lunedì 15 novembre 2010

Lele Mora e la scarsa sicurezza della villa di Arcore del nostro Premier

Torniamo a parlare di Silvio Berlusconi ed in particolare della sua villa e
della gestione sicurezza. Dalle ultime voci è infatti emerso che Lele Mora ed
il premier si conoscono da parecchio tempo.

Inoltre le visite presso la casa di Arcore, effettuate dal noto manager,
sembrano essere piuttosto frequenti sia da solo che in compagnia di avvenenti
fanciulle in cerca di notorieta'.

La sicurezza torna ad essere, quindi, al centro dell'attenzione, mettendo in
risalto l'indulgenza del Berlusca che pare non sappia dire di no agli amici,
permettendo loro un ingresso privo dei necessari controlli.

Situazione che si verifica, ovviamente, anche se suddette persone decidono di
portare con se ospiti mai visti prima. Poco importa se al posto di una modella
puo' esserci un escort, una ladra o una criminale incallita.

Che il segreto per accedere, anche a rischio di compromettere la sicurezza,
sia, appunto, la bellezza?

Cinema: Robert Pattinson e Kristen Stewart in costume per le riprese di “Breaking Dawn” (FOTO)

Se avete seguito accuratamente tutti e tre i film della saga di "Twilight",
ricorderete certamente che i momenti in cui noi fan abbiamo avuto l'onore di
vedere i fantastici attori senza veli sono ben pochi.

Ma non temente, a quanto pare "Breaking Dawn" ci riservera' dolci soprese per
la vista sia dei maschietti che delle femminucce. Un'anticipazione? Ve la
offriamo noi con questi scatti esclusivi che ritraggono Robert Pattinson e
Kristen Stewart alle prese con le registrazioni mentre indossano nient'altro
che dei costumi da bagno.

Fra risate, ammiccamenti e buffe espressioni, il freddo vampiro dal copro
bianco cadaverico e la sinuosa Bella Swan si sono immersi nelle acque del mare
di Paraty, in Brasile, per effettuare le riprese della luna di miele. Entrambi
sfoggiano un fisico da urlo: Kris indossa un semplice bikini bianco che mette
in risalto la sua invidiabile pancia piatta e il suo corpo tonico; altrettanto
in forma si mostra Rob che porta dei boxer neri.

L'inseparabile coppietta si e' ora trasferita a Baton Rouge, in Louisiana, con
al suo seguito tutta la troupe di "Twilight", ma a breve il duro lavoro che li
sta impegnando attorno a questo quarto ed ultimo film della saga, si
concludera'. Allora ci domandiamo: qual e' lo stato d'animo che accompagna gli
attori di questo capolavoro cinematografico, ora che sta per volgere al suo
fine?

Ad offrirci la sua opinione e' la diligente Kristen Stewart, che ammette di
provare una certa malinconia a riguardo:

"Sono nervosa all'idea di completare l'evoluzione e la trasformazione di
Bella. Le riprese porteranno nuove sfide per il mio personaggio. E questo è
eccitante. Sono anche emozionata all'idea di andare oltre Bella e di chiudere
un capitolo della mia vita. Un giorno, tra un paio di decenni, sarà bello
rivedere questa fase della mia vita".

Nel frattempo ci dilettiamo a ridere nell'osservare queste divertenti foto che
sul grande schermo ci strapperanno lacrime di tristezza.

Gossip: Noemi Letizia contro Ruby Rubacuori: “Guai a paragonarmi a lei”

Chi l'ha detto che le escort sono tutte uguali? Se pensavate che bastava avere
lo stesso giro di clienti per considerarle anche solo lontanamente simili, vi
sbagliavate di grosso!

Da quando e' scoppiato lo scandalo di Ruby Rubacuori, la ragazza minorenne che
sarebbe stata protagonista di cene molto particolari col Premier Silvio
Berlusconi, in molti hanno paragonato la ragazza marocchina alla sua "collega"
Noemi Letizia, che aveva fatto parlare l'Italia circa un anno fa per lo stesso
identico motivo.

