lunedì 6 settembre 2010

Atletica: Bolt: in futuro vorrei fare il calciatore Usain Bolt, 24 anni, è primatista mondiale su 100 e 200 metri

L'uomo jet sogna un futuro
lontano dall'atletica: «Spero
di trovare una buona squadra»

Dalla pista di atletica al rettangolo verde. È il sogno di Usain Bolt, che oggi ha confessato di voler tentare la fortuna nel calcio professionistico al termine della sua carriera da sprinter. Il fuoriclasse giamaicano, primatista del mondo nei 100 e nei 200 metri, nel corso di un'intervista concessa alla Bbc ha fatto intendere di avere le idee chiare: la sua avventura da calciatore durerà due anni. «Guardo sempre le partite e credo che potrei essere un calciatore professionista», ha detto Bolt: «Ci proverò, forse potrei entrare in una buona squadra». Sorprendente la scelta del ruolo: Bolt infatti non si vede nel ruolo di ala ma pregusta una posizione da «centrocampista, difensivo o offensivo».

E dire che nei giorni scorsi il giamaicano aveva lanciato una nuova sfida sui 100 metri: «Il record del mondo può essere abbassato fino a 9''40, e spero di essere io a correrlo». Bolt ha parlato anche degli avversari che nei prossimi anni potranno dargli del filo da torcere, a iniziare dall'americano Justin Gatlin, appena rientrato dopo una squalifica per doping: «Vorrei correre contro di lui, ha fatto una brutta cosa ma se la Iaaf lo ha perdonato mi andrà bene gareggiare con lui». Correre contro atleti che in passato hanno fatto ricorso a pratiche illecite non spaventa il primatista del mondo dei 100 metri: «Iaaf e Cio stanno facendo un ottimo lavoro contro chi cerca di truffare lo sport». Il giamaicano si sente pronto a battere chiunque: «Questo è il mio lavoro e se qualcuno cerca di detronizzarmi io competerò con loro e non importa chi sono o quello che hanno fatto». Che voglia davvero rinunciare al titolo di imbattibile per dedicarsi al pallone?

domenica 5 settembre 2010

Calcio: Cassano: "Mi riprendo la Nazionale" Antonio Cassano, 28 anni, è stato decisivo contro l'Estonia

Autore del gol e dell'assist (di tacco per la rete di Bonucci) che hanno permesso all'Italia di passare per 2-1 venerdì sera in Estonia nell'esordio della nazionale italiana nel girone di qualificazione agli Europei del 2012, Antonio Cassano ha deciso di riprendersi «il tempo perso» in azzurro, ma di non avere intenzione di «caricarmi sulle spalle tutto il peso» della squadra. «Leggo che sono il leader, ma non è così», ha detto oggi in conferenza stampa l'attaccante della Sampdoria. «Chiellini e soprattutto De Rossi sono i leader azzurri».

Con l'arrivo del nuovo ct Cesare Prandelli, la sua presenza in azzurro sembra stabile. «Esco ed entro in nazionale da anni, la maggior parte della colpe sono mie», ha detto Cassano. «Mi prendo la responsabilità per gli errori che ho fatto. Ora sono partito bene, spero di proseguire sulla strada giusta. Ma non sono un terrorista, non ho mai mancato di rispetto a nessuno. Eppure passo per quello che rovina lo spogliatoio». Di Prandelli di che che è «una persona fantastica», mentre dell'ex ct Marcello Lippi è meglio non parlare. «Pensiamo al presente, bello, e al futuro, speriamo ancora migliore, non al passato. Prandelli a Roma l'ho messo in difficoltà, ma quando mi ha ritrovato cambiato era l'uomo più felice del mondo. Sta credendo in me come uomo, non posso che ringraziarlo».

