martedì 14 dicembre 2010

IMMIGRATI Dalla colf al muratore, porte aperte ad altri ottantamila stranieri

Pronto il nuovo decreto flussi del governo. Gli ingressi nel 2011. I posti: 30
mila per le badanti, 50mila per le nazionalità privilegiate

Dalla colf al muratore, porte aperte ad altri ottantamila stranieri
ROMA - L'Italia riapre le sue porte. Per migliaia di extracomunitari riparte
la "lotteria delle quote": entro fine mese verrà, infatti, approvato il decreto
flussi 2010. Una sorpresa, dopo due anni di chiusura totale. I posti in palio?
Ottantamila, di cui 30mila per colf e badanti e 50mila per i lavoratori delle
nazionalità privilegiate.

Con il decreto flussi l'Italia fissa ogni anno le quote di extracomunitari,
che possono entrare per motivi di lavoro subordinato o autonomo. Insomma è
rivolto a chi si trova all'estero e vuole venire nel nostro Paese a lavorare.
In realtà, come sanno bene gli immigrati e i datori di lavoro, il decreto è da
anni (vista la rarità delle sanatorie) l'unica chance per uscire dalla
clandestinità e mettersi in regola. L'iter però non è semplice, né privo di
rischi: si presenta domanda d'assunzione, si rientra nelle quote, si esce
dall'Italia col nulla osta e si rientra con un visto d'ingresso. Insomma, si
esce clandestini, si rientra regolari. Sempre che, attraversando le frontiere,
non ti venga consegnato un foglio d'espulsione. A vincere la lotteria sono però
in pochi. Di fronte ai ridotti posti in palio, infatti, le domande sono sempre
una valanga. Un esempio? Nel 2007 su 170mila quote, le richieste d'assunzione
presentate sono state oltre 740mila.

L'ultimo decreto flussi risale al 2008: 150mila i posti messi allora a
disposizione. Poi sono seguiti due anni di black out: nessuna quota. Stop agli
ingressi. Un'apertura parziale è arrivata
con la sanatoria 2009, limitata però a colf e badanti: 294mila le domande
presentate, di cui 180mila per colf e 114mila per badanti. Ora a sorpresa il
governo riapre i cancelli del Paese. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni,
qualche giorno fa aveva infatti annunciato "ingressi limitatissimi e solo per
colf e badanti". E così i tecnici del Viminale si sono messi al lavoro.
Il nuovo decreto flussi è pronto. Sarà datato 2010, scritto e approvato entro
fine dicembre, salvo sorprese. La pubblicazione in Gazzetta ufficiale dovrebbe
però slittare agli inizi del nuovo anno. Le quote? Basse: dovrebbero essere
limitate a 80mila lavoratori subordinati o autonomi. Così divisi: 30mila posti
per colf e badanti, 50mila per i lavoratori provenienti da quei Paesi che hanno
sottoscritto accordi di cooperazione con l'Italia. Verranno inoltre convertiti
in permessi per lavoro subordinato 5/6mila permessi di soggiorno per studio.

Non è tutto. Anche quest'anno tutta la procedura sarà esclusivamente on line:
nessuna fila alle questure insomma. Il click day dovrebbe essere a febbraio
2011. La corsa alle quote è assicurata. Il tempo di smaltimento delle pratiche,
meno: colpa del taglio dei lavoratori a tempo determinato del Viminale,
annunciato per fine dicembre. Ieri i 650 "precari dell'immigrazione" hanno
scioperato: sono loro a mandare avanti il lavoro degli sportelli unici per
l'immigrazione nelle prefetture. Ma, salvo proroghe, nel 2011 andranno tutti a
casa.

Il nuovo decreto piace alle associazioni. "Che si faccia è sicuramente una
buona notizia, che aspettavamo da tempo e risponde a una logica di buon senso -
afferma Andrea Olivero, presidente nazionale Acli - è la conferma che la
presenza degli immigrati è una risorsa necessaria per il Paese, per il mondo
produttivo e per le famiglie. Speriamo che le vicende politiche di queste ore,
comunque si risolvano, non compromettano il lavoro fatto. Certo i numeri
sembrerebbero limitati, se confrontati con quelli degli scorsi anni.
Probabilmente si vuole colmare la differenza con gli immigrati già presenti in
Italia, che hanno perso nel frattempo il lavoro a causa della crisi. A questo
punto sarebbe coerente prolungare per loro i tempi di scadenza del permesso di
soggiorno, per consentirgli di non perdere la condizione di regolarità".
con repubblica.it

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