Ma, sebbene le due fossero entrambe minorenni all'epoca dei fatti incriminati,
non basta certo questo ad accumunarle: in un'intervista per Diva e Donna,
infatti, l'ex prediletta del premier ha preso subito le distanze da Ruby e da
tutto il caso del Bunga Bunga che – sostiene lei – si tratterebbe di una
semplice barzelletta che conosce anche il suo Papi papà.

Noemi ha detto di essere una brava ragazza italiana che vive a casa e studia,
l'opposto di Ruby: ma quale sara', esattamente, il suo concetto di "brava
ragazza"?

Tutti i Finiani fuori dal Governo Ma Fli voterà la legge Finanziaria

La crisi di governo prende forma oggi con i finiani che lasciano il governo e
il ministro Sacconi che li saluta come «traditori». Fli annuncia che comunque
voterà la legge Finanziaria.

Lo spiega stamane alle 13 una nota congiunta dei capigruppo di Futuro e
libertà per l'Italia, Pasquale Viespoli (Senato) e Italo Bocchino (Camera): «I
gruppi parlamentari di Futuro e Libertà- si legge nel documento - nel prendere
atto delle dimissioni rassegnate in data odierna dal ministro Andrea Ronchi,
dal viceministro Adolfo Urso e dai sottosegretari Antonio Buonfiglio e Roberto
Menia, evidenziano il venir meno del rapporto fiduciario nei confronti del
Governo, e confermano altresì, con profondo senso di responsabilità, il proprio
impegno a sostenere nell'interesse del Paese la legge di stabilità e di
bilancio».

Il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa considera le dimissioni dal Governo della
delgeazione di Futuro e Libertà come apertura della crisi del Governo
Berlusconi quarto. «Si materializza oggi, con le dimissioni di ministri e
sottosegretari finiani, la crisi del governo costituito a seguito delle
elezioni di due anni fa: le nostre previsioni sulle contraddizioni interne alla
maggioranza di centrodestra si sono avverate».

Alle dimissioni aveva reagito all'inizio della mattinata il Ministro del
Welfare, Maurizio Sacconi: «Con il ritiro della delegazione dei finiani dal
Governo si sta consumando il tradimento». Lo ha detto a Cividale (Udine), prima
di partecipare ad un convegno di Confindustria. E ha aggiunto: «In questa
difficile fase politica deve prevalere una regola oggettiva: o Berlusconi o
elezioni». Per Sacconi «Occorrono governi coesi, e se dovesse cadere questo
Governo il meno peggio sarebbe andare al voto».

Il presidente della Camera Gianfranco Fini, intervenendo alla presentazione
del rapporto «L'Italia che c'è», dell'Associazione «Italia decide» ha
sottolineato stamane che «tra le responsabilità della classe dirigente c'è
anche quello di aver smarrito quel senso della dignità, della responsabilità e
del dovere che dovrebbero essere proprie di chi è chiamato a ricoprire cariche
pubbliche. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di
adempierle con disciplina e onore, come prevede un articolo della Costituzione
che è tra i meno citati e conosciuti».

All'incontro erano presenti il Capo dello Stato Giorgio Napolitano e il
sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. «Solo riscoprendo
il carattere vincolante di queste parole dal sapore antico ma sempre
straordinariamente attuale -ha aggiunto Fini- sarà possibile far riacquistare
alla politica una piena credibilità. Partendo da questo pressupposto, etico
prima ancora che politico, occorre dunque chiedersi come si possa ricostruire
una strategia che ridia speranza e futuro all'Italia».

Se si andasse a elezioni anticipate, per il coordinatore del partito finiano
Adolfo Urso Futuro e Libertà si alleerebbe con Udc, Api e Mpa. «Se - osserva -
non fosse possibile realizzare, come noi pensiamo, un nuovo governo e si
andasse per scelta di altri alle elezioni anticipate, traumatiche per il paese,
noi andremmo al voto con un'altra coalizione di centrodestra per voltare
pagina».

