giovedì 23 settembre 2010

Cucina: Buono e con poche calorie in Un post a tavola

Le alternative gustose ai cibi più sfiziosi: aperitivi, salsine, gelati, pizza, spaghetti, succhi di frutta. Ecco come soddisfare il palato tagliando i grassi

Non è necessario rununciare a uno spuntino sfizioso o a un pranzo gustoso solo per il timore di assumere troppe calorie. Per deliziare il palato e non appesantire la linea basta sapere cosa scegliere. Ecco alcuni consigli.

1 PATATINE CONTRO POPCORN
I popcorn sono uno spuntino che ci si può concedere ogni tanto. Ma almeno fate lo sforzo di prepararli in casa (ci vuole coì poco) in modo da evitare conservanti e non esagerare col sale. Sono croccanti, deliziosi e contengono le fibre del grano. Quattro coppette contengono 60 calorie, contro le 150 calorie di 30 grammi circa di patatine. Queste sono ricche di grassi, motivo per cui è meglio non esagerare.

2 FIBRE A COLAZIONE
Per favorire la regolarità intestinale la mattina non potere rinunciare ai vostri cereali. Ma sappiate che è meglio scegliere cereali di crusca integrale piuttosto che il muesli, una miscela di fiocchi di cereali con semi oleosi e frutta essiccata. È preferibile aggiungere al latte della frutta fresca a scelta e usare un tipo di latte con pochi grassi per iniziare la giornata in modo nutriente. Il muesli sarà pure naturale e buono ma contiene molti grassi. Piuttosto usatelo per dare una spolveratina allo yogurt magro.

3 DOLCI: TAGLIA I GRASSI MA NON IL GUSTO
Non è necessario rinunciare al gelato, ma sarebbe meglio scegliere sorbetti, frozen yogurt e creme leggere. Per intenderci: meglio evitare gusti tipo NY Cookies o ricchi di granella di frutta secca, canditi, pezzettoni di cioccolato al latte e via dicendo. Molte gelaterie e supermercati offrono una scelta di gelati senza zucchero e grassi aggiunti, oppure fatti solo con latte scremato e senza l'aggiunta di panna o uova. Buoni e non fanno venire i sensi di colpa.

4 PIZZA SÌ, MA COME?
La pizza è un piatto incluso in moltissime diete. Si tratta di un pasto completo e non esageratamente calorico. Bisogna però prestare attenzione alla farcitura. L'ideale è prendere una margherita, magari con l'aggiunta di verdure grigliate come zucchine, peperoni, radicchio. Se iniziate ad aggiungerci la doppia mozzarella o altri ingredienti come gorgonzola, panna, salsiccia, salame piccante, sia il sodio che le calorie aumentano in un attimo. Esagerando con il ripieno si arriva tranquillamente a 720 calorie per un terzo di pizza contro le 260 di una "basic" con pomodoro, mozzarella e origano o basilico.

5 SAI COSA BEVI?
Non amate mangiare la frutta perché vi scoccia sbucciarla, perciò prediligete assumerla sottoforma di succo. Poco male, sono bevande ricche di vitamine, antiossidanti, minerali. Però è necessario prestare attenzione alla quantità di frutta contenuta: scegliete quelli che riportano la dicitura "100%". Gli altri sono pieni di zucchero e inutili calorie.

6 SALSE OK, MA NON TUTTE
Maionese, salsa al formaggio, salsa verde? Meglio di no. Molto meglio l'hummus. Si tratta di un purea di ceci tipico della cucina del Medio Oriente. Oltre ai ceci contiene limone, olio, aglio, sale e tahina (salsa di sesamo, che si trova anche nei grandi supermercati). Facile da preparare, si accompagna a verdure fresche come le carote o il sedano, si spalma sul pane o si mangia da solo. È un'ottima fonte di ferro, vitamina C, proteine, fibre. Due cucchiai contengono la metà delle calorie di una salsa al formaggio.

7 GIÀ FATTI MA BUONI
Non bisogna necessariamente demonizzare i cibi già pronti che si comprano al supermercato. L'importante è prediligere quelli che contengono verdura, pochi grassi e condimenti poco elaborati, senza salse tanto gustose quanto pesanti da digerire e ricche di grassi. Evitate il fritto e scegliete piuttosto le cose grigliate, cotte al vapore, o in padella.

