domenica 31 ottobre 2010

Gossip: Fabrizio Corona irriconoscibile: rischia di passare due anni in carcere

L'immagine che Fabrizio Corona ha dato di se' negli ultimi anni e' quella di un
uomo duro, poco incline al rispetto delle regole e delle leggi, forse un po'
schiacciato dal peso della sua stessa immagine.

Eppure, e' proprio quell'immagine che l'ex re dei paparazzi si e' costruito e
ha alimentato a suon di scandali e esagerazioni, che in questi giorni sembra
vacillare! Il nostro caro Fabrizio, infatti, appare davvero irriconoscibile
negli ultimi tempi, e' stanco e cura di meno i suoi vestiti e il suo modo di
apparire in pubblico, come mostrato dagli scatti sottostanti realizzati da
Ecco.

Che Corona avesse intenzione di cambiar vita, rinunciando a tutto quello che
ha caratterizzato il suo passato, era chiaro, ma si tratta di questo o c'e'
dell'altro? Probabilmente, Fabrizio sta accusando il colpo dell'ultimo scandalo
che lo ha riguardato, quello della presunta relazione omosessuale col manager
Lele mora, ma e' anche molto preoccupato per il suo futuro.

Con Belen Rodriguez, infatti, le cose stanno lentamente tornando alla
normalita' dopo la bufera, ma sarebbe il carcere ad intimorirlo, visto che
presto subira' l'ultimo processo per le accuse di estorsione risalenti allo
scandalo Vallettopoli.

A quanto pare, Corona rischierebbe di passare anche 2 anni dietro le sbarre…
ma chissa', forse i giudici saranno dalla sua parte e, presto, torneremo a
vedere il nostro caro vecchio Fabrizio. O forse no…

Notizie dal mondo di Britney Spears

Vi offriamo notizie anche su una star che ultimamente pare stia vivendo un po'
all'ombra dei riflettori televisivi: Britney Spears. Ieri la famosa pop-star
che ha fatto tanto parlare di se', e' stata avvistata mentre usciva dalla
palestra dopo uno dei suoi soliti allenamenti di fine settimana.

Al suo fianco, come potete notare dalle foto, c'era il suo possente bodyguard
che non la molla un secondo. Ma qualche minuto dopo, eccola rientrare nell'
edificio sportivo per recuperare il suo fidanzatino, il manager Jason Trawick.

Di recente, la pop-star americana ha anche pubblicato sul suo account Twitter
un personale elogio nei confronti del piccolo pargoletto della celebrita' Will
Smith, Willow, che ha da poco pubblicato un video mettendo in mostra le sue
precoci dote canore intonando "Whip my hair".

Che l'ormai tramontata singer provi in realta' una punta d' invidia per la neo-
popolare baby-star Willow che porta a casa piu' successo della bionda Brit?

La Gran Bretagna fa il tifo per Craig, l'uomo che sposerà la Supermamma La sua fidanzata ha già 15 figli dal precedente matrimonio. E un 16esimo è in arrivo...

La stampa inglese lo ha già ribattezzato l'uomo più coraggioso del Regno Unito

MILANO - IlDaily Mail lo definisce l'uomo più coraggioso della Gran Bretagna,
per la sua scelta di legarsi ad una donna divorziata e con ben 15 figli a
carico. Probabilmente è così. Probabilmente è l'uomo p'iù coraggioso del mondo.
Oppure, semplicemente, il più innamorato. Craig Le Sauvage, 34 anni,
coordinatore di un centro per il tempo libero, non sembra temere la sfida. E la
sua compagna, Joanne Watson, 39 anni, si dice la donna più felice che ci possa
essere sulla terra. Tra l'altro, grazie a Craig, diventerà mamma per la 16esima
volta: la coppia aspetta infatti un bambino che nascerà tra 16 settimane, anche
se il look perfetto della signora non lascia affatto sospettare l'ennesima
gravidanza. E del resto già in passato era finita sotto i riflettori dei media
britannici per la sua silohuette impeccabile nonostante la sua assidua
frequentazione delle sale parto.