Oggi Berlusconi discuterà il da farsi con il leader della Lega Umberto Bossi.
«Noi - ha detto ieri Berlusconi - andremo avanti al Governo con la fiducia che,
sono sicuro, avremo al Senato e, credo, anche alla Camera», ma se a
Montecitorio andasse male «si andrà a votare per la Camera stessa». Berlusconi
ieri ha rotto il silenzio e in una telefonata alla convention "Dalla parte del
Cavaliere" per spiegare il piano per il governo. Innanzitutto, ha detto no al
governo tecnico, o a qualsiasi ribaltone: «Ci sono professionisti della
politica ormai vicini all'età in cui grandi leader come Bush e Blair scrivono
le loro memorie che possono aspirare alla presidenza del Consiglio o della
Camera solo attraverso decisioni di palazzo- così il Cavaliere- quindi agendo
come se la gente non esistesse. Ma questa non è democrazia, è solo
partitocrazia».

Uomini e Donne: Danielona si confessa in tv La coca, U&D e la Madonna

L'ex opinionista della De Filippi racconta il suo incubo a "Domenica Cinque".
Adesso sta meglio e può dire come e perché la cocaina è entrata nella sua vita.
Guardando il pubblico negli occhi


Anche lei ha scelto la D'Urso per togliersi il dente. Daniela "Danielona"
Ranaldi è tornata davanti alle telecamere, quattro mesi dopo essere stata
sbattuta su tutte le prime pagine. Se un'opinionista di Uomini e Donne viene
trovata in possesso di cocaina la notizia ci mette un minuto a finire ovunque.
Soprattutto se la signora in questione è la più famosa e quella che ci va giù
più duro con tronisti e corteggiatrici.

L'incubo di Danielona è durato solo poco giorni. Processata per direttissima
una settimana dopo l'arresto, è stata assolta dall'accusa di spaccio. Quella
più pesante. La coca era per lei.

Alla D'Urso ha raccontato tutto. Anche le ragioni per le quali, a un certo
punto della sua vita, sniffare è diventata l'unica via di fuga dai problemi che
la assillavano. Il divorzio dei suoi, la malattia e la morte della madre, lo
shock per la scomparsa del secondo padre. Un peso che non è stata in grado di
sostenere. Si è scusata Danielona. "La droga è uno schifo e non risolve i
problemi", ha detto. La De Filippi l'ha fatta chiamare per farle sentire la sua
vicinanza. Ma di tornare a Uomini e Donne ancora non se ne parla. Ci vuole
tempo per riabilitarsi agli occhi del pubblico. Ma la porta non è chiusa per
sempre, a quanto pare. Intanto lei andrà a far visita alla Madonna di
Medjugorje.

F1 La Ferrari e il giallo di Twitter

Un post di Chris Dyer, capo degli ingegneri di pista, scatena il caso dopo la
disfatta di Abu Dhabi: ''E' colpa mia e di Andrea Stella''. Domenicali non
approva, ora arriva il momento delle scelte
dall'inviato MARCO MENSURATI
La Ferrari e il giallo di Twitter


ABU DHABI - Si contano i danni e si cercano i dispersi. Il giorno dopo è il
peggiore. Nelle suite dello Yas Hotel che sembrano disegnate per un film di
Kubrick, i ferraristi si sono svegliati con il morale al minimo storico.
Intorno a loro, il deserto, sia quello reale sia quello simbolico. E lontano,
oltre le dune, il rumore degli altri che continuano a fare festa. Dall'Italia
invece arrivano, per fortuna rarefatte, le eco delle polemiche, addirittura
politiche, nate dalla sconfitta, e anche se nessuno ha voglia di replicare, si
vede dalle facce che la delusione è fortissima. L'unico è Sergio Marchionne che
difende Montezemolo: "Ingenerose e offensive le accuse al presidente della
Ferrari.

E ad aggravare tutto, ci si mette anche internet. E quello che qualcuno già
chiama, il giallo di Twitter. Già, perché di un piccolo giallo si tratta.
Qualcuno, chissà perché, nei giorni scorsi ha aperto un profilo a nome di Chris
Dyer, e cioè dell'ingegnere australiano che coordina i tecnici di pista, e nei
minuti successivi alla disfatta ha postato un twit che diceva sostanzialmente:
è tutta colpa mia e di Andrea Stella (l'ingegnere di pista di Alonso, quello
che sul finire della gara, con tono commovente, implorava invano via radio il
pilota spagnolo "tira fuori tutto il tuo talento, passa Petrov"). Quel twit
pirata è stato immediatamente ripreso dai telecronisti e la notizia che la
Ferrari aveva perso per colpa dei due ingegneri ha fatto il giro del mondo.