8 BUONA LA PASTA
Come rinunciare alla pasta? Impossibile. Anche qui, come per la pizza, vale la stessa regola: quella di prestare attenzione al condimento. Un condimento buono, sano e facile da preparare è il classico sugo di pomodoro, meglio ancora se fresco, con un filo di olio d'oliva extravergine e qualche foglia di basilico. Un condimento troppo ricco può raddoppiare la calorie.

9 QUALE PESCE?
I gamberetti sono un'alternativa sana e saporita dei bastoncini di pesce impanati… non è difficile immaginarlo. Si possono cucinare in padella o alla piastra. Meno calorie, meno grassi e meno sale.

10 L'APERITIVO E' CONCESSO
Perché rinunciare a un happy hour con le amiche? L'iportante è non esagerare. Per non compromettere la linea evitate le bevande alcoliche. Non dissetano e se bevute a digiuno, poi, vengono assorbite più in fretta dall'organismo. Meglio un calice di vino bianco secco. Se non bevete alcol allora optate per un succo di pomodoro piuttosto che uno di frutta.

mercoledì 22 settembre 2010

Calcio Serie A, quarta giornata: i risultati degli incontri

Si sono appena conclusi i 9 match di questa sera, validi per la quarta giornata del campionato di Serie A. Domani si chiuderà con il posticipo tra Juventus e Palermo. Importanti risultati in vetta alla classifica, con l'Inter che continua la propria corsa al comando. Cade invece il Cesena, che a Catania vede infrangersi i propri sogni.

Ancora una sconfitta per la Roma, dominata dal Brescia al Rigamonti, mentre la Lazio riesce ad imporre un nuovo stop al Milan, fermato sul risultato di 1 a 1. Pareggio con lo stesso risultato anche tra Genoa e Fiorentina, mentre il Bologna batte in casa l'Udinese. Sconfitta interna per il Napoli, mentre Cagliari e Sampdoria regalano un match senza reti.

Ecco tutti i risultati:

* Brescia-Roma: 2-1 (Hatemaj, Caracciolo (R); Borriello);
* Bologna-Udinese: 2-1 (Gimenez, Di Vaio; Di Natale);
* Cagliari-Sampdoria: 0-0;
* Catania-Cesena: 2-0 (Silvestre, Maxi Lopez);
* Inter-Bari: 4-0 (Milito, Eto'o (R), Eto'o (R), Milito);
* Lazio-Milan: 1-1 (Floccari; Ibrahimovic)
* Lecce-Parma: 1-1 (Jeda (R); Crespo);
* Napoli-Chievo: 1-3 (Cannavaro; Pellissier, Fernandes, Pellissier).

Cronaca: Torna la banda della Magliana blitz anti-usura, 11 arresti

Perquisizioni anche per l'ex cassiere Nicoletti, 23 indagati. Proponevano affari d'oro dalle aste giudiziarie, tra cui gli uffici della questura e le ville di Cragnotti e Cafu. Coinvolti un ristoratore, un avvocato, un commercialista, un noto pierre. Truffe e minacce alle vittime, anche da parte dei Casamonica. L'indagine è partita dall'omicidio di un personaggio legato all'immobiliarista Danilo Coppola


Due noti professionisti, un avvocato e un commercialista ma anche esponenti della banda della Magliana, tra cui probabilmente l'ex cassiere Enrico Nicoletti. Questi alcuni degli personaggi coinvolti a Roma in un'operazione antiriciclaggio condotta dalla polizia di Stato che ha portato all'arresto di 11 persone. Numerosissime le perquisizioni nell'operazione disposta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, una avrebbe riguardato anche il boss Nicoletti. Oltre 200 gli uomini della polizia al lavoro per tutta la notte nella Capitale. Nel corso dell'operazione denominata "Il gioco è fatto" gli uomini della squadra mobile di Roma hanno così messo fine ad una organizzazione criminale dedita all'usura, al riciclaggio di denaro, al millantato credito, alle estorsioni e alle truffe. Tra gli arrestati anche esponenti della criminalità organizzata romana e napoletana.


