lunedì 13 dicembre 2010

WIKILEAKS Gli hacker in guerra per difendere Assange

Pirati informatici scatenati contro le banche che hanno bloccato i pagamenti al sito. I primi ad essere colpiti sono stati i siti delle carte di credito. Ma la guerriglia in rete rischia di estendersi dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINI

Gli hacker in guerra per difendere Assange Attivisti indossano le maschere del gruppo hacker "Anonymous"
NEW YORK - In Olanda la polizia ha arrestato un ragazzo di 16 anni, coinvolto nei massicci attacchi di hacker che hanno paralizzato i siti delle carte di credito Visa e MasterCard. In America uno dei "capi cellula" lavora in una casa di assistenza per handicappati nel Montana. A Londra il 22enne che si fa chiamare "Coldblood" promette un "Internet aperto e liberato dalle interferenze delle multinazionali e dei governi". Sono i militanti della nuova Internazionale rivoluzionaria. Un esercito immenso, capillare e semiclandestino, pronto a colpire di sorpresa.

È uscito allo scoperto per difendere WikiLeaks, e promette di fare molto peggio. I raid paralizzanti contro PayPal, Visa e MasterCard denominati "operazione castigo" (una rappresaglia perché quelle società hanno bloccato i versamenti a WikiLeaks), sono solo un'avvisaglia di quel che verrà. La prossima tappa: se la polizia inglese accetta la richiesta di estradizione in Svezia di Julian Assange, minacciano, la vendetta dell'Internazionale libertaria sarà spaventosa. Eppure Assange ha preso le distanze da loro. Di certo non è lui il capo di questo movimento, molto più antico e ramificato di WikiLeaks. Assange è solo un loro eroe momentaneo, il martire che l'Internazionale degli hacker ha deciso di difendere contro una repressione dipinta come il preludio a un grande Stato di polizia.

Tra le sigle più rappresentative di questo movimento spicca "Anonymous", un gruppo che si è
distinto per gli attacchi particolarmente micidiali che hanno messo Ko i siti delle carte di credito.

con repubblica.it

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