mercoledì 21 dicembre 2011

SVELATO IL SEGRETO DELLA GRANDEZZA UMANA, il talento degli "Asperger"

Dietro i grandi progressi umani ci sono loro  -  Dopo che per centinaia di migliaia di anni i nostri antenati avevano continuato a costruire sempre gli stessi strumenti di pietra, rudimentali raschietti e punteruoli, a un certo punto, circa centomila anni fa, un'improvvisa rivoluzione tecnologica. Gli strumenti diventano più precisi, sono costruiti con maggior cura, compaiono arpioni, archi e frecce, trappole e tagliole, che rendono possibile cacciare anche gli animali più pericolosi. Una svolta evolutiva che la professoressa inglese Penny Spikins del Department of Archaeology dell'University of York, ritiene potrebbe almeno in parte essere dovuta al contributo innovativo dato da personalità affette da disturbi dello spettro autistico, come riportato recentemente dalla rivista New Scientist. Questi individui hanno infatti la capacità di essere molto sistematici e di applicarsi in maniera focalizzata ai loro compiti, e quindi potrebbero essere stati loro a migliorare l'ideazione e la realizzazione degli utensili. Sorprendente anche il fatto che, proprio nello stesso periodo, si assista anche a un'impennata della creatività artistica, testimoniata dal ritrovamento di collane e decorazioni in osso, o di semplici strumenti musicali. Di lì a poco i nostri antenati avrebbero cominciato a dipingere figure realistiche ed espressive di uomini e animali sulle pareti delle caverne, disegni dei quali è stata rilevata l'estrema somiglianza con quelli effettuati anche oggi da persone affette da autismo. Contemporaneamente, cominciavano a svilupparsi la spiritualità e la religione e a diffondersi gli sciamani, con i loro miti, i loro stati di trance e le loro allucinazioni uditive. Probabilmente persone che oggi sarebbero diagnosticate come schizofreniche, ma che a quel tempo giocarono forse un ruolo fondamentale nel creare le prime comunità e i primi aggregati della civiltà.

IMPULSO CREATIVO - Dunque è possibile che un impulso decisivo allo sviluppo sociale, creativo e tecnologico degli esseri umani sia stato dato proprio da persone portatrici di disturbi psichici appartenenti all'area dell'autismo, della schizofrenia e dei disturbi dell'umore, che sono almeno in parte trasmessi geneticamente. Questo spiegherebbe anche come mai quelle che nella società contemporanea ci appaiono persone in difficoltà e soggette allo stigma sociale, non siano state spazzate via dalla selezione naturale che in teoria dovrebbe fare piazza pulita delle varianti genetiche meno vantaggiose. Ma se sono arrivate fino a noi, queste persone devono aver avuto un ruolo sociale positivo e propulsivo per molte migliaia di anni. «A un certo punto i nostri antenati iniziarono a sviluppare emozioni molto complesse, come la compassione, la gratitudine e l'ammirazione» dice la professoressa Spikins. Questo arricchimento culturale divenne anche uno dei passaggi fondamentali che consentì agli esseri umani di sovrastare gli altri ominidi che ancora si aggiravano sul pianeta, come l'Uomo di Neanderthal presente nell'Eurasia dell'ovest, l'Homo erectus presente in Indonesia, l'Homo floresiensis (meglio noto come "Hobbit"). Paradossalmente, l'elemento vincente fu forse proprio la presenza e la persistenza di geni correlati a quelli che oggi consideriamo disturbi psichici. Magari non proprio quelli più gravi, che possono essere troppo distruttivi per la socialità di un individuo; senza contare il fatto che nelle piccole popolazioni dell'umanità dei primordi il numero di portatori di disturbi psichici doveva essere talmente limitato che è difficile credere che queste persone possano aver plasmato le società nelle quali vivevano.