Il giro di malaffare coinvolgeva l'avvocato, l'assicuratore, il commercialista che riciclava i soldi, un immobiliarista, un noto pierre. E a tenere le fila, secondo le accuse e le ricostruzioni degli investigatori, c'era Francesco Mario Dimino, proprietario del ristorante romano 'I sapori di Sicilia', che figura tra gli 11 arrestati. Proprio Dimino avrebbe messo in scena la vendita-fantasma di alcuni uffici della questura.

Tra le specialità della banda la simulazione di favolose vendite immobiliari attraverso una ben orchestrata messa in scena, millantando aderenze al tribunale civile grazie alla complicità di un avvocato e di un commercialista, proponevano affari d'oro dalle aste giudiziarie. Facevano credere ai potenziali acquirenti, di poter vendere loro vantaggiosamente, ville prestigiose, quali la casa del giocatore Cafu, previa caparra da 32mila euro, o una quota della villa di Cragnotti - "ma intanto dammi 20mila euro" - o lo stesso palazzo della questura, azioni della Coin di via Cola di Rienzo a Roma, automobili. Non solo: promettevano pure posti di lavoro anche presso segreterie di politici come il ministro Sandro Bondi, del tutto estraneo alla vicenda.

In manette, oltre a Dimino, sono finiti: Simone Scorcelletti, noto pr delle serate romane diretto collaboratore del ristoratore nel trovare risparmiatori che accettassero gli affari proposti dall'organizzazione; Stefano Loconte, un assicuratore che si faceva intestare la maggior parte degli assegni consegnati dalle vittime; Gabriele Carbone, assicuratore, che consegnava il denaro raccolto da Dimino ad appartenenti a famiglie malavitose; Fabrizio Testaguzza, commercialista di Roma che riciclava il denaro raccolto dall'organizzazione; Ernesto Rampini, avvocato penalista del Foro di Roma che sfruttava la sua posizione per garantire gli affari proposti dall'organizzazione. Dimino gestiva i rapporti anche con altri arrestati, come Armando Rinolfi, proprietario di una gioielleria in zona Tuscolano; Massimo Carbone, amministratore di una società di servizi; Guerino Casamonica; Giuseppe Barbagallo, titolare di una società immobiliare; Alessandro Carbone, agente immobiliare.

Tra le vittime delle truffe medici, piloti, imprenditori, impiegati, appartenenti al mondo dello spettacolo e anche alle forze di polizia. Il cliente illuso pagava la sua caparra ed entrava poi in un tunnel senza uscita, passando dall'illusione dell'affare all'indebitamento e anche all'usura. Credevano di investire i risparmi di una vita, alcuni sono stati minacciati armi in pugno e costretti a pagare cifre vertiginose. A riscuotere i debiti erano poi alcuni membri della famiglia Casamonica, che regolavano i conti a suon di minacce - "ricordati che so so dove abita tua figlia", si legge in un'intercettazione - e botte. Personaggi di spicco della banda della Magliana e della criminalità organizzata romana e napoletana sono sospettati di essere i mandanti del giro di affari, sono stati perquisiti e risultano tra i 23 indagati.

L'indagine della sezione criminalità organizzata della squadra mobile di Roma risale a due anni fa ed è partita dall'omicidio del febbraio del 2008 di Umberto Morzilli, un personaggio quest'ultimo ucciso nel quartiere Centocelle di Roma, che aveva negli ultimi anni portato a termine numerosi affari economici anche con l'immobiliarista Danilo Coppola. Indagando sulle amicizie di Morzilli gli investigatori della mobile, diretti da Vittorio Rizzi, sono risaliti ad una serie di soggetti specializzati in usura e truffe.

INCHIESTA ITALIANA Finanza sporca e omicidi, torna la Banda della Magliana di CARLO BONINI

Le vittime venivano spesso procacciate da un noto pr della capitale, un organizzatore di eventi e concerti che proponeva grandi affari millantando amicizie nei tribunali e nel mondo delle aste giudiziarie. Le vittime venivano invitate anche nello studio di un avvocato civilista di Roma. In altri casi venivano prestati soldi a persone in difficoltà che volevano avviare alcune attività commerciali. "L'inchiesta non è ancora finita - ha detto il capo della squadra mobile, Rizzi - andremo avanti per verificare la responsabilità di altri complici. I vari soggetti spesso cedevano i propri crediti e le vittime ad altri gruppi".

