martedì 7 settembre 2010

Calcio: Brian Laudrup ha un tumore L'ex calciatore danese di Fiorentina e Milan, ha scoperto a 41 anni di avere un linfoma. «Sarà dura battaglia»

Collezionò 82 presenze in nazionale. vinse l'europeo del 1992

Calcio: Brian Laudrup ha un tumore

MILANO - L'ex calciatore danese Brian Laudrup ha annunciato di avere un tumore. Laudrup, 41 anni, ha dichiarato all'emittente danese TV3 di essere in cura per una forma di cancro linfatico. Si è detto «scioccato» per la diagnosi ma «convinto di poter vincere la battaglia» contro la malattia. L'ex giocatore, fratello minore di Michael, ha collezionato 82 presenze con la maglia della Nazionale segnando 21 gol. Ha fatto parte della selezione che ha trionfato agli Europei del 1992. Nel corso della sua carriera ha vestito le maglie di Brondby, Bayer Uerdingen, Bayern Monaco, Fiorentina, Milan, Rangers Glasgow e Chelsea.

FIDUCIOSO IN UN DECORSO POSITIVO - Laudrup è stato rassicurato dai medici sul possibile decorso positivo della sua malattia per il fatto che la sua forma di linfoma è stata diagnosticata ad uno stadio molto iniziale e quindi è possibile intervenire subito per evitare una diffusione del tumore.

Gabriel Garko aggredito da sconosciuti nella sua villa ai Castelli Romani

«Da tempo ricevevo minacce anonime, non le avevo
prese sul serio: non credevo potessero farmi del male»

ROMA - Aggredito da uno sconosciuto nel parco della sua villa ai castelli romani. È accaduto domenica notte all'attore Gabriel Garko mentre stava rientrando a casa (era appena tornato a Roma da Venezia, dove aveva partecipato al festival del cinema) e si trovava ancora nella sua auto: un uomo ha infranto i vetri del finestrino della macchina «minacciando di ferirmi seriamente», ha spiegato lo stesso attore 36enne.

MOMENTI DI PAURA - «Mi sono veramente spaventato - ha raccontato Garko, all'anagrafe Dario Gabriel Oliviero -. Non pensavo che qualcuno potesse farmi del male e da qualche tempo ricevo delle lettere anonime di minaccia ma fino ad ora non le avevo prese sul serio». L'attore, popolare soprattutto tra il pubblico femminile per la serie tivù «L'onore e il rispetto», è protagonista della nuova fiction in onda in questi giorni «Il peccato e la vergogna», con Manuela Arcuri. Sull'episodio sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri.

Gossip: La Marcuzzi su Facchinetti: «Coppia dell'anno? Non possiamo solo piacerci?» La presentatrice: «I giornali hanno esagerato. Si sta correndo un po’ troppo per i miei gusti»

La Marcuzzi su Facchinetti: «Coppia dell'anno? Non possiamo solo piacerci?»

La presentatrice: «I giornali hanno esagerato. Si sta correndo un po' troppo per i miei gusti».
La copertina di Vanity Fair
La copertina di Vanity Fair

MILANO - La storia d'amore dell'estate, in grado di oscurare persino le vicende Rodriguez-Corona: pagine e pagine di giornali con le foto di Alessia Marcuzzi in Val Badia insieme a Francesco Facchinetti, il conduttore di X Factor. La testimonianza di un rapporto che lei, dopo essere stata finora in silenzio, ha accettato di commentare solo per Vanity Fair, che le dedica la copertina in edicola dall'8 settembre.

La copertina di Chi
La copertina di Chi
«Con Francesco c'era stato uno scambio di sms. Dopo però è arrivato a Ibiza. Io ero in vacanza con le ragazze e mio figlio, pensavo al massimo che avrei frequentato alcuni amici, anche loro lì sull'isola con i bambini». E invece, con Facchinetti, che cosa è successo? «Un mio amico mi aveva detto che Francesco conosceva qualcuno di Facebook Italia che poteva aiutarmi a risolvere un problema sul mio account: avevano cancellato il mio profilo perché pensavano fossi una che si spacciava per la Marcuzzi. Avevo scritto per protestare, ma nessuno mi credeva. Era luglio, ci siamo sentiti, e Francesco mi ha aiutato a sistemare la cosa. Ci siamo rivisti proprio a Ibiza, a casa di amici, e ci siamo piaciuti». Certi scatti sono talmente nitidi e ravvicinati da far nascere il sospetto di un servizio concordato con i paparazzi. «Ma non è andata così. Certo, non sono Biancaneve, e immaginavo che i fotografi potessero essere sulle nostre orme: persino i turisti ci riprendevano con il telefonino. Semplicemente, a un certo punto ci siamo detti: chissenefrega».

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Ammetterà, però, che la tentazione di vederci sotto dell'altro è umana: i due conduttori degli show rivali delle due aziende... Nessuna strategia promozionale? «Per me sarebbe una cosa inconcepibile. Non faccio certi calcoli, sono i giornali che ci hanno definito "la coppia dell'anno". Ma due non si possono semplicemente piacere, avere un'attrazione fisica, condividere una passione?». I giornali hanno scritto «innamorati pazzi», «insieme verso una vita a due». «I giornali hanno esagerato. Si sta correndo un po' troppo per i miei gusti. È vero, del resto, che non ho detto nemmeno una parola sull'argomento – né intendo dirne altre, dopo questa intervista – ed è ovvio che sotto le foto, chi fa le didascalie, qualcosa deve pur scrivere. Ma secondo lei, in tre settimane di storia, è possibile pianificare una vita insieme? E soprattutto, posso farlo io? Non sono un'Alessia diversa da quella di un mese fa. Sono sempre quella del carpe diem, quella che vive alla giornata». È innamorata? «Se dico di sì, domani mi chiedono quando ci sposiamo e facciamo un figlio. Se dico di no, mi sembra di sminuire troppo. Esiste una via di mezzo: ci stiamo ancora conoscendo, stiamo vivendo giorno per giorno, non facciamo ancora progetti. E comunque, non intendo mettere in piazza i miei sentimenti. Sono cose troppo intime». Altre dichiarazioni di Alessia Marcuzzi in merito al suo impegno nella conduzione del Grande Fratello sono disponibili sul sito di Style.it

Calcio: Gli azzurrini hanno battuto il Galles 1-o a Pescara grazie a Mustacchio.Cassano show: gol, assist e fantasia L'Italia passeggia sulle Far Øer

Gli azzurri vincono 5 a 0. In rete Gilardino, De Rossi,
il numero 10, Quagliarella e Pirlo

FIRENZE - Quello che si chiedeva all'Italia in una partita contro le isole Far Øer: gioco spumeggiante, fraseggi e gol. Soprattutto nel primo tempo, gli azzurri fanno vedere in campo tutto quello che voleva Prandelli. Per il ct, una serata di festa nel giorno del suo ritorno al Franchi. L'Italia chiude la pratica già dopo mezz'ora: vanno a segno Gilardino, De Rossi e Cassano (gran gol). La nazionale diverte il pubblico, anche se nella ripresa abbassa un po' il ritmo. Arrivano comunque altre due reti, quella di Quagliarella e la splendida punizione di Pirlo. Ma è soprattutto la serata di Cassano, che strappa ai tifosi un applauso dopo l'altro: gol, assist, fantasia. Certo, l'avversario non è certo irresistibile, ma Fantantonio dimostra di poter essere uno dei leader del nuovo progetto azzurro. In ogni caso, altri tre punti conquistati nel girone di qualificazione agli europei dopo la vittoria in Estonia. Tre punti importanti anche alla luce del pareggio nell'altra sfida del raggruppamento: tra Serbia e Slovenia finisce infatti 1-1.

LA PARTITA - Prandelli si affida al 4-3-3, fa esordire il portiere Viviano e il terzino De Silvestri che va a destra con Antonelli a sinistra. In mezzo confermata la coppia Bonucci-Chiellini, a centrocampo capitan Pirlo tra De Rossi e Montolivo, quindi il tridente Rossi-Gilardino-Cassano. Proprio il barese è in stato di grazia: ottima forma e morale a mille dopo l'annuncio della prossima paternità. Devastante il doriano nei primi minuti, crea palle-gol a ripetizione e diverte il Franchi che, all'11', esplode per il ritorno al gol di Gilardino. L'attaccante viola stacca di testa sul corner di Pirlo e sblocca il risultato tornando a far centro dopo un lungo digiuno. Fær Øer disorientate, azzurri scatenati con Cassano sempre protagonista. Al 22' arriva il 2-0, lo sigla De Rossi dopo un'azione di Antonelli sulla sinistra. Al 27' segna anche il numero 10, splendido il suo destro dai 18 metri che si infila all'angolino. Un gol alla Baggio, presente anche lui al Franchi. Nella ripresa l'Italia riduce il ritmo, pensa a divertirsi e a divertire con Cassano, ma dà l'impressione di non volere affondare i colpi anche se Gilardino, Montolivo, Pazzini e Quagliarella vanno vicini al gol. Proprio il neo-juventino (fischiato dai tifosi viola) sigla, al 36', la rete del 4-0 in mischia. Nel finale splendida punizione di Pirlo per il 5-0 finale. Una perla per chiudere una serata di festa.

IL CT - «I ragazzi sono stati bravi perché c'è sempre il rischio di fare una brutta figura - commenta Prandelli a fine gara. - Non era facile mantenere lo stesso ritmo per 90 minuti». E Cassano? «Sta bene, fa le cose importanti. Gilardino? Mi aspettavo che sarebbe tornato al gol». Prandelli ci tiene poi a ringraziare i tifosi di Firenze: «Sono 5 anni che ringrazio questa gente, mi sembra che l'entusiasmo per la nazionale stia aumentando».

UNDER 21 - Giornata positiva anche per l'Italia Under 21, che batte 1-0 il Galles e accede ai playoff (che si terranno dal 9 al 13 ottobre) per la qualificazione alla fase finale degli Europei di categoria che si svolgerà dall'11 al 25 giugno del prossimo anno in Danimarca. La vittoria odierna, firmata dal gol di Mattia Mustacchio (al 14' del primo tempo), ha consentito alla Nazionale del ct Pierluigi Casiraghi di acciuffare il primo posto nel Gruppo 3 con 16 punti, lo stesso bottino del Galles, ma con una migliore differenza reti negli scontri diretti. «È stata una vittoria sudata in tutti i sensi - commenta a fine gara Casiraghi. - Abbiamo vinto due partite decisive giocando bene. Sono felice, anche se non abbiamo ancora guadagnato la qualificazione dell'Europeo perché ci saranno i play-off». Il ct elogia la solidità difensiva dei suoi, in particolare grazie al duo di centrali Ranocchia-Ogbonna: «Sono due grandissimi giocatori e hanno davanti a loro un grande futuro - sottolinea Casiraghi -. In queste due partite abbiamo rischiato poco, ma tutta la squadra ha lavorato bene in fase difensiva».

Tv: Verso Sanremo: Morandi & Friends (ma delle canzoni chissenefrega)

Solito dilemma: chi presenta? Gianni in pole - Il direttore artistico fantasma (per ora Gianmarco Mazzi) e l'ombra di Pippo Baudo e Bruno Vespa - La dispar condicio sui talent-show.


(Elisabetta Canalis e Manuela Arcuri, garanzia per l'Italia intellettuale che guarda Sanremo)

Siamo al gran polpettone presanremese, il cui ripieno è per ora l'usata domanda «Chi presenterà». Tutto il resto, si sa, non conta. E il protagonista torna a essere lo stesso della prima fuga di notizie, Gianni Morandi, ancora in pole position nei cuori e nelle ambizioni di certa Raiuno. La rete è divisa a fette non proprio colloquianti, alla PDL, e dunque non c'è troppo da stare allegri, nemmeno sul fronte di un lieto varietà da sempre fabbrica del consenso, ma sempre meno contenitore di musica popolare: della quale non potrebbe importare di meno a nessuno, case discografiche comprese. Né le quattro che son rimaste in piedi, stampelle e cerotti, né le loro associazioni, hanno mandato il benché minimo telegramma in viale Mazzini per lamentarsi di ritardi plateali che un tempo avrebbero provocato ire funeste. La cosa più buffa è che il direttore artistico della kermesse non è ancora stato annunciato ufficialmente, anche se risulta essere come l'anno scorso Gianmarco Mazzi; si sa che lavora da tempo ad ascoltare brani e cantanti, ma si dice anche che, se per un colpo di scena tornasse il grande padre (e recente nonno) Pippo Baudo, Mazzi svanirebbe nel nulla, ed è per questo che l'annuncio tarda ad arrivare.

E' un po' come se la Mostra di Venezia avesse nominato il suo direttore lo scorso aprile. Robe impensabili, fra gli umani, che confermano sia altri problemi e incertezze Rai, sia l'assoluto disinteresse sul piano musicale: di solito è un direttore artistico che propone una formula, i cui contenuti si materializzano in persone e volti. Qui, no.

