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lunedì 9 giugno 2008

Michelle Obama, look da First Lady Un po' Jaqueline, ma più decisa, Dal colore 'trasgressivo' dell'abito alle braccia scoperte, Quotidiiano NAzional

Michelle Obama, look da First Lady
Un po' Jaqueline, ma più decisa

Giornali americani scatenati nell'analizzare lo stile della moglie del candidato democratico. Dal colore 'trasgressivo' dell'abito alle braccia scoperte: così dietro all'aspetto la moglie di Barack svela il suo carattere.

Michelle Obama 
New York, 8 giugno 2008 - A dirlo sono gli stessi guru della moda: il look di Michelle Obama ha tutte le caratteristiche di quello di una donna pronta a diventare la first lady degli Stati Uniti. "Michelle Obama dresses to win", scrive oggi il New York Times, ovvero "Michelle Obama si veste per vincere". E anche il Washington Post si concentra sullo stile della moglie di Barack Obama, il primo afroamericano che corre per la Casa Bianca: uno stile che fa ricordare quello di Jacqueline Kennedy, ma uno stile anche che fa pensare a una versione più forte, più determinata, più indipendente della moglie di John Kennedy.

Sicuramente, niente, nel look di Michelle, è lasciato al caso.
E chi se ne intende, come scrive il New York Times, vede "nei suoi abiti da cocktail semplici e nei sandali alla Donna Reed, nella sua silhouette sottile e nella sua passione per le perle", parallelismi sia con l'ex first lady Barbara Bush che con Jacqueline Kennedy.

Tutto ha inoltre un significato più o meno subliminale. Basta guardare alle perle. "Quelle non sono piccole perle alla Colazione da Tiffany. Quelle solo grandi perle con cui bisogna avere a che fare", spiega Mikki Taylor, tra le giornaliste più note di Essence Magazine.

E poi c'è la cintura. "La cintura Azzedine Alaia che ha indossato più di 15 mesi fa dimostra che questa è una donna forte e indipendente, che ha gusti in fatto di moda ben distinti", commenta Amy Fine Collins, corrispondente speciale di Vanity Fair. D'altronde, ci sarà stato più di un motivo per cui Michelle, lo scorso anno, è entrata a far parte della classifica delle donne e degli uomini che si vestono meglio al mondo, la "International Best Dressed List", stilata da Vanity Fair.

Entrambi i quotidiani si concentrano poi sull'abito da cocktail viola che Michelle ha indossato nella notte tra il 3 il 4 giugno, quando di fatto Barack Obama è diventato il primo candidato afroamericano alla Casa Bianca. "L'aspetto più notevole -, scrive il Washington Post, è che il vestito era senza maniche", facendo notare che, "di solito, le donne che hanno vissuto alla Casa Bianca sono state riluttanti a indossare abiti senza maniche in pubblico, in quanto la parte superiore delle braccia è intesa come una zona erogena-politica". A questo si aggiunge il fatto che è anche vero che un numero significativo di donne, a partire da quando compiono i 30 anni, non sono molto contente di mostrare le braccia, in quanto sono consapevoli del fatto che si tratta di braccia ben diverse di quelle toniche di Madonna.

Ma Michelle Obama ha infranto praticamente un tabù, mostrando tra l'altro braccia anche in forma. Non è tuttavia quest'ultimo particolare a colpire maggiormente: quanto non può non essere ignorato è che con il suo look Michelle comunica forza e indipendenza. E grande fiducia in se stessa.

Che dire poi del colore viola dell'abito indossato nel giorno della vittoria della nomination? Il Washington Post scrive che la scelta fotografa una "donna afroamericana che decide di vestirsi per esaltare il colore della sua pelle", mentre il New York Times coglie un significato più o meno subliminale, ricordando che tutti sanno che il viola è "creato mischiando il rosso e il blu", ovvero i colori delle primarie (rosso repubblicano e blu democratico".
Insomma, in questo caso l'abito sembra fare il monaco.

E il ritratto che viene fuori, guardando al look di Michelle Obama, è indiscutibilmente quello di una donna che con forza e ottimismo non solo sogna, ma ormai pensa di varcare la soglia della Casa Bianca.

