martedì 23 ottobre 2012

Perché avvengono i terremoti? Uno studio sulle cause e le colpe dell'uomo

Lo studio di un team internazionale
"Tra le cause del terremoto di Lorca
il pompaggio di acqua nei bacini limitrofi dal 1960 a oggi"


Un gruppo di ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), dell'Università dell'Ontario e l'Istituto di Geoscienze di Madrid ha pubblicato su "Nature Geoscience", uno studio dal titolo: Gli effetti dello sfruttamento a lungo termine delle falde acquifere sul Terremoto di Lorca (Spagna meridionale) del Maggio 2011. E hanno mostrato come le variazioni del campo di stress a medio-bassa profondità, indotte da attività umane, possano influenzare l'attività sismica di faglie locali con dirette conseguenze nella valutazione della pericolosità sismica.  

 

I ricercatori Pablo González, Kristy F. Tiampo, Mimmo Palano (INGV), Flavio Cannavò (INGV), José Fernández hanno messo in evidenza la possibile relazione tra l'attività di un segmento di faglia e lo stress sugli strati di terreno circostante, indotto dal pompaggio dal 1960 ad oggi, di grandi volumi d'acqua sotterranea, a scopi irrigui, dall'esteso bacino acquifero di Alto Guadalentin, confinante con la faglia. C'è stato infatti un terremoto di magnitudo 5.1 che ha interessato la parte meridionale della Spagna, nei pressi della città di Lorca. L'analisi dei dati di deformazione del suolo ha permesso di stabilire che il terremoto ha avuto un ipocentro a circa 2-4 km di profondità, lungo la faglia nota in letteratura con il nome "Alhama de Murcia". Mimmo Palano, co-autore della ricerca lo spiega: "il terremoto di Lorca è stato un terremoto di origine tettonica, ma lo sfruttamento della falda acquifera da parte dell'uomo sin dal 1960 ha causato una variazione del campo di stress locale, che sommandosi a quello regionale (tettonico) ha "aiutato" la faglia a generare il terremoto. Considerando questi importanti risultati, ad oggi stiamo continuando la ricerca utilizzando modelli matematici più complessi e prendendo in considerazione le aree sismogenetiche per le quali esiste una ingente quantità di dati. L'Italia è una di queste". Ulteriori studi di questo tipo permetteranno una migliore quantificazione della pericolosità sismica con un possibile impatto sulla prevenzione sismica.


flavia amabile
lastampa.it
 

Lavoro, la Fornero contro i giovani: “Non siate troppo schizzinosi”



Inizio di settimana tra le polemiche per il ministro del Welfare Elsa Fornero che dopo aver utilizzato l'inglese per invitare i giovani a «non essere troppo choosey (schizzinosi, ndr)» in tema di lavoro in un convegno a Milano, è stata contestata a Nichelino, vicino alla sua Torino, ed è costretta ad abbandonare la sala di un convegno. 

 

Nella sede di Assolombarda al ministro era scappato l'invito ai giovani, poco felice in tempi di forte disoccupazione, su cui ha corretto però rapidamente il tiro, incalzata dalle domande dei giornalisti a margine del convegno. «I giovani italiani - ha spiegato il ministro - oggi sono disposti a prendere qualunque lavoro, tant'è che sono in condizioni di precarietà». «Nel passato - ha aggiunto - quando il mercato del lavoro consentiva cose diverse, qualche volta poteva capitare, ma oggi i giovani italiani non sono nelle condizioni di essere schizzinosi». Da chi è vicino al ministro arriva l'invito a «guardare la somma del ragionamento, alla sua coerenza complessiva». Nei suoi interventi, viene fatto notare, non sono infatti mancati continui riferimenti alla lotta alla precarietà come «preoccupazione principale» sua personale e del governo; impegno che, parallelamente a quello per facilitare l'accesso dei giovani, è un «elemento fondamentale della riforma del lavoro». Volontà testimoniata anche dall'aver puntato «i pochi soldi che ho», ha detto il ministro, su iniziative come i 232 milioni di nuovi incentivi per il lavoro di giovani e donne. 

