sabato 24 maggio 2008

Il Manifesto di Euston - Mondo Futuro News

Il Manifesto di Euston

Per un rinnovamento della politica progressista
Traduzione: Eugenio Mastroviti



A. Preambolo


Siamo democratici e progressisti, e quello che proponiamo in questo documento e` un allineamento politico del tutto nuovo. Molti di noi appartengono alla Sinistra, ma i principi che intendiamo stabilire non sono esclusivi; intendiamo anzi stabilire un contatto al di la` della sinistra socialista, verso i liberali egalitari e tutti coloro il cui impegno per la democrazia non contiene alcuna ambiguita`. Di piu`, il riallineamento dell'opinione progressista che costituisce il nostro obiettivo implica che si tracci una linea di demarcazione fra le forze della sinistra che rimangono fedeli ai propri valori autentici, e quelle correnti che di recente hanno mostrato un'eccessiva flessibilita` riguardo a questi valori; implica che si faccia causa comune con tutti i veri democratici, socialisti o no.

Questa iniziativa trova le sue radici e la sua base iniziale di sostenitori in Internet, specialmente nella 'blogosfera'. E` nostra impressione, tuttavia, che questa base non abbia voci rappresentative nei media e nei luoghi tradizionali di discussione della politica.
Le affermazioni di principio che seguono costituiscono una dichiarazione di intenti, e servono ad inaugurare un sito Internet che servira` da aggregatore per le correnti di opinione che speriamo di rappresentare e per i diversi blog e siti che supportano questo invito ad un riallineamento della politica progressista.

B. Principi generali

1. Per la democrazia

Ci impegnamo a favore delle regole, procedure e strutture democratiche - liberta` di opinione e di associazione, libere elezioni, separazione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario e separazione di Stato e religione. Attribuiamo grande valore alle tradizioni e istituzioni, eredita` di un buon governo, di quelle nazioni in cui la democrazia liberale e pluralista ha fatto presa.

2. Nessuna scusa per la tirannia
Ci rifiutiamo di cercare scuse, di mostrare indulgenza, di 'comprendere' i regimi reazionari e i movimenti per cui la democrazia e` un nemico da odiare - regimi che opprimono la propria popolazione e movimenti che mirano a farlo. Tracciamo una linea di demarcazione ben definita fra noi e quelle voci della sinistra liberale che sono rapide ad offrire apologie per simili forze politiche.

3. Diritti umani per tutti
Riteniamo che i diritti umani fondamentali codificati nella Dichiarazione Universale siano, appunto, universali, vincolanti per tutti gli Stati e i movimenti politici, e in effetti per ogni singolo essere umano. Le violazioni di questi diritti sono da condannare senza riguardo per chi ne sia responsabile o per il contesto culturale in cui avvengono. Rifiutiamo il sistema di due pesi e due misure secondo cui opera molta della sedicente opinione pubblica progressista, che tende regolarmente a deplorare molto di piu` le violazioni - sicuramente gravi e reali - commesse a occidente che quelle commesse altrove, per quanto evidentemente maggiori. Respingiamo anche la visione culturalmente relativista secondo cui estendere questi diritti umani basilari a tutti non sarebbe compatibile con determinate nazioni o popolazioni.

4. Uguaglianza
Aderiamo ad una politica generalmente egualitaria. Abbiamo fra gli obiettivi a lungo termine il progresso nei rapporti fra i sessi (fino a realizzare l'uguaglianza completa di genere), fra differenti comunita` etniche, fra gli aderenti alle varie affiliazioni religiose, inclusi i non aderenti ad alcuna, e fra persone di ogni orientamento sessuale - ed una piu` diffusa uguaglianza sociale ed economica. Lasciamo aperta, viste le differenze di punti di vista fra di noi, la questione del miglior assetto economico per garantire questa piu` diffusa uguaglianza, ma sosteniamo gli interessi dei lavoratori ed il loro diritto ad organizzarsi in difesa di questi interessi. I sindacati democratici sono le fondamenta necessarie per la difesa degli interessi dei lavoratori, e sono una delle forze piu` importanti per la difesa dei diritti dell'uomo, la promozione della democrazia e l'internazionalismo egalitario. I diritti dei lavoratori sono a tutti gli effetti diritti dell'uomo. L'adozione universale delle Convenzioni Internazionali delle Organizzazioni Sindacali - oggi quotidianamente ignorate da governi in tutto il pianeta - e` una delle nostre priorità. Siamo impegnati nella difesa dei diritti dei bambini e nella protezione dalla schiavitu` sessuale e da ogni forma di abuso istituzionalizzato.

