lunedì 22 novembre 2010

Gossip: Fiocco rosa per Chiambretti Bimba in arrivo in primavera

Se diventare madri ad età avanzata non è più una chimera, figuriamoci diventare
padri! E così anche Piero Chiambretti, lo scapolo d'oro della televisione
appenderà presto il suo fiocco, rosa in questo caso, alla porta. In primavera
infatti il popolare conduttore, che ha 54 anni, avrà una bimba dalla sua
compagna Federica Laviosa, 27 anni, con cui è legato sentimentalmente da due
anni. (Con lui nelle foto di Di Più)

Due anni d'amore, stando alle immagini che li immortalano spesso insieme in
momenti di tenerezza e intimità. E che presto saranno coronati da questa lieta
notizia. Chiambretti è stato precedentemente insieme alla conduttrice Ingrid
Muccitelli per ben sette anni e ha avuto numerose fidanzate senza però mai
sposarsi.

Questa potrebbe essere però la volta buona. Con una bimba in arrivo anche il
"l'enfant terribile" della tv potrebbe finalmente mettere la testa a posto

GOSSIP: Il sorriso di Belen incanta Roma La Rodriguez bellissima nella Capitale

Dopo mesi di assenza dalla scena pubblica, Belen Rodriguez riappare a Roma sul
set del suo nuovo film, "Se sei così, ti dico sì", in cui recita accanto ad
Emilio Solfrizzi. Bellissima, l'argentina più amata d'Italia sceglie un abito
pantalone e un tacco vertiginoso. Sorride serena: sa che nei prossimi mesi
l'attendono due appuntamenti decisivi per la sua vita professionale...

Gossip e spettacolo: Ricattò Belen con video hot, indagato a Milano

MILANO - Avrebbe ricattato la showgirl Belen Rodriguez chiedendole 500 mila
euro e minacciandola di diffondere un presunto video a luci rosse che li
ritraeva assieme. Con questa accusa è stato iscritto nel registro degli
indagati dalla Procura di Milano un giovane argentino. L'uomo, Martinez Iardo,
è indagato per tentata estorsione in un'inchiesta coordinata dal pm Luigi Nuzi,
e condotta dalla Squadra mobile di Milano.

Il giovane aveva cercato di vendere il video, che a suo dire ritraeva lui e
Belen in sequenze 'hot', a diversi giornali e si era poi rivolto alla stessa
showgirl chiedendole 500 mila euro e minacciandola, se lei non gli avesse dato
il denaro, di diffondere le immagini.

Il presunto video, che non è stato ancora acquisito agli atti dell'inchiesta,
farebbe riferimento a una relazione tra il giovane argentino e Belen, quando
lei aveva 17 anni. Nei mesi scorsi, in alcune riviste di gossip era uscita la
notizia di una rissa avvenuta in un ristorante a Milano e alla quale avevano
partecipato Fabrizio Corona, il fidanzato di Belen, e lo stesso Martinez Iardo.

In quell'occasione, infatti, Corona e Belen, avendo saputo che il giovane
stava cercando di vendere il video, lo avevano contatto non rivelando la loro
identità, per parlare con lui faccia a faccia. Quando il giovane era arrivato
al ristorante, era scoppiata una rissa.

domenica 21 novembre 2010

Sarah Scazzi: Avetrana, lite tra le sorelle Serrano La madre di Sarah: voglio la verità

Concetta: Cosima non può non sapere. E su Emma dice: ha fatto una scelta, da me
non viene più

AVETRANA
Concetta Serrano, la madre di Sarah Scazzi, crede a Michele Misseri, «ma non a
tutto». A suo avviso, come dice davanti alle telecamere, «la verità è ancora da
scoprire». Crede a Misseri?, le è stato chiesto. «In parte sì», ha risposto
aggiungendo che però lui «non riesce a dare la spiegazione di quello che è
successo prima. Può essere che non c'era, però chi ha commesso l'omicidio può
dire la verità». «Io ho la sensazione - ha aggiunto - che c'è ancora qualcosa
da dire. Vedo che ci sono delle ombre ancora, non è tutto chiaro». Misseri ha
detto che Sabrina gli ha parlato della morte di Sarah come di un «incidente»:
«Se è così - ha replicato Concetta - lo chiarisse. Chi lo ha provocato
l'incidente?». A proposito della violenza sul cadavere, prima confessata poi
negata dall'uomo, la mamma di Sarah dice: «Io non c'avevo mai creduto. Quando
ho sentito che ha detto 'l"ho violentata" l'ho accettato, ma in cuor mio non ci
credevo».