AMORE DI RITORNO - I due si conoscono da una quindicina d'anni, essendo stati
in passato vicini di casa. Ma la scintilla dell'amore è scoppiata solo nei mesi
scorsi, in quella che a detta loro era nata solo come una infatuazione estiva.
Era il 28 giugno quando sulla bacheca del profilo Facebook della donna
compariva il cuoricino rosso ad indicare un cambiamento nella «situazione
sentimentale», una delle voce che gli utenti del social network possono
decidere se rendere oppure no pubblica: «Joanne è passata da "single" a
"impegnata"». Quando la donna ha aperto il proprio profilo risultava separata
da meno di un anno. «Sono la mamma di 15 bambini - spiegava senza nascondere
nulla ai possibili interlocutori - e adesso sono forse in cerca di un uomo o di
un amico».

«LE SVOLTE DELLA VITA» - Detto, fatto. L'amicizia con Craig si è fatta via via
sempre più intensa, fino a diventare una relazione stabile. «E' divertente come
a volte la vita subisca delle svolte - ha spiegato, sempre via Facebook, in un
messaggio postato lo scorso 10 settembre: sono così innamorata di un uomo di
cui sono stata vicina quindici anni fa. Mi fa ridere tanto. E adesso sono alla
13esima settimana di gravidanza del suo bambino». Bambino o bambina. Il suo
ultimo post risale a giovedì scorso e tradisce l'attesa per l'esito di
un'ecografia: «Non riesco ad aspettare fino a lunedì per conoscere quale sarà
il sesso di nostro figlio». La sua storia, insomma, sta diventando una sorta di
soap opera nazionale che chiunque, almeno fino ad ora, ha avuto la possibilità
di seguire via web. La disponibilità con cui lei, Craig e tutta la banda di
Joanne, tra cui spiccano ben nove femmine di varie età che le assomigliano come
gocce d'acqua, si sono fatti ritrarre davanti ad un muretto dal fotografo del
Mail, lascia però pensare che l'attenzione mediatica non dispiaccia loro più di
tanto e che la coppia non si sottrarrà più di tanto all'interesse dei media.

SUPERMUM & SUPERDAD - Joanne del resto potrebbe essere la testimonial perfetta
per un gruppo pro-life: «Non mi sento affatto diversa quando sono incinta -
spiega al cronista del quotidiano londinese -. Amo davvero la gravidanza, mi dà
una forte carica di energia». E non potrebbe essere diversamente, visto che per
lei mandare avanti a famiglia significa già ora organizzare qualcosa come 56
cicli di lavatrice ogni settimana, preparare almeno 35 pasti da asporto per
quelli che vanno a scuola. I figli hanno età comprese tra i 22 mesi della
piccola Indianna, nata quando la donna già aveva interrotto la relazione con
l'ex marito John tagliando i ponti con lui al settimo mese di gravidanza, e i
21 anni della primogenita Natasha. Non a caso in molti le hanno attirbuito il
soprannome di Supermum, super mamma. Giocoforza, anche Craig dovrà diventare un
super papà. E un super nonno: due delle figlie di Joanne, la 21enne Natasha e
la 18enne Shanice ( le sole assieme ad un terzo fratello, Braldley, 20 anni, ad
avere lasciato la casa ) hanno infatti già un figlio. Lui sembra pronto alla
sfida: da «cristiano rinato» crede molto nella provvidenza ma anche nei valori
della famiglia e della Chiesa. E per questo ha deciso che si stabilirà a casa
di Joanne solo dopo avere formalizzato il matrimonio, la cui data non è ancora
stata decisa.

Tira la coda allo squalo e salva la guida: l'anonimo sub è un eroe in Australia

Fuori pericolo la 19enne Elyse Frankcom, azzannata ai fianchi e a un'anca nelle
acque di Garden Island

«L'unica cosa importante - avrebbe confessato l'anonimi eroe - è che la
ragazza stia bene»

MILANO - Lo squalo l'ha azzannata più volte ai fianchi e a un'anca. Solo
l'intervento prodigioso di un compagno di snorkeling, che ha tirato la coda al
pericoloso pescecane facendolo scappare, ha evitato una tragedia più grande. In
queste ultime ore i quotidiani e i media australiani stanno celebrando come un
eroe l'anonimo sub che ha salvato la vita alla diciannovenne Elyse Frankcom. La
ragazza, che sabato scorso guidava un gruppo di nuotatori alla ricerca di
delfini nelle acque che costeggiano Garden Island, isola che si trova a una
cinquantina di chilometri da Perth, è stata attaccata da uno squalo bianco,
lungo tre metri, che l'ha ferita gravemente. Dopo l'incidente, la diciannovenne
è stata prontamente soccorsa e trasferita in elicottero al Royal Perth
Hospital. Domenica la Frankcom ha subito un'operazione. Adesso le sue
condizioni sembrano stabili e non è in pericolo di vita.

