Visualizzazione post con etichetta Politica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Politica. Mostra tutti i post

venerdì 20 gennaio 2012

CaroVita: Sicilia bloccata, la protesta dei Forconi all’alba del quarto giorno

281381_254647277894486_254645254561355_1059307_1916605_n[1]

 

Strade bloccate, supermercati vuoti, scorte di benzina terminate. La protesta portata avanti in Sicilia dal Movimento dei Forconi comincia a delinearsi come previsto. Dopo la terza giornata di mobilitazione aumenta il coinvolgimento dei siciliani e parte l’effetto-domino in Calabria.

Articolo di Dario Lo Scalzo – 19 Gennaio 2012

 

Al risveglio del quarto giorno di protesta la fotografia è quella di una regione in ginocchio. Eppure, non si tratta di una fotografia in bianco e nero, ma colorata dal grado di tolleranza dei cittadini che li rende positivi complici di ciò che accade. Così, sebbene da un lato i siciliani corrano a svuotare gli scaffali dei supermercati e subiscano notevoli disagi, dall’altro le ragioni della protesta vengono comprese, legittimate ed appoggiate con la speranza, anche da parte di chi non è attivo in prima persona, che possa essere fruttuosa.

La strategia del Movimento dei Forconi comincia a delinearsi per come previsto: le strade, le autostrade, alcuni porti ed i mercati sono bloccati così come alcuni snodi ferroviari con conseguenti ritardi e soppressioni di treni, i supermercati sono stati assaltati dalla paura della gente e svuotati, i distributori di benzina hanno dato fondo alle scorte rimanenti e gli stabilimenti petrolchimici chiusi. In tale scenario, i prezzi di alcuni beni di prima necessità volano al rialzo, i prodotti da export vanno in deperimento, trionfa, per una volta, il prodotto a ‘km 0′ e le questure hanno attivato le unità di stato di crisi.

Ci sono tutte le condizioni per attirare l’attenzione sulla protesta e ‘nazionalizzare’ le sue cause scaturenti soprattutto se si pensa, un esempio su tutti, che la Sicilia contribuisce per 1/3 alla produzione nazionale di benzina. Eppure, il Governo centrale, quello italiano, per intenderci, fa ancora orecchie da mercante (sarà perché in molti sono banchieri?) mentre solo dopo l’ennesima accesa dimostranza di protesta di ieri davanti l’Assemblea Regionale Siciliana (ARS), le orecchie le ha ben sturate il Governatore che stamattina, insieme ai Prefetti siciliani, riceverà una delegazione dei movimenti di protesta. Si tratta di una prima in senso assoluto quella di un governo siciliano che riceve alcune categorie lavorative senza la presenza e l’intermediazione dei sindacati.

Nel frattempo al grido “azzeriamo la classe politica e combattiamo il sistema corrotto”, i Forconi raccolgono le simpatie dei pescatori, degli artigiani, degli edili, quelle degli studenti che prevedono di scendere in piazza con uno sciopero regionale per venerdì prossimo, dei pensionati, di tante donne, di alcuni centri sociali e di altre categorie della società civile.

Dal punto di vista del Movimento il bilancio si fa ancor più positivo sia per il fatto che di giorno in giorno è aumentato il numero – ormai difficilmente quantificabile – di chi si affianca ai Forconi moltiplicando i presidi dislocati sul territorio, che continuano la loro opera di informazione della popolazione anche attraverso il volantinaggio, sia per il tanto atteso interessamento dei mass media che hanno infine cominciato a dare le prime informazioni al resto del paese sulla mobilitazione siciliana (stasera anche la trasmissione di Michele Santoro, Servizio pubblico, sarà in Sicilia).

 

protesta_forconi_sicilia_scritta[1]

Ci sono tutte le condizioni per attirare l’attenzione sulla protesta e 'nazionalizzare' le sue cause scaturenti

 

Probabilmente la giornata di oggi con il vertice a Palazzo d’Orleans rappresenterà una cartina di tornasole, un momento decisivo per l’evoluzione della protesta e le sue prossime iniziative; secondo indiscrezioni, per questo incontro, adottando un approccio step by step, all’ordine del giorno vi sarebbero alcuni punti prioritari come la defiscalizzazione del carburante, un differente utilizzo dei fondi europei, il meccanismo di tracciatura e controllo dei prodotti e le procedure Serit-Equitalia. La tensione e le aspettative sono altissime.

