venerdì 10 agosto 2012

Calcioscommesse, 10 mesi a Conte Assolti Bonucci, Pepe e Di Vaio Calcioscommesse, 10 mesi a Conte Assolti Bonucci, Pepe e Di Vaio

Dieci mesi per l'allenatore della Juve. Nessuna pena per i due giocatori, all'epoca al Bari e all'Udinese: la Procura aveva chiesto 3 anni e 6 mesi e un anno. Le sentenze


Il tecnico della Juventus, Antonio Conte è stato squalificato per 10 mesi dalla Commissione Disciplinare della Federcalcio in merito al processo sul calcioscommesse e quindi salterà la finale di Supercoppa italiana contro il Napoli in programma domani.

La Commissione Disciplinare Nazionale ha prosciolto da ogni accusa i calciatori della Juventus Leonardo Bonucci e Simone Pepe, nell'ambito del terzo processo sportivo sul calcioscommesse. I due giocatori erano stati deferiti dalla Procura federale per la presunta partecipazione alla combine della partita Udinese-Bari del maggio 2010.

Le sentenze emesse oggi dalla Commissione Disciplinare Nazionale, presieduta da Sergio Artico, in relazione ai due procedimenti sul calcio scommesse relativi alle inchieste condotte dalle Procure della Repubblica di Cremona e Bari: nessuna penalizzazione per il Bologna nel prossimo campionato. E' questo il verdetto della Commissione Disciplinare, che ha anche assolto Marco Di Vaio, condannando invece a sei mesi di stop Daniele Portanova. La Procura aveva chiesto due punti di penalizzazione per il club rossoblu, mentre per i due giocatori le richieste erano rispettivamente di un anno per omessa denuncia e di tre anni per illecito.

Lecce e Grosseto escluse dal campionato di competenza di Serie B 2012/2013, con assegnazione da parte del Consiglio federale a uno dei campionati di categoria inferiore (e ammenda di euro 30.000 al Lecce), penalizzazione per Novara (-2), ammende per Bologna (30.000 euro) e Ancona (10.000) e un totale di 19 tesserati condannati (oltre ai patteggiamenti già definiti in aula).

 

martedì 31 luglio 2012

Incremento delle tasse universitarie, ma cosa succede? “Una tragedia tutta italiana”.

tasse-universita[1]

Nell’ultima versione del decreto legge sulla cosiddetta “spending review”, la revisione della spesa dello Stato che comporterà un risparmio di 4,5 miliardi per il 2012 e di 10,5 miliardi per il 2013, gli aumenti delle tasse universitarie riguarderebbero tutti gli studenti e non solo quelli fuori corso come si era detto inizialmente.

Oggi, alle 10.30, il Senato dovrà votare (e si dovrebbe conoscere nei dettagli) quest’ultima versione del decreto, che comprende le modifiche contenute in un maxi emendamento e sulla quale ieri sera il governo ha posto la propria fiducia: «Pongo la fiducia sul testo con alcune modifiche di coordinamento», aveva annunciato poco prima della discussione il ministro per i rapporti con il Parlamento, Pietro Giarda. Nell’ambito delle “modifiche di coordinamento” rientrerebbero anche alcuni elementi di sostanza, come per esempio l’estensione dell’aumento delle tasse universitarie anche agli studenti in corso.

Lo ha spiegato ieri sera il presidente della Commissione bilancio del Senato, Antonio Azzollini, che ha esaminato il testo del decreto e dato la sua approvazione venerdì scorso. Il decreto sulla revisione della spesa pubblica contiene infatti alcuni interventi sulla scuola, compreso quello sulle tasse universitarie. Il testo uscito nei giorni scorsi dalla commissione Bilancio prevedeva la possibilità di alzare le tasse solo per i fuori corso in base a tre diverse classi di aumento stabilite su altrettante fasce di reddito: aumento del 25 per cento con un ISEE (reddito) familiare fino a 90 mila euro lordi l’anno, del 50 per cento fino a 150 mila, del 100 per cento oltre i 150 mila.

Il maxi emendamento avrebbe confermato queste regole, aggiungendo il fatto che l’aumento delle tasse diventa possibile anche per gli studenti in corso con il limite che per i primi tre anni a partire dall’anno accademico 2013-2014 e se il reddito familiare di tali studenti è medio-basso, cioè inferiore ai 40 mila euro lordi l’anno, questi rincari non potranno «essere superiori all’indice dei prezzi al consumo dell’intera collettività» .

