venerdì 30 luglio 2010

Cronaca: Era all'Hollywood a Milano l'armiere del boss della 'ndrangheta

Indagato un commissario di polizia: sistema Citterio,
si scava anche tra i contatti politici


Cocaina e tangenti - Controlli lungo i Navigli

Era all'Hollywood l'armiere
del boss della 'ndrangheta

Indagato un commissario di polizia: sistema Citterio,
si scava anche tra i contatti politici

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Una ragazza immagine balla in discoteca
MILANO - La pistola, si sente in una telefonata intercettata, «è nuova, è buona, è bella»; la pistola è della 'ndrangheta e finisce all'Hollywood. Per non tenersela addosso, il proprietario, il boss Francesco Pesce, 26 anni, l'affida ad «Andrea», un «dipendente del locale», impegnato «nella security», si legge nella recente inchiesta «All inside» della Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Reggio Calabria. All'Hollywood, la pistola sarà al sicuro, è convinto Pesce, poi fermato dai carabinieri, fermato in tempo: era salito dalla Calabria per vendicare un affronto, vendicarlo a modo suo, ammazzando. Lo prendono vicino a corso Como. Due minuti prima aveva affidato l'arma e si era così raccomandato: «Andrea tieni, posamela, quando te la chiedo ogni volta che salgo vengo qua e me la prendo».

La coca e la fila in bagno per pippare. Le prostitute. I pestaggi dei body-guard. Le confessione di tante belle (Belen, Fernanda Lessa, modelle e modelline) sull'assunzione di droga. Ma cos'altro ancora c'è? Le indagini lasciano per adesso in sospeso l'Hollywood e il The Club, l'altra discoteca chiusa per droga, sesso e mazzette; girano, le indagini, un po' per la città. Verso altre zone del divertimento: quella che dalla stazione Centrale corre lungo via Vittor Pisani, o quella del Naviglio Pavese. Cercano intanto di capire, gli inquirenti, se sia stato mutuato il modus operandi riscontrato all'Hollywood con «la falsa complicazione e retrodatazione del registro di manutenzione degli impianti». Quante sono le discoteche, a Milano, non a norma oppure ristrutturate e strutturalmente modificate senza chiedere, e avere, il minimo permesso? Quale il numero reale dei beneficiari del sistema-Citterio? Rudi Citterio, agli arresti domiciliari nella sua casa affacciata sul Duomo, ex potente presidente del sindacato dei locali da ballo, secondo l'accusa è «uomo accecato dalla bramosia di potere e di denaro» nonché «dall'intento di soddisfare una carriera fulminea che lo porti alla direzione di centri di poteri politico-amministrativo».

Si avvaleva di funzionari del Comune, Citterio. E non soltanto. Dall'inchiesta, in base «a segnalazioni pervenute» al magistrato «dalla Squadra Mobile di Milano», spunta il nome di Massimo Cataldi, dirigente di un commissariato e, dunque, dipendente dalla stessa Questura. Stando alle carte firmate dal pm Frank Di Maio, Cataldi risulta indagato con l'accusa di «illecite informazioni trasmesse a Citterio in merito alle indagini che lo riguardano». Il dirigente, contattato dal Corriere, ha detto: «Sono perplesso. Non ho ricevuto nessun avviso di garanzia. Citterio? Lo conosco così come conosco tante altre persone».Citterio lo conoscono, e bene, tanti della politica milanese e nazionale, come si evince dagli atti. L'inchiesta punta a scoprire eventuali pressioni per risolvere problemi - come bolli, tasse, autorizzazioni non a posto - in locali amici.

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