Nell’attesa, la Sicilia è stata svegliata e scossa dal Movimento dei Forconi e adesso spetta alla popolazione decidere se cogliere questo assist attivandosi unitamente e liberamente o se delegare ad altri come spesso accaduto in passato.

Nel frattempo la protesta isolana diventa contagiosa e si estende oltre lo stretto, inCalabria, dove da ieri numerosi Tir hanno iniziato una mobilizzazione bloccando alcune strade statali, l’accesso ad alcune uscite autostradali, l’ingresso di alcune città e pianificando di creare disagi a Villa San Giovanni.

 

 

Forconi, Terroni e rivoluzioni

 

Articolo di Debora Billi * Link

 

forconi-avolesi-a-catania2-anteprima-450x336-565471[1]

Foto - I Forconi a Catania

 

Finalmente la rivolta siciliana deiForconi, che si sta estendendo anche alla Calabria, si affaccia sui media. Naturalmente viene ribattezzata “Blocco dei Tir” o“Protesta degli autostrasportatori”, scegliendo con cura la meno simpatica tra le numerose categorie che sono scese in strada e stanno bloccando l’isola con le loro rivendicazioni. “Protesta deicontadini“, o dei pastori, o dei pescatori avrebbe rischiato di destare qualche sentimento di solidarietà.

Qualcuno è andato a fare le pulci ad amici e parenti dei rivoltosi ancor prima che la stampa ne parlasse,bollando con dovizia di post la protesta come roba fascista e forzanuovista. Chissà. Però i centri sociali palermitani, che forse se ne intendono più di noi blogger al calduccio, hanno dichiarato il loro appoggio e la loro partecipazione. Sembra insomma che i cittadini stufi appartengano un po’ a tutte le idee politiche, il che è anche abbastanza normale direi.

Questa rivolta in corso probabilmente non porterà a nulla, come quasi sempre accade, anche se gli attivisti sperano che si estenda a tutto il Paese. Però offre a me la possibilità di consigliarvi una lettura indispensabile: il libro “Terroni” dello scrittore e storico Pino Aprile. E’ uno di quei libri che cambiano il modo di vedere il mondo, che cambiano la nostra visione della storia, che incidono profondamente sui nostri pregiudizi acquisiti. E’ un libro che piacerà ad ogni complottista perché dimostra che a pensar male ci si azzecca, anche se nessuno di noi era mai neppure lontanamente arrivato a “pensar male” fino a questo punto, per quanto riguarda la vera storia del Sud.

Credo che “Terroni” dovrebbe esser letto da ogni italiano, anche perché è scritto in modo semplice, ironico, garbato e arrabbiato al punto giusto. Colpisce al cuore. E se ritenete che ciò che racconta non vi riguardi, pensateci bene. Ecco cosa scrive infatti Aprile:

Non ci sono dubbi che l’operazione avesse il solo scopo di ridurre il Mezzogiorno in stato coloniale: rapina dei suoi beni; distruzione della sua capacità industriale e produttiva; drenaggio dell’oro e del denaro circolante; trasformazione di un Paese produttore e concorrente, in mercato di consumo delle merci settentrionali; riserva prima di braccia ed ora di teste.

Vi ricorda niente? Una descrizione quanto mai attuale, se sostituite la parola “Mezzogiorno” con la parola “Italia”.

D’altronde, siamo tutti meridionali di qualcuno.

 

LINK UTILI:
Sicilia, la rivolta contadina del movimento dei forconi.

Movimento dei Forconi: manifestazioni e blocchi in Sicilia dal 16 al 20 gennaio 2012.