5. Sviluppo per la libertà
Prendiamo posizione per lo sviluppo economico globale come condizione per la liberta` e contro l'oppressione economica strutturale e la degradazione ambientale. Non si puo` permettere all'espansione corrente dei mercati globali e del libero scambio di servire gli interessi ristretti di una piccola elite corporativa nel mondo sviluppato e dei loro clienti nei Paesi in via di sviluppo. I benefici dello sviluppo su vasta scala attraverso l'espansione del commercio globale devono essere distribuiti quanto piu` ampiamente possibile per servire gli interessi sociali ed economici degli operai, degli agricoltori e dei consumatori in tutti i paesi. Dalla globalizzazione deve conseguire l'integrazione sociale globale ed un impegno per la giustizia sociale. Sosteniamo la riforma radicale delle principali istituzioni di controllo economico globale (Organizzazione Mondiale per il Commercio, Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale) per realizzare questi obiettivi e sosteniamo il commercio equo e solidale, un incremento della cooperazione allo sviluppo, la cancellazione del debito e la campagna per cancellare la poverta` (Make Poverty History). Lo sviluppo può portare ad un incremento nell'aspettativa di vita e nella qualita` stessa della vita, rendendo meno pesante il lavoro e accorciando le giornate lavorative. Può donare liberta` ai giovani, possibilità di sperimentare cambiamenti agli adulti e sicurezza agli anziani, espandere gli orizzonti e le opportunita` di viaggiare ed aiutare a 'trasformare gli sconosciuti in amici'. Lo sviluppo globale deve essere sempre perseguito in maniera compatibile con i principi della crescita sostenibile.

6. Opposizione all'antiamericanismo
Rifiutiamo senza se e senza ma l'antiamericanismo che sembra aver contagiato tanta parte del pensiero della sinistra liberale (e parti di quello conservatore). Non si tratta qui di vedere gli Stati Uniti come società-modello. Siamo coscienti dei problemi e dei fallimenti di quella societa`, ma sono problemi e fallimenti comuni almeno in parte a tutto il mondo sviluppato. Gli Stati Uniti sono un grande Paese, sede di una democrazia forte con una nobile tradizione alle spalle, che puo` vantare durevoli successi sociali e politici. La popolazione degli USA ha prodotto una cultura viva e vibrante che porta piacere, ispirazione e a volte invidia a milioni di persone in tutto il mondo. Il fatto che la politica estera degli Stati Uniti spesso abbia contrastato i movimenti ed i governi progressisti in favore di forze autoritarie non giustifica un pregiudizio generalizzato contro il Paese o la sua popolazione.

7. Due popoli, due Stati
Riconosciamo il diritto all'autodeterminazione sia per il popolo ebraico che per quello palestinese nell'ambito della soluzione dei due Stati. Non vi potra` essere una soluzione ragionevole al conflitto israelo-palestinese finche` si cerchera` di subordinare o eliminare i diritti e le legittime aspirazioni di una delle due parti.

8. Contro il razzismo
Per i liberali e la sinistra, l'antirazzismo è assiomatico. Siamo contro ogni forma di pregiudizio e comportamento razzista: il razzismo anti-immigrati della destra; il razzismo tribale ed interetnico; il razzismo contro le persone provenienti da Paesi musulmani o contro loro discendenti, particolarmente quando si usa la scusa della Guerra al Terrorismo. Il risorgere recente di un'altra, antica forma di razzismo, l'antisemitismo, non è stato ancora riconosciuto da parti della sinistra e del pensiero liberale. Alcuni sfruttano le legittime rivendicazioni del popolo palestinese sottoposto all'occupazione militare israeliana, e nascondono il pregiudizio contro gli ebrei sotto la formula dell'anti-sionismo. Siamo contro anche questa forma di razzismo - come dovrebbe essere ovvio.