E comunque Gianni Morandi, chiunque dirigesse la baracca, piace agli alti e nervosi comandi Rai oltreché - particolare non secondario - aver lavorato gratis cinque mesi per la Rete Ammiraglia alla preparazione di una Canzonissima che non è mai andata in onda. La Rai gli è debitrice, e infatti pare che lui molto chieda, per formalizzare la propria presenza. Ma Fiorello (che prima o poi Sanremo presenterà) lo ha cassato amabilmente: «Come fa a condurre? Lui è talmente cantante, se fossero in ritardo i Ricchi e Poveri direbbe: no problem, canto io».

Non sarebbe naturalmente solo in scena, il Gianni. Fra le mille ipotesi, si fa il nome di due fanciulle di provato richiamo sexy, Elisabetta Canalis e Manuela Arcuri; e c'è chi sta tuttora considerando il tandem Morandi-Ranieri, una specie di Nord-Sud in omaggio ai 150 anni dell'Unità d'Italia che cade proprio nel 2011, e che la kermesse dovrebbe celebrare (apparato televisivo leghista permettendo). Ritorna anche il nome di Bruno Vespa, che sarebbe sì, veramente, una sorpresa spettacolare, in questo contesto; anche Fiorello rimane stupito dalla candidatura, e va oltre: «Condurrei con lui se si presentasse vestito da donna». Boutades, ma non dare mai niente per scontato, quando di mezzo c'è Sanremo. La realtà supera sempre l'immaginazione.

E per concludere, già si sa che il vincitore di X-Factor non andrà di diritto al Festival, semmai all'Eurofestival che l'Italia ha finora snobbato. Il televoto ha trasformato Sanremo nella finalissima dei talent-show, negli ultimi due anni: ma che ne sarà delle star di "Amici"? Già si sa che Emma ha presentato una canzone, sarà la solita dispar-condicio, e vincerà per la terza volta una stella di Maria De Filippi?

A Natale l'anti-iTunes di Google

Gli ingegneri di Mountain View al lavoro su un negozio di musica online

Sembrava dover essere la Tv interattiva digitale il principale terreno di scontro: da una parte iTV, dall'altro Google Tv, ma la notizia del giorno è che a breve, entro Natale, potrebbe essere attivo Google Music, un servizio di download di canzoni simile ad i-Tunes ma con il marchio della Grande G.

Lo riferisce l'agenzia Reuters, che cita fonti anonime e ben informate, secondo le quali gli ingegneri di Google deputati allo sviluppo della piattaforma Android starebbero da tempo dialogando a tal proposito con le maggiori case discografiche. Il progetto consisterebbe di due fasi principali: in primis, la messa a punto di un negozio online da cui scaricare i pezzi. In seguito, partirebbe un servizio in abbonamento, tramite cui ascoltare direttamente in streaming le proprie canzoni preferite sui telefonini equipaggiati con Android. La tecnologia per effettuare quest'operazione esiste già, ed era stata mostrata in anteprima all'ultima conferenza per gli sviluppatori, Google I/O.

L'interesse di Google per la musica è di vecchia data. Lo scorso anno, la società aveva integrato nel suo motore di ricerca una funzione per la ricerca di file musicali. Di Google Music se n'era parlato un paio di mesi fa, ma nessuno pensava che le cose si potessero muovere così in fretta.

È un fatto però che negli ultimi tempi, anche per combattere l'offensiva di Facebook e Cupertino, Google sembra aver dato una brusca accelerata ai suoi piani di egemonia sul Web, come testimoniano anche l'intensa campagna di shopping effettuata nell'ultimo mese, con una decina di piccole società hi-tech acquistate fra agosto e settembre, e le recenti indiscrezioni su un servizio di film pay-per-view in partenza su YouTube.

Strappare il mercato delle canzoni in digitale ad Apple non sarà facile (solo negli Usa, i-Tunes controlla il 70 % del mercato). L'accoppiata servizio cloud di streaming e cellulare con sistema operativo Android sembra però davvero interessante, specie se si tiene conto che le vendite di cellulari col sistema operativo open source di Google sono schizzate negli ultimi mesi a livelli di 200.000 unità acquistate al giorno.

Cinema: Woody taglia le scene di Carla E' giallo su "Midnight Paris"

Carla Bruni e Woody Allen sul set di "Midnight Paris"
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Tam tam on line: Lady Sarkozy sostituita dalla star di Tarantino Lo staff della Bruni: solo gossip


È di nuovo giallo intorno all'ultimo film di Woody Allen "Midnight in Paris", diventato già celebre (ma uscirà al cinema solo nel 2011) non tanto per la sua trama, quanto per le voci che continuano a circolare intorno ad una delle sue interpreti, la premiere dame di Francia, Carla Bruni.

Dopo la presunta scena di gelosia del presidente Nicolas Sarkozy in pieno set, adirato contro i paparazzi, di cui si era fatto portavoce il giornale Gala, ora a lanciare la nuova bomba è il sito del giornale on line Bakchich: secondo quest'ultimo le scene girate dalla Bruni a Parigi saranno tagliate al montaggio finale. Il regista americano, continua il sito, avrebbe già girato le stesse scene con un'altra attrice, la giovane Lea Seydoux, scoperta in "Inglorious Bastards" di Quentin Tarantino e premiata nel 2009 con un Cesar.

Woody Allen avrebbe così approfittato delle vacanze estive della Bruni al Cap Negre, nella sua casa in Costa Azzurra, insieme al marito, per ripetere ogni scena che la vedeva protagonista. Se la voce si trasformasse in notizia sarà destinata a sollevare un gran polverone, fino ai limiti del caso diplomatico. Mentre l'informazione rimbalza sul web, il sito online di Voici parla già di «vergogna internazionale».

Di fatto per adesso la voce resta tale. Dall'entourage della Bruni parlando di «puro pettegolezzo». Nè l'Eliseo sembra intenzionato a far alcun commento ufficiale sulla vicenda, tanto più che riguarda Carla Bruni artista e non Carla Bruni moglie del presidente. Nè conferme nè smentite arrivano neppure dai produttori, e questo lo stesso Bakchich lo ricorda.

Certo, alcune settimane fa lo stesso Woody Allen aveva assicurato che la Bruni sul set era stata «perfetta». Ma all'epoca chi aveva partecipato alle riprese del film non era stato della stessa opinione. Un membro della troupe aveva parlato di «alcuni problemi» sorti con la Bruni sul set e raccontato che la neoattrice «fissava la telecamera» e «guardava i segni per terra» durante i suoi spostamenti. Le scene poi erano state girate decine di volte, fino a 35 ciak per una sequenza «banale», quale uscire da un negozio con una baguette sotto il braccio.

Outlet: Serravalle, dieci anni nella città del lusso scontato Una vetrinista trasporta un manichino

Serravalle, dieci anni nella
città del lusso scontato
Una vetrinista trasporta un manichino

Nel 2000 nasce un borgo di negozi meta di un turismo commerciale. Una rivoluzione dello shopping che ha contagiato l'Italia

Sul corridoio dell'ufficio informazioni, appese al muro, ci sono tre file di foto. C'è Esteban Cambiasso che sorride, Mario Biondi e Gianluca Grignani che cantano, Alessandro Preziosi in posa, Afef che prova una maglietta, Alessandro Cecchi Paone con un amico e tanti, tanti altri. Un pezzo di Italia dei vip alla Mecca dello shopping democratico, mescolati a famiglie normali con le borse gonfie di acquisti. Dieci anni fa oggi, a Serravalle Scrivia, apriva il primo Outlet village in Italia.

A esportarlo è il colosso inglese McArthur Glen: dopo il successo del Serravalle Designer Outlet, su cui testano il format, gli inglesi aprono a Barberino, Castel Romano, Marcianise e Noventa di Piave. Oggi la piazza italiana è il mercato leader nel risiko di McArthur: 30 milioni di visitatori nel decennio per 1,7 miliardi di fatturato solo a Serravalle. «Griffe italiane e format Las Vegas» spiega sorridente un commesso di Diesel. Un bengodi per chi può acquistare a prezzi ribassati anche del 70%, regalandosi un poderoso ricarico di potere di acquisto al tempo della moneta unica - basta pazientare la stagione successiva - per i Comuni a corto di soldi che vendono terreni in cambio di opere pubbliche, e per le stesse griffe che non buttano via più nulla, come il maiale, monetizzando rotture di stock o eccedenze di produzione.

Un mix vincente che si moltiplica. L'ultima stazione, aperta l'anno scorso, è il Ferrari store di fianco al parcheggio auto. Un cubotto trasparente che piace tanto ai bambini che ci entrano di corsa. Tre anni prima la cittadella nata nel 2.000 con 65 negozi, completava la quarta fase di ampliamento, aggiungendo l'ultimo braccio ad un grande lego da 180 stores su 38mila mq di estensione. Nel frattempo sono nati i pullman giornalieri da Milano, Torino e Genova, gli shopping days per i turisti, le nuove tratte dalle stazioni ferroviarie di Arquata Scrivia e Novi ligure, il baby parking che nei weekend va a ruba, insieme al servizio passeggini, pannolini e scalda biberon.

Tutto insomma finisce per convergere in questa specie di new town «sfungata» sotto le colline del Gavi, al crocevia del vecchio triangolo industriale e che attraverso un sottopasso si allunga al Retail Park di fronte, 19 store (da Decathlon a Kiabi a Pittarello) gestiti sempre dagli inglesi.
Basta guardare le auto nel parcheggio per capire che a Serravalle ci vengono tutti. Ceto medio, studenti, coppie benestanti in gita e famiglie popolari. Attirati da questa cittadina di cartapesta ricostruita sul calco di un borgo ligure, con le piazzette, le fontane, gli slarghi, i lampioni, le panchine e le grandi maison concentrate insieme. Tanti giapponesi e russi, molte infermiere e badanti dell'est nel giorno libero che possono comprarsi la borsetta uguale alla signora, e il corpo di vigilanza interno che si muove sui monopattini elettrici.

Si vede che il business gira anche in giorni assopiti come il primo lunedì di settembre. Per dire: Brooks Brothers ha aperto 4 anni fa, venerdì lo farà a Noventa ed entro l'anno a Marcianise. «Funziona e piace perché pur mantenendo l'esclusività riusciamo ad allargare il bacino delle nostre boutique, grazie a ribassi del 35% sul listino», spiegano in negozio. In effetti «ci sentiamo più liberi di entrare e uscire, senza essere squadrati come nelle boutique», conferma una coppia che ha appena comprato. Anche la scansione è chiara: gli stranieri arrivano in settimana con le gite delle crociere, nelle tappe del gran tour italiano (musei, enogastronomia e shopping), con bus noleggiati o in auto dalla Francia e fanno il 15% del fatturato totale. Liguri, piemontesi e lombardi invece più nei weekend, e restano il grosso del bacino.

Insomma dieci anni di Serravalle e in filigrana una rivoluzione spettacolare nel modo di fare acquisti in Italia: perché qui puoi fare la spesa grossa di stagione dentro ad un palinsesto che ti accompagna, specie se hai figli (il 55% del target è composto da famiglie quarantenni con bambini), comprare l'ennesimo paio di jeans che non si sa mai o trovare le scarpe che l'anno prima non sei riuscita ad acquistare. Le firme che ami a prezzi ridotti, è lo slogan, insieme al contorno di animazione: almeno 3 macro eventi a stagione, dal Summer night jazz allo shopping con gusto fino alla festa del cioccolato il mese prossimo. «Un borgo finto ma senza preoccupazioni e scocciature di parcheggi in doppia fila», sintetizza una famiglia di Ovada in gita, meglio di una clip pubblicitaria.

Certo poi c'è il rapporto controverso con il territorio e un modo di socializzare che scandalizza molti puristi, indignati da Mall che svuotano le piazze sostituendo paesi interi, con le case finte e il degrado dei rapporti umani. Sul punto si è esercitata molta letteratura: le vecchie generazioni a Serravalle la pensano più o meno così. «Vedono di malocchio questa grande astronave che ha rotto il microcosmo facendo chiudere i negozi del comprensorio», raccontano in Comune. Ma per i giovani è una grande occasione, un pezzo di America che ha attivato agriturismi e percorsi del food, creando 2 mila posti di lavoro e facendo lavorare imprese locali (pulizia, sicurezza, manutenzione e grafica). «Da ragazzino passavo in auto da queste parti e dovevo fermarmi per far passare le pecore» ricorda un commesso. «Adesso se ti impegni puoi diventare in poco tempo area manager in una zona che non è esattamente New York». La stessa Daniela Bricola, che dirige l'Outlet ha cominciato così: «Nel 2000 piegavo jeans mentre studiavo economia in Cattolica», racconta. Poi su per tutta la trafila: assistente retail nel 2004 e appunto direttrice nel 2008. Una storia americana, nell'ombelico della provincia italiana.

