stipendio”, laddove fino a qualche anno prima vivevano con un certo agio all’interno di un sistema dove la presenza del denaro non era immanente e si rendeva necessaria solo in quegli ambiti dove l’autoproduzione, lo scambio ed il dono (e quanto altro garantito dallo spirito di comunità) non si manifestavano sufficienti. La famiglia, nella sua forma primigenia stava morendo e con lei si suicidarono molti dei suoi membri, riluttanti a diventare criceti, nella gabbia di un mondo che più non gli apparteneva. Come la mancanza di pane non fu l’unico elemento scatenante dell’ondata di suicidi della seconda metà dell’800, così la disoccupazione, l’usura di stato e il cinismo sprezzante di un governo di banchieri subumani non è l’unica causa dell’ondata odierna.

Anche oggi, come allora, quel che resta della famiglia sta morendo, ammazzata dai sacerdoti della crescita e del progresso che vedono in essa un ostacolo all’atomizzazione dell’individuo merce, deputato a sostituire l’essere umano. La mancanza di lavoro, comunque temporaneo e mal retribuito, è il cavallo di Troia attraverso il quale praticare l’eutanasia di qualunque legame famigliare ed amicale possieda l’individuo, fino a renderlo solo, acquiescente, malleabile e funzionale agli interessi della macchina economica. Per inseguire il miraggio di un lavoro che non c’è, i coniugi si adeguano a turni massacranti che pur condividendo la stessa casa li costringono di fatto a non incontrarsi più fra loro e con i figli per intere settimane. Per inseguire la speranza di lavoro, sempre più persone cadono vittima di un pendolarismo massacrante che li rende veri e propri zombie in ambito famigliare. Mentre altri si trasferiscono a centinaia di km di distanza dalla propria famiglia, per mantenere un posto di lavoro che sta sfuggendo e comunque a breve sfuggirà.

E quel che resta delle famiglie, diventa ogni giorno di più un luogo alieno, mero ricettacolo di frustrazioni personali, dove alcuni individui condividono spazi comuni, continuando a vivere la propria individualità, fatta di paura, sensazione di inadeguatezza e mancanza di qualsiasi prospettiva per il futuro.
Su questo retroterra di pesante demolizione di ogni rapporto sociale che prescinda dall’economia, sta crescendo l’ondata di suicidi che abbiamo iniziato a sperimentare e con tutta probabilità si acuirà nel prossimo futuro, di pari passo con il sempre più accentuato ridimensionamento delle prospettive occupazionali e la progressiva eutanasia della famiglia, dello stato nazione e della comunità.

Solamente un secolo fa la scala valoriale usata per misurare le persone era ancora incentrata sulle sue qualità morali. Il coraggioso e il vigliacco, il ladro e l’onesto, l’uomo d’onore e la spia, l’uomo “di cuore” ed il cinico e così via.

Oggi l’unica scala valoriale universalmente accettata è quella economica. Il vincente ed il perdente, l’uomo (o la donna) di successo e quello che non ne ha mai avuto, l’uomo che può mantenere agiatamente la propria famiglia e quello che la campa a fatica, la persona che lavora e quella che è disoccupata. L’uomo che possiede beni economici che gli garantiscono di acquistare affetti e sentimenti e quello cui questi beni economici vengono meno e teme di perdere (se non li ha già persi) i sentimenti e gli affetti che possedeva e troppo spesso ritiene che una corda o una latta di benzina rappresentino l’unica soluzione. In fondo potrebbero anche esserlo, se destinati agli umanoidi che hanno creato questa situazione.

Marco Cedolin e Fabio Polese | Agenzia Stampa Italia

domenica 1 aprile 2012

Il Governo ammette: TASSE TROPPO ALTE!

Le tasse servono, ma non salvano un paese. Me dispiace per Monti, ma non condivido la linea politica basata sulle tasse.


Italia 2012: Se hai voglia di lavorare la crisi costitui un'opportunità unica

In tempi di crisi ogni momento è buono per ripensare la propria vita. Oggi, domenica delle palme, il mio pensiero va tutti gli amici ed amiche che hanno perso il lavoro a causa della crisi. A voi dico: questa crisi può costituire un momento di grandi opportunità.
Sì, un momento di grandi opportunità, perché dove muoiono persino i grandi, possono nascere nuove iniziative per coprire quei campi che nel frattempo sono liberi. Ogni crisi, un momento di rinascita.
Forza ragazzi, è tempo di lottare.