"E' impressionante che ancora oggi ci siano esponenti della banda della Magliana che riescono ad avere un ruolo tra le organizzazioni criminali", è stato il commento del sindaco di Roma Gianni Alemanno. "Questo deve farci riflettere - ha detto - perché queste forme di criminalità organizzata perdurano nel tempo e un fenomeno particolare e storico come la banda della Magliana, ancora oggi, riesce a influire sulla nostra città".

Europa: chi scarica va in galera

Il parlamento europeo approva in versione restrittiva una risoluzione sul diritto d'autore online. Giusto difendere gli artisti. Ma la prigione e il potere ai privati sono pericolosi.


In galera chi scarica file da Internet senza autorizzazione?

E'una possibilità che il parlamento europeo non si è sentito di escludere approvando una risoluzione in cui invita la Commissione Ue a disporre una legge comunitaria sull'applicazione dei "diritti di proprietà intellettuale". Il testo - scritto dalla conservatrice francese Marielle Gallo e passato con 328 sì, 245 no e 81 astenuti - rivede in senso restrittivo la direttiva 2004/48 esplicitamente escludeva l'azione penale contro i pirati informatici. Ora, la valutazione di Strasburgo non è vincolante, ma l'esecutivo (come gli stati membri) ora dovrà (potranno) omologarsi alle indicazioni di Strasburgo. Il che vuol dire adottare una line dura. «A la Sarkò», per intenderci.

E' un problema delicato, un'arma a doppio taglio. E' vero che la pirateria informatica sta mettendo in crisi gli artisti, ma è anche vero che le grandi case di produzione - sopratutto discografica - continuano ad usare lo scippo dei file sulla grande rete come alibi per difendere strategie di mercato ancora in gran parte obsolete. Si richiede in effetti una riflessione su come sia possibile tutelare che di proprietà intellettuale ci vive. però occorre evitare che questo sia il cavallo di Troia per limitare la libertà di espressione.

Buona notizia: le copie private di un fil o di una canzone sono autorizzate e non sarà necessario dimostrare che la traccia è legittima.

Cattiva notizia: il testo propone una nuova direttiva di repressione penale per combattere il file sharing anche con mezzi definiti "non legislativi" o "accordi volontari". Si tratterebbe
di "sanzioni contrattuali a carico delle persone che condividono file non-commerciali e possono essere decise tra i proprietari dei diritti e gli operatori: restrizioni di accesso, filtraggio mirato, riduzione della banda passante, eccetera". Questo lascerebbe alle industrie dell'intrattenimento di rivalersi direttamente sugli utenti, senza alcuna distinzione tra coloro che operano a scopo di lucro o senza scopo di lucro.

Capito l'arcano? Per colpire giustamente chi ruba agli artisti, si creano le premesse per introdurre a norma di legge delle limitazioni ai movimenti sulla grande rete. In pratica, una corporate maliziosa, magari spinta dal potere politico, potrebbe spegnere questo o quel canale. pericoloso. davvero.

Non risulta una parola su quello che si dovrebbe fare davvero, cioè tassare i provider sui quali corrono i file e i filesharing. In fondo, loro affittano la rete e ne traggono un profitto. Una loro contribuzione alle Siae di tutto il mondo sarebbe interessante per tutti. ma questa è una cosa di cui parlano solo gli artisti.

Commenti.

Luigi Berlinguer (Pd) "Le misure di inasprimento penale contro gli utenti della rete su cui si fonda il rapporto, oltre che inefficaci, finirebbero per cancellare o limitare il diritto fondamentale all'informazione e all'accesso alla cultura".


Niccolò Rinaldi (Idv) «La relazione - ha aggiunto l'europarlamentare - non tiene conto delle evoluzioni della società e il suo bisogno per un accesso libero alla cultura. Non potevamo votare a favore di un arroccamento delle grandi imprese che poco hanno a che fare con la tutela dei diritti d'autore specifici, anacronistico rispetto all'era digitale, dove è necessario garantire un Internet libero e aperto".

Iva zanicchi (Pdl) "Un'adeguata tutela dei diritti di proprietà intellettuale non significa soltanto, come erroneamente ritenuto da molti, agevolare le imprese multinazionali del settore ma garantire le migliaia di posti di lavoro ad esso connesse".