Sito francese: la Bruni tagliata da Woody Allen. Già pronta la sostituta

Forse questo cameo non si doveva fare. Dopo tutte le voci che si sono rincorse lo scorso anno sulla partecipazione della Bruni al film di Woody Allen, le mezze smentite poi le conferme, poi le riprese funestate - secondo un tabloid francese - da una scenata di gelosia di Sarkozy. E infine l'annuncio del sito Bakchich.info (non confermate dalla produzione) per cui il cameo di Carla Bruni sarebbe stato tagliato nel finale.

Secondo il sito francese il regista americano avrebbe già girato le stesse scene con un'altra attrice, la giovane Lea Seydoux, scoperta in 'Bastardi senza gloria' di Quentin Tarantino e premiata nel 2009 con un Cesar.
Ha interpretato anche la moglie di Giovanni senza terra nel 'Robin Hood' di Ridley Scott con Russell Crowe. Sempre secondo Bakchich, Woody Allen, per ripetere le scene in cui compare la premiere dame, avrebbe aspettato la partenza in vacanza della Bruni che ha trascorso il mese di agosto al Cap Negre, nella sua casa in Costa Azzurra, insieme al marito, il presidente Nicolas Sarkozy. Il sito online del settimanale popolare Voici la commenta parlando di "vergogna internazionale" se la notizia dovesse essere confermata. Forse, scrive ancora Voici, "alcuni fatti che si sono svolti sul set, come l'ira di Sarkozy o le numerose ripetizioni, hanno spinto Woody Allen a gettare la spugna"

Parli al cellulare? Attento a dove metti i piedi

Un esperimento dimostra che il telefonino non è «pericoloso» solo quando si è al volante


MILANO - Non solo guidare, ma anche un compito semplice come camminare da un punto all'altro di una piazza può risultare disturbato se si sta contemporaneamente parlando al cellulare. Lo indica una ricerca realizzata da un gruppo di psicologi della Western Washington University, guidati da Ira Hyman, che è stata pubblicata sulla rivista Applied Cognitive Psychology. In particolare, in questa situazione si manifesta quella che gli psicologi chiamano la "cecità da disattenzione", un fenomeno a causa del quale l'individuo che cammina e contemporaneamente parla al cellulare non arriva a percepire stimoli nuovi o inaspettati che si presentano davanti ai suoi occhi.

IL CLOWN - Nel caso specifico di questa ricerca, il curioso elemento inaspettato era rappresentato da un clown vestito in maniera sgargiante e con un vistoso naso rosso, che sul suo uniciclo, seguendo le istruzioni ricevute dagli psicologi, andava incontro a chi stava camminando e telefonando. I ricercatori hanno preso come area di sperimentazione un'ampia piazza centrale a Washington, nella quale passano tutti i giorni molte persone. Poi hanno sistemato in posizione strategica degli osservatori che individuavano tra le persone che entravano nella piazza quelle che parlavano al cellulare, quelle che ascoltavano in cuffia un lettore Mp3, quelle che erano in coppia e stavano parlando, e infine quelle che erano dei semplici pedoni. Per ciascuna di queste persone sono stati rilevati gli stop nella marcia, il numero dei cambi di direzione, i serpeggiamenti, gli episodi in cui qualcuno ha inciampato, le collisioni e le quasi-collisioni con gli altri pedoni. In una seconda sezione della ricerca, invece, dopo che il clown sull'uniciclo aveva attraversato la piazza, sono state fermate le persone appartenenti ai quattro gruppi già indicati, per chiedere loro se avessero notato niente di inusuale nella piazza.

TELEFONO PEGGIO DEL LETTORE MP3 - Le prestazioni peggiori sono state proprio quelle di coloro parlavano al cellulare, visto che hanno fatto rilevare il maggior numero di collisioni, serpeggiamenti, stop e altre anomalie di marcia, e che solo il 25 per cento di loro ha notato il clown, rispetto al 51 per cento dei semplici pedoni, al 61 per cento di quelli che avevano le cuffie dell'Mp3, al 71 per cento di quelli che erano in coppia. «Una possibile spiegazione dell'effetto della conversazione al cellulare è che essa può causare un particolare assorbimento di risorse attentive» spiegano gli autori della ricerca, «creando così la cecità da disattenzione». Ma c'è di più, dal momento che l'assorbimento di queste risorse attentive non viene registrato dalla persona, che quindi non si rende conto di avere delle performance ridotte. Un aspetto che non è da trascurare ai fini della sicurezza, quando si tratta di attraversare una strada trafficata o di camminare in un'area nella quale si muovono non solo pedoni, ma anche mezzi motorizzati.

Esteri: 'Fbi rilancia la caccia a James Bulger, criminale con la passione per Napoleone

Potrebbe nascondersi tra i siti storici in Europa. Avvistato a Taormina. Responsabile di almeno 19 omicidi


WASHINGTON – Nel manifesto dei super-ricercati dell'Fbi James J. Bulger è appena sotto l'icona di Osama Bin Laden. La scheda con i suoi dati, oltre che in inglese, è in francese, italiano, tedesco e spagnolo. Questo perché il criminale potrebbe nascondersi in Europa, attratto dai siti storici e dalla speranza di passare inosservato. Nato nel 1929, Bulger è stato un killer del crimine organizzato a Boston ed è abbastanza vecchio da aver trascorso tre anni rinchiuso ad Alcatraz, l'isola prigione oggi attrazione turistica. Per l'Fbi, che ha offerto una taglia di due milioni di dollari, è responsabile di almeno 19 omicidi. In fuga dal 1995, l'assassino vive la latitanza insieme alla sua compagna, Catherine Greig, 59 anni. Amano molto gli animali e i lunghi viaggi. Gli investigatori, in primavera, hanno inviato agli studi di chirurgia plastica e ai dentisti le foto dei due ricercati nella speranza che qualche dottore li abbia visti. Bulger – è il sospetto – si forse "rifatto" il volto e, inoltre, si sottopone alla pulizia dei denti con una frequenza superiore al normale. L'Fbi, in passato, ha fatto girare la voce (e foto elaborate al computer) nelle librerie.

AVVISTAMENTI - Il killer è un grande lettore di testi su Napoleone e il secondo conflitto mondiale, con il pallino per le battaglie celebri. Ecco perché l'Europa può essere una meta del bandito. I poliziotti, però, non escludono alcun quadrante, visto che Bulger si è spesso mosso tra Usa, Canada e Messico. L'ultima segnalazione "solida" risale a 8 anni fa, quando è stato avvistato in pieno centro a Londra. Nel 2007 un video amatoriale sembrava aver colto Boulger a Taormina: in realtà era un turista. Poi, nel marzo di quest'anno, la proprietaria di un campeggio in North Carolina avrebbe riconosciuto la coppia di latitanti a bordo di un lussuoso "motor home", un camper grande quanto un bus. E seguendo questa traccia gli investigatori non hanno escluso che l'omicida e la sua amica si fossero diretti verso il territorio canadese. All'Fbi di Boston, l'ufficio responsabile delle indagini sul killer, è arrivato da pochi giorni un nuovo responsabile, Richard Deslauriers. Veterano del Bureau, appena insediatosi, ha chiarito ai suoi uomini quale sia la missione principale: prendere Bulger. La caccia all'uomo dei mille volti continua.

Movida: Tra i forzati di Ios. Si balla dalle 3 alle 8. È meglio lavorare, parola di sedicenne

Mangiare? Non c'è tempo. In spiaggia? Neppure. Solo disco pub, alcol a poco prezzo e gente che vomita. E neppure un nuovo amico

MILANO - A Ios, si va per star fuori fino a tardissimo e per conoscere nuova gente. Io sono tornata a casa con gli amici con cui ero partita e l'indirizzo facebook di un australiano che faceva il butta dentro al My Way, uno dei bar dell'isola. E basta. Fuori fino a tardissimo, però, è stata la regola. La spiaggia l'ho vista il primo e l'ultimo giorno. Dieci giorni a ballare o ad aspettare che si iniziasse a ballare. Alla fine odiavo quell'isola. Ho 16 anni e con tre amici avevamo scelto la vacanza a Ios perché tutti dicono che è il paradiso dei ragazzi. Casette bianche e azzurre, zone desertiche e aride, e un centro città pieno zeppo di localini. Il bello di Ios, dicono, sta proprio nei locali che attirano ragazzi da tutto il mondo. Molti dai paesi anglosassoni, dal Nord Europa, dall'Australia e dalla Nuova Zelanda. E tantissimi italiani. Ios è frequentata da 16-20enni. I grandi non ci sono, quelli vanno a Mikonos. Le discoteche, due in realtà, lo Scorpion e l'Irish, aprono alle 3 del mattino e stanno aperte fino alle 8. Alle 8 si va a dormire. A Ios, non si dorme. Si balla. Si dorme fino alle 4 del pomeriggio. E non c'è tempo di fare niente perché bisogna ballare. Divertirsi. Qualche volta non ne potevo più. Mio cugino era il leader. Impossibile non seguirlo. Lui organizzava, decideva gli spostamenti. E noi lo seguivamo. Non è che non mi divertissi.

RITMO - Il ritmo che tutti inseguono all'isola di Ios è un inferno. Le giornate funzionavano, più o meno così: sveglia alle 4 del pomeriggio. Un panino alle 5 perché per mangiare non c'è tempo, appunto. Un incubo. Si passa un'oretta in spiaggia. Quella vicino al Far Out, bar e piscina dove alle 6 comincia la musica e si balla fino alle 9. Poi in albergo. Doccia, ci si prepara per uscire. Si aspetta. Tutta la giornata è un aspettare che inizi la serata. Alle 11 a cena, per aspettare mezzanotte, quando aprono i dico pub. E si balla. Si balla ore. È lo stesso ritmo che non ti fa smettere. La musica è bella, anche se è quasi sempre la stessa. Tutti i giorni e in tutti i locali. Tornavamo in albergo alle 8 di mattina con le orecchie tappate e le gambe doloranti. Le strade sono un fiume di ragazzi e di disco club con la musica a palla.

2 COCKTAIL 5 EURO -Avevamo affittato i motorini per muoverci meglio, molti li affittano ma per molti altri è un su e giù a cambiar locali, ballare per aspettare che aprano le discoteche per continuare a ballare. Noi, in realtà andavano sempre nello stesso disco club, il My Way, dove c'era l'australiano. Ci eravamo affezionati a lui. Un ventenne che aveva finito gli studi ed era da un mese e mezzo nell'isola. Una spugna. Lavorava tre ore al bar. Con la sua simpatia invitava i ragazzi a entrare: 2 cocktail 5 euro. C'era meno bolgia che dalle altre parti. Almeno per un po', si ballava ma si stava nella calma. Qualche volta si passava pure dal Lemos. Stessa cosa ma più incasinata. Giri per i posti perché ci sono quelli frequentati da italiani e quelli frequentati da stranieri, che poi sono più divertenti, più strani sia come gente che come abbigliamento. E poi gli stranieri, e le straniere a differenza delle italiane che snobbano le altre italiane, quando entri in un locale ti vengono incontro, ti salutano. Per fare amicizia. Li conosci. Ma di parlare proprio non se ne parla. Fai nuove amicizie ogni sera. Ma le saluti lì. E sempre così frenetico perché devi correre a divertirti da un'altra parte. Davanti a ogni locale ci sono ragazzi che urlano le offerte, e i locali si fanno così concorrenza. Per 5 euro due cocktail ti danno una cosa leggerina. Se lo vuoi più forte sono 7 euro. Non ho visto offrire altro che non fosse alcol. Ma lo sballo musicale e alcolico è già devastante. Io non bevo molto, perché l'ho fatto una volta, sono stata male. E mi è bastato.

SIAMO MINORENNI - Chi arriva a Ios, arriva per bere. I vicoletti ai lati della strada sono pieni di gente che vomita. O vomitano o stanno sdraiati per terra. Una sera un inglese era così ciucco che ha preso per le gambe una ragazza svizzera che ballava sul bancone. Lei è caduta ed è rimasta ammaccata per il resto della vacanza. A me è andata bene. Non ho dovuto tenere la testa a nessuno dei miei amici. Cosa che invece mi capita con le mie amiche a Ginevra, dove abitavo. Lì i fine settimana sono organizzati all'insegna della sbronza. Comperano gli alcolici al supermercato, e poi organizzano feste in casa. Abbiamo 16 anni, siamo minorenni e non possiamo entrare in discoteca. Per questo avevo voluto andare a Ios: provare a stare in discoteca fino a tardi. L'ho provato. Basta così. Sarebbe stato meglio andare a lavorare. Mi sarebbe piaciuto di più: capire che significa e mettermi in tasca un po'di soldi per non dover chiedere sempre ai miei. Ma il prossimo anno farò così. Mio padre dice che potrei andare tutta l'estate da uno stilista a New York, così sto in negozio e imparo meglio l'inglese. Ma due mesi mi sembrano tanti. Io lavorerei un mesetto. Di giorno lavoro, la sera esco. E poi ho i soldi per pagarmi una vacanza. I miei amici in campagna lavorano tutti. E li vedo più felici. Io quest'anno non vedo l'ora di andare a scuola. Mi sono trasferita in Italia, a Genova. Magari potrei lavorare facendo un po' di volontariato al Gaslini.