GRANDI GENI - Forse, quindi, l'elemento vincente furono i disturbi meno gravi, ma sempre appartenenti allo spettro dei disturbi autistici. «Negli anni più recenti c'è stata una crescente attenzione verso altre condizioni autistiche, — precisa Spikins in un articolo pubblicato sul Cambridge Archaeological Journal — «come la sindrome di Asperger che, da una parte crea una chiara differenza nella "mente", ma dall'altra non comporta per forza una significativa esclusione sociale». Le persone affette da questa sindrome condividono con l'autismo vero e proprio la difficoltà a sviluppare relazioni empatiche con gli altri, tuttavia sono capaci di un normale utilizzo del linguaggio e di realizzare un'interazione sociale funzionante. Però, "pensano differentemente" e così possono imporre svolte brillanti alle scienze e alle arti. Attraverso le epoche sono molte le persone di spicco riconosciute come portatrici di queste caratteristiche, ad esempio Charles Darwin, Isaac Newton, Lewis Carrol, Vincent van Gogh e soprattutto Albert Einstein. Quest'ultimo fu spesso considerato una persona incapace di affetti profondi, ebbe relazioni familiari difficili, perse il contatto con alcuni dei suoi figli (uno dei quali, Eduard, trascorse molti anni in ospedale psichiatrico). Però riuscì a pensare l'impensabile, a scardinare le basi della fisica del suo tempo, utilizzando come strumento di lavoro esclusivamente le sue capacità mentali e teorizzando che «l'immaginazione è più importante della conoscenza». E con la sua immaginazione creativa, attraverso esperimenti condotti esclusivamente nella sua mente, nel 1905 arrivò a una serie di idee e modelli rivoluzionari, come il concetto di relatività del tempo e dello spazio, ognuno dei quali avrebbe da solo meritato un premio Nobel (che in effetti gli fu assegnato nel 1922 per l'effetto fotoelettrico) e che per molti decenni rimasero incomprensibili alla stragrande maggioranza dei suoi contemporanei.

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Le persone che pensano in modo diverso producono salti concettuali decisivi. Per questo l'evoluzione se le tiene strette

LIBERALIZZAZIONI 2012 - Intervista con Antonio Catricalà: "Le lobby non ci fermeranno, a gennaio ripresentiamo tutto"

LIBERALIZZAZIONI 2012 - Intervista con Antonio Catricalà: "Le lobby non ci fermeranno, a gennaio ripresentiamo tutto"

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio amareggiato per lo stop alle liberalizzazioni. "Anche Monti è seccato". "A gennaio interverremo su farmacie, taxi, liberi professionisti, autostrade e servizi pubblici. Basta brutte figure"

di CLAUDIO TITO
ROMA - "Arrabbiato? Certo che sono amareggiato. La forza delle lobby in Parlamento è ancora potente. Io vengo dall'Antitrust, Monti è stato commissario europeo per la concorrenza. Vuole che non siamo delusi? Lo siamo, ma non ci arrenderemo". Il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Antonio Catricalà, non ci è rimasto affatto bene dopo la pesante retromarcia imposta dal Parlamento sul terreno delle liberalizzazioni. Soprattutto il passo indietro sui farmaci di fascia C rappresenta un colpo all'esecutivo. Ad una squadra che considera la concorrenza e le aperture dei mercati un "segno distintivo" della sua attività. Per questo "non ci fermiamo". Promette battaglia e avverte: "Batteremo le lobby e da gennaio andremo avanti. Non intendiamo più fare brutte figure. Ripresenteremo tutto".

Nello studio che per tanti anni è stato di Gianni Letta, il nuovo sottosegretario non ha cambiato nulla nell'arredamento. Ad accezione di alcune foto di famiglia. "Sa, su queste cose è inutile spendere. Vogliamo risparmiare e comunque, noi tecnici siamo di passaggio. Nel 2013 torneremo ai nostri lavori. Io non ho portato nemmeno i miei libri". Sulla scrivania, però, ne campeggia uno. È messo lì in bella vista. Settanta pagine scritte l'anno scorso proprio da Catricalà e che fino a un mese fa erano un tabù a Palazzo Chigi. Un atto di accusa contro caste e corporazioni dal titolo che adesso sembra 
un presagio: "Zavorre d'Italia". La prima pagina del libro si apre con una frase di Friedrich Von Hayek, premio Nobel per l'economia nel 1974, che sembra fatta su misura per descrivere quello che è successo mercoledì alla Camera: "La competizione è il terrore di tutti i conservatori di destra, di centro e di sinistra. Uno dei tratti fondamentali dell'atteggiamento conservatore è il timore del cambiamento". "Del resto - si sfoga il sottosegretario - le lobby sono forti e in questo caso sono state anche aiutate dalla disattenzione di alcuni parlamentari. Una vicenda che ci ha fatto riflettere".


In effetti lei era presidente dell'Antitrust, Monti commissario europeo alla concorrenza, e siete stati battuti proprio nel vostro campo.