Con affetto,
Kingamba Mwenho


Goditela finchè dura, perchè non dura (MF/NEWS )

Capire l'Italia non è mai stato così facile. Questo articolo ci aiuta ad avere un'idea REALE delle origini dei mai nostrani. 
Amici, è arrivato il momento unirsi e lavorare sodo.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/31/goditela-finche-dura-perche-dura/201434/



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Juntos Somos Mais Fortes | Insieme Siamo Più Forti 

venerdì 30 marzo 2012

La crisi uccide: due italiani si danno fuoco per problemi economici

La crisi uccide: due italiani si danno fuoco per problemi economici

Roma - Ecco il segno dei tempi! Manca il denaro, ovvero quei pezzi di carta puzzolenti che potremo stamparci a iosa fossimo uno Stato sovrano e che invece prendiamo a prestito   dalla banca privata BCE  a prezzi da strozzo. Ecco i segni della dominazione, della guerra finanziaria.

Altre due vittime dovute alla crisi in meno di 24 ore. A Bologna un piccolo imprenditore edile di 58 anni di è dato fuoco davanti la sede dell’Agenzia dell’Entrate perché oppresso dai debiti e dalle tasse che non riusciva più a pagare. Gravissime le sue condizioni con ustioni su tutto il corpo.

Sono stabili ma ancora gravi le condizioni dell’uomo di 58 anni, un piccolo imprenditore edile, che mercoledìsi è dato fuoco davanti alla sede dell’Agenzia dell’Entrate a Bologna.

la crisi economica  uccide italiani si danno fuocoL’uomo era sommerso dai debiti e, pur avendo sempre pagato le tasse come lui stesso sosteneva, non riusciva a trovare una soluzione. Per questo ha deciso di suicidarsi davanti alla sede del Fisco: prima di darsi fuoco ha scritto due lettere, una per i suoi cari e una per l’Agenzia delle Entrate in cui chiedeva di non accanirsi contro la sua famiglia per le tasse che lui non era più riuscito a pagare.

Le sue condizioni sono apparse subito gravi: ora l’uomo è ricoverato al Centro Grandi Ustionati di Parma e presentaustioni sul 100% del corpo.

Il caso ha scosso molto l’opionione pubblica anche se non è certo il primo suicidio dovuto alla crisi. Anche il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera è intervenuto sul caso nel corso della presentazione del Rapporto 2011.

Siamo estremamente dispiaciuti“, ha commentato Befera che ha assicurato di voler seguire fino in fondo il caso per non creare altri problemi.

In una situazione di difficoltà economica e di crisi finanziaria, episodi come questi purtroppo possono accadere“, ha proseguito. Per questo da tempo lo stesso Befera aveva mandato una circolare per chieder di prestare maggiore attenzione nei confronti dei contribuenti.

A commentare il tentato suicidio è anche Romano Prodi. L’ex premier lo ha definito un “terribile segnale di disperazione” e che pur se episodi singoli raccontano il grave momento di difficoltà del Paese.

Non è il solo episodio di disperazione. Anche a Verona si registra un altro caso di disperazione. Un giovane marocchino, operaio edile, di 27 anni, si è dato fuoco in piazza Bra, ma l’intervento tempestivo dei carabinieri ha evitato il peggio: il ragazzo è ricoverato in gravi condizioni ma non è in pericolo di vitaA Verona un cittadino marocchino di 27 anni, si è dato fuoco in piazza Bra, davanti al sede del Municipio. Il giovane, un operaio edile,non percepiva lo stipendio da quattro mesi.

Per sua fortuna in quel momento era in corso una protesta di alcuni genitori per sensibilizzare i cittadini sul Tribunale dei minori di Venezia e sugli assistenti sociali. I carabinieri sono così intervenuti rapidamente usando gli striscioni per spegnere le fiamme.

Ora il giovane è ricoverato in ospedale in grave condizioni per ustioni alla testa e alle gambe ma non sarebbe in pericolo di vita.

Via | fattidicronaca.it

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