Vogue rilancia le notti della Moda Un evento in contemporanea in sedici Paesi: oggetti esclusivi, negozi aperti, appuntamenti ed eventi

Vogue rilancia le notti della Moda

Un evento in contemporanea in sedici Paesi: oggetti esclusivi, negozi aperti, appuntamenti ed eventi

MILANO - Inizia la Francia il 7 settembre, proseguiranno l'8 il Regno Unito e la Corea, il 9 sarà la volta di Australia, Germania, Italia, Portogallo e Spagna, a seguire, il 10, l'11 e il 16 India, Russia, Stati Uniti, Cina Giappone, Taiwan, Grecia e Turchia. Parliamo della Vogue Fashion's Night Out, evento globale, organizzato dal fashion magazine in sedici paesi. La chiamano anche la festa dello shopping: già, perchè non è solo l'evento a essere globale, anche la crisi investe tutto il mondo e quindi la rivista di moda più famosa al mondo si attiva in prima persona per dare una mano alle vendite. Lo conferma Jonathan Newhouse, presidente di Condè Nast International dichiarando che «grazie a questo evento unico le edizioni internazionali di Vogue si impegnano a sostenere i negozi e la moda in tutto il mondo». Notevole il successo della prima edizione, con boutique e grandi magazzini pieni di gente (con portafoglio alla mano) che fino a notte tarda hanno cercato d'accaparrarsi i pezzi speciali creati per l' occasione. Insomma, Vogue ti porta fuori. E 500 negozi rimarranno aperti dalle 19 alle 23,30.


Limited edition - Gli stilisti ce l'hanno messa tutta a disegnare capi, magliette, borse, oggetti che solo quella notte si potranno trovare in vendita. Esempi? Borse esclusive firmate Giorgio Armani, Missoni, Hogan, Banner,Pollini, shopping bag di Gianfranco Ferrè e Trussardi 1911, 30 pezzi della Tod's Shopping Bag che riporterà la scritta «Vogue fashion's Night Out 2010», t-shirt limited edition di Costume National,Alberta Ferretti, Blumarine, Iceberg, John Richmond, No Jo Fui,Moncler, Marina Rinaldi,Vivienne Westwood,Who's Who,Seventy,Patrizia Pepe, portachiavi a forma di cravattino di Cesare Paciotti e di Santoni, portacarte di credito di Ferragamo, guanti in seta di Renè Caovilla, un'agenda Moschino, pochette e tracolline di 1A Classe Alviero Martini e 7for all mankind, orologio di Toy Watch con logo della manifestazione,calze Wolford in pizzo nero, set da viaggio di pizzo di La Perla, braccialetti in pelle Gianvito Rossi, collane in pelle di Agnona. Ma non ci saranno solo vendite di oggetti esclusivi. A Milano, per tutto il «Quadrilatero della moda» e fino a piazza Duomo, sarà un fiorire di appuntamenti, dai welcome drink ai trattamenti di bellezza, dalle coppe di champagne da Church's agli incontri con Melissa Satta e Nicola Savino di Radio Dee-Jay nella boutique Stefanel, a La Pina da Frankie Morello, al casting dal vivo nel negozio Yamamay (organizzato con l'agenzia Elite) per trovare la prossima modella della casa di intimo, al mini set fotografico da Borsalino, alla festa con dj da Byblos, fino all'iniziativa di Dodo di Pomellato dove tatuatrici/truccatrici «marchieranno» i clienti con disegni temporanei e allo spettacolo di burlesque da E Moda. Non manca l'arte con il trasformista-pittore Dario Ballantini che espone le sue opere alla galleria San Carlo.

Presentazioni - Tanti gli stilisti che hanno di approfittare dell'occasione per presentare qualche novità. A cominciare dal nuovo jeans Safado Independent (creato grazie alla sinergia tra Diesel e Independent) che Renzo Rosso e Lapo Elkann presenteranno nella boutique Diesel. E poi l'attesa nuovissima nuova fragranza firmata da Roger Vivier. Saranno trasformate in corner shop 18 vetture modello Fiat 500 Twin Air, per la vendita dei caschi per biciclette 500 FIAT e le felpe GAP, entrambi con logo VFNO. I giovani designer, consegnando il proprio curriculum nello store di Momodesign, potranno partecipare alla selezione per uno stage al Centro Stile di Milano. Una parte del ricavato delle vendite ( a volte anche il 100%), come lo scorso anno, sarà utilizzata dal Comune di Milano per acquistare alberi dando così vita al progetto «Adotta un albero per Milano». La somma raccoltoa nell'edizione 2009 è stato destinato a un progetto di verde pubblico, con 5.500 piante, tra alberelli e arbusti, destinate a viale Monza.

La meteorologia compie 150 anni

Le prime previsioni meteorologiche pubblicate dal "Times"
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Nel 1805 l'ammiraglio FitzRoy pubblicò le prime previsioni sul "Times" usando solo il barometro

L'uomo che inventò le previsioni del tempo, le portò per la prima volta sulle pagine del Times il 6 settembre di 150 anni fa e che per le previsioni del tempo si tolse la vita, era nato in una elegante tenuta di Ampton Hall, nel Suffolk, il 5 luglio del 1805, figlio primogenito di Lord Charles FitzRoy, quarto erede di Carlo II e consigliere di Sua Maestà.

Si chiamava Robert FitzRoy e nel corso dei suoi straordinari sessant'anni di vita, dedicati alla scienza, a Dio e all'avventura, dopo avere navigato dall'Equatore a Capo Horn, educato al cristianesimo tre bambini indigeni salvati nella Terra del Fuoco e accompagnato Charles Darwin nel suo viaggio verso le radici della vita, aveva cercato di aprire il mondo a un nuovo sorprendente orizzonte, attirando per questo su di sé la diffidenza immediata e l'ira feroce non solo della Chiesa d'Inghilterra, ma anche della Royal Society, l'eterno e l'immanente improvvisamente concordi, un carico insopportabile per la schiena di qualunque essere umano.

La sua colpa? Avere inventato e imposto la parola «forecast», previsione, associandola al sostantivo «weather», tempo, in una sorta di bestemmia imprecisa, scagliata contro tutte le certezze dell'epoca vittoriana. «Il tempo non lo si prevede, lo si racconta». Il suicidio gli costò una sepoltura indegna, lontana dal pantheon famigliare e solo adesso i suoi resti mortali sono stati riavvicinati a quelli dei cari nella chiesa della Vergine Maria nel Northamptonshire come riconoscimento alle sue «eccezionali qualità di navigatore e di scienziato».

Esperto di lingue, di ballo e di fioretto, entrato a 12 anni al Royal Naval College, religioso fervente e praticante, il 27 dicembre del 1831 l'ammiraglio Robert FitzRoy parte con il proprio equipaggio alla volta della Terra del Fuoco al comando del Beagle. Ha 26 anni e 74 uomini di equipaggio a bordo. Tra loro un medico, un artista, tre ufficiali e un naturalista di nome Charles Darwin. Tra i due non corre buon sangue. «Darwin ha un naso troppo poco pronunciato per poter resistere a questa avventura», scrive FitzRoy. Non basteranno cinque anni di avventure passate tra terremoti, uragani, fughe dai cannibali e da piccoli dittatori locali, per costruire un'amicizia, perché l'ammiraglio è convinto che gli studi dello scienziato ventiduenne possano minare la fiducia nella chiesa di una intera nazione.

Le strade dei due si dividono. FitzRoy diventa prima deputato conservatore, poi governatore della Nuova Zelanda, ma la sua deplorevole insistenza nel voler considerare i diritti dei maori identici a quelli dei bianchi irrita la Regina che lo convoca in patria e gli assegna un lavoro apparentemente di basso profilo. Lo mette a capo del servizio meteorologico, una struttura sostanzialmente inesistente relegata in una stanzetta fornita di un vecchio tavolo e illuminata da una finestra con una vetrata opaca, che dovrebbe limitarsi a registrare le variazioni delle piogge e dei venti. FitzRoy, diventato membro della Royal Society per meriti scientifici dopo essersi inventato un barometro che porta il suo nome, fa molto di più. Servendosi del telegrafo comunica all'intero Paese il tempo che troveranno le navi nelle ore successive. Non gli basta vedere, vuole prevedere.

Il progetto si allarga fino a coinvolgere i giornali, ma quello che per lì per lì viene considerato un gioco divertente, un tentativo audace, a causa degli inevitabili errori che accompagnano un cammino all'inizio, diventa per l'opinione pubblica un'esperienza a metà tra la magia e il gioco di prestigio, dunque un insulto all'intelligenza umana e divina, l'ennesimo tentativo per screditare la scienza e minacciare la fede in Cristo. La diffidenza diventa ostilità, i complimenti si trasformano in insulti e FitzRoy non può più camminare per strada senza essere deriso.

L'illusione si schianta col fracasso lancinante di un mito crollato, eppure non lo avrebbero odiato tanto se non lo avessero così sfacciatamente amato. Cade in una depressione profonda.
Pochi giorni prima di togliersi la vita Robert Fitzroy, pioniere della meteorologia e compagno di strada dell'eretico Charles Darwin - scienziato o demone? -, scrive alla moglie. Racconta che guardando il cielo non vede più nuvole, ma occhi e risa che echeggiano beffardi alle sue spalle. Si sente schiacciato dalla cattiveria del mondo che era suo, la testa gli esplode, le tempie gli fanno male. Così la mattina del trenta aprile 1865, in un giorno di pioggia, sceglie di ammazzarsi in modo brutale, usando un coltello, come facevano gli indigeni della terra del fuoco. Seduto davanti alla finestra guarda gli alberi che si inclinano piegati dal vento e dopo aver buttato per terra il barometro si taglia la gola.

Tv: Il Festival di Sanremo a Morandi?

Continuano le indiscrezioni per il dopo- Clerici, dopo le ipotesi Baudo, Vespa e Belen


TORINO
Chi condurrà il prossimo Festival di Sanremo? La domanda, per carità, non è di quelle da levare il sonno. Però, da qualche giono, le agenzie di stampa battono nevroticamente titoli su titoli che danno ormai quasi per fatto un accordo per la conduzione di Bruno Vespa. No di, Massimo Ranieri. Anzi, di Belen. No, adesso è sicuro, anzi quasi sicuro: lo condurrà Gianni Morandi. Che stamane appare in pole position nell'ultimissimo gossip alimentato, naturalmente, da sicurissime e furbissime fonti Rai.

L'agenzia Ansa intorno alle 11 ha dato la cosa per fatta. Recita il testo: secondo ambienti Rai, Gianni Morandi è in pole position per la conduzione del prossimo Festival di Sanremo. Inizialmente il cantante avrebbe dovuto far rivivere Canzonissima, lo storico show degli anni '60, in autunno su Raiuno. Ma poi il progetto era sfumato. Nel luglio scorso, il suo nome era circolato per la conduzione del Festival post-Clerici (insieme a quelli di Belen Rodriguez e Massimo Ranieri). Ma lui allora aveva commentato: «È una bufala estiva». -

Evidentemente, comunque, in Rai ci sono fazioni diverse e opinioni diverse su chi debba avere l'onore della conduzione, e queste opposte, per così dire, fazioni, alimentano notizie contrastanti. Per la cronaca, il numero di Tv Sorrisi e Canzoni fresco fresco di edicola scrive che a Sanremo torna Pippo Baudo, e giura che sarà affiancato dal giornalista Bruno Vespa e da due presenze femminili mozzafiato, Manuela Manuela Arcuri ed Elisabetta Canalis. Secondo quanto appreso dal settimanale, l'ipotesi di un ritorno di Baudo al Festival dopo tre anni di "digiuno" sarebbe in vantaggio rispetto al nuovo progetto presentato dal manager Lucio Presta e da Gianmarco Mazzi, artefici delle ultime due edizioni condotte da Paolo Bonolis e Antonella Clerici con ascolti record. Oltre alla partecipazione di Bruno Vespa, che tornerebbe a Sanremo sette anni dopo aver presentato il Dopofestival, sarebbe previsto il ritorno della doppia presenza femminile, con Manuela Arcuri ed Elisabetta Canalis.