Quindi, Cassano è veramente maturato? «Sono cambiato, assolutamente sì. L'età ti fa maturare. I primi anni di Serie A ho fatto disastri inenarrabili. Per diventare un giocatore serio ho deciso di cambiare, altrimenti torno a fare il salumiere. Sono cambiato a Genova, anche grazie allo staff tecnico che mi segue e che mi aveva messo a disposizione Beppe Marotta (il direttore generale ora passato alla Juventus, ndr.). Ora sono 4 anni che non faccio una stupidaggine. Perciò, se sbaglio una volta non gettatemi la croce addosso dicendo che sono tornato quello di un tempo». In Estonia ha indossato il numero 10. «Non mi importa, va bene anche il 22, quello del matto», ha detto Cassano. «Poi mi ha fatto piacere che De Rossi mi abbia detto di prendere quella maglia perché ho qualità. Se dovessi consegnarla a Totti in caso di ritorno? Certo, lui fa vincere le partite. Con Totti mi piacerebbe tanto giocare in nazionale. Ma adesso non mettete Prandelli in croce perché dite che Cassano vuole Totti in Nazionale. L'uomo e il calciatore Totti non si possono discutere».

L'amicizia con Balotelli. «È un ragazzo fantastico, ha 20 anni. È un grandissimo giocatore, se fa qualche errore, pace. Io qualche consiglio glielo do, però non sono certo io il più adatto a fare da chioccia». Tra gli errori del passato, il rapporto con Fabio Capello, «gliene ho fatte veramente tante, è stato il mio periodo peggiore tra Roma e Madrid», tra i segni della maturazione quello con Gigi Delneri alla Samp: «Lui mi ha convinto a fare la seconda punta. Da uomo vero mi ha detto: 'o fai questo, o sei fuorì. Mi ha fatto capire, anche tenendomi fuori un pò, che più avanti possono essere devastante».

Il momento decisivo però nella sua vita e nella carriera è un altro, quello del matrimonio: «Mia moglie Carolina mi ha cambiato la vita, la ringrazierò per l'eternità», ha detto Cassano. Che ora sogna nuovi orizzonti azzurri. «Il mio sogno calcistico è fare parte del gruppo della nazionale per 4-5 anni. Io sono l'uomo degli Europei , voglio diventare anche quello dei Mondiali. Prima pensavo più ai miei colpi, alle cavolate. Ora penso alla squadra, perché l'unico che vinceva le partite da solo era Maradona e io non sono Diego, anche se prima pensavo di esserlo. Ora mi sento più forte, perché ci sono 10 compagni che mi aiutano».

Moto Gp: Gp di Misano,tragedia e polemiche Tomizawa muore e la gara continua

I primi soccorsi in pista a Shoya Tomizawa, 19 anni
Il pilota è stato investito da altre
due moto dopo una caduta-choc
In pista nessuna bandiera rossa.
L'ira dei piloti: bisognava esporla
MISANO ADRIATICO
Un errore, la caduta e poi la tragedia. Shoya Tomizawa, 19enne pilota giapponese, è morto per le gravissime lesioni riportate nel terribile incidente avvenuto nella gara della Moto2 del Gp di San Marino.

Lo schianto
Sul tracciato di Misano Adriatico, il nipponico ha perso il controllo della sua Suter nel corso del 12° giro. Ha messo le ruote su un cordolo ed è schizzato via mentre viaggiava ad una velocità ampiamente superiore ai 200 km orari. Alle sue spalle, il sammarinese Alex De Angelis e il britannico Scott Redding non hanno avuto il tempo di far nulla. Tomizawa, vincitore quest'anno del Gp del Qatar nella gara inaugurale della nuova classe, è stato investito in pieno e i suoi due colleghi sono volati via. Redding se l'è cavata senza lesioni particolari, De Angelis non ha riportato nemmeno un graffio.

Le polemiche
Lo sfortunato giapponese è rimasto sull'asfalto, i soccorsi sono intervenuti è la gara è proseguita senza interruzioni fino al successo dello spagnolo Toni Elias. Niente bandiera rossa e niente sospensione, mentre Tomizawa veniva portato lontano dalla pista. Nella concitazione, un addetto è inciampato nella ghiaia della via di fuga e per un istante ha perso la presa della barella. In ambulanza, i medici hanno provato a rianimare il pilota, in condizioni critiche per i traumi al cranio, al torace e alla regione addominale. Dal centro medico del circuito, verso le 13.40, l'ambulanza è ripartita verso l'ospedale di Riccione. Lì, alle 14.19, è stato dichiarato il decesso del giovanissimo centauro.