 

Con | Stampa Libera

sabato 15 ottobre 2011

Crisi di Governo: Giorgio Napolitano difende Gianfranco Fini da Pdl

fini camera voto

La maggioranza contesta l'operato di Gianfranco Fini, il presidente della Repubblica Napolitano risponde ai capigruppo del Pdl, Lega e Pt che il presidente della Camera ha agito usando i suoi poteri. Aggiungendo che la bocciatura dell'articolo 1 del rendicondo non implica le dimissioni del governo. Ma chiarisce anche che la richiesta del voto di fiducia «non dovrebbe eccedere limiti oltre i quali si verificherebbe una inaccettabile compressione delle prerogative delle Camere». In sostanza schiaccia il ruolo del Parlamento.
L'interpretazione che Fini ha dato del significato preclusivo della bocciatura dell'articolo 1 del Rendiconto generale dello Stato «è materia che rientra pienamente nei poteri del Presidente dell'Assemblea», fatto salvo il diritto di dissentire, ha scritto Giorgio Napolitano ai capigruppo del Pdl.
«Non ho ritenuto, confortato del resto dalla dottrina, espressasi anche nell'articolo del presidente Onida da me vivamente apprezzato, che vi fosse un obbligo giuridico di dimissione a seguito della reiezione del Rendiconto», scrive ancora il presidente della Repubblica nella lettera.
«Per quanto concerne la composizione della Giunta per il regolamento, il presidente Fini ha risposto in Aula alle contestazioni formulate, anche se resta vostro diritto considerare aperta la questione», prosegue il testo. I capigruppo di maggioranza ieri hanno inviato una lettera a Napolitano sollevando la questione della composizione della Giunta per il regolamento di Montecitorio, a loro avviso disequilibrata a danno del governo dopo la costituzione del gruppo di Futuro e Libertà.

Via | L’Unità

martedì 15 marzo 2011

Caso Schulz/Ricordo: La figuraccia di Berlusconi al Parlamento europeo

Questo video, tratto dal film di Beppe Cremagnani ed Enrico Deaglio "Quando c'era Silvio", ripropone la famigerata performance di Silvio Berlusconi al parlamento di Strasburgo, il 2 luglio 2003, in occasione della cerimonia di insediamento del semestre italiano di presidenza dell'Unione Europea. Il filmato si apre con l'intervento di Martin Schulz, della Spd tedesca, che sottolinea la sua preoccupazione per la presenza della Lega al governo, chiede a Berlusconi di portare finalmente in porto le leggi sul processo europeo, sul mandato di cattura, sul riconoscimento dei documenti, aggiungendo anche che il presidente del Consiglio italiano siede su quella poltrona solo grazie alle lungaggini burocratiche delle sue vicende giudiziarie. La replica di Berlusconi all'europarlamentare tedesco è, allo stesso tempo, furiosa e penosa, e non si limita alla frase indecente su cui si sono concentrate quasi tutte le cronache: "So che c'è in Italia un produttore che sta girando un film sui campi di concentramento nazisti. La suggerirò per il ruolo di kapò. Lei è perfetto". Più delle parole, però, a colpire sono i gesti e le espressioni di Berlusconi, decisamente nervoso e in difficoltà di fronte a domande "scomode" che in Italia non gli vengono quasi mai rivolte. Come ha riassunto bene lo stesso Schulz, "quando il premier italiano viene contraddetto perde ogni contegno"

domenica 8 giugno 2008

Mafia Giornalismo e Mass Media Parte 2, Curzio Maltese

Mafia Giornalismo e Mass Media
Parte 2, Curzio Maltese

Una nota sull’incontro Benedetto XVI e Berlusconi di don Aldo Antonelli - a cura di pfls

Una nota sull’incontro Benedetto XVI e Berlusconi di don Aldo Antonelli - a cura di pfls

- L’ABBRACCIO MORTIFERO

- Berlusconi e Benedetto XVI°!

- di don Aldo Antonelli *

Non cambia niente ma rende evidente tante cose questo incontro mortifero tra una politica genuflessa ed una chiesa imperiale.

Si rincorrono a vicenda, si plaudono, si legittimano e si cooptano all’interno di un circuito chiuso in cui la democrazia da una parte e il Vangelo dall’altro sono solo degli optionals: il primo, frutto maturo di una democrazia putrescente e il secondo, espressione muscolare di una chiesa saccente.

