lunedì 20 dicembre 2010

Inter al lavoro per sostituire Benitez Spalletti in pole,poi Leonardo-Zenga

Il rapporto tra Benitez e Moratti sembra giunto al capolinea
Lo strappo con il tecnico iberico è definitivo. Fra le ipotesi del dopo Rafa spunta anche Baresi come "traghettatore". E Capello sfuma

MILANO
«Oggi non parlo, state tranquilli non voglio creare polemiche. Auguri a tutti». Massimo Moratti non ha risposto ai giornalisti che assediavano gli uffici milanesi della Saras in attesa di sviluppi sull'affaire Benitez.

Il presidente nerazzurro non ha digerito lo sfogo «intempestivo» del tecnico spagnolo ed è sempre più orientato all'esonero, ormai dato per certo dai bookmakers che lo quotano a 1.10. Lo strappo che si è consumato in un clima irreale dopo la vittoria del Mondiale per club sembra ormai definitivo. In queste ore il club nerazzurro vive un singolare paradosso: la squadra che si è appena laureata campione del mondo è (quasi) senza allenatore.

Adesso il rebus riguarda il possibile sostituto di Benitez, che si è tolto più di un sassolino dalla scarpa: «Quattro acquisti subito o l'Inter parli con il mio procuratore», ha tuonato da Abu Dhabi, alludendo alla mancata campagna acquisti di questa estate. Il tecnico spagnolo non ha digerito la disparità di trattamento rispetto a Mourinho: ogni capriccio dello Special One (Quaresma incluso) era assecondato da Moratti. Le richieste, tutto sommato sostenibili, del tecnico spagnolo sono invece state rispedite al mittente. E non può esserci di mezzo solo il fair play finanziario.

Sembra improbabile, dunque, che l'Inter prenda in mano la lista della spesa di Benitez e ne esaudisca i desideri: il destino del tecnico è ormai segnato. I nomi per la successione sono tre, dopo che la pista Capello si è sgonfiata. Il più accreditato è quello di Spalletti, vincitore del campionato russo con lo Zenit San Pietroburgo. L'unico ostacolo sarebbe l'ingaggio: l'ex tecnico romanista è stato ricoperto di rubli (ingaggio annuale da 4,1 milioni di euro) e lascerebbe la Russia solo in presenza di garanzie tecniche ed economiche.

Altra ipotesi gradita a Moratti è quella che porta a Leonardo, elogiato in più di un'occasione. Il suo passato rossonero non è così ingombrante e il numero uno nerazzurro ne apprezza lo stile e la capacità di dialogo. Il terzo nome sul taccuino di Moratti e Branca è quello di Zenga, ex gloria nerazzurra, che conosce già l'ambiente. L'unico rebus riguarda l'esperienza dell'Uomo Ragno, attualmente sulla panchina dell'Al-Nassr, che ha allenato molti club europei, ma nessuno di alto livello. Non è poi da escludere l'ipotesi di un traghettatore interno al club (Beppe Baresi, attualmente allenatore in seconda) che porti a termine il campionato prima di affidare il progetto nerazzurro a un nuovo tecnico.

Il tecnico spagnolo intanto si difende: «Ho parlato con Moratti prima della partita. Dopo se ne è andato direttamente in aereo e la mia unica possibilità era quella di dire tutto in pubblico. Con lui avevo già parlato al momento opportuno. Gli avevo spiegato quale era il mio progetto. Il presidente mi aveva risposto che, venendo dall'Inghilterra, sarei stato un manager». Benitez, che ancora si sente l'allenatore dell'Inter, rompe il silenzio dopo la sfuriata seguita alla vittoria dei neroazzurri al Mondiale per Club svoltosi ad Abu Dhabi. Il tecnico, che ha concesso una lunga intervista in Spagna a Radio Onda Cero, cerca di spiegare il suo stato d'animo in queste giornate convulse, nelle quali si dà per certo un suo esonero dalla carica di allenatore dell'Inter: «Il mio progetto si basava sull'acquisto di una serie di giocatori pronti subito e di alcuni giovani per i prossimi due anni, abbassando il monte ingaggi. A Moratti la cosa è piaciuta molto da subito. Con lui resta una buona relazione e mi ha sempre detto che, spesso, in molti osservavano che la mia Inter giocava il miglior calcio degli ultimi 15-20 anni. Che eravamo il Barcellona d'Italia».

con lastampa.it

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