I medici: "Lesioni terribili"
La drammatica notizia si è materializzata mentre migliaia di spettatori trepidavano per la gara della classe MotoGp, vinta dallo spagnolo Daniel Pedrosa davanti al connazionale Jorge Lorenzo e a Valentino Rossi. «È stato un incidente terribile con lesioni terribili», ha detto visibilmente commosso il dottor Claudio Costa, responsabile della Clinica Mobile del Motomondiale. «È stato fatto un lavoro egregio al centro medico, in ambulanza e nell'ospedale di Riccione. Poi, Tomizawa ci ha salutato alle 14.19», ha aggiunto. Legittimo chiedersi se l'esposizione della bandiera rossa, con la conseguente sospensione della gara, avrebbe potuto agevolare l'opera dei soccorritori. «Bisognava esporre la bandiera rossa. Nella Moto 2 forse sono un po' troppi», ha detto Rossi.

Niente bandiera rossa
Claudio Macchiagodena, responsabile medico del circuito, non ha mostrato dubbi. «La bandiera rossa non avrebbe dato nessun vantaggio, dal punto di vista medico non sarebbe cambiato nulla. Anzi, avrebbe provocato un ritardo», ha detto. «La rianimazione è cominciata in ambulanza, dal punto di vista medico non c'è stato alcun ritardo. La bandiera rossa, ripeto, avrebbe comportato un rallentamento». Il paddock deve fare i conti con un'altra tragedia a soli 7 giorni dalla scomparsa di Peter Lenz, il 13enne che domenica scorsa a Indianapolis ha perso la vita in una gara di contorno. La morte di Tomizawa riporta alla mente degli appassionati l'ultimo incidente mortale avvenuto in una gara del Motomondiale. Nel 2003 moriva un altro pilota giapponese, Daijiro Kato. A Misano, invece, la data del 5 settembre è sempre più sinonimo di dramma. Nel 1993, lo statunitense Wayne Rainey è caduto rimanendo paralizzato agli arti inferiori.

La scheda: chi era Shoya Tomizawa
Il giapponese era nato a Chiba il 10 dicembre del 1990. Aveva cominciato a correre da bambino e ha esordito nella Classe 125 del motomondiale nel 2006, come wildcard nel Gran Premio casalingo. Ha corso una gara nel 2007, ancora come wildcard. Un'altra nel 2008, nella Classe 250, da wildcard, andando a punti e terminando la stagione al 26esimo posto con 2 punti. In questi anni ha partecipato anche ai campionati giapponesi 125 e 250, ottenendo come miglior risultato il 2* posto in 125 nel 2006 e in 250 nel 2008. Nel 2009 è diventato pilota titolare nel team CIP Moto - GP 250, terminando 17esimo con 32 punti e ottenendo come miglior risultato due decimi posti (Giappone e Comunità Valenciana). In questa stagione è stato costretto a saltare il GP di Indianapolis per infortunio. Nel 2010 passa alla Suter nella nuova classe Moto2, nel team Technomag - CIP, con compagno di squadra Dominique Aegerter, ed entra nella storia della classe vincendo la prima gara in Qatar. Ottiene anche pole position e secondo posto in Spagna più un'altra pole position in Repubblica Ceca. A San Marino il pilota è caduto in piena accelerazione, ed è stato investito in pieno da Scott Redding mentre Alex De Angelis è caduto centrando la sua moto. Tomizawa è morto all'ospedale di Riccione.