E’ straordinario come i due "mondi" possano essere stati fotografati con tale proprietà di linguaggio in tempi non sospetti, da "profeti" per molti versi diversi e nella storia distanti.

Vi propongo come meditazione le loro osservazioni.

La Democrazia putrescente

Nel 1840 nel "De la démocratie en Amerique" Alexis de Tocqueville (per la precisione Charles-Alexis-Henri-Maurice Clérel de Tocqueville) scriveva:

"....Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civilità e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare. Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri...

Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronisrsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca l’ordine anzitutto! Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla. Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere.

Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all’universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo".

La Chiesa saccente

David Maria Turoldo, in un libretto che è un gioiello, anzi uno scrigno dhe custodisce delle vere, autentiche perle "Chiamati ad essere", a pagina 66-66 scrive:

"Pare che i vescovi siano sempre più esposti al farsi prefetti di un impero, oltre che apostoli di una chiesa; il papa sempre più monarca assoluto,oltre che papa... Quella unità che dovrebbe essere un valore sacramentale ed evangelico ("fà che siano una cosa sola...") ecco che diventa una soggezione e una schiavitù; e come, in politica, si va verso l’avvento di un unico governo mondiale, così pare che si imponga anche l’avvento di un imperialismo dello spirito...Tanto più che la chiesa (e le chiese, più o meno) si sono spesso affermate quali forze di conservazione delle strutture e delle forme, anziché offrirsi quali energie rivoluzionarie e liberatrici".

....E in un scatto di immagine prefigurativa azzardava, pensando al terzo millennio: "Avremo tempi sempre meno ricchi di fantasia; controllo e burocrazia saranno note dominanti, camicie di forza che tutti indosseremo. Saranno tempi senza estro e anche senza profezia?".

La sua domanda è anche la nostra!

Requescant in pace. Amen.

* Aldo [don Antonelli]