"Ed è una cosa che ci fa star male. Però alcune liberalizzazioni le abbiamo fatte. I servizi pubblici locali, ad esempio. L'Antitrust potrà impugnare i cosiddetti servizi "in house" (gestiti direttamente dagli enti locali). Ma abbiamo proceduto pure per i porti, gli aeroporti e le autostrade. Per le banche e le assicurazioni cadrà quel flusso informativo che non permetteva la concorrenza. Per gli ordini professionali abbiamo facilitato l'accesso bloccando l'abilitazione a 18 mesi e sei si possono compiere nell'ultimo periodo di laurea. Insomma ci sono stati passi avanti importanti".
Però anche dei passi indietro su questioni che venivano considerate da molti una bandiera.
"Sono stati oscurati dall'insuccesso sui farmaci di fascia C. È vero, si tratta di un vulnus alla coerenza del nostro intervento. Non c'è dubbio. Sono le famiglie ad essere danneggiate, il prezzo dei medicinali così non potrà calare. Ma questo vulnus, che ci fa star male, non sarà permanente. Noi abbiamo il dovere di fare una legge annuale sulla concorrenza e tutto ciò che non è stato possibile approvare ora, lo porremo presto all'attenzione dei partiti e dell'opinione pubblica".

Scusi, ma il presidente Monti che a Bruxelles ha sconfitto addirittura Bill Gates, qui si è fatto fermare dal RadioTaxi.
"Sui taxi, però, fin dall'inizio avevamo ritenuto che dovessero essere regolamentati da una Authority ad hoc. Non ci poteva essere una liberalizzazione immediata e in Parlamento ci si è limitati a chiarire questo aspetto".

Eppure il vostro è un esecutivo di tecnici. Avete il vantaggio di non dovervi candidare alle elezioni. Non potevate fare di più?
"Siamo tecnici ma vogliamo rispettare il Parlamento. Sappiamo che non avendo il vincolo elettorale, possiamo fare più di altri. Non rispondiamo alle lobby e siamo svincolati dai partiti, ma non dalle Camere. Le brutte figure, però, non vogliamo farle più".

Ma lei si aspettava tanta resistenza?
"Sì, so che è difficile ammorbidire le lobby. Per le farmacie si sono dimostrare molto forti. Ho dovuto cedere qualche centimetro al perimetro chilometrico delle loro esclusive. Ma so che nessun privilegio cade al primo colpo. Certe cose, poi, sono radicate nella convinzione politica di molti parlamentari".

Scusi, la soluzione l'altro ieri poteva essere semplice: il governo avrebbe potuto esprimere parere contrario a quell'emendamento?
"Lo stavamo per fare ma nella concitazione del momento non ci siamo riusciti. Anche nella maggioranza, molti si sono accorti dell'emendamento all'ultimo momento. Comunque, probabilmente anche con il nostro parere contrario, sarebbe passato ugualmente".

Quella modifica è stata opera del Pdl.
"So solo che Monti e io ci siamo resi conto di quell'emendamento in una fase avanzata e mentre si discuteva sulla remunerazione dei manager pubblici. Una norma, quello dello stipendio aumentato del 25% che - vorrei precisare per evitare spiacevoli equivoci - si applica solo ai manager e ai dirigenti, non ai ministri e ai sottosegretari. I quali continuano a percepire lo stipendio fissato dalla legge e che fa riferimento all'indennità dei parlamentari. Insomma, nessuno di noi si è alzato lo stipendio. Sui farmaci, comunque, anche il presidente del consiglio che solitamente non mostra i suoi sentimenti, mi è sembrato piuttosto seccato".

Non teme che i centri di pressione vi possano bloccare ancora?
"La forza delle lobby dipende dalla vicinanza ai portatori di privilegi e non dalla tutela fornita dall'intero Parlamento. Alla fine prevarrà la logica di togliere le rendite di posizione per favorire tutti i cittadini. Il difficile è convincere che un sacrificio di pochi può diventare un beneficio di tutti".

Anche sulle Autostrade avete subito uno stop?
"Nascerà - entro fine anno - un'Agenzia che vigilerà e regolamenterà il settore. Abbiamo ritenuto di non dover turbare la nascita di questo nuovo organismo. Viviamo una fase di work in progress. Dobbiamo pur sempre tenere presente che siamo qui da un mese".

