giovedì 9 ottobre 2008

Scintille fra Obama e McCain nel duello di Nashville

Scintille fra Obama e McCain
nel duello di Nashville



Rispondendo alle domande del pubblico i due rivali si sono scambiati duri attacchi e ironiche battute su economia e politica estera. E' l'inizio rovente dell'ultima fase della campagna elettorale
INVIATO A NASHVILLE
Barack Obama e John McCain si tolgono i guantoni e per 90 minuti è duello rovente sul palco della Belmont University di Nashville, in Tennessee, dove i candidati presidenti si confrontano rispondendo alle domande del pubblico in «town hall meeting», l'assemblea comunitaria cara alla tradizione anglosassone. Con Obama molto avanti nei sondaggi in cerca del colpo del definitivo ko e McCain costretto ad attaccare per rovesciare le sorti della sfida, le scintille non sono mancate.

Ha iniziato il senatore dell'Arizona affermando che la proposta di un piano di 300 miliardi per proteggere i cittadini dai pignoramenti «è mia, non di Obama nè di Bush». E il candidato democratico ha risposto per le rime: «Questa crisi economica è frutto delle scelte di Bush sostenute da McCain». Come dire: se siamo nei guai la colpa è dei repubblicani ed è arrivato il momento di sloggiarli dalla Casa Bianca. Sulla politica estera il senatore afroamericano ha irriso il rivale per aver detto di voler «annientare la Corea del Nord» e per aver canticchiato canzoni sul bombardamento dell'Iran. McCain per tutta risposta ha indicato Obama, in maniera sprezzante, come «questo tipo qui» rimproverandogli ingenuità per «voler attaccare il Pakistan annunciandolo in anticipo» e ha poi fatto saltare i nervi al rivale affermando: «Vuole tassare tutte le aziende con introiti annuali superiori ai 250 mila dollari» ovvero milioni di cittadini americani.

A quel punto Obama ha tradito un certo nervosismo chiedendo al moderatore Tom Brokaw di violare le regole del dibattito per poter ribattere subito ma McCain lo ha incalzato: «Niente da fare, rispettiamo le norme concordate, altrimenti dopo di te parlo ancora io». Parole grosse a parte, fra i due candidati presidenti è stato duello anche nel look e nello stile. Obama con la cravatta viola è apparso più pacato e riflessivo, confermando la scelta di voler trasmettere agli elettori ancora incerti l'immagine di un leader cauto, sicuro, moderato. McCain invece si è presentato con una combattiva cravatta a righe rosse, ha preso appunti in continuazione ed è stato pronto a balzare a più riprese dallo sgabello con un'agilità che ha fatto dimenticare i suoi 72 anni.

Al termine entrambi i campi hanno cantato vittoria inondando la "Spin room" con i rispettivi portavoci mentre i sondaggi realizzati a caldo da Cbs e Cnn hanno premiato Obama. A 27 giorni dal voto, il rush finale per la Casa Bianca si annuncia senza esclusione di colpi. I candidati ora si gettano nelle rispettive campagna in attesa di affrontarsi nel terzo e ultimo duello il 15 ottobre alla Hofstra Universiy di Hempstead, a New York.

La Stampa

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