La donna ha quindi ribadito che è una sua «sensazione» che Sabrina non dica la
verità e, a chi le faceva presente che Michele forse sta proteggendo qualcuno
ha risposto: «Può essere anche vero..». Può essere stato un gioco finito male?
«Ti metti a giocare con una corda? Sarah non ha mai giocato con una corda con
Sabrina, mica sono bambini». Del rapporto tra Sabrina e Sarah ha spiegato che
era «un rapporto normale, io le vedevo come due cugine normali. Sì ogni tanto
litigavano, ma come succede un pò con tutte le compagne, le amiche. Mi fidavo
di Sabrina», quando stava con lei «ero più tranquilla». Concetta non si
sbilancia sul presunto coinvolgimento di Cosima, la moglie di Misseri: «Non lo
so, vorrei saperlo», taglia corto.

Lei, la sorella maggiore, quella che teneva unita la famiglia, secondo
Concetta nasconde qualcosa: «Sicuramente sapeva qualche cosa, ma ha preferito
non parlare e continua a farlo». Ma Concetta lancia anche una frecciata
all'altra sorella Emma, che per settimane è stata il punto di incontro tra le
due famiglie: «Non viene più a trovarmi perché evidentemente ha altre cose più
importanti da fare». Il sospetto di Concetta è che da quando lei ha parlato con
gli investigatori prima della corda nascosta a casa di Emma, fatto poi
confermato anche dalla super teste Anna Pisanò, la sorella abbia pian piano
rallentato i rapporti, fino ad interromperli. Emma non avrebbe gradito che la
sorella Concetta, abbia indirizzato i carabinieri verso la sua abitazione alla
ricerca di riscontri (la corda) e di indizi che potevano far quadrare il
cerchio delle indagini. Infatti da qual momento, Emma ha fatto una scelta
precisa: porta la spesa a casa di Cosima, l'accompagna nelle visite al carcere,
quando la donna va a trovare la figlia, persino è la sua «autista» quando
Cosima viene convocata dai carabinieri. Una scelta di campo che a Concetta non
è piaciuta per niente

Sesso in aula con cinque studenti in carcere la professoressa 37enne

La docente fu sorpresa da una collega durante una supplenza in una scuola media
nel Milanese
E' stata arrestata nel suo paese d'origine in Molise. "I ragazzi mi aveva
costretto a fare quelle cose"

Sesso in aula con cinque studenti in carcere la professoressa 37enne


Finisce in carcere l'insegnante di matematica che nel novembre del 2006 fu
sorpresa da una collega in una aula della scuola media Segantini, a Nova
Milanese (Milano), mentre era in atteggiamenti compromettenti con cinque suoi
studenti minorenni durante una supplenza.

La donna, D.E.G., 37 anni, è stata arrestata nel suo paese, Pietracatella
(Campobasso), dai carabinieri della stazione di Sant'Elia a Pianisi
(Campobasso) in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura
Generale di Milano, perché deve scontare la pena di due anni e quattro mesi di
reclusione per i reati di atti sessuali con minorenne e calunnia. L'insegnante
molisana aveva sempre respinto le accuse sostenendo di essere stata costretta a
fare certe cose dagli alunni.

"A me sembrava una cosa normale", raccontò il più grande dei ragazzi coinvolti
nella vicenda. "Questa storia poteva tranquillamente andare avanti, non ci vedo
niente di male. Ci siamo scambiati subito i numeri di cellulare e abbiamo
comunicato via sms dal primo giorno". Il ragazzo aveva frequentato due volte la
prima e due volte la seconda media. Alle'epoca dei fatti aveva 14 anni e mezzo,
ma ne dimostrava qualcuno in più.