sabato 24 maggio 2008

La Repubblica, Corriere della Sera, la Stamoa, Il Manifesto, l'Unita, l'Ansa

VARESE: Record di stranieri a scuola: "Colpa degli...
Canada: Medici stranieri L’Ontario apre le porte, ...
Una nota sull’incontro Benedetto XVI e Berlusconi ...
Il vittimismo feroce della Lega, Borghesio, Pezzot...
Hillary Clinton lancia Obama E sposa il suo slogan...
«Le proposte del Pd sulla camorra entrino nel decr...
«Siete gay»: due ragazzi pestati a sangue hanno 24...
Roma, è morto il regista Dino Risi Nel 1962 diress...
«Sesso-lavoro? È reato anche se lei è "spregiudica...
Annozero: battibecco Castelli-Travaglio Santoro, T...
L'anticiclone? Non c'è più L'estate comincia a lug...
L’iPhone a 90 euro. E la Spagna batte tutti Tecnol...
Leggero malore per Berlusconi AL CONVEGNO DI CONFI...
Francia: sondaggio, Carla Bruni piace ai francesi
Colpevoli di essere poveri, dunque condannati a mo...
Euro 2008: Portogallo batte Turchia 2-0 Le pagel...
Razzismo, discriminazione, lesione dei diritti uma...
'SienaJazzEye', grande mostra dedicata alle copert...
C'è il reato di clandestinità. Appello intellettua...
Caro naziskin ; Hey, amico! tu leggere qui
Razzismo, denunciate tre persone Hanno aggredito u...
Padova - Non tolleriamo gli intolleranti; Una iniz...
All'ombra del governo, bisogno di tornare alle pia...
Oxford orfana dei frati: "Cappuccini, restate" Nel...
"Fascista, non puoi fare l’esame" Uova e insulti d...
L’Italia è fallita per salvare una sola persona. L...
Opinione di studenti dell'ITC "R. Serra" di Cesena...
Breve storia del razzismo I pregiudizi razziali in...
Horror e razzismo nei film di Burton ed Eastwood D...
Biografia di Walter Veltroni Politico e giornalist...
Biografia di Joseph Alois Ratzinger Papa Benedetto...
Biografia di Silvio Berlusconi, Imprenditore e pol...
Scienza, un ricercatore italiano Pantaleo Raimondi...
Firmato un accordo per l'insegnamento dell'italian...
Calendario Pirelli. L'arte della seduzione dalla A...
Io non sono razzista, ma, "Hai capito? Nazista a m...
Mercato e Opinione. L'Italia rifiuti il razzismo
Episodi xenofobi nel Nord-es Razzismo. Una mail pe...
Ragazzi Italiano Violenta e mette incinta 13enne m...
Tutti i chiarimenti sull'Ici dopo il taglio per la...
È polemica fra Napolitano e la Lega: «Si rileggano...
Vertice FAO, trovato il compromesso: varato il doc...
Clandestinità, il ddl in Senato. Il governo è cont...
Migranti, direttiva sui rimpatri In Europa lo spet...
Spento il reattore di Krsko: «Solo una fuga d'acqu...
Usa '08 E' Barack Obama è il Candidato; Democratic...
Cancellato dal video l'ospite anti-Putin - Ma il t...
La «casa del malconsumo», Tradate per incentivare ...
Zimbabwe, arrestato Tsvangirai, leader dell'opposi...
I bambini disuguali, La Verona Razzista alle conte...
La sponda a destra: Tutti sanno che questi immigra...
Insulti e minacce a studenti rom "Schifosi, tornat...
Le periferie di Roma, i tamburi d’Africa, l’integr...
Mestre, Lega blocca nuovo campo rom e i No global ...
Eliminiamo le informazioni sensibili dal nostro ha...
Il primo album musicale in Blue Ray Disc, L'etiche...
Vai negli USA? Devi avvisare tre giorni prima; Vis...
DEMOCRAZIA USA IN DIRETTA TV ; Così negli USA, spe...
Cosi nacque il Rock, In memoria di Bo Diddley, gra...
Vertice Fao: ebrei in marcia contro l'Iran ; Centi...
Rossella Brescia e il marito si separano «Siamo d'...
Mourinho si presenta in italiano: «Non sono specia...
Caro-petrolio? Ecco la benzina low cost, «pompe bi...
Sesso nel confessionale, il vescovo dispone una me...
Elezioni Usa: Ultime primarie per Hillary Cnn: sar...
Vertice Fao sulla fame nel mondo Cibo negato a 862...
Concorso solo per italiani, 41 stranieri vincono i...
«Clandestinità? Aggravante, non reato» ; Berluscon...
Vediamo adessssoooooooooooooo
Alloraaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
Che cos'è il razzismo: PER UNA DEFINIZIONE, Volin...
Il RAZZISMO in Italia: il colonialismo italiano, l...
La rom che che rapiva la bambina a Ponticelli? Una...
Svelato il mistero delle donne belle che stanno co...
2 giugno: un nuovo volto per la democrazia italian...
Primarie Usa: qual è il candidato giusto per i dem...
La compagna di letto virtuale per scacciare la sol...
Un disco da 1 Terabyte soppianterà i Blu Ray?
"Incidente nucleare", ma era la beffa di un hacker...
Alitalia, Air France resta fuori. Spinetta: "Ci vu...
COMUNICATO Associazione Nazionale Magistrati, OSSE...
In Sudafrica E’ Ricominciata la Lotta Contro l’Apa...
Allarme “son” fascisti, Trasformismi, revisionismi...
Non mi sento più solo! Sempre un maggior numero di...
Giorgio Bezzecchi: schedature a Milano I Rom itali...
Amy Winehouse sfigurata, huffingtonpost.com
Annozero 30-05-08 Le vignette di Vauro ! Andreotti...
Brecht: Così nacque il Nazismo! Perchè no Fascismo...
Quando gli svizzeri costringevano i figli dei nost...
"Quelle tre paure da disinnescare solidarietà per ...
"Signor presidente, dall'estero non riconosco più ...
Il 2% del Pil prodotto da irregolari pari alla ric...
Napolitano: preoccupato per violenza e intolleranz...
Svizzera, destra battuta: bocciato referendum sull...
Moro e la transizione italiana Autobiografia di ...
Così il razzismo "italiano" - Ma dov'è la Chiesa? ...
''Sporca negra, che cazzo vuoi?'' Tira una brutta ...
Cronache della nuova Roma Viale degli Squadristi...

