venerdì 21 gennaio 2011

Belgio: infiltrato in tv per svelare i trucchi dei giochi a premio telefonici

Preso di mira un programma dei canali privati fiamminghi prodotta dalla Endemol

MILANO - Per sei mesi si è infiltrato sotto falso nome in una trasmissione televisiva e ha svelato i trucchi e gli inganni del suo quiz telefonico. Maxime De Winne, comico e professore d'arte drammatica belga, ha preso di mira un programma in onda sui canali privati fiamminghi Vtm e 2BE e prodotto da Endemol Belgique, la succursale belga di Mediaset, che fa capo alla famiglia Berlusconi.

INFILTRATO - Il comico è riuscito a farsi assumere dalla società di produzione per presentare un gioco che offre cospicue somme di denaro ai telespettatori che telefonano e risolvono gli enigmi proposti dagli autori. Armato di telecamera e aiutato da un collaboratore, De Winne ha immortalato i trucchi e gli espedienti usati nella trasmissione per non far vincere mai i concorrenti. Infine lunedì scorso, in una puntata del programma satirico Basta, in onda su l'emittente di Stato Vrt , ha denunciato tutto pubblicamente in un reportage giornalistico.

RISPOSTE IMPOSSIBILI - Le domande sottoposte ai telespettatori, che per partecipare al programma dovevano effettuare chiamate molto costose, erano di cultura generale e di logica. Come ha dimostrato De Winne più il gioco andava avanti, più le risposte diventavano impossibili: le soluzioni degli enigmi erano troppo complicate per una persona di media intelligenza e spesso erano volutamente sbagliate. Inoltre la trasmissione, secondo la denuncia di De Winne, non rispettava alcune elementari norme sui giochi televisivi. Ad esempio nessuno si accertava che dietro la cornetta ci fosse una persona maggiorenne.

SOSPESO - A meno di 24 ore dalla diffusione del reportage, i dirigenti delle due catene televisive hanno sospeso la trasmissione «in ragione dell'atmosfera da caccia alle streghe creatasi attorno al programma». Allo stesso tempo Endemol Belgique sta valutando se far causa alla trasmissione Basta per il danno d'immagine subito: infatti la società di produzione afferma che i giornalisti del programma satirico hanno dato un'interpretazione faziosa del gioco a premi, mentendo spudoratamente quando affermano che a questa trasmissione partecipano anche minorenni.

BUFERA POLITICA - Lo scoop di De Winne ha scatenato tante polemiche anche nel mondo politico. Importanti esponenti fiamminghi hanno minacciato di chiudere per sempre i programmi telefonici seguendo l'esempio di altri Paesi come l'Olanda. Altri invece, più pacatamente, hanno proposto regole più severe. Il segretario di Stato per la lotta alle frodi, Carl Devlies, ha promesso che una nuova legge sarà presentata nei prossimi giorni e ha rivelato che se non fosse approvata velocemente, tutti i giochi televisivi potrebbero essere proibiti. Da parte sua De Winne ha rivelato di essere soddisfatto del suo lavoro, ma con una punta di malinconia ha concluso: «Lavorando come presentatore in questi programmi ho truffato molte persone e perciò chiedo scusa».


con corriere.it

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