"Avevamo finito due ore di matematica. Poi in cinque siamo rimasti in classe
con lei per un'ora di ripetizioni. Tutti gli altri erano in palestra. Lei ha
iniziato a parlare di sesso, mi ha chiesto se avevo un preservativo, io le ho
risposto che ce l' avevo in tasca, anche se non era vero. Allora lei mi ha
chiesto se volevo fare sesso: 'Sei troppo grande', le ho risposto. Baciami
soltanto". Quando pochi minuti dopo la docente di educazione fisica ha aperto
la porta, la scena era inequivocabile: "La prof si è messa il giubbotto e se n'
è andata. Senza dire una parola", raccontano ora gli allie

Benedetto XVI su uso preservativi L'Onu: "Significativo passo avanti"

L'agenzia delle Nazioni Unite approva l'apertura di Ratzinger. Altra
anticipazione del libro: "Pronto a dimettermi se non fossi più in grado di
guidare la chiesa". Oggi messa solenne a San Pietro con i 24 nuovi cardinali

Benedetto XVI su uso preservativi L'Onu: "Significativo passo avanti"
Benedetto XVI

CITTA' DEL VATICANO - "Un significativo passo avanti". Così l'agenzia Onu per
la lotta all'Aids (Unaids) ha definito le parole di Benedetto XVI che nel libro-
intervista La luce del mondo ha affermato che "vi possono essere singoli casi"
in cui l'uso del preservativo "è giustificato 1". Nelle anticipazioni del
volume, che sarà in libreria da martedì, Ratzinger ha anche ammesso la
possibilità delle dimissioni se le condizioni generali di salute e fisiche non
gli permettessero più di assolvere al proprio ufficio. Come Paolo VI e Giovanni
Paolo II, anche Benedetto XVI ha infatti considerato la possibilità delle
dimissioni se una malattia non gli permettesse più di guidare la chiesa. Nel
libro il Pontefice spiega di essere pronto a dimettersi volontariamente se
"fisicamente psichicamente e spiritualmente non fossi più in grado di assolvere
al proprio ufficio". E ancora sul problema più generale delle sue condizioni di
salute, spiega: "Le mie forze stanno diminuendo", tuttavia conferma che sarà
alla Giornata mondiale della gioventù di Madrid della prossima estate: "Grazie
a Dio sono ancora vivo".

L'agenzia delle Nazioni Unite per la lotta all'Aids approva l'apertura del
Papa sull'uso del condom. "Questa affermazione riconosce che un comportamento
sessuale responsabile e l'uso dei preservativi
hanno un ruolo importante nella prevenzione dell'Aids", commenta in una nota
il direttore Michel Sidibe, che ha affermato di aver registrato grandi
progressi nei colloqui avuti in Vaticano sul tema della prevenzione dell'Aids.
"Insieme possiamo costruire un mondo con zero nuovi contagi dall'Hiv, zero
discriminazioni e zero morti per Aids", ha assicurato il responsabile
dell'Unaids.

Se nel libro affronta l'argomento citando come esempio l'uso giustificato dei
profilattici da parte delle prostitute, oggi Benedetto XVI cambia registro e
riconosce che il compito del Papa è difficile "perché non si allinea al modo di
pensare degli uomini". Lo ha detto nell'omelia della messa solenne concelebrata
oggi nella basilica di San Pietro con i 24 cardinali nominati ieri 2 nel
Concistoro ai quali ha consegnato l'anello cardinalizio.

Il "ministero" del Papa e dei cardinali "è difficile", ha detto Ratzinger,
"perché non si allinea al modo di pensare degli uomini, a quella logica
naturale che peraltro rimane sempre attiva anche in noi stessi". Il Papa ha
ricordato che "il primo servizio del Successore di Pietro è quello della fede"
e ha sottolineato, che anche il messaggio delle letture odierne, rivolto "a me,
Successore di Pietro, e a voi, cardinali", "ci chiama a stare con Gesù", senza
"chiedergli di scendere dalla croce", ma rimanendo "lì con Lui". "E questo - ha
spiegato -, a motivo del nostro ministero, dobbiamo farlo non solo per noi
stessi, ma per tutta la Chiesa, per tutto il popolo di Dio".