9. Uniti contro il terrorismo
Siamo contro tutte le forme di terrorismo. L'attacco deliberato alla popolazione civile e` un crimine secondo la legge internazionale e secondo tutte le leggi di guerra, e non puo` essere giustificato con l'argomentazione che viene commesso in difesa di una giusta causa. Oggi si e` diffuso il terrorismo ispirato dall'ideologia islamista, che minaccia i valori democratici, la vita e la liberta` delle persone in diversi Paesi. Questo non giustifica alcun pregiudizio nei confronti dei musulmani, che di questo terrorismo sono le vittime principali, e fra i quali si possono trovare alcuni dei suoi oppositori piu` coraggiosi. Ciononostante, come tutte le forme di terrorismo, questa e` una minaccia che deve essere combattuta, non scusata.

10. Un nuovo internazionalismo
Siamo in favore di una politica internazionalista e di una riforma della legislazione internazionale nell'interesse di una diffusione globale della democrazia e dello sviluppo. L'intervento umanitario, laddove necessario, non deve infrangere la sovranita` nazionale quanto piuttosto inquadrarla nell'ambito delle necessita` di vita in comune dei popoli di questo pianeta. Se uno Stato fa il minimo necessario per proteggere l'esistenza dei propri cittadini (non tortura o assassina la propria popolazione civile e ne soddisfa le esigenze basilari per la sopravvivenza), la sua sovranita` nazionale va rispettata; se tuttavia questo Stato viola atrocemente tale diritto all'esistenza, esso rinuncia automaticamente ad ogni pretesa di sovranita` su quella popolazione, e la comunita` internazionale ha il preciso dovere di intervenire e soccorrere. Passata una data soglia di atrocita`, abbiamo un basilare 'dovere di proteggere'.

11. Apertura
Respingiamo l'idea che non vi possa essere contrasto fra diverse parti della sinistra: abbiamo fatto tesoro della lezione disastrosa delle apologie per lo stalinismo ed il maoismo cosi` come di esercizi intellettuali piu` recenti fatti nello stesso spirito (alcune delle reazioni ai crimini dell'11 Settembre, la ricerca di scuse e giustificazioni per i terroristi suicidi, le riprovevoli alleanze instaurate all'interno del movimento contro la guerra con fautori della teocrazia e dell'illiberalismo). Respingiamo alla stessa maniera l'idea che non vi possa essere un'apertura verso idee e individui a destra. Esponenti della sinistra che fanno causa comune con, o elaborano giustificazioni per, forze antidemocratiche dovrebbero essere criticati con forza e chiarezza. Allo stesso modo, dobbiamo prestare attenzione alle voci del pensiero liberale ed anche conservatore se queste contribuiscono al rafforzamento di norme e pratiche democratiche e alla lotta per il progresso umano.

12. Per la verità storica
Nel ricollegarci con le origini umaniste del movimento per il progresso umano, dobbiamo enfatizzare il dovere del rispetto che un vero democratico ha per la verita` storica. Non sono solo i fascisti, i negazionisti dell'olocausto e i loro simili ad aver cercato di offuscare i fatti storici. Una delle tragedie della sinistra e` che la sua reputazione su questo punto e` stata gravemente compromessa dal movimento comunista internazionale, ed alcuni ancora non hanno imparato la lezione. Onesta` politica e trasparenza sono obblighi primari per noi.

13. Per la libertà delle idee
Sosteniamo la liberta' delle idee, pilastro del pensiero liberale. E` piu` necessario che mai che oggi, almeno entro le abituali restrizioni della diffamazione e dell'incitamento alla violenza, le persone siano libere di criticare le idee e le strutture ideologiche altrui. Questo include la liberta` di criticare le religioni: specifiche religioni come la religione in generale. Il rispetto per gli altri non implica il dovere di osservare il silenzio sulle loro credenze quando non le si condivide.

14. Open Source
Come parte del libero scambio di idee, e allo scopo di incoraggiare imprese intellettuali comuni, sosteniamo lo sviluppo aperto di software ed altri prodotti della creativita` umana, e ci opponiamo alla brevettabilita` di geni, algoritmi e fenomeni e prodotti naturali. Ci opponiamo all'estensione retroattiva delle leggi sulla proprieta` intellettuale a sostegno degli interessi finanziari delle grandi corporazioni detentrici della maggioranza dei copyright. Il modello open source e` collettivo e competitivo, collaborativo e meritocratico. Non e` un'idea astratta ma una realta` provata che ha creato beni d'uso comune la cui utilita` e robustezza hanno ampiamente superato la prova del tempo. Di piu`, i concetti comuni su cui si basa il lavoro della comunita` scientifica che ha dato origine al movimento Open Source hanno ben servito il progresso umano per secoli.