IL RACCONTO - I testimoni che accompagnavano la Frankcom in questo tour marino
hanno raccontato alla stampa gli attimi di terrore vissuti dalla comitiva. Il
gruppo che procedeva nelle acque dell'Oceano Indiano era accompagnato da due
delfini che nuotavano a fianco della guida. A un certo punto quest'ultima ha
incrociato lo squalo bianco che si è avventato contro di lei procurandole
profonde ferite. Uno dei compagni di snorkeling ha afferrato e tirato la coda
del pescecane e lo squalo si è dileguato. Dopo la fuga del pescecane il sub ha
soccorso la diciannovenne: «La ragazza cominciava ad affondare e lui l'ha
raggiunta, l'ha riportata in superficie e poi l'ha caricata sulla barca - ha
dichiarato Frank Pisani, uno dei soccorritori arrivato sul luogo dell'incidente
- È sicuramente grazie a lui che questa disavventura non si è trasformata in
una tragedia».

NESSUNA INTERVISTA DEL SOCCORRITORE - Samantha, sorella della Frankcom, ha
fatto sapere che la diciannovenne sta bene: «Elyse ha un ottimo umore - ha
dichiarato a un quotidiano - .Continua ad amare il mare. Non è affatto
spaventata e vedrete che presto tornerà ad immergersi nell'Oceano. Questa è la
sua passione da quando era piccola». D'altronde, qualche settimana fa, sulla
sua pagina di Facebook, Elyse parlando del pericolo squali nelle acque
australiane aveva commentato: «Se un giorno fossi attaccata da uno squalo,
morirei felice perché perderei la vita mentre sto facendo ciò che amo». Da
parte sua l'anonimo sub non ha rilasciato interviste e soprattutto non ha
voluto rendere nota la sua identità: «L'unica cosa importante - sembra aver
confessato ai compagni d'avventura - è che la ragazza stia bene». Non è la
prima volta che in queste acque si verifica l'attacco di uno squalo. Nel 2008,
Brian Guest, un pescatore cinquantunenne, fu assalito e ucciso da uno squalo
bianco mentre nuotava al largo dell'isola. Tre mesi fa un altro squalo bianco
ha attaccato il surfista Nicholas Edwards, a Gracetown, morto dissanguato poche
ore dopo. Negli ultimi 50 anni gli attacchi degli squali nelle acque
australiane hanno fatto 53 vittime.

Sarah: Valentina alla zia: «Sabrina è innocente» La sorella della ragazza indagata per l'omicidio di Sarah scrive una lettera a Concetta. E Giletti la legge in tv

ROMA - «Cara zia Concetta, ti scrivo "cara" non perchè la lettera deve iniziare
per forza in questa maniera ma perchè noi ti vogliamo ancora bene, soprattutto
perchè grazie a te, abbiamo avuto la possibilità di conoscere la nostra
Sarah!». Comincia così la lettera che Valentina Misseri, la sorella di Sabrina,
ha scritto alla mamma di Sarah Scazzi, la giovane uccisa ad Avetrana lo scorso
26 agosto e il cui corpo è stato ritrovato solo un mese e mezzo più tardi, con
la prima confessione di MIchele Misseri del cui contenuto i genitori della
ragazza hanno saputo praticamente in diretta mentre erano collegati con gli
studi di «Chi l'ha visto». La vicenda continua ad assumere i contorni del
reality show perché il messaggio della primogenita di Michele alla zia è stato
inviato a Massimo Giletti che lo ha rilanciato oggi nel corso di «Domenica in».

«L'ASPETTAVAMO VIVA» - «Noi capiamo il tuo dolore, ma volevo ricordarti una
cosa - scrive Valentina -. In quei 42 giorni di attesa noi tre ti siamo state
vicine e non per ingannarti. Ci aspettavamo di ritrovare Sarah viva!! Io,
Sabrina e mamma avevamo dei progetti. Sabrina voleva regalare a Sarah un
computer per non dare più la possibilità alle amiche di chattare con la sua
password; io, come già sai volevo tenermela per un po' a Roma. Mamma voleva
invece organizzare una grande festa, la festa che Sarah aveva sempre
desiderato... con palloncini, regali, dolci, pizze, amici e parenti!».