Personaggio: Doña Letizia perseguitata dal suo passato. La biografia-choc della moglie di Felipe

Per la prima volta la principessa Letizia, 38 anni, moglie dell'erede al trono spagnolo Felipe de Borbón, è nella tempesta. Un libro che sta arrivando in libreria, «Letizia Ortiz, una republicana a la corte del rey Juan Carlos», scritto dal giornalista investigativo Isidre Cunill, fa letteralmente a pezzi il suo passato. Le rivelazioni sono choccanti: la Cenerentola, una plebea ex giornalista tv, divorziata e risposata in Chiesa, era repubblicana, agnostica e di sinistra, e al liceo è stata arrestata per droga. Non solo: criticava quello che sarebbe diventato suo marito bollandolo come «Felipito». E criticava pure il futuro suocero, il re Juan Carlos, perché «libertino».

Il j'accuse, pubblicato dalla sconosciuta casa editrice «Chronica Editorial» dopo il rifiuto di tutte le case editrici interpellate (in Spagna vige tutt'oggi il blackout, tranne rarissime eccezioni, su tutto ciò che critica la Monarchia), è lungo 239 pagine: 128 dedicate alla futura sovrana, quelle precedenti riservate alla Corona e alla stirpe dei Borboni. Ma il vetriolo abbonda. A cominciare dal VI capitolo. Titolo: «Letizia Ortiz, la Cenerentola rossa». Il pezzo forte è un presunto rapporto dei servizi segreti su di lei datato 2003, quando ancora la sua liaison con il principe era segreta.

Quando frequentava il liceo - dove conobbe il primo marito, il suo insegnate di letteratura, con cui convisse 11 anni prima del divorzio, nel 2000 - Doña Letizia «venne arrestata per possesso di hashish. Una volta all'università, entrò in contatto con gruppi di estrema sinistra mentre si affiliava al partito socialista e al sindacato della Rosa Ugt, lo stesso dove militava la madre, infermiera». Molto dirompente anche il capitolo VIII: «I segreti meglio custoditi di Letizia Ortiz». Dopo la laurea in giornalismo, la Cenerentola si trasferisce a 23 anni in Messico. Qui adora la tequila, fa il tifo per il SubComandante Marcos, il leader della guerriglia zapatista, diventa amica del pittore cubano Saavedra e intima pure del cantante del gruppo rock Maná, Fher.

Il pittore la dipinge nuda in un quadro, immersa nell'acqua fino all'ombelico e usa il ritratto osé per la copertina di un celebre cd della band, Sueños liquidos. Sempre nello stesso periodo, Letizia resta incinta e decide di abortire nell'ospedale Medica Sur di Mexico D.F.: era il '96 e all'epoca l'interruzione volontaria della gravidanza era vietata. Non solo: per evitare futuri problemi, si fa legare le tube - una sterilizzazione femminile reversibile, tanto che nel 2005 e 2007 partorirà due figlie. Entrata nella tv di Stato, la futura moglie di Felipe non nasconde le sue idee progressiste. «Una delle sue migliori amiche ricorda che la principessa criticava il re Juan Carlos perché sciupafemmine e dell'erede al trono diceva che non era il suo tipo, mancava di preparazione - scrive Cunill -. E ai suoi compagni di lavoro ricordava sempre che lei era repubblicana».

C'è anche il giallo di una foto introvabile, forse scattata durante una manifestazione contro l'intervento della Spagna nella guerra d'Iraq, in cui Letizia è avviluppata in una bandiera tricolore della II Repubblica, il legittimo governo abbattuto dal golpe di Franco. «Le regine di Spagna non devono avere passato», avvertiva il compianto Don Juan de Borbón, padre del monarca. Letizia ce l'ha. E comincia a saltar fuori.

Cinema: Twilight: si mormora che i Kullen abbiano problemi di erezione

Quando si parla di saghe di successo come Twilight o Star Wars, e' impossibile tralasciare le migliaia di parodie che circolano in rete e che mettono completamente in ridicolo le assurdita' che il grande schermo ci mostra. Con argomenti come i vampiri, poi, le implicazioni filosofiche e i ragionamenti (il)logici prendono molto facilmente il sopravvento. Date un'occhiata a questa simpatica immagine, ad esempio.

Gossip Uomini e Donne: Mario De Felice e Ramona Amodeo, coppietta perfetta e futuri sposi?

E' stata la coppia rivelazione dell'estate e, nei mesi passati, ci ha tenuto compagnia tra gelati, ghiaccioli e, rigorosamente, riviste di gossip sotto l'ombrellone.

Il loro e' un sogno d'amore coi fiocchi: dopo essersi innamorati a Uomini e Donne, Ramona Amodeo e Mario De Felice stanno vivendo una favola basata su un rapporto, almeno all'apparenza, piu' che solido. Come vi avevamo raccontato in un'altra news, i due ragazzi starebbero sperimentando qualcosa di molto simile ad una convivenza.

O, forse, dovremmo dire a un matrimonio, considerando che per la sua bella tronista il caro Mario e' stato persino disposto a cancellare il suo account Facebook per via dei commenti delle altre ragazze che infastidivano la gelosa Ramona.

Ma non scherzateci troppo, perche', se non ancora l'avete capito, il matrimonio sembra essere il prossimo passo dei due piccioncini…

Tuttavia, siamo abituati a rivelazioni del genere da parte di ex concorrenti di U&D e non ci sorprenderemmo se i due dovessero lasciarsi molto presto. Al momento restiamo ottimisti, visto che la loro sembra una coppia davvero affiatata.

Speriamo solo che non sia tutta colpa del successo mediatico!

Gossip: Un trans tra le 60 ragazze di Miss Italia?

Che le cose stiano cambiando col tempo e' perfettamente normale ma questa potrebbe rappresentare una svolta inaspettata nel concorso di bellezza piu' famoso del Bel Paese: secondo alcune indiscrezioni, infatti, tra le 60 finaliste ci sarebbe anche una concorrente trans, la cui identita' e' rimasta sconosciuta, nonostante in rete si sia scatenata una vera e propria caccia!

Non sono arrivate ne' conferme ne' smentite da parte degli organizzatori del concorso ma, in base al regolamento, Patrizia Mirigliani avrebbe confermato che nel caso in cui la voce non si rivelasse solo un cattivo pettegolezzo, la ragazza verrebbe probabilmente squalificata.

Certo, si parla di un regolamento dell'altro secolo, creato in un'Italia non certo pronta ad accettare una cosa del genere, come sostenuto anche da Milly Carlucci, che pensa sia giusto modificare il regolamento e dare anche a queste donne la possibilita' di ambire al premio italiano di bellezza per eccellenza.

Se ci saranno ulteriori novita' vi terremo aggiornati!

Gossip: Mara Venier: ho perso 13 chili Nessun ricorso alla chirurgia estetica

Un debutto da donna nuova, quello che si prepara a fare in tv al fianco di Lamberto Sposini, Mara Venier. Ha perso parecchi chili, ma a Di Più Tv dice di non fatto ricorso alla chirurgia estetica. "Ho semplicemente perso 13 chili mangiando solo pesce, carne e budini al cioccolato al posto del pane e della pasta. Poi ho cambiato parrucchiere e truccatore: niente di più e niente di meno" spiega la presentatrice.

La differenza c'è e si vede: la bella Mara, non più appesantita, sembra essere ringiovanita di parecchi anni. Il viso appare più fresco e sbarazzino, il fisico tonico e sensuale. "Non sono contro la chirurgia estetica, ma per ora non mi sono rifatta nulla. Più avanti, chissà. Ma la verità è che oggi mi sento bene come sono, mi sento carica".

Confessa di essere devota di sant'Antonio da Padova e di portare al collo una collanina raffigurante la sua effigie. "Ci sono stati momenti difficili della mia vita in cui ho pregato tanto, ma per il lavoro non disturberei nessun santo".

Gossip: Isabella,dito medio ai flash La Ferrari non gradisce interferenze

E' ancora tempo di Sapore di sale per Isabella Ferrari, l'attrice 46enne in vacanza a Sabaudia con i figli sfoggia un fisico sempre seducente e sensuale. Peccato però che non gradisca l'obiettivo dei paparazzi e alzi il dito medio in direzione dei flash. Il siparietto poco signorile è stato immortalato da Di Tutto.

La Ferrari ha trascorso le vacanze sulla spiaggia in compagnia dei figli, del cane e di alcune amiche. Intenta a telefonare con il cellulare l'attrice non gradisce però interferenze e così è bastato un flash per innervosirla e farle scattare il gestaccio. Bikini rosa e prendisole aderente bluette con i lustrini, la Ferrari con i capelli al vento e un look naturale sembra proprio la stessa dei tempi mdi Sapore di sale.

Gossip: Larissa tutta nuda per Playboy La Riquelme diventa tridimensionale

Da qualche giorno non sentivamo parlare di lei, ma eccola comparire in un servizio supersexy per la versione brasiliana di Playboy: Larissa Riquelme, la modella paraguaiana balzata agli onori della cronaca durante i mondiali di calcio per le sue pose da urlo allo stadio e le sue dichiarazioni piccanti. Dopo avere regalato immagini hot per diverse riviste, Larissa approda su Playboy nuda e in versione tridimensionale e lo spettacolo è assicurato.

Come mamma l'ha fatta, senza pudore, la Riquelme davanti all'obiettivo del fotografo è un'esplosione di sex appeal e sensualità. Curve prorompenti le sue che non nasconde, anzi evidenzia grazie alla possibilità di vederle in versione tridimensionale per i lettori della rivista. A dire il vero, anche in bidimensione, le sue forme giunoniche sono abbastanza evidenti e l'effetto erotico è assicurato.

Gossip: Belen,il topless solo per Fabrizio Posa in topless,nessun video hard

Non c'è alcun video hard su Internet che vede protagonista Belen Rodriguez, in compenso ci sono le foto del backstage della sua ultima campagna promozionale in cui posa in jeans e topless (timidamente nascosto). Mentre la sorella Cecilia dichiara che tra la bella argentina e il fidanzato Fabrizio Corona è pace fatta e le vacanze sono servite ad unirli ancora di più, su Facebook si moltiplicano i fan della Rodriguez.
Fino a qualche ora fa gli internauti erano a caccia del video, di cui si era parlato qualche mese fa, che vedeva protagonista in versione hard Belen. Del filmato non c'era e non c'è traccia ma un fantomatico gruppo di Facebook ne prometteva la visione e i fan si so no scatenati. Ora, dopo oltre 100mila iscritti, il gruppo è stato chiuso e del video hot nessuno ha visto nulla.

Certo è che qualunque notizia riguardi la bella Rodriguez scatena subito la curiosità dei tanti fan. Al posto del filmato potranno gustarsi le ultime immagini dal set pubblicitario di Miss Sixty, in cui la modella posa in semi topless. E rassegnarsi, visto che Cecilia dalle pagine del settimanale Vivo dice che l'estate è servita come momento di riflessione per la sorella e Corona, ma che finalmente hanno capito di amarsi profondamente. "Stare in vacanza tutti insieme è servito per rigenerarsi e caricare le pile" ha detto. E i flash...

Gossip: Cassano diventerà padre Periodo d'oro per il talento barese: la moglie Carolina è rimasta incinta

Cassano si riprende la Nazionale e non solo quella. In casa del fantasista barese continuano ad arrivare belle notizie, e l'ultima è davvero col botto. Dopo le indiscrezioni del pomeriggio, sono giunte le conferme: Carolina Marcialis, la bellissima moglie di Fantantonio, è al secondo mese di gravidanza e gli darà un figlio entro la prossima primavera.

Un evento che non può che allietare tutti gli appassionati del mondo del calcio, che stanno apprezzando nella Sampdoria e anche a livello di Nazionale il processo di maturazione che Cassano da anni ormai ha messo in opera. Diremmo... è pronto per diventare papà.

Non resta quindi che fare gli auguri ad Antonio e a Carolina, che diventeranno genitori nella primavera del 2011. Già lunedì in conferenza stampa il barese era stato sibillino: "Sarò un bravo padre".

