sabato 20 novembre 2010

Salute: DATI STATUNITENSI Omega-3 per gengive sane Gli acidi grassi polinsaturi, che si trovano nel pesce, riducono il rischio di parodontite del 20-30 per cento

MILANO - Le gengive si infiammano, si arrossano, diventano dolenti, si
"scollano" dai denti tanto che, se non si corre ai ripari, questi possono
perfino cadere. È la parodontite, un problema abbastanza diffuso che, secondo i
dati di una ricerca condotta ad Harvard negli Stati Uniti, potrebbe essere
evitato "facendo il pieno" di acidi grassi polinsaturi, i famosi omega-3 e
omega-6 che si trovano nel pesce.

STUDIO - La ricerca, pubblicata sul Journal of the American Dietetic
Association, è stata condotta su oltre 9mila adulti che fra il 1999 e il 2004
avevano partecipato al National Health and Nutrition Examination Survey,
un'indagine sulle abitudini degli americani che costituisce oggi una vera e
propria miniera di dati per i ricercatori. Per il suo studio Asghar Naqvi,
medico al Beth Israel Deaconess Medical Center di Harvard, ha valutato il
consumo di alcuni acidi grassi polinsaturi, fra cui l'acido docosaesanoico
(DHA), l'acido eicosapentanoico (EPA) e l'acido linoleico, in relazione alla
presenza di piorrea. I dati mostrano che la malattia gengivale riguarda l'8.2
per cento della popolazione, ma anche che chi consuma quantità maggiori di DHA
vede ridursi del 30 per cento la probabilità di avere problemi alle gengive.
Anche l'EPA pare protettivo, sebbene in minor misura (il rischio di parodontite
cala del 23 per cento), mentre l'acido linoleico non sembrerebbe avere grosse
capacità preventive nei confronti della piorrea. La buona notizia è che non
occorre mangiare un salmone intero tutti i giorni per garantirsi la salute
delle gengive. Per ottenere il risultato bastano infatti 40 milligrammi di DHA
e 10 milligrammi di EPA al giorno: in un etto di salmone, sgombro o tonno, per
esempio, si trova oltre un grammo di DHA.

INFIAMMAZIONE - Ma perché un acido grasso può ridurre il rischio di malattie
alle gengive? Tutto merito delle loro proprietà antinfiammatorie, già
abbondantemente dimostrate: «Finora il trattamento delle parodontiti si è
sempre basato soltanto sulla rimozione meccanica dei batteri che provocano
l'infiammazione e l'applicazione di antibiotici. Una prevenzione o addirittura
una terapia nutrizionale, se fosse confermata come efficace, sarebbe più
semplice ed economica - spiega Asghar Naqvi -. I nostri dati supportano la tesi
secondo cui gli acidi grassi polinsaturi sono molto utili per combattere
patologie su base infiammatoria: assumerli per ridurre il rischio di
parodontite potrebbe avere risvolti positivi per la prevenzione di altre
patologie con una componente infiammatoria, per esempio l'ictus». «I risultati
principali di questo studio sono tre: innanzitutto, l'effetto preventivo è
stato osservato a dosi non molto elevate di DHA ed EPA - osserva Elizabeth
Krall Kaye, odontoiatra all'università di Bostono in un editoriale che
accompagna l'articolo di Naqvi -. In secondo luogo, pare che queste tutto
sommato limitate quantità siano una soglia oltre cui l'effetto protettivo non
aumenta; infine, non paiono esserci grosse differenze di effetto se gli acidi
grassi arrivano dai cibi o da integratori. Questi dati, se saranno confermati,
indicano che attraverso un modesto introito di acidi grassi dalla dieta, per
esempio incrementando il consumo di pesci come salmone, sgombri, acciughe, è
possibile ottenere benefici clinici significativi e migliorare la salute delle
gengive».

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