Gossip: Tutte le sosia di Bianca Brandolini e la nuova generazione della mondanità

Grande attesa per la festeggiata, la regista Sofia Coppola. Ma chi meglio ha interpretato lo spirito della vita di società è stata l'interprete del film, Elle Fanning
Grande attesa per la festeggiata, la regista Sofia Coppola. Ma chi meglio ha interpretato lo spirito della vita di società è stata l'interprete del film, Elle Fanning

VENEZIA - Il Lido e il suo doppio. Il cinema e le feste. Due mondi che viaggiano in parallelo senza troppo mischiarsi l'uno con l'altro. A tenerli insieme la presenza di una o più stelle. Del cinema s'intende. Sofia Coppola e il cast del suo film Somewhere (dai severi critici definito un "filmetto", ma che diverte il pubblico), l'affascinante Stephen Dorff e l'acerba ma tostissima Elle Fanning, sono le star che venerdì sera hanno illuminato il cocktail party organizzato da Louis Vuitton a Palazzo Polignac, una delle più belle dimore cinquecentesche veneziane. Amusing, merveilleuse, strepitosa. I complimenti si sprecavano alla festa più internazionale della 67a Mostra del cinema. Non erano però diretti alla regista ma, appunto, alla dimora che al piano nobile riservava la sorpresa: mobili antichi, libreria, terrazza sul Canal Grande, il calore di una dimora ancora vissuta dai legittimi proprietari, come spiegava una signora veneziana, molto pettinata per l'occasione, fiera di essere tra i 400 selezionatissimi ospiti.

GIOVANE MONDANITÀ CRESCE - Qualche nome? Le figlie d'arte Zoe Cassavetes, 40 anni, Clémence Poésy, 28 anni, Delfina Delettrez, accompagnata a Claudio Santamaria - anche lui convertito alla barba. Tutte vestite con gli abiti dell'ultima sfilata Vuitton e quindi strizzati in vita, anni Cinquanta. Poi la madrina del festival Isabella Ragonese in nero con corpetto di pelliccia. Tutti belli, famosi e indubbiamente giovani. Insomma, giovane mondanità cresce a Venezia, e i soliti volti noti che per anni hanno popolato le notti in Laguna e non solo, da Marta Marzotto al principe Carlo Giovannelli, faranno bene a preoccuparsi.

Delfina Fendi e Bianca Brandolini d'Adda (Lapresse)
LE SOSIA DI BIANCA - La gioventù della dolce vita veneziana è guidata dalle sosia di Bianca Brandolini d'Adda, 22enne blasonata, in giro senza Lapo Elkann, arrivata con una tutina mini-short blu ma, essendo la signorina sbarcata, come si conviene, soltanto a tarda sera, i fotografi si erano già scatenati a immortalare le sue sosia, tutte altissime, filiformi, capelli lunghi e lisci come seta, gambe interminabili sotto le minigonne e volti un po' imbronciati. Hanno offuscato bellezze nostrane ormai un po' passatelle come Valeria Marina in abito sirena e Nancy Brilli in voile rosso sangue.

ELLE BARBIE VANITOSA - Tra gli ospiti alla fine è apparsa anche la festeggiata. Sofia Coppola, vestito al ginocchio, decolleté con tacco a zeppa e pochette da se stessa disegnata per la maison francese. Ma chi meglio ha saputo interpretare lo spirito della nuova vita di società è stata la piccola interprete di Somewhere, Elle Fanning. Coda di cavallo bionda, occhi celesti come l'abito a ruota di sangallo, per tutta la sera si è ammirata compiaciuta negli specchi alle pareti tra gli arazzi.

Calcio Gossip: Miss Brasile: «Io e Pato ci amiamo» La bellezza carioca Debora Lyra conferma la storia d'amore col milanista

LA Confessione

RIO DE JANEIRO (Brasile) - Un periodo davvero magico per l'attaccante del Milan Alexandre Pato: uan forma ritrovata, confermata dalla doppietta contro il Lecce all'esordio in campionato, e ora anche un nuovo amore dopo il matrimonio «da favola» presto naufragato. Archiviato il rapporto con l'attrice Sthefany Brito, infatti, per Pato ci sarebbe un nuovo amore: si tratta di Miss Brasile 2010 Debora Lyra, fotografata con l'attaccante rossoneronel corso di un romantico giro in gondola a Venezia in occasione del 21esimo compleanno del "papero".