La cancellazione del divieto per le banche di vendere le coperture assicurative abbinate ai prestiti e ai mutui, non è stata però letta come una fase dei "lavori in corso".
"Ma non era una proposta del governo. Ci torneremo quando affronteremo la legge sulla concorrenza. Ma in quel settore ci sono altri aspetti che semmai destano qualche preoccupazione. Quell'1,5% fissato come tetto massimo di commissione per le carte di credito rischia di trasformarsi nella soglia cui tutti si adegueranno. È una questione che va risolta".

E il governo quando riproporrà concretamente le questioni non risolte?
"A gennaio, nella legge per la concorrenza faremo tutto quello che ci sarà consentito. Interverremo sulle farmacie e sul commercio. I taxi verranno liberalizzati dall'Authority per i Trasporti che, sempre gennaio, attende solo il varo di un regolamento per ufficializzare la nascita. Il punto è che troppi lacci e troppe leggi bloccano il mercato".

Ad esempio?
"I vincoli regionali e comunali. Ma lo sa che se lei volesse aprire una palestra a Roma dovrebbe fare riferimento a sei leggi regionali. Ci metterebbe un anno per fare tutto".

Interverrete anche sugli ordini professionali?
"Se ne sta occupando il ministro Severino. Farà un tavolo per tutti. Il problema lì resta la tariffa minima. Esistono ancora dei riferimenti legali e vanno tolti".

martedì 20 dicembre 2011

RICORDARE Simonceli, acquista online il libro delle memorie

MILANO - Sic è una storia, triste, ma da raccontare. Da tramandare e da non dimenticare, magari agganciandola a uno scopo di beneficenza. E' stato questo lo spirito che ha indotto la redazione della Gazzetta a confezionare il libro "Ciao Sic" (128 pagine, 9.99 euro più il prezzo del quotidiano), i cui ricavi, al netto dei costi, saranno devoluti in beneficenza. E da oggi il libro è disponibile anche in versione eBook su LibreriaRizzoli.it.

L'OPERA — Un'opera che ricorda Marco Simoncelli, con testi inediti e fotografie che raccontano un ragazzo come tanti altri: i suoi riccioli, l'amicizia con Valentino Rossi e un innato talento a pilotare le moto, che lo ha portato a laurearsi campione del mondo in 250 nel 2008. Vi racconteremo anche la famiglia, gli inizi, gli anni in Gilera e i duelli con i rivali. Per sapere chi era Sic, fuori e dentro i GP.

L'opera che racconta Simoncelli, in vendita a 9,99 euro col ricavato in beneficenza, disponibile anche su LibreriaRizzoli.it

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Sic e' una storia triste
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La vita riparte!!

Ecco alla fiera del caprone!
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Bellissimi Auguri di BUON NATALE, di Ilaria Taglieri

Penso che a Natale i regali non contino. Non importa cosa doni, il pacchetto in sé ma importa cosa auguri. Cosa speri. Se ci speri soprattutto ancora, in qualcosa.
Conta se sei in grado di emozionarti nonostante il passare del tempo, per ogni minima e piccola cosa.
Conta se sei ancora capace di versare una lacrima, ridendo o piangendo.
Conta se hai ancora la voglia di vivere che ti scorre insieme ...al tuo sangue.
Contano i brividi che partoriscono e fioriscono sulla pelle.
Conta se hai ancora lo stupore d'un bimbo alla scoperta del mondo; se hai ancora voglia di vedere mille, magnifici soli sorgere e tramontare.
Conta se hai voglia di navigare mari sconosciuti e nuotare in acque straniere.
Conta se trovi nel dolore la forza di reagire.
Se hai il coraggio di voltare pagina, spiegare le tue ali e toccare il cielo.
Se nel buio d'ogni attimo, sei capace di vedere anche la più flebile delle luci.
Se stringi ancora i denti per trionfare, emozionato.
Se da ogni avversità, trai la bellezza di combattere per la vita.
Conta se dai ancora peso ad un abbraccio, ad una carezza, ad un bacio.
Se chiedi in prestito le braccia d'un amore per proteggerti dalle tempeste e gli occhi del tuo angelo per perderti nel suo immenso.
Conta se hai ancora la voglia, il coraggio, la forza d'amare ma soprattutto d'amarti.
Conta se hai ancora il coraggio di soffrire ancora, di avere lividi sul cuore e cicatrici che saranno a prova d'eterno.
Conta se vuoi ancora viverti la vita e accettarla per quell'oceano di gioie e dolori che è.
Conta se vuoi sentirti ancora esplodere il cuore dentro il petto dalle emozioni.
Conta che tu sia onesto, con te stesso e con gli altri. Che tu sia felice.
Non importa dove, quando, come e con chi. Conta che tu lo sia e basta.