Quotidiano Nazional

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giovedì 5 giugno 2008

Usa '08 E' Barack Obama è il Candidato; Democratico alle Presidenziali Americane

Usa '08: E' Barack Obama è il Candidato Democratico alle Presidenziali Americane Stampa E-mail

4 GIU - Per la prima volta l'America ha un candidato nero ad un passo dalla conquista della Casa Bianca.

La presidenza degli Stati Uniti sara' contesa tra il repubblicano John McCain e il democratico Barack Obama. Il senatore dell'Illinois ha superato la quota magica di 2.118 delegati con l'appoggio di ulteriori super-delegati del partito che si sono schierati col senatore nero mentre stavano per chiudersi i seggi delle primarie in South Dakota e in Montana.

obama45fuorimisura.jpgAlcuni super-delegati che avevano in precedenza appoggiato Hillary hanno annunciato stasera di avere cambiato idea. La candidatura di Obama sara' ufficialmente proclamata alla convention del partito a Denver a fine agosto. Alcuni media americani avevano proclamato la candidatura di Obama fin dal pomeriggio, sulla base del loro calcolo dei super delegati. Ma in serata anche gli altri media, che usavano un sistema diverso di calcolo, hanno concordato che per il senatore dell' Illinois era ormai fatta.

IL DISCORSO DELLA VITTORIA

"UN NUOVO GIORNO IN AMERICA" - Ecco alcuni tra i principali brani del discorso 'della vittoria' del senatore Barack Obama a St.Paul, in Minnesota. Il testo e' stato diffuso dalla campagna di Obama con largo anticipo: - 'Stanotte segna la fine di un viaggio storico e l'inizio di un altro: un cammino che portera' a un giorno nuovo e migliore per l'America. Stanotte, posso presentarmi di fronte a voi e dire che saro' il candidato dei democratici a presidente degli Stati Uniti'. - 'La senatrice Hillary Clinton ha fatto storia in questa campagna, non solo perche' e' una donna che ha fatto cio' che nessun'altra donna ha fatto prima, ma perche' e' una leader che ispira milioni di americani con la sua forza, il suo coraggio, e il suo impegno per le cause che ci hanno portato qui oggi'. - 'Il nostro partito e il nostro paese sono in uno stato migliore grazie a lei e io sono un candidato migliore per aver avuto l'onore di competere con Hillary Rodham Clinton'. - 'In questo momento, un momento che definira' una generazione, non possiamo permetterci di continuare a fare quello che e' stato fatto finora.

Dobbiamo ai nostri figli un futuro migliore. Dobbiamo al nostro paese un futuro migliore. E a tutti coloro che sognano stanotte quel futuro, dico: cominciamo il lavoro insieme'. - 'Ci sono molte parole per descrivere il tentativo di John McCain di cancellare il suo abbraccio delle politiche di George Bush e di farlo passare per bipartisan e nuovo.

Ma 'cambiamento' non e' una di quelle parole'. - 'Dobbiamo essere cosi' cauti nell'uscire dall'Iraq come siamo stati incauti nell'entrarci, ma di sicuro dobbiamo cominciare ad andarcene'. - 'E' l'ora di rifocalizzare i nostri sforzi contro la leadership di Al Qaida e in Afghanistan, e mobilitare il mondo contro le minacce comuni del XXI secolo: terrorismo e armi nucleari, clima e poverta', genocidio e malattie'.

'America, questo e' il nostro momento. E' la nostra ora. E' il nostro momento di girare pagina sulle scelte del passato. La nostra ora di portare nuove energie e nuove idee per affrontare le sfide che ci stanno di fronte. Il nostro momento di offrire una nuova direzione al paese che amiamo'.

HILLARY VUOLE INCONTRO PRIVATO CON OBAMA - Lo staff della senatrice Hillary Clinton e' in contatto con quello di Barack Obama per discutere un 'incontro privato' tra i due candidati che dovrebbe aver luogo in tempi rapidi, forse gia' nella giornata di mercoledi': lo riferisce la rete Nbc, citando fonti della campagna della Clinton. Obama ha in programma un evento per la raccolta di fondi a New York mercoledi' sera e l'incontro con la Clinton, secondo la Nbc, potrebbe aver luogo in quell'occasione.
Clandestino WEB
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giovedì 22 maggio 2008

MF/News - la prima pietra, il primo passo, il primo post - E luce fu!

E luce fu!

Il cammino è lungo e tutto ancora da inventare.
Buon viaggio! Sia fuori che dentro.” [Tiziano Terzani.]

Questo è il primo post, la prima pietra, il primo passo...
Dare voce a chi non ha, promuovere la democrazia (fin quando sarà l'unico sistema migliore di governazione)... informare.

Insomma. Adesso vado a lottare per la tesi. Uma ferida cronica que nao querer curar.
Minha prof. Monica Nanetti mi ha detto, "quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare." Ha ragione, ma purtroppo non ho cominciato ancora a giocare.

E ci vediamo...
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