 

Il ministro ha anche ribadito la volontà di dialogare con tutti. Così, a proposito della manifestazione annunciata il prossimo 14 novembre dalla Cgil, Fornero si è detta disposta a scendere in piazza: «Se mi invitano, in piazza ci vengo anch'io», aprendo anche al dialogo sulla riforma del lavoro. «La mia porta al Ministero - ha detto - è sempre aperta, basta che si presentino in delegazione e non tutti insieme». 

La frase sui giovani ha scatenato reazioni pressoché immediate. Per la Fornero vale il principio che «piuttosto che niente, meglio piuttosto», ha detto il segretario nazionale del Pdl Angelino Alfano. Più duro l'ex ministro alla solidarietà sociale e leader di Rc Paolo Ferrero, ha bollato l'uscita come un "insulto indecente". Il coordinatore vicario del Pid Pippo Gianni l'ha invitata ad "andare a casa", mentre la rete della sinistra diffusa Tilt ha accusato il ministro di "non conoscere per nulla la situazione di milioni di ragazze e ragazzi che ogni giorno si scontrano con un mercato del lavoro che offende la loro dignità, il loro impegno, le loro competenze". Secondo il Pdci, invece, il ministro "prende in giro una generazione", mentre il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha parlato di "tecnica dell'arroganza" adottata da Fornero, rea di "aver detto ai giovani arrangiatevi'". 

 

Secondo la senatrice di Grande Sud Adriana Poli Bortone i giovani non sono schizzinosi ma «delusi dalle mancate risposte che noi politici e il governo non abbiamo saputo dare», mentre il responsabile lavoro dell'Idv, l'ex Fiom Maurizio Zipponi, ha accusato il ministro di «giocare sulla pelle dei giovani». 

Ma dalle parole si è quasi passati alle vie di fatto ad un convegno in un circolo sociale a Nichelino, dove il ministro non è riuscito a intervenire in tema di riforma delle pensioni, a seguito di pesanti contestazioni, con fischi e slogan, da parte di esponenti di Cobas e Rifondazione Comunista, duramente condannati dal sindaco locale, Giuseppe Catizone. Il ministro ha quindi lasciato la sala, dicendosi «avvilita che venga negato il diritto di parola». 

 

«Ho incontrato i lavoratori - ha spiegato prima di abbandonare il convegno - un migliaio di lavoratori dell'Alenia, non la pensavano certo come me, ma mi hanno ascoltata con rispetto». «Posso sopportare molte cose - ha concluso - ma non la prepotenza».


da lastampa.it

 

Elezioni Usa: L'ultimo testa a testa Obama-Romney

BOCA RATON - Il castello di Nina ed Edga Otto, la simpatica coppia che tre anni fa, in piena recessione, fece clonare per la modica cifra di 155.000 dollari l'amatissimo labrador Lancilot, è qui: tra le mansion incantate di Long Lake Estates, alle porte di Boca Raton. Ed è qui, in questa città-giardino militarmente recintata come nei romanzi di Ballard, che si staglia la mansion da 6 stanze da letto, 9 bagni e 3 milioni di dollari che Marc Lader, il padrone della Sun Capital, aveva aperto al suo eroe: Millard "Mitt" Romney. Stasera, quando il miliardario mormone incrocerà le armi con Barack Obama a poche miglia di distanza, in questa Lynn University che ha speso 5 milioni per farsi bella e ospitare il dibattito, il presidente nero potrebbe quasi indicare con la mano agli oltre 52 milioni di latinos che lo stanno guardando in tv - reddito medio 37mila dollari - la casetta dell'amico Marc dove Mitt - in una cenetta da 50.000 dollari a testa - ha insultato il 47 per cento degli americani. Colpevoli di essere così poveri da non pagare nemmeno l'imposta sul reddito.