LE PAROLE DELLA MISS - A confermare la storia tra i due è la stessa Lyra alla rivista brasiliana Ego: «È chiaro che siamo innamorati - afferma la modella tramite il suo ufficio stampa -. Davanti alle foto che sono spuntate fuori non ho alcun motivo per negare, sono molto felice». Nessuna concessione però sull'evolversi della storia, né sul prossimo incontro fra i due: «Di questo non voglio parlare, anche per non compromettere la sua causa di separazione».

Miss Italia: Miss Italia ingaggia Bob Krieger, il calendario diventa un'opera d'arte La vincitrice verrà immortalata dal noto fotografo. Il suo lavoro sarà esposto nella galleria Imago, a Londra

IL CONCORSO

MILANO - Miss Italia? Un'opera d'arte, anche in fotografia. L'artista e fotografo Bob Krieger, realizzerà infatti il Calendario 2011 di Miss Italia. Gli scatti saranno effettuati nelle giornate del 16 e 17 settembre, a Milano, e sarà interamente dedicato alla vincitrice, la più bella tra le belle. Sarà un album d'arte: il volto sempre riconoscibile, le altre parti del corpo saranno invece frutto dell'interpretazione di Krieger.

ESPOSIZIONE - Il calendario verrà poi esposto nella Galleria d'Arte Contemporanea italiana 'Imago', nel cuore artistico, culturale e storico di Londra. Nella capitale britannica il direttore Daniele Pescali ha dedicato una mostra a Krieger proprio in questo periodo, allestita su tre piani ed esposta per quattro mesi.

Miss Italia, le 60 finaliste Miss Italia, le 60 finaliste Miss Italia, le 60 finaliste Miss Italia, le 60 finaliste Miss Italia, le 60 finaliste Miss Italia, le 60 finaliste Miss Italia, le 60 finaliste Miss Italia, le 60 finaliste

L'idea di dedicare album fotografici unici alle miss elette è un'iniziativa partorita nel 2003 da Patrizia Mirigliani: «Dopo Gianni Berengo Gardin - commenta la patron - un altro maestro dell'arte fotografica onora il concorso con il suo lavoro e il suo prestigio. Ogni calendario ideato in questi ultimi sei anni - spiega - è stato caratterizzato dalla forte personalità del suo autore».

Bob Krieger
Bob Krieger
I PRECEDENTI - Glui altri scatti d'autore sono stati realizzati Lorenzo Bringheli per Francesca Chillemi e per Cristina Chiabotto, Gianni Berengo Gardin per Edelfa Chiara Masciotta, Gianmarco Chieregato per Claudia Andreatti, Tiziana Luxardo per Silvia Battisti, quattro giovani dell'Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata per Miriam Leone, Marino Parisotto per Maria Perrusi. Giurato già nel 1996, anno della vittoria di Denny Mendez, la prima Miss Italia di colore, Krieger è ora tornato a Salsomaggiore. «Dopo quasi 15 anni, qui è tutto diverso. Il concorso non è né un punto di partenza né di arrivo - commenta il fotografo - è semplicemente un momento di vita delle concorrenti, un'esperienza di chi vuol 'partecipare'. Non hanno nemmeno paura di perdere. Allora, prendiamo atto che Miss Italia cambia volto; e ne acquisisce due nuovi: quelli dell'arte della cinematografia - conclude - e dell'arte della fotografia, intesa come moda».