LE ACCUSE AL PADRE - Nella missiva, Valentina punta duramente il dito contro
il padre: «In quei 42 giorni, quante volte hai visto mio padre a casa tua? Solo
due! Secondo te, perchè? Lui aveva la coscienza sporca. Sapeva quello che aveva
fatto! Non ti chiederemo mai di perdonare papà, neanche noi l'abbiamo fatto!
Quando sono andata a trovarlo gli ho detto che quello che aveva fatto a Sarah è
imperdonabile e per questo merita di stare in carcere.. ma è mio padre e non
posso abbandonarlo. Per 28 anni è stato un padre meraviglioso., non posso
cancellare tutti questi anni».

«SABRINA E' INNOCENTE» - Scaricato il padre, Valentina si lancia in una difesa
d'ufficio della sorella. «Quello che non capisco è perchè tu sei così sicura
che Sabrina sia colpevole - si chiede la giovane donna -. Quando papà è stato
arrestato nella mia mente avevo un puzzle con qualche tassello mancante. Pian
piano ho aggiunto i pezzi mancanti e il puzzle è stato completato. Tutto
tornava!!! Per questo non ho mai fatto niente per difendere papà. Per Sabrina,
invece, non esiste un puzzle?! Zia, voglio che tu capisca una cosa - conclude
la sorella di Sabrina - Se Sabrina c' entrasse qualcosa con la morte di Sarah,
non mi sarei data tanto da fare perchè sono la prima a chiedere giustizia per
Sarah, invece Sabrina è innocente».

IL PUNTO DELLE INDAGINI - Della partecipazione di Sabrina all'omicidio, in
realtà, non è convinta solo la madre di Sarah ma anche i magistrati che
conducono l'inchiesta, che fin dall'inizio hanno considerato sospette le
contraddizioni tra quanto raccontato dalla ragazza ai carabinieri e la versione
fornita da Mariangela, l'amica con cui lei e la cugina quel giorno avrebbero
dovuto andare al mare. Non solo: una prova secondo gli inquirenti schiacciante
arriverebbe dai tabulati telefonici: il cellulare di Sabrina ha agganciato la
cella della zona del pozzo in cui Sarah è stata occultata e lo ha fatto
nell'orario in cui Sabrina dice di essere stata impegnata altrove nelle
ricerche della cugina. Inoltre gli ultimi risultati delle analisi scientifiche
avrebbero dimostrato che non ci fu violenza sul corpo di Sarah e che quindi la
prima confessione di Michele Misseri, quella in cui si era attribuito l'intera
responsabilità dell'accaduto, non può essere considerata del tutto attendibile.

Un mondo senza antibiotici? È sempre più difficile trovarne di nuovi. E intanto aumentano i batteri «resistenti»

MILANO - In un'intervista rilasciata al New York Times nel 1945, Sir Alexander
Fleming metteva tutti in guardia: secondo lo scopritore della penicillina, un
uso inappropriato dell'antibiotico poteva portare alla selezione di "forme
mutanti" e resistenti di Stafilococco aureo, capaci di provocare infezioni
gravi non soltanto nei pazienti, ma anche nelle persone che stavano loro
vicino. Fleming aveva ragione: dopo un anno di impiego diffuso della
penicillina, una buona percentuale di questi batteri era diventata insensibile
alla terapia. Da allora, nonostante la ricerca abbia prodotto decine di nuove
molecole, le cose sono andate peggiorando fino a diventare davvero allarmanti.
Oggi esistono germi invincibili, in grado di sopravvivere a tutti (o quasi) gli
antibiotici destinati a ucciderli. L'ultimo è comparso in India e, complice il
turismo sanitario di molti inglesi (che vanno a Delhi o a Chennay per
sottoporsi a interventi di chirurgia, anche estetica, più economici che in
patria), è riuscito ad arrivare in Europa e a provocare infezioni a volte
modeste, altre volte mortali, secondo quanto ha segnalato poco tempo fa la
rivista The Lancet.