Corpi nudi? Le donne li preferiscono al femminile ...
Addio dittatura del proletariato! Ci hanno dato la...
Tremonti: da Irlanda segnale di paura Il ministro ...
Sotto il voto cattolico niente "la questione catto...
Vauro: "Morti sul lavoro", Il Governo corra al rip...
L’altalena delle emergenze Associazione BayesFir P...
Difendiamo le intercettazioni di Nadia Redoglia – ...
Gomorra, il film di Matteo Garrone, incontro con M...
Anime nere ...dentro l’urne, è forse il sonno dell...
Chi tocca le Camere muore: la Cassazione condanna ...
Giappone, brevetto industriale per l'auto ad acqua...
"Come se questi lavoratori fossero clandestini per...
Italiano aggredisce e violenta rumena. Aspettiamo ...
vite da sfruttare, vite da gettare
vite da sfruttare, vite da gettare
vite da sfruttare, vite da gettare
vite da sfruttare, vite da gettare
vite da sfruttare, vite da gettare
vite da sfruttare, vite da gettare
La danza dei Bikini, FIVB Grand Slam di beach voll...
Roma: giustizia e intolleranza (Povero Cristo) Cos...
Sconcertante episodio di razzismo a Hydromania gra...
EUROPEI 2008 Date, orari, risultati e classifiche
Solita Oprah e la carica dei "teen" le 100 star pi...
YouTube si apre al giornalismo Nasce il nuovo cana...
Federica Pellegrini: «Stress pre-gara? Lo combatto...
La clinica dell'orrore a Milano Santa Rita, altre ...
Azzurri disorientati: primi malumori dopo il ko de...
Briatore: «Niente addio al celibato» «Nessuna mia ...
La tragedia è accaduta a Mineo, a 53 chilometri da...
Michelle Obama, look da First Lady Un po' Jaquelin...
Siamo in un mondo di disinformazione, Dario Fo
Mafia Giornalismo e Mass Media Parte 2, Curzio Mal...
Siamo chiamati a chiamare il mondo STOP ALLE POLIT...
A 40 anni dal pugno di Mexico '68 "Mai pentiti di ...
L'ANALISI: Gli obblighi della realtà, di GIUSEPPE ...
Immigrazione, monito dell'Anm "Il reato sarà un fa...
Così Carla Bruni la first lady sta salvando Nikola...
Razzisti? Un manuale per provare a smettere I ca...
Razzisti? Un manuale per provare a smettere I ca...
Col computer guadagni sette chili in due anni Du...
Quando emigranti erano Umberto Bossi, Giulio Tremo...
Prevenzione AIDS, una pomata blocca il virus HIV, ...

giovedì 22 maggio 2008

L´appello del Dalai Lama "Basta scontri, dialoghiamo", Erich Follath e Padma Rao - La Repubblica

L´appello del Dalai Lama "Basta scontri, dialoghiamo"!

DHARAMSALA - La rivolta in Tibet, le proteste contro la staffetta della torcia olimpica che non ha mai condiviso, le proposte per un compromesso con Pechino. Il Dalai Lama, leader del popolo tibetano, prosegue la sua visita in Europa e dopo la Germania ieri era a Londra.

Ha già ricevuto l´invito per la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici a Pechino?
«L´ho sempre detto: potrei andarci se mi invitassero. Ma, fino a questo momento, i cinesi hanno scelto un´altra strada: escludermi. E dare la colpa a me. Il Tibet Daily di Lhasa continua a definirmi criminale, traditore, separatista e poi, per bocca del capo del Partito comunista della Regione autonoma, "un lupo in abiti da monaco, un diavolo con un volto umano ma il cuore di una bestia". Ma non mi offendo, sono solo parole vuote».

Ma non può negare che oltre alle manifestazioni pacifiche dei monaci, che sono state brutalmente represse, i giovani tibetani a Lhasa si siano resi responsabili anche di incendi e saccheggi.
«Lo condanno, e mi rattrista vedere i miei concittadini tibetani agire in questo modo, non c´è nessuna giustificazione per la violenza. Ho proposto un´inchiesta internazionale sui fatti avvenuti in Tibet, che venga condotta da un´istituzione riconosciuta e indipendente. Ma una cosa è certa: sono stati in maggioranza tibetani innocenti a subire la brutalità della polizia e delle forze armate. Deploriamo la perdita di oltre 200 vite umane».