Benvenuti in Florida: la madre di tutte le battaglie, la madre di tutte le contraddizioni. La capitale del disastro immobiliare che portò alla recessione, la capitale dell'elettorato più corteggiato di queste elezioni. Gli anziani che qui vengono a svernare e temono i tagli alla sanità di Romney e Paul Ryan. E gli ispanici - 13,5 per cento della popolazione - che Obama 4 anni fa conquistò e oggi le sirene dei Tea Party seducono: col "cubano" Marco Rubio in testa. Il destino sarà anche cinico ma speriamo non bari: almeno stavolta. Qui, 12 anni fa, s'inceppò il futuro dell'America, qui con soli 537 contestatissimi voti in più (e il 5 a 4 alla Corte Suprema che fermò il riconteggio) George W. Bush strappò ad Al Gore la Casa Bianca. E qui Obama dovrà stasera difendersi nella "bella" dei tre dibattiti: dopo la vergogna di Denver e la rivincita di New York.

L'incubo è dietro l'angolo. Per tacere di Gallup, che da giorni in perfetta solitudine dà Romney in vantaggio e ieri squadernava sette sbalorditivi punti di differenza, l'ultimissimo sondaggio dà per la prima volta alla pari: 47 a 47 per cento. Lo firma il Wall Street Journal con la tv Nbc: la coppia che all'inizio del mese lo dava avanti di 5 punti. E la dolentissima nota è che la rilevazione è fatta dopo il secondo dibattito. Del resto a 15 giorni dalle elezioni il 20 per cento ha già scelto per posta o col voto anticipato. E solo il 5 per cento degli elettori sono ancora indecisi. Il presidente li corteggerà personalmente nei prossimi giorni chiamandone a decine dall'Air Force One: l'ultima trovata. Intanto ha trascorso l'intero weekend in clausura a Camp David per allenarsi alla battaglia di stasera.

La politica estera - tema dello scontro - doveva essere il terreno prediletto. L'occasione per rilanciare il fortunatissimo slogan di Joe Biden: "Bin Laden è morto e la General Motors è viva". Invece il presidente ha dovuto far filtrare la lieta novella dell'Iran pronto al faccia a faccia sul nucleare per alleggerire la pressione sulla polemica di Bengasi. Che non si placa. Il New York Post dice che il massacro dell'ambasciatore Chris Stevens e degli altri tre americani è avvenuto sotto gli occhi di un drone Usa: senza che nessuno intervenisse. E il caos in Libano non sarà l'ennesima occasione che Romney coglierà per rinfacciargli di non aver saputo gestire la Primavera araba?

Certo qui in Florida altri sarebbero i temi da mettere sul tavolo. Sì, la disoccupazione che aveva raggiunto l'11,4 è ancora all'8,6. Però non è che le ricette del repubblicano Rick Scott funzionino. È il governatore meno amato degli Usa: al punto che qui già rimpiangono Chris Christie, l'ex repubblicano che oggi fa campagna per Barack. Già: l'ennesima contraddizione. Dice Nate Silver, il mago dei sondaggi del New Yotk Times, che la Florida per Barack potrebbe essere già persa: i sondaggi migliori lo danno alla pari, quelli peggiori sotto di 7. Così la madre di tutte le battaglie alla fine potrebbe contare meno di quanto temuto. Però Obama guida ancora in Wisconsin, Ohio, Nevada e Iowa. Sono i principali stati chiave: e gli basterebbe tenere i primi due. Agli indecisi che gli stanno voltando le spalle il presidente dovrà dunque rivolgersi stasera: a poche miglia dal castello dove Romney insultò mezza America. Boca Raton in spagnolo significa "la bocca del topo": no, non si può finire in trappola proprio qui.



da Repubblica.it

 

domenica 21 ottobre 2012

Vip: Belen, "mio figlio si chiamera' Santiago"


Vip: Belen, mio figlio si chiamera Santiago

  Sara' un maschietto il futuro bebe' della sexy showgirl e del suo compagno, il ballerino Stefano Di Martino e si chiamera' Santiago. A rivelarlo su Facebook, il fratello della Rodriguez, Jeremias, che scrive: "Santiaguito... te espero fenomenooooo...". E preso dall'entusiasmo, mette online pure l'ecografia del nascituro. L'iniziativa, pero', non e' piaciuta a mamma Belen che - infastidita - ha fatto togliere la foto dal profilo.

