venerdì 26 settembre 2008

La Rete del Grillo: "AMMAZZATECI TUTTI"

LA RETE DEL GRILLO
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Il post di Beppe Grillo
AMMAZZATECI TUTTI
Solo i nostri ragazzi possono salvare il Paese, è l'ultima possibilità che ci resta. Senza il loro impegno non ci sarà nessun futuro. Sonia Alfano chiede aiuto per i giovani calabresi di "Ammazzateci tutti" che lottano da soli contro "mostri pieni di soldi e di potere". Contro mafie e politici corrotti, contro l'assenza di giustizia e di informazione libera. Rischiano la pelle anche per noi. Chiedono aiuto. ... [continua]


Il miglior commento

CHE SARAS, SARAS

di Libero Dalla Guerra, Forlì (Voti: 91)
leggi il post

Di Pietro ad AnnoZero:
"Ci vorrebbero delle leggi che permettessero di chiudere in galera chi commette queste furberie."
(Riferito al volo Roma-Albenga del ministro Scajola)

Avanti denigratori di Di Pietro... contestate questa...

Lettere dalla Rete

ILVA DI TARANTO

di Operaio Acciaieria ILVA

Egregio Sig. Grillo,
Le scrivo perché si è tanto detto sulla Thyssen Krupp, ma si tace forse volontariamente sulle Acciaierie ILVA di Taranto, se non per qualche sparuto articolo...
Sicuramente le saranno pervenute migliaia di e-mail di denunce per svariati motivi, da diventare oramai routine per lei certe denunce, ma ho voluto ugualmente scriverle per dare sfogo (prima che la mia rabbia per un certo sistema sbagliato di vivibilità lavorativa oramai omertosamente accettato dalle autorità locali e dai sindacati per un oramai noto Ricatto Occupazionale, mi porti a commettere delle sciocchezze irreversibili) a un malessere lavorativo che molti sociologi e psicologi definiscono mobbing!
A causa delle continue vessazioni psicologiche a cui Io e i miei Colleghi siamo sottoposti dai vari Preposti Aziendali mi vedo costretto, Sig. Grillo, a mantenere l'anonimato scrivendole con uno pseudonimo, mi scuso per questo mio stratagemma da operetta, ma le assicuro che se l'Azienda per cui lavoro sapesse che un suo dipendente denuncia le vessazioni quotidiane cui Noi Operai siamo sottoposti durante le ore lavorative le conseguenze per quel determinato Operaio sarebbero catastrofiche.
Tutto ha inizio otto anni fa, quando dopo aver superato il contratto a tempo determinato, ritenni fisiologico (anche per una questione ideologica) aderire al Sindacato (per correttezza non specifico l'Associazione sindacale), anche se nel biennio di contratto a termine vi era una anomalia mai denunciata dalle organizzazioni sindacali: vigeva la regola, non tanto velata, dell'Azienda di astenersi da iscrizioni sindacali e da assenze per malattia.
Come le dicevo Sig. Grillo, i miei problemi coincidono con la mia Tessera al sindacato, nei primi tempi non accade nulla di eclatante, anche se i primi segni si cominciavano a intravedere, tipo appelli verbali a rientrare nella giusta via (cancellandomi dal sindacato) poste sotto forma di chiacchierate amichevoli, atte a farmi rinsavire da parte dei preposti Aziendali.
I veri problemi cominciarono ad arrivare con i primi scioperi per il rinnovo del contratto o per chiedere più sicurezza sul lavoro, le chiacchierate divennero minacce, e i primi provvedimenti non tardarono a mancare, soprattutto quando cominciarono le mie prime assenze causa malattia, tali avvenimenti furono vissuti dai preposti Aziendali come atti di sfida che io lanciavo nei loro confronti.