Scienza: "Nel 2013 una gigantesca eruzione solare paralizzerà il nostro Pianeta"

Allarme degli scienziati Nasa: «L'esplosione scatenerà sulla
Terra una tempesta magnetica provocando il black-out globale
dei sistemi di telecomunicazione satellitare». Governi preoccupati


Esperti della Nasa prevedono per il 2013 una gigantesca eruzione solare in grado di scatenare una tempesta magnetica sulla Terra e il black-out globale dei sistemi di telecomunicazione satellitare. L'allarme arriva da un summit di scienziati riunito a Washington per analizzare, sulla base di un rapporto della National Academy of Sciences, gli effetti dell'«apocalisse magnetica» che metterà in ginocchio il trasporto aereo, i sistemi di localizzazione geografica guidati da Gps, i servizi finanziari e le comunicazioni radio militari.

La Nasa sta utilizzando decine di satelliti, tra cui il Solar Dynamics Observatory, per studiare e scongiurare la minaccia. Come riporta la Bbc, la mega-eruzione solare, fenomeno scientificamente conosciuto come brillamento solare o stellare, coinciderà con una fase di intensificazione dell'energia solare che si verifica ogni 11 anni. Per il 2013 è atteso il prossimo picco che, secondo gli esperti statunitensi, sprigionerà una potenza pari a 100 bombe ad idrogeno e provocherà per l'economia Usa danni economici venti volte maggiori di quelli dell'uragano Katrina.

Preoccupate anche le autorità militari. Il ministro della Difesa britannico Liam Fox ha annunciato lo studio di misure per la protezione delle reti di comunicazione che potrebbero prestare il fianco all'attacco del terrorismo globale.

Il caso: Nuova tesi sulla sciagura del Titanic «Affondò per un errore del timoniere»

La nipote di un ufficiale a bordo rivela: «L'iceberg fu visto in tempo ma la nave virò dalla parte sbagliata

il segreto custodito per quasi cento anni e svelato in un libro


MILANO - Non l'iceberg visto troppo tardi, ma un banale errore del timoniere fu la causa della sciagura del Titanic. È questa la nuova tesi sul più drammatico e celebre incidente della navigazione tra Europa e Nord America che nell'aprile del 1912 fece più di 1500 vittime. Secondo Lady Louise Patten, moglie dell'ex ministro dell'istruzione Lord John Patten e nipote del secondo ufficiale Charles Lightoller sopravvissuto alla sciagura, la nave aveva tempo più che sufficiente per scansare la massa di ghiaccio che ne segnò il tragico destino. Il fatto fu che il timoniere la fece girare dalla parte sbagliata e quando ci si accorse dello sbaglio era ormai troppo tardi. Il segreto del Titanic, venuto alla luce quasi cento anni dopo il disastro, è stato conservato per tutti questi anni dalla famiglia di Lightoller. Il secondo ufficiale a bordo della nave affondata non rivelò mai ufficialmente quella che, secondo questa ricostruzione, fu la banale causa della tragedia: se lo avesse fatto, questo lo ha frenato, i proprietari del Titanic sarebbero andati probabilmente in bancarotta e i suoi colleghi si sarebbero trovati senza lavoro. Lightoller è morto prima che Lady Patten nascesse ma la donna, che ha utilizzato la storia come base per un suo romanzo, è cresciuta con la nonna che le ha raccontato la versione del marito.