Calcio: Tutti con Cesare Firenze stregata da Prandelli «Voglio gioco e coraggio»

Firenze stregata da Prandelli «Voglio gioco e coraggio»

FIRENZE - Ventimila spettatori. Tutti, più o meno, per lui, Cesare Prandelli. Firenze non ha feeling con la nazionale, ma va pazza per il suo allenatore che qui è considerato, dalla stragrande maggioranza, uno di famiglia. E non solo perché ha guidato per cinque anni con risultati eccellenti la Fiorentina e neppure perché, alla fine della sua avventura con la Viola, ha scelto di vivere in questa città affascinante e contraddittoria. I fiorentini lo amano per quello che è, per i suoi sorrisi discreti, i suoi silenzi, i toni pacati. Prandelli a Firenze è e sarà sempre soltanto Cesare, «uno di noi». Piace alle famiglie, ai bambini, agli ultrà. Stefano Sartoni detto Passarella, uno dei capi storici della curva Fiesole, ha già dettato la linea: «Chi vuole contestare la nazionale è pregato di rimanere a casa».
Cesare Prandelli (Ap)
Cesare Prandelli (Ap)

La prima italiana di Prandelli non poteva che essere al Franchi, nel suo stadio, nel suo covo, davanti alla sua gente, sulla sua panchina. Sarà il congedo definitivo dal pianeta Fiorentina, ma anche l'inizio di una nuova avventura. In tribuna ci sarà Roberto Baggio, un altro grande ex, ci saranno soprattutto i suoi figli, Nicolò che lavora al Parma e Carolina che sta per andare a studiare in Inghilterra. E non mancherà Andrea Della Valle perché forse è arrivato il momento di mettere da parte certe incomprensioni che hanno minato il rapporto con i proprietari della Fiorentina e consacrato il divorzio. Niente è eterno. Ma quello che è stato, resta. E non va dimenticato.

Cesare, di sicuro, non dimenticherà: «L'ansia e l'emozione sono già forti, ho rivisto persone che hanno lavorato per anni con noi e che amano la Fiorentina. Per me Firenze è qualcosa che va oltre l'aspetto professionale. L'ho scelta per viverci e la considero la mia città. Avevo rischiato su un progetto lungo per provare a vincere con la Viola, poi per tanti motivi le cose sono cambiate. Non si può dire no alla nazionale. E ora sono qui. Non ho paura di eventuali contestazioni, chi verrà allo stadio lo farà per festeggiare. Credo nell'intelligenza dei tifosi».

Ieri prova generale della festa, davanti a 400 tifosi che durante la rifinitura applaudono (anche Cassano) convinti. L'allenatore ricambia, i giocatori si accodano e restituiscono l'applauso. Commozione e sudore. Forse qualcosa di nuovo sta nascendo. Forse. Stasera, sbucando dal tunnel, quando lo stadio si alzerà in piedi per l'applauso atteso oltre tre mesi, Prandelli farà fatica a concentrarsi sulla partita. All'apparenza, una formalità. Le Far Oer, numero 118 del ranking, sono la cenerentola del girone, ma l'Italia in via di ricostruzione non può sottovalutare nessun avversario, neppure il più malleabile. Niente scherzi, dunque. Servono tre punti, ma al c.t. non basta il risultato: «Non sto a chiedermi se vinciamo 2-0 o 3-0, mi interessa che la squadra si esprima bene. Io inseguo il gioco e mi arrabbierò se ci sarà un calo di tensione. Vedo che tra voi (riferito alla platea dei giornalisti ndr) l'atmosfera è più rilassata rispetto alla vigilia di Tallinn. Questo clima può contagiare anche i giocatori, sarebbe umano e comprensibile. Ma non deve succedere». Prandelli alza l'asticella, lavora duro sull'aspetto psicologico, ha già preparato la squadra con cinque novità rispetto all'Estonia, tre viola in campo e due esordi assoluti: il portiere Viviano (al posto di Sirigu) e il laterale destro De Silvestri (per Cassani).

Giocano anche Antonelli al posto di Molinaro, Gilardino per Pazzini e probabilmente Giuseppe Rossi per Pepe. L'americano del Villarreal ha smaltito la distorsione alla caviglia sinistra e ieri mattina, nella prova generale, ha risposto bene. Però l'allenatore mantiene un minimo di cautela: Quagliarella è in preallarme. Nasce l'Italia a tre punte e con il centrocampo di qualità (Montolivo, Pirlo e De Rossi) che vuole Prandelli. «Una squadra vera. Mi piacerebbe che la gente fosse coinvolta nel nostro progetto: se volete chiamatela pure la nazionale del coraggio. Cassano? Mi piace quando parla di calcio ma, come ha detto lui, non dovete mettermi pressioni su Totti. Credo che la sua fosse una battuta: vuole recuperare il rapporto con Francesco».

Musica: Primo giorno di scuola per i figli di Jacko Basta lezioni a casa, Prince Michael e Paris ora vanno alla prestigiosa Buckley School: 32 mila euro di retta

Finora avevano vissuto nell'isolamento, come il padre

Primo giorno di scuola per i figli di Jacko

Basta lezioni a casa, Prince Michael e Paris ora vanno alla prestigiosa Buckley School: 32 mila euro di retta

I figli di Michael Jacson al funerale del padre: Paris, Prince Michael I e (
I figli di Michael Jacson al funerale del padre: Paris, Prince Michael I e (
MILANO – Niente più lezioni a casa, con tutor privati. Prince Michael, 13 anni, e Paris Jackson, 12, i figli maggiori di Michael Jackson, sono alle prese con i loro primi giorni di scuola. Dalla fine di agosto, i ragazzi stanno frequentando le lezioni alla prestigiosa "Buckley School" (http://www.buckleyla.org/index.aspx) di Sherman Oaks, in California, nelle classi settima e ottava che nel sistema di educazione italiano corrispondono alle scuole medie. E' la prima volta che i figli della star mondiale - scomparsa il 25 giugno del 2009, a 51, anni in circostanze ancora non del tutto chiarite - siedono in classe insieme a dei coetanei. Finora, i contatti con bambini della loro età, erano stati sporadici, se si escludono i rapporti con i cugini e parenti del potente e vasto clan familiare dei Jacskon. Del resto, il più stretto isolamento nella vita privata era la filosofia di vita che il padre aveva scelto per sé e per loro, arrivando a coprire loro il volto con dei veli o nascondendoli dietro a degli ombrelli durante le uscite pubbliche, perché non fossero fotografati. Una filosofia a cui il primogenito, Prince, si è parzialmente ribellato, chiedendo alla nonna materna Katherine, sua tutrice legale, di fargli frequentare una scuola e convincendo anche la sorella a seguirlo. Il più piccolo dei fratelli, Prince Michael 2, detto "Blanket", di 8 anni, continuerà invece a seguire le lezioni a casa.

A SCUOLA COI BODYGUARD – La Buckley School da sempre accoglie i rampolli del jet set di Los Angeles e dintorni (la retta annuale per la "middle school" è di 32 mila euro) e vanta tra gli ex alunni altre celebrities come Paris Hilton e l'attore della serie "Friends" Matthew Perry. A detta di alcuni testimoni, però, è la prima volta che degli alunni sono seguiti dalle guardie del corpo perfino mentre raggiungono le aule per seguire le lezioni, pranzano nella mensa, o quando sistemano i libri nell'armadietto. Di solito il personale di sicurezza attende gli studenti nel parcheggio della scuola. La presenza dei bodyguard dei due Jackson, crea imbarazzo negli altri alunni, che faticano ad avvicinarli e a stringere amicizia con loro. E invece è stato proprio per il desiderio di conoscere nuovi amici che Prince aveva chiesto alla nonna di poter frequentare una scuola. Del resto, lei stessa aveva raccontato, ne giugno scorso, in un'intervista esclusiva al Daily Mirror, che i suoi nipoti non avevano amici proprio perché non andavano a scuola e la loro vita si limitava agli incontri con zii e cugini, oppure alle lezioni di nuoto e karate, rigorosamente con istruttori privati nella tenuta di famiglia. A casa, racconta la nonna, Paris ha trasformato la sua camera in un "tempio" dedicato al padre, con le sue foto ovunque. Lei è l'unica ad avere ereditato la passione per la musica. Il fratello maggiore, Prince, ama invece il mondo del cinema e sogna di diventare un regista. Blanket, invece, è un giocherellone proprio come lo era suo padre. E anche se adesso l'isolamento col resto del mondo si è rotto, il clan dei Jackson non ha rinunciato a mettere dei paletti: secondo altre testimonianze raccolte dai tabloid inglesi e dal sito TMZ, gli studenti della scuola sarebbero stati invitati a non fare domande ai ragazzi sul loro rapporto col padre, né sulla loro famiglia, compresa la vita privata della zia Janet.

"COS'AVREBBE DETTO MICHAEL?" - La decisione di mandare i ragazzi a scuola non è stata indolore per il clan Jackson: la nonna ha dovuto scontrarsi con il parere opposto di tre degli altri suoi figli, tra cui La Toya. Ma se lei abbia fatto la scelta giusta se lo chiedono migliaia di fan in tutto il mondo, nei forum e nei siti a lui dedicati. Lionel Richie, amico della popstar, ne è convinto. "Per loro è un'occasione in più per avere una vita normale, dopo la sua morte" ha detto al Sun.

lunedì 6 settembre 2010

Tv: Il giallo della trans a MissItalia

La Rai: «Può partecipare solo chi è donna dalla nascita, per regolamento». Luxuria: «Dopo aver cambiato sesso, sono per lo Stato donne a tutti gli effetti»

MILANO - Una transessuale a Miss Italia. La notizia (incerta) circola. Ed è subito "giallo". Se ne sarebbero accorte le ragazze (i condizionali sono d'obbligo). E la finale, come ogni anno, si accende di "gossip", forse scoop, capace fomentare polemiche, accendere discussioni. E soprattutto riflettori e attenzione. «Se esiste un regolamento va rispettato». Il Capostruttura di Raiuno, Antonio Azzalini, non ha dubbi. ««Partecipa a Miss Italia chi è donna dalla nascita». No secco anche dal consigliere Rai, Giovanna Bianchi Clerici: «Ritengo impraticabile la via del cambiamento perché il concorso è aperto alle ragazze e mi sembrerebbe una forzatura modificarlo. In generale io non amo questo tipo di concorso, ma è spettacolo e lo è tanto più da quando si è dato risalto ad altri valori oltre a quello della bellezza. Fare, però, di questo spettacolo una via per aprire ai trans mi sembra esagerato». Taglia corto Milly Carlucci, conduttrice della trasmissione di Miss Italia ( in onda su Rai1 dall'11 al 13 settembre). «Il passato delle ragazze non ci interessa», dice. «È irrispettoso e irriguardoso indagare sul passato delle concorrenti. Io qui ho visto soltanto 60 belle ragazze che sfileranno per essere incoronate come la più bella d'Italia». Sembra che il concorso non abbia regole poi così rigide, lo ricorda Fabrizio Frizzi, storico conduttore di Miss Italia, che dice:« Certo, si tratta di un argomento su cui bisognerebbe riflettere, non è facile. In ogni caso non dobbiamo mettere limiti a quello che può succedere, il regolamento è stato cambiato tante volte in passato».

NEO-DONNE - Vladimir Luxuria è convinta che il giallo sulla presenza (o meno) di una trans alla kermesse di Salsomaggiore rappresenti «un'occasione per parlare di pari opportunità». E contesta le regole attuali invocando la legge. «Le trans», dice «dopo aver cambiato sesso, sono per lo Stato donne a tutti gli effetti». «Dopo la rettifica dei genitali - aggiunge - la legge consente di essere riconosciuta donna dallo Stato, di avere nome e generalità femminili su tutti i documenti tranne su quello di nascita».

IL REGOLAMENTO - «Sarebbe bello se un trans vincesse Miss Italia», commenta Cristiano Malgioglio. «Credo che per essere donna bisogna sentirsi tale e molti trans si sentono donne al cento per cento». Invoca il regolamento, invece, Massimo Giletti. «Parla chiaro: al concorso di miss Italia, come anche a quello di Miss Italia nel mondo, che ho condotto recentemente, possono partecipare soltanto le donne dalla nascita. Non credo davvero che questa regola sia stata infranta». E infatti, il regolamento parla chiaro: solo chi è donna «dalla nascita» può partecipare al concorso. A prevederlo, senza lasciare margini a dubbi, è il comma b dell'articolo 8 nella sezione "Requisiti per l'ammissione al concorso". Si tratta di norme relative al genere delle partecipanti, consolidatesi nel 1992 e già in passato oggetto di numerose proteste da parte di Vladimir Luxuria e di altre numerose associazioni. Non a caso proprio nello stesso anno è nato, per tutta risposta, il concorso Miss Italia Trans riservato alle concorrenti escluse categoricamente dal comma b, articolo 8. Ed è proprio Marika, eletta nei giorni scorsi reginetta del concorso Miss Italia Trans 2010 a intervenire, chiedendo che si cambino le regole ma chiedendo che la femminilità «regni sovrana». La kermesse della bellezza, secondo Miss Italia Trans 2010dovrebbe essere aperta «almeno alle trans operate, che come dice anche la loro carta d'identitá, sono donne a tutti gli effetti». La neoreginetta trans confessa: «Se avessi potuto anche io avrei partecipato a Miss Italia». E aggiunge: «L'ipocrisia regna sovrana», dice, «ma la realtà è un'altra. Io stessa sono stata fidanzata sei anni con un uomo che non si è posto il problema».