Ha pregato anche per i cinesi, compresi gli autori della repressione?
«Nonostante tutte le paure e le preoccupazioni, sono in pace con il mio inconscio, e dunque sono in grado di eseguire i miei compiti con una certa normalità. Non ho problemi a dormire. Forse questo è dovuto al fatto che prego anche per i cinesi, naturalmente. Per i loro leader. E anche per quelli che hanno le mani sporche di sangue».

Nello specifico, che cosa chiede alla Cina?
«I cinesi devono finalmente ammettere che esiste un problema tibetano. A differenza di altri disordini precedenti, questi hanno interessato non soltanto Lhasa, e non soltanto la cosiddetta Regione autonoma del Tibet. Questo travolgente e totale rigetto nei confronti del governo del Partito comunista e delle sue politiche non può essere semplicemente ignorato. Pechino deve capire che negli ultimi 50 anni è stato fatto qualcosa di terribilmente sbagliato. L´oppressione e la tortura non hanno prodotto nessun risultato in Tibet, e la rieducazione politica ha fallito. Ora le persone che sono al potere a Pechino, quei nove membri del Politburo le cui decisioni influenzano 1,3 miliardi di persone, si trovano di fronte a un bivio. Io spero che scelgano una politica radicalmente nuova, una politica realistica».

Quale strada pensa che imboccherà Pechino?
«La nostra posizione di larga autonomia per il Tibet è quella che offre le prospettive migliori. I tibetani devono avere la possibilità di prendere decisioni su tutte le questioni legate alla cultura, alla religione e all´ambiente. È qualcosa di completamente diverso dall´essere uno Stato indipendente. Se Pechino accettasse un modello di questo tipo, io posso garantire che non ci sarebbero più le crisi e i disordini che ci sono attualmente.

Molti tibetani considerano la staffetta della torcia olimpica sul monte Everest, sacro per i tibetano, e il percorso scelto a Lhasa, con il passaggio della torcia per il palazzo del Potala, antica sede del governo tibetano, come una provocazione. Lei non la pensa così?
«Se fossimo in un periodo di calma, non mi preoccuperei di cose del genere. Ma ora capisco le proteste, anche se naturalmente non le approvo. Ho anche raccomandato agli organizzatori della cosiddetta marcia per la pace, da qui a Dharamsala fino al confine con la Cina, di annullare il progetto, perché potrebbe portare a scontri con le guardie di frontiera armate. Ma tutto quello che posso fare è dispensare consigli, non posso sopprimere altre opinioni. Spero che i cinesi non useranno tutto questo come scusa per perpetrare un altro bagno di sangue».

Sente la nostalgia di casa, del Tibet?
«Nostalgia di casa? No. Casa è dove ti senti a case e dove ti trattano bene. Ed è così, naturalmente, in India, negli Stati Uniti, in Europa.
Ha rinunciato alla speranza di rivedere Lhasa e il palazzo del Potala, dove è cresciuto e dove ha governato il Paese?
«Oh no, niente affatto. Sono fiducioso che un giorno potrò ritornare».






(Copyright
Der Spiegel
La Repubblica
Traduzione
di Fabio
Galimberti)

L´appello del Dalai Lama "Basta scontri, dialoghiamo", Erich Follath e Padma Rao - La Repubblica


L´appello del Dalai Lama "Basta scontri, dialoghiamo"!

DHARAMSALA - La rivolta in Tibet, le proteste contro la staffetta della torcia olimpica che non ha mai condiviso, le proposte per un compromesso con Pechino. Il Dalai Lama, leader del popolo tibetano, prosegue la sua visita in Europa e dopo la Germania ieri era a Londra.