Il culmine della mia tragedia lavorativa è avvenuta nel momento in cui io con i miei colleghi abbiamo cominciato a pretendere più sicurezza sugli impianti, rifiutandoci a volte di compiere delle operazioni (che oramai venivano quotidianamente svolte da anni, diventate Norma all'interno dello Stabilimento, anche se tali operazioni ci mettevano a rischio) che non erano in sicurezza. Da quel momento la mia vita lavorativa è diventata un semi-calvario, ripetuti spostamenti di mansione (continuando sempre a mantenere lo stesso stipendio e lo stesso incarico, ma con mansioni sempre meno qualificanti, anzi degradanti per un diplomato), vessazioni di ogni genere mi sono piovute sulla testa, con una mirata campagna denigratoria nei confronti miei e dei colleghi sindacalizzati, per sminuirci professionalmente agli occhi dei colleghi non Tesserati alle organizzazioni sindacali.
Nonostante tutto abbiamo tenuto duro, eleggendo addirittura un nostro collega di Reparto come Rappresentante sindacale (definito dagli stessi organi dirigenziali del sindacato, un Mastino), il collega eletto prese a cuore il suo incarico di rappresentante, anche provenendo da una formazione politica non propriamente di Sinistra: divenne l'incubo di tutti i preposti Aziendali che non riuscivano ne a corromperlo (nonostante gli svariati tentativi per convincerlo ad assumere delle posizioni più soft), ne a tenergli testa sul piano verbale, naturalmente le vessazioni divennero quotidiane anche verso i sostenitori del nostro rappresentante, la tensione aumentò sfociando in alcune denunce fatte alla procura di Taranto da ambo le parti.
All'inizio del 2005 ho scoperto di essere affetto da dei noduli tumorali e richiesi (questa volta io) per motivi di salute di essere sposato di reparto verso delle aree meno inquinanti, parlai anche con un preposto Aziendale che mi fece credere nella loro buona fede e di pazientare qualche mese per il mio spostamento, ma venni per l'ennesima volta raggirato dall'Azienda come poi mi accorsi a mie spese a distanza di poco tempo: venni si spostato dal mio Reparto ma a una mansione non certamente leggera ne tanto meno svolta in area non inquinata.
Dopo una ennesima battaglia svoltasi all'interno del nuovo Reparto per farmi riconoscere la mia affezione, non compatibile con la mia nuova mansione, con l'aiuto del Responsabile sindacale (il Mastino), mi assegnarono una mansione più leggera, ma rimasi ugualmente nello stesso reparto saturo di sostanze inquinanti, con la promessa da parte dell'Ufficio del personale di spostarmi non appena si fosse liberato un posto più consono al mio stato di salute.
Come dicevo nel 2008 mi sono sottoposto ad un intervento chirurgico dovendo quindi assentarmi per un lungo periodo dal mio posto di lavoro, anche in questo caso tale mia assenza è stata vista come una defezione verso l'Azienda, quindi un motivo in più per agire scorrettamente contro la mia persona a livello professionale, non sono mancate le telefonate anonime di pochi minuti fatte tramite i cellulari dei preposti Aziendali con ID nascosto (senza ricevere parola dall'altro capo del telefono) per verificare la mia presenza al mio domicilio fuori dalle fasce orarie di controllo INPS. Per non parlarvi del Medico Fiscale dell'INPS mandato dall'Azienda per controllare il mio stato di malattia, utilizzato come un arma, una sorta di Longa Manus, mandato più volte nell'arco della settimana a verificare la mia presenza al domicilio (tutto naturalmente a norma di legge, ma che crea sempre tensione psicologica e che mette in luce un certo accanimento verso la mia persona), culminato con, chiamiamola così, una disattenzione da parte dell'Ufficio del personale nell'invio del Medico Fiscale anche in un giorno di Ferie. Tale trattamento è riservato a quasi tutti i Tesserati, ma anche a coloro che per motivi di salute hanno fatto lunghe assenze per malattia.