15. Un'eredità preziosa
Respingiamo la paura della modernita`, la paura della liberta`, l'irrazionalismo, la subordinazione delle donne; riaffermiamo le idee che sono state il grido di battaglia delle rivoluzioni democratiche del Diciottesimo Secolo: liberta`, uguaglianza e fratellanza; diritti umani; ricerca della felicita`. Queste idee ed ispirazioni sono diventate eredita` di tutti noi grazie alle trasformazioni socialdemocratiche, egalitarie, femministe ed anticolonialiste del Diciannovesimo e Ventesimo Secolo - grazie alla ricerca della giustizia sociale, alla creazione dello Stato assistenziale, alla solidarieta` di uomini e donne, al concetto che nessuno dovrebbe essere escluso, nessuno lasciato indietro. Noi sosteniamo fino in fondo questi valori, ma non siamo dei fondamentalisti: sposiamo le idee e i valori della libera ricerca, del dialogo aperto e del dubbio creativo, riconosciamo la necessita` di aver cura nell'emettere giudizi, e l'impossibilita` di applicare soluzioni semplici, o completamente soddisfacenti, alle complessita` del mondo. Ci opponiamo senza mezzi termini ad ogni pretesa di avere in mano la verita' indiscussa o indiscutibile.

C. Elaborazioni

Noi difendiamo le democrazie liberali e pluraliste contro tutti coloro che cercano di minimizzare le differenze fra queste e regimi tirannici o totalitari, ma ci rendiamo conto che queste democrazie hanno a loro volta le loro manchevolezze. La lotta per lo sviluppo di istituzioni piu` democratiche, per dare maggior potere o voce a chi oggi non ne ha, e` una parte permanente dei programmi della sinistra.

Le fondamenta sociali ed economiche su cui le democrazie liberali si sono sviluppate sono contraddistinte da profonde diseguaglianze di ricchezza e reddito e dalla sopravvivenza di privilegi immeritati. A loro volta, le diseguaglianze globali sono uno scandalo per la coscienza dell'umanita`. Milioni di persone vivono in assoluta poverta`; ogni settimana decine di migliaia di persone - in particolare bambini - muoiono di malattie curabili; disparita` economiche fra individui e fra nazioni comportano una distribuzione ineguale e arbitraria delle possibilita` di vita e realizzazione personale.

Tutti questi fatti costituiscono un atto di accusa contro la comunita` internazionale. A sinistra, coerentemente con le nostre tradizioni, lottiamo per la giustizia e per una possibilita` dignitosa di vita per tutti; coerentemente con quelle stesse tradizioni, dobbiamo lottare contro le forze di una tirannia totalitaria che stanno nuovamente avanzando. Entrambe le battaglie devono essere combattute: non se ne puo` sacrificare una in favore dell'altra.

Noi respingiamo l'opinione che gli eventi dell'11 Settembre 2001 fossero un meritato contrappasso per gli Stati Uniti, o che fossero 'comprensibili' in nome di questa o quella legittima rimostranza contro la politica estera americana. Cio` che fu portato a termine quel giorno e` ne` piu` ne` meno che una strage, motivata da un'inaccettabile ideologia fondamentalista e non giustificabile in alcuna maniera, un fatto che non puo` e non deve essere mascherato in fraseologie evasive.

Gli estensori di questo documento hanno preso posizioni diverse sull'intervento in Iraq, alcuni a favore, alcuni contro. Riconosciamo che era possibile dissentire sulle giustificazioni per l'intervento, sulla maniera in cui e` stato eseguito, sulla pianificazione (o l'assenza di pianificazione) della fase di ricostruzione, e sulle prospettive per la creazione di un sistema democratico. Siamo tutti, comunque, concordi nell'identificare le caratteristiche reazionarie, protofasciste e criminali del regime baathista iracheno, e affermiamo che il suo rovesciamento e` stato una liberazione per il popolo iracheno. Siamo anche uniti nell'opinione che dal giorno della caduta di Saddam, la priorita` per ogni liberale e appartenente alla sinistra avrebbe dovuto essere la battaglia per porre in essere in Iraq un sistema politico democratico e per favorire la ricostruzione delle infrastrutture, per creare, dopo decenni di oppressione brutale, una situazione quotidiana che chi vive nei Paesi occidentali da` per scontata, piuttosto che insistere all'infinito sull'opportunita` o meno di intervenire.