Ilaria Taglieri

Buon Natale | Ilaria Taglieri

domenica 11 dicembre 2011

CONSIGLI per I REGALI DI NATALE


Usando un pò di ingegno si riesce a trovare dei regali utili, sfiziosi e che soprattutto non costino una fortuna. Di seguito vi diamo delle dritte per riuscire a trovare il giusto regalo di Natale e districarsi tra la jungla di idee e novità che si vedono in giro.

  • Azzeccare il regalo: ad ogni persona va preso il giusto regalo di natale. Prima di partire in quarta alla ricerca dell'oggetto più originale e sfizioso dell'inverno, fermiamoci un attimo a riflettere e chidiamoci se il regalo di Natale a cui stiamo pensando piaccia più a noi o al destinatario... Cercate di focalizzarvi sulla personalità della persona, sui suoi gusti e sulle cose che prefersice: solo in questo modo si riesce a selezionare al meglio i regali di natale da fare.

  • Visitare i mercatini: nei banchi si trovano spesso delle idee molto originali e di solito i prezzi sono più bassi che nei negozi.

  • Visitare gli Outlet: ormai gli outlet sono presenti in tutte le città ed offrono prodotti di marca con sconti molto alti (dal 30% al 70 %).

  • Comprare i regali di Natale su Internet: ormai è appurato che acquistare online è molto conveniente. Vi consigliamo di acquistare online specialmente nel caso in cui vogliate regalare libri, videocassette, cd e prodotti elettronici ma anche abbigliamento ed accessori. La cosa fondamentale è di selezionare siti seri e tenere conto dei tempi di consegna.

  • Non cercare i regali di Natale all'ultimo minuto: la cosa migliore da fare è di programmare l'acquisto dei regali di Natale molto in anticipo in modo da essere sicuri di trovare quello che si cerca e di evitare le corse deleterie dell'ultimo minuto.

 

mercoledì 30 novembre 2011

Libia: le vere ragioni di una guerra

Presentazione del libro:”Libia 2011”
(Jaka book edizioni)
Giovedì, 1 Dicembre 2011 ore 21.00
Sala AVIS Via Serraglio Cesena


Intervengono:
- Paolo Sensini (autore del libro/saggista)
- Marinella Correggia (giornalista/collaboratrice de “Il Manifesto”)
La serata sarà aperta dalla proiezione di alcuni brevi video
Dopo mesi di devastanti bombardamenti della NATO la Libia è un paese distrutto . Migliaia di tonnellate di bombe e missili hanno causato migliaia di vittime civili per vincere la strenua resistenza di chi non voleva un ritorno al passato “coloniale” e all'oscurantismo religioso delle bande di Al CIAida.
L'Italia ha partecipato, contro i suoi stessi interessi, a questo macabro banchetto organizzato dagli imperialisti anglo -americani e francesi, bombardando con la benedizione del Presidente Napolitano Costituzione in mano.
Gli stessi poteri forti, fautori della guerra, hanno tolto di mezzo l'”infedele” Berlusconi per insediare Monti: un ragioniere di loro fiducia. Sancendo così la fine di ogni sovranità nazionale politica e democratica del nostro paese; imponendo ai lavoratori italiani ulteriori sacrifici per pagare i costi delle loro folli guerre e le truffe finanziarie delle loro banche. Il centro-sinistra dopo aver invocato la bombe su Tripoli e Sirte applaude al nuovo governo e ai suoi programmi di macelleria sociale. I pacifisti e buona parte dei NO global , salvo qualche eccezione, hanno preferito scambiare mercenari, tagliagole integralisti e razzisti per “rivoluzionari”.
Libri come “Libia 2011” in un clima di censura mediatica, senza precedenti, possono aiutarci a capire la posta in gioco della partita che si sta giocando in tutto il Medio Oriente; e le conseguenze sulle nostre vite e sul nostro futuro.

Organizza: Volenterosi contro la guerra Cesena

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