Ma tali atteggiamenti sono solo la punta dell'iceberg, visto che lo scopo dell'Azienda è annullare ogni forma di Solidarietà tra operai, e non si ferma neanche dinnanzi alla Morte, come è accaduto a un nostro collega gravemente ammalatosi (morto pochi giorni fa) bisognoso di cure mediche costosissime: il Sindacato si era fatto promotore di una raccolta fondi per la famiglia versando dalla propria paga una quietanza (come si è sempre fatto in tutti i luoghi di lavoro civile) subito ostacolata dall'azienda, che non ha permesso tale raccolta. Si è dovuto aggirare l'ostacolo versando privatamente (chi se la sentiva) una quota a un collega che ha fatto da intermediario tra Noi Operai e la famiglia. Questo atteggiamento austero dinnanzi a un tale episodio, è motivato dal fatto che l'Azienda vuole in tutti i modi dissociare gli episodi di Malattia grave che colpiscono Noi operai, causati dall'inquinamento, prendendo le distanze.
Inoltre, sempre restando a norma di legge, mentre si vive quotidianamente su impianti oramai vecchi e fatiscenti, i preposti Aziendali addetti al controllo e alla vigilanza sulle norme di sicurezza si accaniscono contro gli operai scoperti a lavorare senza utilizzare la giacca della tuta o il casco antinfortunistico, ignorando, questi ultimi, di lavorare su passerelle vecchie degli anni '70 (mai sostituite), o di operare con attrezzature o impianti vetusti o a volte modificati (per allungarne la loro vita operativa) che non garantiscono più nessuna sicurezza per chi li maneggia. Si continua ad accanirsi verso coloro che non portano gli indumenti di sicurezza individuali, fioccano così i provvedimenti disciplinari, altro strumento di terrore (legale) in mano ai preposti aziendali, dove i veri puniti alla fin fine sono solamente coloro che posseggono la Tessera, o rientrano nella lista dei Sensibili.
Altra legenda metropolitana sono i Sensibili (così chiamati dall'Azienda), cioè persone scomode ai diversi preposti aziendali, che dopo una chiacchierata con un amico che lavora in Direzione è diventata una terribile realtà.
Questo caro amico, dopo essermi lamentato per il trattamento che l'Azienda mi riservava, mi raccomandava di mantenermi calmo, perché esiste una Lista di Sensibili compilata dalla Direzione atta a segnalare a tutti i preposti Aziendali che un determinato Operaio o Impiegato è scomodo all'Azienda, una volta segnalato il numero di matricola aziendale del singolo dipendente tramite la rete informatica interna è impossibile tirarsene fuori.
Inoltre il personale delle aree a Caldo (cioè tutti gli operai che operano a diretto contatto con l'acciaio liquido) sono soggetti ad alte temperature e ad un affaticamento fisico notevole, non percependo un centesimo in più di altri metalmeccanici del territorio nazionale, non si tiene conto del lavoro usurante che tale personale svolge quotidianamente. Eppure studi svolti nel 2007 dall'Università di Venezia, condotta da Agar Brugiavini, Jacopo Canello e Stefano Marchiante, parla chiaro: "il personale soggetto a turni lavorativi, o ad ambienti lavorativi nocivi per la salute, sono soggetti a rischio di malattie tumorali, e si consiglia un turnover del personale soggetto a lavori usuranti atto alla salvaguardia della salute dell'operaio", mentre nella nostra acciaieria ILVA il personale svolge ininterrottamente anche per 30 anni la stessa mansione usurante in area a caldo, nelle condizioni sopraccitate, senza alcuna agevolazione.