Il Corriere della Sera spiega come quest’ultima versione (già ipotizzata dal governo e poi scartata «per dare all’intervento un significato non solo economico ma anche meritocratico») sia legata alle analisi fatte dalla Ragioneria generale dello Stato e dal ministero dell’Economia:

E qui bisogna guardare alle difficili condizioni delle università italiane. Attualmente ogni ateneo non può ottenere dalle tasse degli iscritti più del 20% di quello che riceve ogni anno dal ministero dell’Istruzione con il cosiddetto Ffo, il fondo di finanziamento ordinario. Il punto è che negli ultimi anni il Ffo è in costante calo e così anche le università che non hanno fatto salire le tasse hanno finito per violare quella regola. Solo pochi mesi fa un ateneo prestigioso come quello di Pavia è stato condannato dal Tar della Lombardia per aver sforato quella soglia dell’1,33%. E altre sentenze sarebbero arrivate a breve perché – secondo i calcoli dell’Udu, l’Unione degli universitari – una buona metà degli atenei italiani è nelle stesse condizioni. Per questo – sempre nel decreto sulla spending review – il governo ha tirato fuori dal calcolo di quel 20% le tasse pagate dagli studenti fuori corso. La speranza era che sarebbe stato sufficiente alzare quella parte del gettito, le tasse dei fuori corso, per mettere a posto i conti di un settore sempre più in sofferenza. Ma le cose non stanno così.

Inoltre, l’aumento del 100 per cento delle tasse per chi è fuori corso e ha un reddito familiare superiore ai 150 mila euro si applicherebbe solo a 30 mila persone e non garantirebbe alle università un’entrata sufficiente. Anche per questo l’aumento delle tasse sarebbe quindi stato esteso anche agli studenti in corso. Il nuovo provvedimento, se otterrà stamattina il voto del Senato, passerà alla Camera per essere convertito in legge giovedì o venerdì.

Via|Il post

Italia in crisi 2012: Mai tanti disoccupati, record storico di 2,8mln, lo rileva l’Istat

lavoro_-precario[1]

ROMA - Il tasso di disoccupazione a giugno é al 10,8%, in rialzo di 0,3 punti percentuali su maggio e di 2,7 punti su base annua. E' il tasso più alto da gennaio 2004 (inizio serie storiche mensili). Lo rileva l'Istat (dati destagionalizzati, stime provvisorie). Guardando le serie trimestrali è il più alto dal III trimestre 1999. Il numero dei disoccupati a giugno è di 2 milioni 792 mila. Lo rileva l'Istat (dati provvisori). Si tratta di un record storico, il livello più alto dall'inizio delle serie mensili (gennaio 2004) e delle trimestrali (quarto trimestre 1992).
L'Istat inoltre fa sapere che a giugno gli occupati sono 22 milioni 970 mila, in calo dello 0,1% rispetto a maggio (-29 mila unità). La diminuzione, aggiunge l'Istituto, riguarda in particolare le donne. A confronto con giugno 2011 il numero di occupati mostra invece una lieve crescita (+11 mila unità). Il tasso di occupazione è pari al 56,9%, in diminuzione nel confronto congiunturale di 0,1 punti percentuali e stabile in termini tendenziali.
Il numero di disoccupati a giugno registra un boom, in rialzo su base annua del 37,5%, ovvero di 761 mila unità. Lo rileva l'Istat (dati provvisori e destagionalizzati), aggiungendo che su maggio la crescita è pari al 2,7% (73 mila unita).

Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a giugno è al 34,3%, in diminuzione di un punto percentuale su maggio. Lo rileva l'Istat (dati destagionalizzati e a stime provvisorie) aggiungendo che tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 608 mila. I giovani disoccupati rappresentano il 10,1% della popolazione di questa fascia d'età.

A giugno l'Istat registra un forte calo del numero di inattivi, ovvero di chi non ha un'occupazione e neppure la cerca: su base annua la diminuzione è di 752 mila unità (-5%), mentre su maggio il calo è pari a 52 mila unità (-0,4%). Quindi continua a salire la partecipazione al mercato del lavoro, ma spesso accade che la maggiore offerta si traduce in disoccupazione.

domenica 29 luglio 2012

Vuoi ridurre i tuoi pagamenti mensili sui prestiti in corso ed eventualmente ottenere liquidità?