Secondo Benedetto XVI, "il Papa e i cardinali sono chiamati a essere
profondamente uniti prima di tutto in questo: tutti insieme, sotto la guida del
successore di Pietro, devono rimanere nella signoria di Cristo, pensando e
operando secondo la logica della Croce, e ciò non è mai facile nè scontato".
"In questo dobbiamo essere compatti - ha concluso -, e lo siamo perché non ci
unisce un'idea, una strategia, ma ci uniscono l'amore di Cristo e il suo santo
spirito".

sabato 20 novembre 2010

Berlusconi: "Avremo una buona fiducia e se si vota,vinciamo anche senza Fini"

Il premier da LIsbona: "Sono al 56% dei consensi e sono il numero uno in Europa". Caso Carfagna, il ministro degli Esteri Frattini: "Non ha posto un problema personale ma una questione di principio". La Marcegaglia: "Se non ci sono possibilità di un governo che governi meglio andare al voto"

Berlusconi: "Avremo una buona fiducia e se si vota, vinciamo anche senza Fini" Silvio Berlusconi

ROMA - "Non mi dimetto, avremo una buona fiducia, sono al 56% dei consensi e sono il numero uno in Europa". Insiste Silvio Berlusconi e nel suo momento più difficile, nel pieno della crisi interna alla maggioranza e a poche ore dall'annuncio-minaccia di dimissioni 1 da parte del ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, parla dal vertice Nato di Lisbona. E mostra di non avere alcuna incertezza rispetto alle sorti del suo esecutivo, legate a quel che le Camere decideranno il prossimo 14 dicembre. "Avremo la fiducia e i numeri per andare avanti - assicura il premier - e se non ci sarà la fiducia si tornerà al voto, e comunque l'ultimo sondaggio mi dà al 56%, sono il numero uno in Europa".

Berlusconi: "Vinceremo anche senza Fini". "Se otterremo la fiducia - insiste Berlusconi - continueremo a governare altrimenti nulla potrà opporsi al ritorno dagli elettori e, in base ai sondaggi disponibili, avremo un'ottima affermazione sia alla Camera che al Senato anche con un'alleanza di vero centrodestra, senza Fini". E ancora: "Non punto a 2-3 voti, ma a una maggioranza forte per governare". Si dice "sereno", e spiega: "C'è da capire solo che dovremmo essere responsabili e mi sembra che questo si stia cominciando a capire".

"Carfagna? Non mi fa tribolare". Dal presidente del Consiglio
anche un commento in merito alla vicenda del ministro delle Pari opportunità. "La Carfagna? Non mi ha fatto tribolare. E' una cosa a cui non annetto particolare difficoltà. Semmai, mi ha fatto stropicciare gli occhi - precisa -

"Non punto a 2-3 voti, ma a una maggioranza forte, per governare"

il fatto che i principali giornali italiani nel giorno dell'approvazione della Finanziaria e di questo storico vertice della Nato abbiano titolato a piena pagina sulla signora Carfagna. E finiamola qui".

Caso Carfagna, Frattini: "Va ascoltata". "Non è un problema personale, è una questione di principio. E va affrontata". A parlare è il ministro degli esteri Franco Frattini. Cerca di smussare, ma dalle sue parole traspare tutta la preoccupazione che nella compagine di governo ha aperto il caso Carfagna 2. Un colpo durissimo per un Berlusconi già traballante. Soprattutto - al di là dei tentativi dei giornali di famiglia di ridicolizzare il gesto della ministra ("Non fare i capricci", titola Libero; "Politica e pettegolezzi", il Giornale) - anche dalle parole di Frattini è evidente l'esplosione dello scontro di potere nel sottogoverno 3 di un premier sempre più debole.

Nuovo allarme di Confindustria. Ormai è quasi quotidiano, ma rispecchia l'ansia della maggiore organizzazione imprenditoriale per la paralisi del governo di fronte alla crisi. "Se non ci saranno altre possibilità di avere un governo che governi, allora vengano le elezioni, non possiamo stare in questo gioco", dice il presidente Emma Marcegaglia. E parla all'Assemblea nazionale dell'Udc a Milano. Dalla quale il partito di Casini ripete la sua analisi. La sintetizza il segretario nazionale Lorenzo Cesa: "Il sogno di Berlusconi dopo due anni e mezzo si è spento di botto come un televisore cui manca la corrente". All'analisi si accompagna un messaggio chiaro. Lo lancia a berlusconi lo stesso casini: ''Il nostro partito non ha la vocazione alla diserzione. Vogliamo parecipare a governare questo Paese ma a una sola condizione: che il governo lo cambi davvero perché a tutto il resto non siamo interessati''.

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