Che dirle più Sig.Grillo, a volte la realtà supera la fantasia, io oramai ho la nausea per questo sistema lavorativo, ma è l'unico posto certo in un Sud Italia oramai alla deriva. Lei immagini cosa possa accadere in aziende molto più piccole della mia, inoltre la legge Biagi e tutte le successive modifiche fatte con il tacito consenso dei Sindacati, ha trasformato i nostri posti di lavoro in semi-lager.
Qui al Sud essere operaio precario significa non avere nessun diritto.


SENZA PAROLE

di S.C.

Caro Beppe,
mi sfogo con te per non fare cazzate qua fuori. Nell'aprile del 2000, dopo 3 giorni dal mio 30esimo compleanno, all'ora di pranzo del giorno di pasqua mio fratello muore in un incidente stradale. I miei genitori sono distrutti, mia madre era già rimasta orfana a 4 anni. Quel giorno io avevo finito la mia terza cura ormonale che mi metteva in menopausa farmacologica. Da sola, con quel poco di sostegno che i miei coraggiosi ma sfiancati genitori (io sono laureata, mio padre ha preso il diploma a 30 anni e mia madre non lo ha mai preso) ho affrontato ospedale, polizia, autopsia, funerali, avvocati, processi ... decisioni senza comprendere nulla, rabbia, paura, precariato!
Il 25 settembre del 2008 si chiude il processo penale di secondo grado con la dichiarazione di prescrizione, la colpa assegnata fino a quel momento al 50% viene spostata al 60% su mio fratello, l'avvocato commette una innocente scorrettezza nella dichiarazione. L'inutile processo civile continua anche l'anno prossimo. L'assicurazione che stanno tutelando (sicuro non l'allora diciottenne albanese che ebbe l'incidente con mio fratello) era la levante, in questi anni fallita e acquisita dalla cari Genova (mi sembra si dica così). Non mi daranno mai un centesimo se non avvio procedure di confisca dei loro beni (così deduco io), procedura inutile per un normale essere umano quale io sono.
Per fortuna ho incontrato nella mia vita una persona meravigliosa che è mio marito. Io non posso avere figli e abbiamo fatto domanda di adozione, abbiamo il decreto e siamo disposti a prendere bambini anche non piccolissimi, di colore e anche se portatori di malformazione e mi domando ... l'Italia è davvero una opportunità di farcela per loro?
Nella vita vorrei fare traduzioni da casa, per poter lavorare ma avere almeno modo di gestire con serenità il mio tempo. Non è facile stare in ufficio quando il tuo avvocato ti chiama e ti dice certe cose, oppure quando il ciclo (data la mia malattia) ti piega in due dal dolore ma questa è l'Italia e il mio più grane difetto è di ostinarmi ad essere onesta. Affitto la mia casa a piazza testaccio (ereditata da mio fratello - che culo) alla stessa cifra che i miei amici pagano nella periferia di Perugia e visto che non mi basta dichiaro il contratto e ci pago le tasse, per questo prendo le mazzate dai miei concittadini? Perché io sono arrivata alla convinzione che chi mi uccide non è il governo ma il vicino che mi sorride e non paga le tasse, pensando che sia corretto togliere le tasse invece che far funzionare le scuole pubbliche, la sanità...conosco persone che a 35 anni portano a casa circa 12.000,00 euro al mese più o meno nette e affittano casa in nero perché altrimenti p!
agano 500,00 euro di tasse in più ... quelle stesse 500,00 euro che potrebbero salvare un bambino malato di cuore e delle quali loro nemmeno si accorgono. Io mi chiedo come fanno ad essere così stupidi? Non lo sanno che per quanto accumulano devono morire? Loro invece si domandano come mai si sentono così soli!
A volte penso che in realtà la terra è la cellula di un essere che noi non siamo in grado di individuare, e che quello che per noi è l'universo sia il realtà il suo "corpo", la terra è una cellula tumorale, di un tumore maligno, di quelli tendenti alla morte, sembriamo tutti impazziti.

Scusa se mi sono sfogata con te, qui fuori non saprei dove andare e mio marito si prende già le mie lacrime e i miei incubi, lui ama anche le mie lacrime e i miei incubi per mia grande fortuna.

Grazie


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