PREOCCUPAZIONE - Così la preoccupazione negli ambienti sanitari sta crescendo.
La comparsa di questi superbatteri ultraresistenti non è una novità: l'
enterobatterio "indiano" è l'ultimo, ma sono già stati identificati batteri,
chiamati Acinetobacter, contro cui la maggior parte delle molecole a
disposizione in terapia è inefficace e che possono provocare infezioni gravi,
soprattutto nei reparti ospedalieri di chirurgia o di terapia intensiva. E,
ancora prima (fin dagli Anni 60 con un'impennata negli Anni 80 in Italia) sono
stati isolati stafilococchi aurei cosiddetti meticillino-resistenti, in sigla
Mrsa: batteri in grado di sopravvivere anche alla meticillina, l'unico
antibiotico che poteva distruggerli. Ma fino a un certo punto la diffusione di
questi batteri rimaneva confinata agli ospedali, ai reparti di rianimazione e
di terapia intensiva e a quei pazienti che oggi sopravvivono grazie agli enormi
progressi della medicina (trapiantati, malati tumorali), ma che sono anche più
fragili e più suscettibili alle infezioni. Adesso sta accadendo il peggio:
questi batteri iper-resistenti si stanno diffondendo sul territorio e il
problema comincia a interessare anche i pazienti che si rivolgono al medico di
famiglia. «D'altra parte la resistenza - spiega Francesco Scaglione, direttore
della Scuola di specializzazione in Farmacologia medica dell'Università di
Milano - è un sistema che i batteri sviluppano per sopravvivere alle avversità
dell'ambiente e, quindi, all'aggressione degli antibiotici: Darwin insegna».
Così si sono via via selezionati i germi più forti, così gli antibiotici
(complice anche l'abuso che in questi anni se n'è fatto) sono diventati via via
più inefficaci.

SORVEGLIANZA - «In Italia - dice Annalisa Pantosti, responsabile della rete di
sorveglianza dell'antibioticoresistenza (Ar-Iss) all'Istituto superiore di
Sanità - nel 40 per cento dei casi di infezione da stafilococco aureo (il germe
può provocare polmoniti, ascessi o setticemie), viene segnalata resistenza agli
antibiotici. L'Escherichia coli, un batterio che può essere responsabile di
gravi setticemie come di banali cistiti, nel 40 per cento dei casi circa è
insensibile ai fluorochinoloni». Il problema è reale, le soluzioni non sono
semplici. «Fino a un certo punto la ricerca è stata al passo - commenta Gianni
Rezza, direttore del Dipartimento di malattie infettive all'Istituto superiore
di Sanità -. Compariva la resistenza, arrivava il nuovo antibiotico. Ora, però,
si batte un po' la fiacca e i nuovi prodotti sono pochi». Quasi tutti gli
antibiotici sono stati scoperti fra gli Anni 50 e 70, e negli ultimi dieci anni
sono comparse soltanto due nuove classi di composti. L'industria farmaceutica
non ha interesse a sviluppare molecole, come gli antibiotici, che, a differenza
degli antipertensivi o degli antidiabetici, vengono somministrati per un breve
periodo di tempo e, per di più, rischiano di diventare rapidamente inservibili
per via delle resistenze. Se la ricerca ha rallentato la sua corsa, i batteri
invece non stanno fermi e veicolano infezioni e resistenze da un capo all'altro
del mondo. E il problema non è soltanto dei Paesi occidentali, ma anche di
quelli in via di sviluppo: in Tanzania, il 70 per cento delle infezioni nei
neonati è insensibile agli antibiotici consigliati dall'Organizzazione Mondiale
della Sanità. «I germi che acquisiscono resistenze - spiega Scaglione - sono in
grado di trasferirle ad altri batteri attraverso frammenti di Dna chiamati
plasmidi che possono addirittura essere trasportati da individui sani». I più
pessimisti parlano adesso di era post-antibiotica. I più ottimisti continuano a
credere nella ricerca medica e sono sicuri che gli scienziati, alla fine, sono
sempre più furbi dei batteri. «La ricerca è una macchina potente: - dice
Scaglione - quando ci si impegna i risultati arrivano». Attualmente sarebbero
una cinquantina gli antibiotici in sviluppo secondo quanto è stato detto
recentemente a Boston alla 50ma conferenza dell'Icaac, l'Interscience
Conference on Antimicrobial Agents and Chemotherapy. Vale la pena crederci,
perché un mondo senza antibiotici significherebbe non soltanto una ricomparsa
alla grande delle malattie infettive, ma anche la rinuncia a molte delle
terapie della medicina moderna. Senza antibiotici, tanto per fare un esempio,
non si potrebbe operare un'appendicite e tanto meno trapiantare un organo.

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