Troppo tardi, a quanto pare. Secondo l'esperta di gossip Selvaggia Lucarelli, infatti, qualcuno aveva gia' salvato l'immagine dell'ecografia e provveduto a metterla in vendita.
  "Da giorni - denuncia la Lucarelli sul suo blog - le redazioni dei giornali, tutte, da Novella a Chi a Oggi, si ritrovano queste foto sulla scrivania con richieste economiche di varia natura. Alcuni di quelli che le propongono sono vere agenzie fotografiche. Peccato che sia un documento medico e che esista una cosa chiamata 'dato sensibile'". Intanto, anche Cecilia Rodriguez, la sorellina di Belen, non lesina commenti su Facebook: "Finalmente se puede decir, Belen sera' mama'!".
  .


da Agi.it

 

Ogni domenica dalle 18:30 | Apericena Kizomba/Zouk & Salsa | Roma San Lorenzo

ROMA | OGNI DOMENICA DALLE 18:30 | L'APERICENA AFROLATIN DI ROMA

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► OGNI DOMENICA dalle ore 18:30 | L'Apericena di Roma
In una sola serata avviene la perfetta FUSIONE tra le novità del momento, tra cui la KIZOMBA e il SEMBA, e i ritmi noti a cui siamo affezionati, la SALSA, la BACHATA e il REGGAETON!! Non perdete l'occasione di conoscere e muovere i primi passi sui rimti che stanno spopolando in Europa... E NON SOLO!!
Tutto questo è L'AFROLATIN - APERETIF DE LUXE IN ROMA.

Ogni domenica | APERITIF FROLATIN DE LUXE | Si salvi chi può!
- Piatti tipici (su prenotazione +39.3339611510)
- Lezioni di Kizomba & Salsa (K&S)
- Animazione (K&S)
- Le migliori partite del campionato
- Tanta bella gente

Il mix afrolatino (Kizomba & Salsa) ha unito Kizomba Romana & Tequila Blanco all'interno di una cornice i cui risultati sono il divertimento vero e puro così come la possibilità di imparare i primi passi di Kizomba e di Salsa.

- Per gli amanti del Calcio c'è la possibilità di vedere le principali partite dei vari campionati.
- Per gli amanti dei vari balli, istruzioni e primi passi.
- Per chi cerca la linea, l'animazione afrolatina

APERETIF AFROLATIN - OGNI DOMENICA

►MENU APERICENA | Domenica 21 OTTOBRE 2012
- Patatine - Olive - Tartine
- Penne alla Puttanesca
- Maccheroni alla Vodka
- Piselli con Pancetta
- Pane e Nutella

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►Kizomba Romana - Afrolatin nights in Rome
♣Informazioni: 338.4994.766 ♦ 320.5320.188♣
https://www.facebook.com/kizomba.romana

giovedì 18 ottobre 2012

Soldi: Che cosa fare con i Titoli di Stato

Dopo il rialzo delle quotazioni come scegliere tra rendimenti e scadenze

Che cosa fare con i Titoli di Stato

Chi avesse comprato titoli a fine luglio oggi guadagnerebbe il 26%. Il rendimento dei Btp decennali sceso dal 7,26% al 4,76%

MILANO - I tassi sui Btp decennali sono tornati ai livelli del giugno 2011. Il 4,76% toccato ieri sul mercato secondario non si vedeva da 16 mesi. Prima, quindi, di quel fatidico inizio luglio 2011, quando la situazione dei titoli di Stato è esplosa con un'impennata verticale dei rendimenti. Gli spread, invece, non hanno toccato ieri i minimi del periodo, perché il loro riferimento - vale a dire i tassi sui Bund tedeschi - è oggi ben più basso di 16 mesi fa.

Andamento in discesa anche per gli altri Paesi della «periferia Sud» dell'euro. In Grecia il rendimento dei decennali è precipitato dal 50% circa di inizio anno al 18% - punto più, punto meno - di questi giorni. Anche i tassi sui titoli portoghesi sono scivolati sotto il 10% dopo essersi avvicinati al 20% a inizio anno. E lo spread sui Bonos spagnoli è passato dai 638 punti di luglio ai 383 di ieri.