Lo studio: Primo giorno di scuola: come partire bene Fondamentale il ruolo della famiglia: i rischi dell'iperprotezione e quelli della «freddezza»

MILANO - Zaino in spalla, astuccio pieno di matite ben appuntite, quaderni nuovi di zecca. E tanta emozione: per tanti bambini italiani è in arrivo il primo giorno di scuola. Chi lo vive bene e affronta al meglio i primi mesi sui banchi mette le basi per una vita scolastica serena. Per riuscirci però bisogna avere alle spalle una famiglia come quella del telefilm "I Robinson": unita, amorevole, che si comporta come una squadra nel sostenere chi ha bisogno. Parola di Melissa Sturge-Apple, una psicologa dell'università statunitense di Rochester che ha studiato poco meno di 250 famiglie per capire se e quanto il tipo di relazioni familiari influenzi l'adattamento scolastico dei bambini delle elementari.

I PROFILI FAMILIARI - La ricercatrice ha osservato genitori e bimbi nell'arco di ripetuti incontri durante i quali, attraverso giochi o "esperimenti", veniva messa in luce la qualità dei rapporti familiari. Poi, dopo aver valutato il comportamento dei piccoli nei primi mesi di scuola, il verdetto: la famiglia conta parecchio nella capacità dei bimbi di ambientarsi in classe, superare i primi ostacoli, integrarsi con i compagni. Tolstoj diceva che le famiglie felici sono tutte uguali, mentre ogni famiglia infelice lo è a modo suo: in realtà, stando ai dati raccolti dalla psicologa americana, i profili familiari problematici sarebbero due, ciascuno con un effetto diverso sugli esordi dei figli a scuola. La Sturge-Apple ricorre di nuovo a esempi televisivi e cinematografici: «C'è la famiglia del film di Robert Redford "Gente comune", fredda e assente, in cui difficilmente si esprimono le emozioni: i figli a scuola sono spesso aggressivi, hanno difficoltà a cooperare con gli altri e a rispettare le regole. L'altro caso è il modello ansiogeno-iperprotettivo alla "Tutti amano Raymond": c'è calore umano, ma i rapporti sono complicati, asfissianti e le intromissioni indebite negli affari altrui all'ordine del giorno.

TROPPA PROTEZIONE - I figli non manifestano subito problemi di comportamento in classe, ma ben presto tendono a sviluppare ansia e a isolarsi da compagni e insegnanti». Conferma Maria Malucelli, psicoterapeuta dell'età evolutiva all'ospedale Fatebenefratelli di Roma: «La famiglia "alla Robinson" è rassicurante, attenta alle emozioni del figlio, interviene se il bimbo chiede aiuto ma non si intromette e rispetta la sua intimità emotiva: così, è una base solida per il bambino al momento dell'ingresso a scuola. Purtroppo oggi è molto più diffusa la famiglia iperprotettiva-controllante: i genitori sono ansiosi, preoccupati, dicono continuamente al bimbo di stare attento e ubbidire alla maestra, lo tempestano di domande al rientro a casa, non gli lasciano alcuno spazio emotivo personale dove rifugiarsi per metabolizzare la novità. Così il bambino entra in classe teso, considera ostili i compagni, pensa che l'insegnante sia un giudice».

TROPPA FREDDEZZA - Non va meglio con la famiglia "fredda", che nega le emozioni e spesso le minimizza proponendo la propria visione, adulta e razionale, del primo giorno di scuola (Il commento tipico? «Ci sono passati tutti, che vuoi che sia»). «Nelle famiglie iperprotettive-controllanti e in quelle "fredde" il giudizio altrui, dell'ambiente scolastico o dei genitori, prevale di fatto sulle sensazioni del bambino. Sono quelle, invece, a dover essere in primo piano quando comincia la scuola – raccomanda Malucelli –. Bisogna ascoltare, sostenere, rassicurare, senza negare che il primo giorno di scuola sia un passaggio delicato e difficoltoso. Ed è bene ostentare tranquillità anche se non si è sereni fino in fondo: vedere i genitori rilassati e fiduciosi aiuta i bambini ad affrontare con maggior sicurezza l'ingresso a scuola». «Cambiare registro di comportamento in famiglia purtroppo è molto difficile. Bisogna provarci, però: i bimbi, durante i primi tempi a scuola, sono molto vulnerabili se il modello familiare è distruttivo o ansiogeno», conclude la psicologa americana.

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