Il
punto è che quel tipo di comunicazione - probabilmente in parte vera, nel
senso che la responsabilità della scelta strategica sbagliata era
effettivamente da ricondurre a Dyer, che infatti ieri notte era distrutto -
andava contro le intenzioni e le direttive di Stefano Domenicali, il capo della
Ferrari. Che invece voleva che la responsabilità della gara persa fosse
condivisa a livello collettivo dalla squadra intera, piloti compresi. E che il
peso di eventuali errori personali venisse discusso all'interno dello
spogliatoio, per usare un termine calcistico.
Era il presupposto, secondo Domenicali, per procedere con un minimo di
serenità nel lavoro delle prossime settimane. Che sarà molto e già cruciale.
C'è da fare la nuova macchina, da testare i nuovi pneumatici Pirelli e,
soprattutto, da reimpostare il team, uomini, mansioni e procedure. E proprio
quest'ultimo aspetto è stato complicato da quel twit. Perché qualsiasi
spostamento che dovesse coinvolgere gli ingegneri di pista (e proprio Dyer,
pare di capire, è da considerare a rischio) a questo punto, assomiglierebbe ad
un'esecuzione. (15 novembre 2010)

domenica 14 novembre 2010

Primo discorso San Suu Kyi: "Non perdete la speranza" l'appello: "Lavoriamo per la democrazia"

Dopo aver incontrato ambasciatori asiatici e occidentali, la leader birmana ha
parlato alla folla in attesa nella sede del suo partito, la Lega nazionale per
la democrazia: "Accetterò che il popolo mi controlli. Ora dovete resistere per
quello che è giusto"

San Suu Kyi: "Non perdete la speranza" l'appello: "Lavoriamo per la
democrazia" La leader democratica Aung San Suu Kyi


RANGOON - Il suo primo discorso da donna libera Aung San Suu Kyi ha deciso di
farlo nella sede del suo partito, la Lega nazionale per la democrazia, nel
piccolo edificio fatiscente che ospita la sede della Lnd. Ad attenderla c'erano
migliaia di persone, fermi e pronti ad ascoltare le prime parole che avrebbe
pronunciato dopo la liberazione di ieri 1 effettuata dalla giunta militare.

Tanti erano - alcune stime parlano di 40 mila persone - che San Suu Kyi ha
avuto addirittura problemi ad uscire dall'auto a causa della folla 2 che
accompagnava la vettura. E nella sede del partito anche una trentina
ambasciatori asiatici e occidentali aspettavano di poter parlare con lei. Di
nuovo leader politica. Di nuovo in grado di parlare e lottare per la
democrazia. Una voce unica.

3"Se vogliamo ottenere quello che vogliamo dobbiamo farlo nel modo giusto", ha
cominciato a dire il premio Nobel per la pace. E per fare un passo alla volta,
alla base "della libertà democratica c'è la libertà di parola - ha aggiunto -.
E anche se penso di sapere cosa volete, vi chiedo di dirmelo voi stessi.
Insieme, decideremo quello che vogliamo, e per ottenerlo dobbiamo agire nel
modo giusto. Non c'è motivo di scoraggiarsi".

Vestita di blu con un fiore giallo 4 tra i capelli San Suu Kyi ha parlato ai
suoi sostenitori in attesa da sette anni. "Non perdete la speranza", ha
esortato. "C'è democrazia quando il popolo controlla il governo. Accetterò che
il popolo mi controlli", ha aggiunto precisando: "Dovete resistere per quello
che è giusto". L'icona della dissidenza ha bisogno del popolo e ha detto di
"non temere le responsabilità", aggiungendo di "avere bisogno dell'energia
della popolazione" e che ha intenzione di lavorare "per migliorare il livello
di vita" in Birmania.

Senza vendetta, senza rivendicazioni per la prigionia degli ultimi 15 anni,
senza rabbia. La lotta per la democrazia deve partire coerente e lucida. "Gli
ufficiali della sicurezza mi hanno trattato bene - ha tranquillazto le folla -.
Voglio chiedere loro di trattare bene anche il popolo", ha aggiunto. Ma "se il
popolo vuole veramente la revoca delle sanzioni internazionali contro la
Birmania, ne terrò conto".

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