LA TESTIMONIANZA - Secondo il racconto di Lightloller, il timoniere si sbagliò perché all'epoca della transizione dalla vela al vapore erano in funzione due sistemi di comunicazione per la navigazione, uno per la vela appunto e uno per il vapore. «I due sistemi erano l'esatto opposto l'uno dell'altro, quindi l'ordine di virare "a dritta" significava girare il timone a destra secondo un sistema e a sinistra secondo l'altro», spiega la Patten. Il secondo capo timoniere, Robert Hitchens, era stato addestrato nel sistema per le navi a vapore, ma all'epoca nel nord dell'Atlantico vigeva ancora il linguaggio per la vela. Quando il primo ufficiale William Murdoch avvistò l'iceberg e diede l'ordine di virare, Hitchins, nel panico, girò la nave dalla parte sbagliata. Due minuti dopo ci si accorse dell'errore, ma era già troppo tardi per evitare la collisione. Oltre all'errore del timoniere però, secondo Lightloller a causare la morte di centinaia di persone fu anche la decisione «criminale» del capitano Edward Smith, che dopo lo scontro con l'iceberg, sotto insistenza del presidente della White Star Bruce Ismay che non voleva danneggiare la reputazione della società navale, ordinò di non fermare la nave. Proseguire la navigazione fece sì che la nave imbarcasse molta più acqua e affondasse molte ore prima di quanto sarebbe accaduto se fosse stata ferma. «Mio nonno definì criminale la decisione di cercare di mandare avanti il Titanic», ha detto la Patten, aggiungendo: «La nave più vicina era a quattro ore di distanza. Se fossero stati fermi è probabile che il Titanic sarebbe restato a galla fino all'arrivo dei soccorsi». Michael McCaughan, un esperto di storia marittima che da 30 anni si occupa del Titanic, ha dichiarato al Guardian che non è la prima volta che un errore causato dai diversi sistemi di comunicazione tra vela e vapore viene menzionato. «Certamente però, con l'avvicinarsi del centenario (il 15 aprile del 2012, ndr) si tratta di una storia interessante. È una nuova testimonianza che diventa pubblica e che darà origine a discussioni e dibattiti», ha detto lo studioso. (Fonte Ansa)

Tv: Torna Annozero, Santoro contro Masi «Non accetteremo ingerenze esterne»

Il conduttore: «La mia autonomia garantita dal contratto». Sulla presenza di Travaglio è scontro Pdl-Idv


ROMA - «Nonostante le difficoltà, saremo regolarmente in onda». Michele Santoro presenta la nuova stagione di "Annozero", al via giovedì su RaiDue con una puntata intitolata 'Scacco al premier' (invece che i "Ribaltonisti"). In studio ci saranno Italo Bocchino, capogruppo di Futuro e Libertà alla Camera, Roberto Castelli della Lega Nord e il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro. In conferenza stampa, però, lo stesso Santoro ribadisce i problemi incontrati durante la preparazione della trasmissione: «Le troupe ci sono state date solo una settimana fa, mentre normalmente servirebbe un mese. Il contratto del mio collaboratore Formigli è stato firmato solo ieri. Vauro invece con grande senso di responsabilità ha deciso di accettare le condizioni del contratto dell'anno scorso. In studio ci sarà anche Travaglio, che non è un ospite ma un elemento inscindibile del programma. Non abbiamo notizia di problemi sul suo contratto che però non è stato ancora firmato. Basterebbe fargli siglare l'accordo dell'anno scorso». Santoro non ha dubbi: «È mobbing. Non possiamo essere sottoposti a questo».

CIRCOLARI MASI - A proposito delle ultime circolari inviate dal direttore generale Mauro Masi (conduttori imparziali, contraddittorio nei talk show, stop agli applausi del pubblico), Santoro replica secco: «Non accettiamo ingerenze esterne, perché la libertà di espressione è un diritto garantito dalla nostra Costituzione e la mia autonomia è garantita dal contratto che ho con la Rai». «Mi rifiuterò di applicare qualsiasi tentativo di limitare la libertà di espressione - aggiunge Santoro - io non ho paura, questo potrebbe essere il titolo della puntata, ma sarà senza dubbio il tema del mio intervento in apertura».

POLEMICA SU TRAVAGLIO - Intanto, scoppia una nuova polemica sulla presenza in trasmissione di Travaglio. «È incredibile che ad Annozero possa parlare, senza contraddittorio, dai 5 ai 7 minuti - dichiara in una nota il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto. - Dedichiamo questo rilievo a coloro i quali presentano mozioni alla Camera sulla presunta mancanza di pluralismo di alcuni telegiornali». «Ad essere incredibile non è il fatto che Travaglio non abbia un contraddittorio - afferma il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando - ma che il giornalista ancora non abbia un contratto ad un giorno dalla messa in onda di una delle trasmissioni più seguite della Rai».

MASI: RISPETTARE IL CONTRADDITTORIO - In serata, arriva la presa di posizione dello stesso Masi: «Tutti i programmi devono rispettare il contraddittorio - ribadisce il dg davanti alla Commissione di Vigilanza - e questa rimane una questione ancora aperta. Per questo Annozero andrà in onda se rispetterà il contraddittorio». Quanto a Travaglio «il suo spazio, così come strutturato, non consente un adeguato contraddittorio».

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