Finanziamenti e prestiti per consolidare debiti

Per maggiori informazioni  Clicca qui


Unsubscribe

Queste nostre comunicazioni si propongono come servizio informativo, come tali non sono sempre necessariamente sollecitate dai destinatari, i cui indirizzi derivanti da ricerche commerciali, elenchi e servizi di pubblico dominio, visite e/o registrazioni sul nostro sito, contatti diretti o comunque occasionali e quant'altro, non sono in alcun modo suscettibili di essere divulgati a terzi (ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs. 196 del 30/06/2003 (Testo Unico Privacy). Questo messaggio non può essere considerato Spam in quanto (ai sensi del D.Lgs. 196/2003 del 1 Gennaio 2004)

giovedì 26 luglio 2012

Siria/Sporca guerra: Appello da diocesi Homs, non date piu' armi a ribelli

 Siria/Sporca guerra: Appello da diocesi Homs, non date piu' armi a ribelli

(di Luciana Borsatti) - ROMA, 25 LUG - Il fronte dell'opposizione al presiedente siriano Assad, pur nato da un movimento pacifico, e' ormai un insieme di milizie di diverse appartenze - dai Fratelli Musulmani ai salafiti ad Al Qaida -, con molti stranieri nelle loro file, armate da potenze all'estero e che si combattono anche tra loro tenendo in ostaggio la popolazione siriana. Ne e' convinta madre Agnes-Mariam de La Croix, superiora del monastero Deir Mar Yocoub di Qara (governatorato di Homs), e portavoce del Centro cattolico di informazione della diocesi locale. Sostenitrice dell'iniziativa "Mussalaha", per la "Riconciliazione" dal basso della societa' siriana, e' giunta oggi a Roma per incontrare alcuni politici e media italiani. E lanciare il suo messaggio ad un Occidente che giudica troppo incline a letture unilaterali della crisi in atto da 16 mesi. ''Si smetta di armare le milizie - dice - e favorire cosi' un'invasione di mercenari che stanno seminando il caos e distruggendo gli equilibri interni della societa' siriana.
L'unica soluzione per la Siria puo' venire solo dal suo interno, dopo un cessate il fuoco e con una piena attuazione del piano Annan''. E dunque no, dice la religiosa, anche ad una risoluzione Onu basata sul capitolo 7 della Carta, che prevede anche l'uso della forza: ''Si e' mai visto un intervento a fini umanitari che non abbia portato alla morte di civili?''. Per madre Agnes la soluzione puo' passare solo nel rendere parte attiva quella maggioranza, anche sunnita, che in Siria e' costretta al silenzio proprio dalle bande armate, che la tengono in ostaggio ''con il terrore'', dice, cioe' con minacce e rappresaglie sanguinose. Milizie ''indipendenti'', ribadisce, che non appartengono all'Esercito libero siriano e compiono ''veri e propri crimini contro l'umanita e i diritti umani''.
''Chi sono, a chi obbediscono?'', si chiede la religiosa.
E denuncia la presenza tra i ribelli di estremisti ''dalla Libia, dal Mali, dal Sudan, dal Pakistan e dall'Afghanistan'', oltre che quella di ufficiali turchi e di armi fornite da Arabia Saudita e Qatar. Ma e' anche sulle proprie fonti di informazione che l'opinione pubblica e le diplomazie occidentali dovrebbero interrogarsi, secondo la religiosa di origine palestinese.
''Il Consiglio Nazionale Siriano, che pur viene molto ascoltato, non rappresenta nessuno nel Paese, e l'opposizione all'estero e' divisa'', sottolinea madre Agnes. Che pero' diffida anche dei Comitati locali, ''molti dei quali - rileva - si impongono sulla popolazione locale'', e sono parte di una rete che, teme, viene anch'essa diretta e attrezzata tecnologicamente dall'esterno. Quanto al futuro del presidente Assad, conclude, ''perche' mai a decidere che deve andarsene devono essere quegli stessi che dall'estero armano i ribelli''?. La pace in Siria si puo' ricostruire soltanto dall'interno, e' la convinzione di Madre Agnes, e anche tenendo conto di quelle fasce di consenso che, rileva, per il presidente Assad nonostante tutto ancora rimane. Ma che le sue idee siano controverse lo dimostra il fatto che, racconta lei stessa, ha dovuto trasferirsi in Libano ''dopo una campagna di diffamazione nei miei confronti'' e accuse di essere vicina al regime, accuse cui si sarebbero fatti promotori anche alcuni cattolici. Dopo aver restaurato l'antico monastero di Qara e avervi fondato una comunita' religiosa internazionale, per mesi la religiosa ha aiutato le vittime civili del conflitto. Ora e' in Europa anche per lavorare ad un comitato di sostenitori illustri per la Mussalah in Siria. (ANSAmed).

martedì 10 luglio 2012

Attenzione: è prossima alla scadenza la proroga per la moratoria mutui .

Scade il 31 luglio 2012 il termine di presentazione delle domande per la sospensione delle rate dei mutui.

Gli eventi in base ai quali puo' essere chiesta la sospensione devono verificarsi entro il 30 giugno 2012.

Questo e' quanto stabilito dal nuovo Accordo firmato dall'Associazione bancaria italiana e 13 Associazioni dei Consumatori.

Per informazioni clicca qui


unsubscribe

Related Posts with Thumbnails