Ha già ricevuto l´invito per la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici a Pechino?
«L´ho sempre detto: potrei andarci se mi invitassero. Ma, fino a questo momento, i cinesi hanno scelto un´altra strada: escludermi. E dare la colpa a me. Il Tibet Daily di Lhasa continua a definirmi criminale, traditore, separatista e poi, per bocca del capo del Partito comunista della Regione autonoma, "un lupo in abiti da monaco, un diavolo con un volto umano ma il cuore di una bestia". Ma non mi offendo, sono solo parole vuote».

Ma non può negare che oltre alle manifestazioni pacifiche dei monaci, che sono state brutalmente represse, i giovani tibetani a Lhasa si siano resi responsabili anche di incendi e saccheggi.
«Lo condanno, e mi rattrista vedere i miei concittadini tibetani agire in questo modo, non c´è nessuna giustificazione per la violenza. Ho proposto un´inchiesta internazionale sui fatti avvenuti in Tibet, che venga condotta da un´istituzione riconosciuta e indipendente. Ma una cosa è certa: sono stati in maggioranza tibetani innocenti a subire la brutalità della polizia e delle forze armate. Deploriamo la perdita di oltre 200 vite umane».

Ha pregato anche per i cinesi, compresi gli autori della repressione?
«Nonostante tutte le paure e le preoccupazioni, sono in pace con il mio inconscio, e dunque sono in grado di eseguire i miei compiti con una certa normalità. Non ho problemi a dormire. Forse questo è dovuto al fatto che prego anche per i cinesi, naturalmente. Per i loro leader. E anche per quelli che hanno le mani sporche di sangue».

Nello specifico, che cosa chiede alla Cina?
«I cinesi devono finalmente ammettere che esiste un problema tibetano. A differenza di altri disordini precedenti, questi hanno interessato non soltanto Lhasa, e non soltanto la cosiddetta Regione autonoma del Tibet. Questo travolgente e totale rigetto nei confronti del governo del Partito comunista e delle sue politiche non può essere semplicemente ignorato. Pechino deve capire che negli ultimi 50 anni è stato fatto qualcosa di terribilmente sbagliato. L´oppressione e la tortura non hanno prodotto nessun risultato in Tibet, e la rieducazione politica ha fallito. Ora le persone che sono al potere a Pechino, quei nove membri del Politburo le cui decisioni influenzano 1,3 miliardi di persone, si trovano di fronte a un bivio. Io spero che scelgano una politica radicalmente nuova, una politica realistica».

Quale strada pensa che imboccherà Pechino?
«La nostra posizione di larga autonomia per il Tibet è quella che offre le prospettive migliori. I tibetani devono avere la possibilità di prendere decisioni su tutte le questioni legate alla cultura, alla religione e all´ambiente. È qualcosa di completamente diverso dall´essere uno Stato indipendente. Se Pechino accettasse un modello di questo tipo, io posso garantire che non ci sarebbero più le crisi e i disordini che ci sono attualmente.

Molti tibetani considerano la staffetta della torcia olimpica sul monte Everest, sacro per i tibetano, e il percorso scelto a Lhasa, con il passaggio della torcia per il palazzo del Potala, antica sede del governo tibetano, come una provocazione. Lei non la pensa così?
«Se fossimo in un periodo di calma, non mi preoccuperei di cose del genere. Ma ora capisco le proteste, anche se naturalmente non le approvo. Ho anche raccomandato agli organizzatori della cosiddetta marcia per la pace, da qui a Dharamsala fino al confine con la Cina, di annullare il progetto, perché potrebbe portare a scontri con le guardie di frontiera armate. Ma tutto quello che posso fare è dispensare consigli, non posso sopprimere altre opinioni. Spero che i cinesi non useranno tutto questo come scusa per perpetrare un altro bagno di sangue».

Sente la nostalgia di casa, del Tibet?
«Nostalgia di casa? No. Casa è dove ti senti a case e dove ti trattano bene. Ed è così, naturalmente, in India, negli Stati Uniti, in Europa.
Ha rinunciato alla speranza di rivedere Lhasa e il palazzo del Potala, dove è cresciuto e dove ha governato il Paese?
«Oh no, niente affatto. Sono fiducioso che un giorno potrò ritornare».






(Copyright
Der Spiegel
La Repubblica
Traduzione
di Fabio
Galimberti)
Related Posts with Thumbnails