Questo ci pone in opposizione non solo a coloro che, a sinistra, si sono espressi apertamente in favore delle bande di delinquenti baathisti e di jihadisti che costituiscono la cosiddetta Resistenza irachena, ma anche a coloro che cercano in ogni modo di rendersi equidistanti fra queste forze e quelle che cercano di creare in Iraq le condizioni per l'evoluzione del processo democratico. Non vogliamo neanche essere associati con coloro che a parole si dicono in favore di questo processo democratico, ma dedicano la stragrande maggioranza del proprio tempo a criticare gli avversari politici domestici (responsabili, si suppone, di tutto cio` che non va in Iraq) ed osservano un rispettoso silenzio a proposito delle forze della 'resistenza' irachena. I molti oppositori, a sinistra, del cambio di regime in Iraq che si sono dimostrati incapaci di capire le considerazioni che hanno portato altri, sempre a sinistra, a sostenerlo, distribuendo anatemi e scomuniche e di recente esigendo scuse pubbliche e dichiarazioni di pentimento, tradiscono gli stessi valori democratici che dicono di sostenere.

Il vandalismo contro le sinagoghe e i cimiteri ebraici e gli attacchi agli ebrei sono in aumento in Europa. L'antisionismo si e' ormai sviluppato ad un punto tale che organizzazioni che dovrebbero appartenere alla sinistra non si fanno problemi ad invitare oratori apertamente antisemiti ed a stringere alleanze con organizzazioni apertamente antisemite. Fra persone istruite ed influenti e` possibile trovare chi sostiene che la guerra in Iraq e` stata combattuta in nome di interessi ebraici, o chi fa 'educate' e sottili allusioni all'effetto negativo dell'influenza ebraica sulle relazioni internazionali - osservazioni del tipo che per oltre 50 anni dopo l'Olocausto nessuno avrebbe potuto fare senza essere esposto al pubblico ludibrio. Noi ci opponiamo a tutte queste forme di bigottismo.

La violazione dei diritti umani fondamentali ad Abu Ghraib, a Guantanamo e nel corso delle pratiche di rendition deve essere recisamente condannata per quello che e`, la violazione e l'abbandono di quei principi universali per la cui creazione gli stessi Paesi occidentali, e in particolare gli USA, portano la maggior parte del merito. Ma noi respingiamo il doppio standard con cui molti oggi a sinistra identificano quelle commesse dalle democrazie occidentali come le peggiori violazioni dei diritti umani, mentre mantengono il silenzio, o protestano in sordina, contro violazioni ben peggiori commesse altrove. Questa tendenza ha raggiunto un punto tale che un portavoce ufficiale per Amnesty International, un'organizzazione che merita e riceve enorme rispetto a livelo mondiale per i decenni di lavoro svolto in difesa dei diritti umani, puo` fare pubblicamente un paragone fra Guantanamo e i gulag, puo` affermare che le misure legislative prese dagli USA e dalle altre democrazie liberali nel corso della guerra al terrorismo costituiscono un'aggressione ai diritti umani peggiore di qualsiasi cosa si sia vista negli ultimi 50 anni, e puo` essere difeso in queste affermazioni da voci della sinistra liberale.

D.Conclusione

E` vitale per il futuro della politica progressista che chi condivide posizioni liberali, egalitarie ed internazionaliste si faccia sentire. Dobbiamo definire noi stessi in contrapposizione a coloro per cui l'intero programma progressista e democratico e` stato subordinato e totalmente uniformato ad un semplicistico 'anti-imperialismo' e/o all'ostilita` verso l'attuale amministrazione USA. I valori e gli obiettivi che dovrebbero far parte di quel programma - i valori della democrazia, dei diritti umani, la lotta contro il privilegio ed il potere senza responsabilita`, la solidarieta` con chi combatte tirannia e oppressione - sono cio` che per lungo tempo ha definito l'unica sinistra a cui valesse la pena di appartenere.


UPDATE: non mi ero reso conto che durante il copincolla alcuni simboli erano stati sostituiti da punti interrogativi. Spero di aver corretto tutti gli errori


Pubblicato da Eugenio Mastroviti
http://inminoranza.blogspot.com/
La fonte original de Manifesto: QUI

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