X Factor: Si punta sul caso umano

Il balbuziente, la coppia gay, la ragazzina col viso dolce abbandonata da papà quand'era piccola, una giovane albanese grintosa, un animale da palcoscenico incontenibile. E i giudici si promettono battaglia


La vera novità di quest'anno non sono tanto i tre nuovi giudici (Tatangelo, Elio e Ruggeri) che affiancano la Maionchi (insostituibile, senza di lei che mondo sarebbe?), quanto l'attenzione alle storie dei singoli cantanti. C'è il ragazzino balbuziente (Stefano), la ragazza albanese (Dorina), quella abbandonata da papà quand'era piccola (Sofia), la coppia di fatto gay (i Kymera) e l'animale da palcoscenico incontenibile e incompreso (Nevruz). X-Factor cambia marcia: da talent show tutto musicocentrico a vero e proprio show televisivo. Tanto che anche Facchinetti annuncia modifiche anche nello stile di conduzione: «Sarò meno "bravo presentatore", meno bretelle. Sarò destrutturato, punterò a una conduzione più semplice. Niente sarà più come prima, come nelle precedenti edizioni».

I quattro giudici sono diversissimi tra loro, per età, backgorund, gusti musicali, idee e opinioni su che cos'è l'X-Factor e cosa si cerca in trasmissione. E si promettono battaglia. «Faremo come nel rugby - spiega Ruggeri -: ci ammazzeremo di botte e poi però andremo insieme a bere una birra. Perché il bello di questo quartetto sta proprio nell'eterogeneità, nel confronto di opinioni, nella capacità di venirsi incontro anche se così diversi». La più felice di tutti è Mara Maionchi: «Finalmente mi sono tolta i gruppi dai piedi!» e infatti se li è beccati Enrico Ruggeri. La più rassegnata è Anna Tatangelo : «Sono il giudice più criticato, ma sono abituata e perciò prendo e porto a casa». Il più battagliero è Elio: «Sono qui con l'obiettivo di vincere: di vincere il programma con un mio cantante, di vincere come giudice, di vincere l'auditel, di vincere la nomination a personaggio televisivo dell'anno. I miei concorrenti sono tutti vincitori annunciati, io sono il miglior giudice e ho il migliore vocal coach. Se non vinco, faccio causa alla Rai» annuncia tra le risate generali, naturalmente scherzando. Ruggeri osserva, studia, come un leone che aspetta di dare la zampata.

Quattro i giudici, quattro quest'anno le categorie: 16-24 anni maschi (di Mara Maionchi), 16-24 anni femmine (di Anna Tatangelo), over 25 (di Elio) e gruppi musicali (di Enrico Ruggeri). E se allo spareggio finale i giudici dovessero trovarsi in parità, come si procederà all'eliminazione? Risponde Facchinetti già nei panni del presentatore istituzionale: «Ci aspettiamo dai giudici che trovino un accordo, il loro mestiere comprende anche questo compito. Se proprio non ci sarà modo di sbloccarsi dal due voti contro due, si darà il via a un nuovo meccanismo che chiameremo "Tilt" e che però vogliamo rivelare solo in trasmissione, solo se sarà necessario».

Ecco cosa pensano i giudici dei loro concorrrenti. Mara Maionchi, asciutta e dritta al punto: «Davide ha 17 anni e una voce davvero particolare, è un ragazzo interessante. Ruggero ha 16 anni e mi ha ricordato molto Gianni Morandi da giovane, ha una fisicità incredibile e la stessa freschezza. Stefano ha 22 anni, studia lirica, suona il sax ed è estremamente emotivo. Quando parla balbetta, ma quando canta si libera. La mia vocal coach è Rossana Casale, una donna (finalmente!) di indubbio talento». Enrico Ruggeri, intenerito e paterno: «Ho scelto gruppi diversi tra loro, in modo che non ci fosse concorrenza interna. I Borghi Bors, che i più perspicaci avranno capito essere fratelli, che hanno una sintonia spiccata. Io non sono del ramo, ma mi dicono che piacciono molto alle ragazze, spero che questo non li etichetti. I Kymera, che sono dei predestinati, una coppia di fatto, come si dice oggi, con una intesa ancora più forte dei Borghi. Sono un soprano e un tenore. E poi gli Effetto Doppler, i miei concorrenti più giovani, che mi fanno tenerezza e mi sono piaciuti anche se mi hanno cantato solo canzoni che a me non piacciono per niente». Anna Tatangelo, che già usa una terminologia alla Ventura: «Alessandra è una che arriva al cuore , di grande intensità, con lei per i brani della prima serata ho scelto la strada della non scontatezza. Dorina è il mio cavallo di battaglia, suo padre è il Vasco Rossi albanese e lei è una grande artista. Alle prove i tecnici le hanno regalato un grande applauso. Sofia è stata abbandonata da papà da piccola, è molto emotiva ed è la mia grande scommessa». Elio, spiritoso e geniale come sempre: «Manuela è l'evoluzione della diva anni '60, ha una presenza scenica incredibile ed è la vincitrice annunciata di X-Factor. Nathalie è quella che ha cantato meglio ai bootcamp anche se ai provini non aveva impressionato più di tanto. È una che va capita, che non si comprende subito al primo impatto, ma è anche lei la vincitrice annunciata di X-Factor. Embeh? Potrebbero arrivare prime parimerito! Nevruz più che un cantante è un animale da palcoscenico, un artista, un personaggio. Non dorme mai, per dire, e l'altro giorno si è addormentato di botto in piedi. Quando lo vedi pensi che si aun pirla, ma anche lui è il vincitore annunciato anche se paradossalmente rischia di non essere capito e di essere cacciato la prima sera». Insomma, ne vedremo delle belle. Appuntamento stasera, lunedì 6 settembre, su Raidue ore 21 per assistere ai provini finali che hanno portato alla selezione ultima. E domani sera, martedì 7 settembre, sempre su Raidue alle 21, per la prima puntata della quarta edizione di X-Factor. Non prendete impegni.

Sport Rally: Cronoscalata nel Catanese, muore spettatore

CATANIA - E' morto la notte scorsa nell'ospedale Cannizzaro di Catania Francesco Zappalà, 27 anni, uno dei due fratelli travolti ieri da un'auto che partecipava a Nicolosi alla 45/ma edizione della corsa automobilistica Catania-Etna. Il fratello, Emanuele di 21 anni, ha riportato la frattura del bacino ed è stato ricoverato nell'ospedale Garibaldi con una prognosi di 40 giorni. A travolgere gli spettatori è stata la Renault Clio E3 guidata dal pilota Rocco Russo, che si è schiantata contro un muretto di contenimento finendo poi in una scarpata.

FIDANZATA, ERA GRANDE APPASSIONATO - "Lui era un appassionato: ogni anno puntualmente andava a vedere la Nicolosi-Etna". Lo ricorda tra le lacrime Santi, la fidanzata di Francesco Zappalà, il giovane di 27 anni morto durante un incidente avvenuto ieri a un'auto che partecipava alla cronoscalata Catania-Etna. "Ieri sera i medici dovevano operarlo - aggiunge la ragazza in un'intervista all'emittente Telecolor - e hanno fatto il possibile. E' una tragedia. Francesco era appassionato di moto e anche quest'anno aveva deciso di andare in gità sull'Etna". Particolare confermato anche dal padre dei due giovani travolti, il fratello della vittima, Emanuele, di 21 anni, è ricoverato ma non è in pericolo di vita. "Siamo partiti da casa intorno alle 8.30 - ricostruisce Mario Zappalà, papà dei due giovani - abbiamo fatto colazione a Nicolosi, poi siamo andati nella piazza del paese dove abbiamo assistito ad alcune partenze di auto". "Da una strada interna abbiamo raggiunto lo svincolo dove è successo l'incidente - osserva Mario Zappalà - eravamo appena arrivati. Francesco ed Emanuele erano sotto il muretto e stavano risalendo per trovare un posto e potere vedere le auto quando la Renault Clio ha investito quel muro che è crollato addosso a tutti e due. E' stato il muro - conclude il genitore - che ha fatto il danno".

Gossip: Belen Rodriguez e Fabrizio Corona si amano ancora, parla Cecilia Rodriguez

Liti e riappacificazioni, discussioni e immediati chiarimenti, crisi e superamenti, insomma un tira e molla senza fine quello della coppia piu' sexy d'Italia: il paparazzo con la fedina penale sporca, Fabrizio Corona, e la showgirl protagonista di asfissianti spot pubblicitari, Belen Rodriguez.

Nei giorni passati avevamo gia' riportato svariate notizie sulla loro presunta rottura, seguendo le loro orme con minuziosa attenzione e paziena. Vi ricorderete sicuramente lo scoop riguardante la bell'argentina che fa una sorpresa al suo principe tutto muscoli e tattoo e poi lo scatto che li immortala di nuovo insieme dopo la dichiarata fine della loro storia, ma i due sembrano non fare troppo sul serio e si prendono e si lasciano come due adoloscenti alle prime armi con una relazione seria e duratura.

Ma adesso ad esprimere la sua opinione e' Cecilia Rodriguez, sorella della sensuale Belen, che rassicura i fan sulla recente riconciliazione della coppietta.

"È stata un'estate di riflessione per tutti e due e magari, chi lo sa, per ritrovarsi. Hanno capito di amarsi profondamente, questo è quello che conta (…) Per il resto quella è la vita di mia sorella, io mi limito a darle dei consigli. In ogni caso la sosterrò sempre", afferma la sorella minore in un'intervista del settimanale "Vivo".

Che la dolce Cecilia parteggiasse per sua sorella, per la sua storia d'amore con il bad boy Corona e per qualsivoglia decisione che Belen prendera', ne eravamo certi. Il dubbio sorge riguardo all'autenticita' di tale fonte: chi ci garantisce infatti che non abbia sparso questa voce per far tacere il gossip italiano e permettere ai due di prendersi tutte le pause di cui hanno bisogno?

Ma ci vuole ben altro per arrestarci quindi, cari seguaci del gossip, non preoccupatevi, vi terremo assiduamente aggiornati su ogni dettaglio che riusciremo a scoprire sul prosieguo della storia piu' ciarlata del momento.

Cinema: «Grazie a Dancing with the Stars ho sconfitto il cancro. E ora torno a ballare»

Invitata al programma tv. La protagonista di «Dirty Dancing» racconta: «Il collo mi stava uccidendo. Mi sono fatta visitare per capire se ero in grado di partecipare»


MILANO - Si potrebbe quasi chiamare "la maledizione di Dirty Dancing". Dopo Johnny-Patrick Swayze, morto lo scorso anno di tumore al pancreas, anche Baby-Jennifer Grey ha, infatti, avuto a che fare con un cancro ma, fortunatamente, in questo caso sarebbe stato preso per tempo. È stata la stessa 50enne attrice, che in questi giorni si sta allenando per partecipare al programma della ABC Dancing with the Stars (il nostro Danzando sotto le stelle) a raccontare dello scampato pericolo, spiegando di dover ringraziare un neurologo specializzato nella colonna vertebrale se è ancora viva, visto che si era rivolta a lui per un consulto sulle condizioni del suo collo, seriamente danneggiato in un incidente stradale del 1987, quando per poco non si ammazzò sulle strade dell'Irlanda con l'allora fidanzato, Matthew Broderick. «Il collo mi stava uccidendo e così ho detto quelli dello show che sarei andata a farmi vedere da un dottore per capire se ero in grado di partecipare alla trasmissione – si legge sul Daily Express – e così sono stata da questo famoso chirurgo di cui avevo sentito parlare un gran bene e che si diceva fosse il migliore. Quando lui mi ha visitato e mi ha chiesto cosa fosse quel grumo che avevo al collo, io gli avevo risposto di non preoccuparsi, perché si trattava di un nodulo benigno che stavo tenendo sotto controllo da 4 anni. Non volevo farmi operare per quello e, invece, lui mi ha quasi obbligata a farlo e ora posso dire, per fortuna, perché quando me ne hanno tolto metà, si sono resi conto che in realtà era un nodulo maligno, così me lo hanno levato tutto».

SFIDE - Grazie all'insistenza del dottore, dunque, la Grey è riuscita a prendere il cancro per tempo, impedendo che si estendesse, e ora è finalmente pronta ad affrontare la sfida dello show (vi aveva rinunciato già diverse volte in passato, proprio per i dolori alla schiena) dove ballerà in coppia con Derek Hough (che i rumors danno come il nuovo fidanzato di Cheryl Tweedy, ex Cole) e al quale parteciperanno anche David Hasselhoff e la figlia di Sarah Palin, Bristol. «Credo che se non lo faccio adesso, poi sarò troppo vecchia per farlo – ha commentato l'attrice – e anche se ho una paura tremenda del palcoscenico, mi sono resa conto che la vita è troppo breve e che va vissuta». Del resto, come diceva Johnny nella scena finale del film, «nessuno può mettere Baby in un angolo». Nemmeno un tumore.