Il risultato? In questi ultimi quattro mesi, sul mercato dei Btp, la sorte ha indubbiamente premiato gli audaci. O, per lo meno, quelli che lo scorso 24 luglio - all'apice della tempesta - hanno comprato sul mercato secondario un Btp con scadenza 15 settembre 2026 e una cedola del 3,1%. Allora quotavano 74,32, in questi giorni sono rimbalzati a 95,14. E che rimbalzo: +26,3% di guadagno in conto capitale, a venderlo ieri sera. Discorso simile per gli intrepidi risparmiatori che, sempre il 24 luglio, hanno acquistato Btp «15 settembre 2012, cedola 2,6%»: le quotazioni in meno di quattro mesi sono salite da 74,88 a 93,73: +25,2%. E la lista continua. Quel 24 luglio il mercato dei bond pubblici era in tempesta e - sul fronte azionario - Piazza Affari toccava minimi mai più visti - andando indietro nel tempo - da anni e anni e anni. Poi, poco dopo, l'annuncio del presidente della Banca centrale europea Mario Draghi: «Nell'ambito del nostro mandato la Bce è pronta a fare tutto il necessario a preservare l'euro. E credetemi: sarà abbastanza». Da allora - almeno fino ad oggi - è iniziata la ripresa dei Btp. Tra alti e bassi. Spinte e delusioni. Come quelle del 2 agosto, quando lo stesso Draghi parlò per la prima volta di «misure non convenzionali per salvare l'euro», provocando una reazione molto negativa dei mercati che volevano di più. E che però, il giorno dopo, si sono più o meno accontentati, stringendo l'interesse su quei Btp «brevi», con scadenza da uno a tre anni, che erano nel programma di guerra alla speculazione del governatore (gli acquisti illimitati) e che, per primi, hanno cominciato a pagare premi sempre più bassi a fronte di prezzi sempre più elevati.

Sul mercato è subito piovuta, insieme ai mille «buy», anche una lunga serie di analisi: merito di Draghi o è solo una «droga»? Dietro c'è anche il risanamento dei conti voluto dal governo, o - piuttosto - la corsa prosegue nonostante l'austerity di Palazzo Chigi e la recessione? Opinioni a parte, in meno di un anno, dai picchi dello scorso novembre ad oggi, il rendimento dei Btp decennali è sceso dal 7,26% al 4,76%: due punti e mezzo - secchi - in meno.

E adesso? Che cosa può fare un risparmiatore con un po' di liquidità in tasca e il desiderio di tornare a comprare Btp? La situazione continuerà a migliorare o tornerà a peggiorare? Se fare previsioni è sempre difficile, è però chiaro che lo scenario è decisamente cambiato rispetto a pochi mesi fa. Ormai - sempre sul mercato secondario - quasi tutti i Btp con scadenza fino ai quattro anni quotano sopra la pari, vale a dire sopra quel «100» su cui sono calcolate le cedole. Il primo a essere scambiato sotto la pari, a 99,1, è il Btpi (legato all'inflazione) con rimborso il 15 settembre 2017. Poi, più in là nel tempo con le scadenze, le quotazioni variano molto da titolo a titolo. Con dei picchi, evidentemente, dove le cedole sono più alte: è il caso del Btp «1 novembre 2023, cedola al 9%» che ieri quotava 133,75 contro il 116,73 dello scorso - rieccolo - 24 luglio. Al risparmiatore resta quindi la scelta tra prezzo più contenuto ma cedola bassa e costo ben più alto con coupon più generoso. Con davanti tutte le ipotesi possibili: dalla migliore (vendita sul secondario con consistenti guadagni in conto capitale) alla peggiore (mancato rimborso alla scadenza). Se il primo caso si è verificato in questi mesi e non è detto che si ripeta, il secondo scenario sembra decisamente improbabile. Intanto la parola, secondario a parte, passa alle prossime aste. Solo a dicembre saranno collocati 60 miliardi di euro.


 

mercoledì 17 ottobre 2012

BEAUTIFUL 2012: Notizia Shock, STEPHANIE FORRESTER MUORE DOPO 30 ANNI

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ROMA - Notizia shock per tutti gli appassionati di Beautiful: Stephanie Forrester morirà a dicembre a causa di un tumore. Susan Flannery, l'attrice che la impersona da 30 anni e uno dei volti più anziani della soap americana, ha deciso di lasciare la scena.

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