Gossip: Carla, prostituta per piacere È la moglie del deputato Weatherley

Esercita in diversi bordelli: 70 sterline a incontro. Tradita da un giornalista che si è finto cliente

LONDRA - Fino a ieri tutti la conoscevano solo come l'avvenente moglie del deputato conservatore Mike Weatherley, uno dei più fedeli collaboratori del premier David Cameron. Ma la trentanovenne brasiliana Carla nascondeva un incredibile segreto, reso pubblico il weekend scorso da uno scoop del Sunday Mirror: la seconda moglie del politico cinquantatreenne passava le serate in alcuni dei più famosi bordelli della capitale inglese esercitando il mestiere di prostituta per 70 sterline a incontro. Secondo il domenicale britannico la donna, che usava diversi nomi d'arte (i principali erano Bea, Adriana e Bianca), si sarebbe dedicata alla professione più antica del mondo anche durante la recente campagna elettorale di suo marito.

LO SCOOP - Le foto pubblicate dal Sunday Mirror non lasciano dubbi. La trentanovenne, che appare solo in reggiseno e mutandine, sarebbe stata ingannata da un giornalista della testata britannica che si sarebbe finto un abituale cliente di centri massaggi. La moglie del parlamentare prima avrebbe inscenato uno strip-tease e poi avrebbe dichiarato: «Mi piace stare qui, mi piacciono i clienti carini, le persone simpatiche, i posti belli e i soldi facili». Quindi avrebbe elencato tutti i servizi sessuali a pagamento che poteva offrire al cliente e il nome degli altri due bordelli in cui lavorava. Infine si sarebbe spogliata e sarebbe rimasta completamente nuda davanti al reporter.

SEPARATI DA FEBBRAIO - Velocemente i siti web e i tabloid britannici hanno ricostruito la vita della coppia che adesso è la più chiacchierata del Regno Unito. I due si sarebbero conosciuti a Rio de Janeiro durante un viaggio di lavoro del futuro deputato. Nel 2003 si sarebbero sposati e il parlamentare avrebbe intestato alla seconda moglie anche un appartamento nell'esclusivo quartiere di Copacabana. La storia ha fatto grande rumore anche perché Mike Weatherley si è sempre dichiarato un fautore della linea più conservatrice del partito. Ai media inglesi il deputato, che ha avuto dalla prima moglie tre figli, ha raccontato di essersi separato da Carla lo scorso febbraio e di non sapere nulla della sua doppia vita: «Sono davvero molto scioccato da questa notizia e sto cercato di capirci qualcosa - ha dichiarato al Daily Mail - Ho comunque le prove che siamo separati dallo scorso febbraio e le mostrerò se ne avrò bisogno».

SCETTICISMO - Alcuni tabloid non credono alle parole di Weatherley e affermano che Carla sarebbe stata a fianco del marito durante tutta la recente campagna. Inoltre una foto, scattata appena due mesi fa, li immortala felici mentre visitano il Parlamento. Il deputato non ha voluto commentare le insinuazioni dei tabloid e ha tagliato corto: «Dovrò parlare con Carla, ma adesso ho bisogno di stare con la mia famiglia».

Sesso: Uomini obesi,amanti duraturi Mentre i playboy hanno la vita corta

Studio australiano rivela il legame nel mondo animale tra chi ha molte partner e longevità. Per i grassi aumenta la probabilità di rapporti sessuali di lunga durata

MILANO - La promiscuità ha un costo molto alto, che in natura si paga anche con la vita (che si accorcia) e con la crescita e lo sviluppo (che si arresta). È il risultato di uno studio australiano che ha indagato nel regno animale sul legame tra longevità e numero di partner, una novità in questo campo almeno per quel che riguarda gli esseri vertebrati.

PESCI TROPICALI - Lo studio è stato svolto in Australia, dall'Evolution and Ecology Research Centre dell'università del Nuovo Galles del Sud, ed è stato pubblicato sul Journal of Evolutionary Biology. Partendo dall'osservazione della riproduzione e dell'evoluzione dei pesci tropicali, i ricercatori sostengono che esista una sorta di "alt" evolutivo a quei maschi che cercano di avere troppe partner. «La nostra ricerca dimostra che i maschi pagano un alto prezzo per la loro promiscuità con un limite imposto al numero di partner sessuali che possono avere nel corso della loro vita» commenta il ricercatore Alex Jordan, che aggiunge: «Forse è il modo in cui la natura consiglia ai maschi di restare fedeli alle proprie partner». I pesci osservati dagli studiosi mostravano le stesse caratteristiche a seconda della loro attività sessuale: se accoppiati sempre alla stessa partner, mangiavano regolarmente e vivevano a lungo; se inseriti in un ambiente in cui comparivano nuovi pesci da "corteggiare", tendevano a vivere con il solo scopo della ricerca dell'accoppiamento, a scordarsi il cibo, a crescere meno rapidamente e a morire prima.

OBESITÀ E SESSO - Una seconda ricerca, svolta questa volta su 100 esseri umani, rassicura tutti gli uomini con problemi di peso: per loro infatti la durata dei rapporti sessuali sarebbe anche maggiore (in media) rispetto a chi è normopeso. Lo studio è turco, svolto dai ricercatori dell'università di Erciyes a Kayseri, e pubblicato dall'International Journal of Impotence Research. Parla di minuti medi di durata del rapporto sessuale, che nel caso di un uomo che soffre di obesità sarebbe anche di 7,3 minuti, contro gli 1,8 medi dell'uomo di normale corporatura. Questo perché - secondo i sessuologi turchi che hanno osservato i rapporti sessuali delle 100 cavie per un anno intero - il grasso in eccesso aumenterebbe nel maschio i livelli di estrogeni (un ormone femminile) andando ad agire sui neurotrasmettitori che nel cervello controllano l'eiaculazione. Per lo stesso motivo gli uomini che soffrono di eiaculazione precoce presentano mediamente bassi livelli di questo ormone sessuale.

Economia: Case & prezzi. Città per Città ecco quanto vale il tuo appartamento Dai bilocali alle zone semiperiferiche, così la scelta per chi vuole ripuntare sul mercato immobiliare

Case & prezzi. Città per Città
ecco quanto vale il tuo appartamento
Dai bilocali alle zone semiperiferiche, così la scelta per chi vuole ripuntare sul mercato immobiliare


La grande paura per chi si è indebitato e ha fatto sacrifici per comprarsi negli ultimi anni la casa è alle spalle: il valore dell'investimento è sceso quasi ovunque dopo la crisi finanziaria, ma non si è dissolto. Avere sulla testa un tetto proprio si è rivelato un buon affare se, oltre a guardare alla variazione di valore dell'immobile, si computano i canoni di affitto risparmiati e se si considera che gli strumenti finanziari classici hanno avuto o rendimenti di poco superiori allo zero (titoli di Stato) o addirittura comportato forti perdite, come è successo per molte azioni quotate a Piazza Affari.

Lo spettro di un crollo analogo a quello registrato negli Stati Uniti o in Spagna non si è trasformato in realtà. Nell'ultimo anno le quotazioni hanno molto rallentato la loro discesa: nelle grandi città il calo è stato del 2,6% secondo l'ultimo rapporto di Nomisma, con il primo semestre 2010 che ha avuto un andamento meno negativo (-1%) rispetto alla seconda metà del 2009.

Le compravendite
Intanto gli scambi, asfittici per tutto il 2008 e la prima metà del 2009, stanno faticosamente risalendo la china: secondo le anticipazioni dell'Agenzia del Territorio che fornirà i numeri ufficiali a metà mese il secondo trimestre 2010 ha visto un incremento nell'ordine dello 0,5%, delle compravendite residenziali. Poca cosa, anche se con tutta probabilità nei comuni capoluogo, e soprattutto nelle metropoli, l'incremento sarà maggiore, ma si tratta pur sempre del terzo trimestre consecutivo caratterizzato dal segno più.

L'analisi delle performance annue nelle tredici maggiori città italiane riferita agli appartamenti usati abitabili senza lavori radicali di restauro (le case nuove o ristrutturate a nuovo in media costano tra il 15 e il 25% in più, ma rappresentano una fetta minoritaria del mercato delle metropoli) non vede nessun segno positivo: Torino cede solo lo 0,1% mentre Bologna chiude la classifica con -4,6%. A Milano i prezzi sono scesi del 2% e a Roma del 2,4%. Esaminando le performance per macro-aree cittadine appare anche qualche raro segno positivo: le periferie appaiono più penalizzate, con un calo del 3,4% contro l'1,5% delle zone di pregio e il 2% dei quartieri centrali. Il peggiore risultato in assoluto è registrato dalla periferia di Bologna che ha perso il 5,7%; il migliore dal centro di Torino, che ha guadagnato l'1,8%.

Da Nord a Sud
Guardando invece ai valori assoluti di prezzo va rilevato che il calcolo è effettuato su 100 metri quadrati; per appartamenti di dimensione minore il valore per metro in proporzione cresce in maniera significativa, anche del 15-20% per un bilocale e anche del 30% per un monolocale.
A Roma e a Milano i valori sono mediamente tripli rispetto a quelli di Palermo, Cagliari o Catania se ci si riferisce alle aree di pregio, mentre in periferia il valore rimane superiore al doppio. Una curiosità: la Capitale sopravanza sia pur di poco quanto a valori medi il capoluogo lombardo. Il sorpasso è avvenuto a metà del decennio e Milano, dal dopoguerra città leader dei prezzi, non è ancora riuscita a colmare il gap.

Se la maggior parte degli analisti ritiene che andremo incontro a una stabilizzazione del mercato, il dubbio sull'opportunità di acquistare è molto diffuso tra chi vorrebbe comprare la sua prima casa o cambiare quella che già possiede. Alla domanda, tra le più frequenti tra quelle che arrivano al forum di Corriere.it «I nostri soldi», una risposta plausibile è: sì, ma ragionando in un'ottica di medio e lungo periodo. Significa innanzitutto scartare l'idea dell'acquisto se si sa già che dopo pochi anni bisognerà rivendere: difficile ipotizzare un capital gain che ammortizzi le spese legate a un acquisto per contanti, pressoché impossibile se c'è di mezzo un mutuo.

Ma significa anche guardare lontano sulle prospettive di rivalutazione dell'area in cui si vuole comprare: dove ci sono progetti di sviluppo (nuove complessi di elevato livello, potenziamento dei servizi pubblici, pedonalizzazione, aumento del verde) tutta l'area interessata finisce per beneficiarne, anche le case vecchie. Dove, invece, al degrado architettonico si accompagna quello sociale, acquistare significa di fatto compiere un atto di fede sulla capacità degli amministratori pubblici di recuperare la situazione.

Le zone
Il gap di valore tra aree con buona qualità della vita (che non significa zone di lusso, ma buoni servizi pubblici e privati e buoni standard di sicurezza) e aree del degrado è destinato a crescere. Interessante leggere i dati di un confronto tra le performance immobiliari dei quartieri nelle quattro principali città italiane condotto da Gabetti partendo dal primo semestre 2007, quando la fase espansiva del mercato era giunta al culmine. Dai numeri si ricava non solo che c'è stato chi ha messo a segno buoni risultati ma anche che tra le zone migliori e quelle peggiori la differenza supera i trenta punti. E' il caso di Milano, dove l'attesa dell'avvio per i lavori di recupero dell'ex quartiere espositivo ha fatto impennare sulle prime i prezzi in zona Fiera, anche se le quotazioni si sono riassestate per poi ripiegare negli ultimi mesi l'area ha registrato un incremento di oltre il 15%, analogo trend per Melchiorre Gioia, interessata dai lavori per Porta Nuova.

La periferia
I peggiori risultati si sono registrati nelle aree periferiche a forte disagio sociale, come il Giambellino, via Padova e viale Monza. Anche a Roma sono state premiate zone dove maggiore è la progettualità urbanistica: è il caso dell'Eur, quartiere destinato a cambiare volto con la realizzazione di residenze di prestigio. In crescita quartieri come Villa Pamphili ed Esquilino caratterizzati da buoni servizi pur non avendo i prezzi delle aree top. Penalizzati gli insediamenti esterni al Grande raccordo anulare, cui si indirizzano le giovani coppie in difficoltà ad avere accesso ai mutui. A Napoli le diminuzioni di prezzo nel triennio sono state generalizzate; si sono salvate solo Bagnoli, dove i progetti di recupero dell'area Italsider si sono messi in moto e Secondigliano; in forte calo le aree più deteriorate come Pianura. Infine a Torino sale la parte pedonalizzata e più esclusiva della Crocetta mentre scendono aree residenziali anche di medio alto livello come la zona Castello e le aree collinari e precollinari, come Gran Madre, ritenuta troppo cara per quanto offre.

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